Pubblicato il 07 Ottobre 2026
Ferrara Musica ha varato anche quest'anno una ricca serie di concerti ''in tutti i linguaggi''
Musica al Ridotto stagione 2026/27

20261007_00_FerraraMusica_GiovanniBiettiFERRARA - Ferrara Musica ha presentato oggi la imminente stagione dei "Concerti al Ridotto" che si terranno come di consueto nel bellissimo ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado". La rassegna si articola in oltre trenta appuntamenti, che spaziano dalla musica antica ai linguaggi contemporanei. La nuova stagione di "Ferrara Musica al Ridotto" è stata illustrata alla stampa dal direttore artistico Enzo Restagno, dal direttore generale del Teatro Abbado Carlo Bergamsasco, dal direttore organizzativo Dario Favretti e dalla direttrice del Conservatorio di Musica "Girolamo Frescobaldi" di Ferrara, Annamaria Maggese.
"Ferrara Musica al Ridotto" presenta un cartellone da camera articolato e integrato con il tessuto culturale del territorio, grazie proprio alla collaborazione con il Conservatorio Frescobaldi e le associazioni culturali della città.
La stagione si aprirà giovedì 8 ottobre 2026 alle 20.30 con "Il canto poetico dell’Argentina", concerto inserito nel progetto Nunca Mas in ricordo delle vittime della dittatura militare argentina nel 50° anniversario del colpo di stato (1976-2026). L'inaugurazione vedrà impegnati Patricio Lolli (voce recitante), Aloisa Aisemberg (canto), Alessio Gentilini (oboe), Fabio Bonora (clarinetto), Hugo Aisemberg (pianoforte, progetto e direzione artistica) e Theo Aisemberg (clarinetto ospite), con la ricerca fotografica a cura di Rosi Murro.

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Ampio spazio all'interno del calendario è dedicato alla rassegna divulgativa "Raccontare la musica: tre incontri sulla storia del pianoforte", pensata per affiancare alla dimensione esecutiva un rigoroso inquadramento storico-musicologico. Il ciclo prevede tre appuntamenti domenicali alle 10.30: il 18 ottobre 2026 Giovanni Bietti approfondirà la figura e l'opera di Fryderyk Chopin con l'incontro "Fryderyk Chopin. La musica"; il 22 novembre 2026 Enzo Beacco tratterà "Il Classicismo viennese" conversando con Simone Laghi, con un'appendice musicale beethoveniana affidata a Giovanni Incorvaia, allievo di Silvia Cuccurullo al Conservatorio Frescobaldi; infine, il 20 dicembre 2026 Enzo Restagno presenterà "Bartók. Il Maestro dei Maestri" conversando con Nicola Badolato, con l’esecuzione finale di brani di Bartók da parte di Giovanni Bergamasco, allievo di Giovanni Bertolazzi.
La programmazione si avvale inoltre della cooperazione con le principali realtà musicali della città. Il Conservatorio "G. Frescobaldi" di Ferrara partecipa sia attraverso il Dipartimento di Musica Antica — con i madrigali dell'antologia ferrarese “Il Lauro verde” del 1583 (25 ottobre, con la direzione di Vincenzo Di Donato) e la prima esecuzione in tempi moderni dell'oratorio “Mosè risorto dall’acque” di Giovanni Battista Bassani del 1694 (1 novembre) — sia attraverso il Piano Duo Festival 2027, che proporrà tra l'altro la trascrizione a due tastiere dei cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven nel bicentenario della morte (7 e 14 febbraio), oltre al Festival Mixxer 2027 (16 maggio).
L'Associazione Bal’danza APS firma gli appuntamenti "Picche cause: l'arte dell'incontro" (11 ottobre, con il trio vocale Le Scat Noir, il chitarrista Agostino Maiurano e il sassofonista Roberto Manuzzi) e le matinée per la rassegna "Artisti cioè Amici 2026", con il duo flauto-pianoforte Matteo Monaco e Luca Fraternali (8 novembre 2026) e il duo violino-pianoforte Jennifer Panebianco e Karina Tseng (29 novembre 2026). Si tratta del risultato di mini-residenze cameristiche di coppie di giovani strumentisti, alcuni dei quali allievi dell’Accademia Pianistica di Imola, una formula che ha riscosso particolare successo nella scorsa edizione della rassegna.
Il terzo appuntamento del cartellone è in programma martedì 13 ottobre ore 17: viene proposto un dramma ferrarese con musica: "Ugo e Parisina storia d'amore e morte", musiche originali di Corrado Calessi (al pianoforte e direzione) e la partecipazione dei maestri insegnanti della AMF: Ambra Bianchi (flauto e voce), Stefania Bindini (clarinetto), Roberto Poltronieri (chitarra), Nicola Codecà (mandolino) e del quartetto d'archi costituito da Valeria Sbragia, Federica Caselli, Martina Sartori e Sandro Pasqual; il testo del dramma con musica è stato scritto da Athos Tromboni e la recitazione è affidata a Grazia Pantaleo, Elvira Tanzilli, Gianna Andrian, Ambretta Balboni, Maria Calabrese, Susanna Benini, Mara Guerra.
Di particolare importanza anche la partecipazione dell'Orchestra a Plettro Gino Neri, istituzione ferrarese fondata nel 1898 e punto di riferimento internazionale nel panorama degli strumenti a plettro. Sotto la direzione di Pierclaudio Fei, la storica compagine porterà in scena il concerto "In viaggio col mandolino" (20 aprile 2027), esplorando le sonorità tradizionali e colte di paesi vicini e lontani in un itinerario timbrico di rara suggestione.

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Significativa anche la presenza delle compagini corali ferraresi: il Coro di Voci Bianche Città di Ferrara, diretto da Serena Dominici con Elisa Piffanelli al pianoforte, eseguirà i due programmi a tema "Divertimenti natalizi" (14 dicembre 2026) e "Omaggio alla primavera" (9 maggio 2027); l'Accademia Corale Vittore Veneziani, diretta da Teresa Auletta, proporrà il Romancero Gitano di Castelnuovo-Tedesco per il Concerto della Memoria (26 gennaio) e un programma monografico femminile imperniato sulla Missa Brevis di György Orbán (16 febbraio); il Coro Polifonico Santo Spirito, diretto da Francesco Pinamonti, concluderà la stagione il 20 maggio con i rari Canti italiani a cappella WoO 99 di Beethoven, anch’essi in omaggio al bicentenario.
I Solisti dell’Orchestra Città di Ferrara - autentici abituè del cartellone - saranno presenti con tre concerti dedicati ai Nonetti di Martinů e Spohr (6 dicembre 2026), alle opere per fiati di Beethoven (28 febbraio 2027) e alle formazioni da camera di Brahms (4 aprile 2027).
Tutti i concerti si terranno presso il Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara (Corso Martiri della Libertà, 5).
Il prezzo/biglietto dell'accesso alla rassegna, considerata una vera e propria iniziativa di formazione del pubblico, è poco più che simbolico: per agevolare la massima partecipazione del pubblico è infatti fissato a 3 euro per il biglietto intero e a 1 euro per il biglietto riservato agli Under 20 e agli allievi di Conservatorio.
Il programma dettagliato di tutti gli appuntamenti di "Ferrara Musica al Ridotto" è su www.ferraramusica.it . Per informazioni tel. 0532 202675.

Crediti fotografici: Ufficio stampa di Ferrara Musica
Nella miniatura in alto: il pianista, musicologo e divulgatore Giovanni Bietti
Al centro, da sinistra: Enzo Restagno, Carlo Bergamasco, Dario Favretti e Annamaria Maggese
Sotto: i pianisti Hugo Aisemberg e Giovanni Bergamasco
In fondo, in sequenza: l' Accademia Corale Vittore Veneziani diretta da Teresa Auletta; e il Coro Polifonico di Santo Spirito diretto da Francesco Pinamonti





Pubblicato il 10 Luglio 2026
Presentato il cartellone di Lirica Prosa Danza della stagione 2026-2027 che prende il via il 23 ottobre
Novitā e conferme al Verdi di Pisa redatto da Athos Tromboni

20260711_Pi_00_Stagione2026-2027_MarcoTutino_phKiwiPISA - Al Teatro di Pisa una ricca stagione artistica 2026-2027 con Opera, Prosa Danza, spettacoli speciali e per le famiglie. Emerge l’offerta lirica con cinque titoli, una prima mondiale assoluta, importanti collaborazioni e coproduzioni con i teatri italiani e grandi nomi del panorama lirico internazionale. Saranno sette mesi intensi di recite d’Opera lirica e di prosa e il ritorno in stagione degli spettacoli di Danza e di musical per i bambini e uno speciale omaggio a Carlo Collodi per l’anniversario dalla nascita. Così il massimo teatro pisano anticipa al pubblico il cartellone che animerà le stagioni dalla seconda metà di ottobre 2026 fino all’inoltrato aprile 2027 con una proposta artistica dal profilo sovralocale e che porterà in città titoli e protagonisti di vertice, nuove collaborazioni e giovani promesse di provato talento.

LA STAGIONE LIRICA

L'Opera, come da tradizione, inaugurerà il 23 ottobre 2026 la Stagione 2026/27, la numero 158 dei 159 della storia artistica del Verdi e la seconda a firma del direttore artistico Marco Tutino che, per la solenne apertura, ha voluto offrire al pubblico pisano la prima esecuzione mondiale di una nuova versione dell’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell. La più nota pagina del barocco inglese: su questa scena rappresentata solo una volta nel 2006, verrà ora proposta in una coproduzione con il Teatro Goldoni di Livorno sotto la direzione di Attilio Cremonesi, sul podio dell’Ensemble Auser Musici, e nella regia di Francesco Bondì, assieme autori della nuova ipotesi, ancora inedita, di ricostruzione musicale e drammaturgica. Di riconosciuta altezza anche il cast vocale con, nei ruoli del titolo, Anna Caterina Antonacci, artista dalla fulgida carriera la cui raffinata e versatile vocalità ha attraversato tutto il repertorio di soprano e mezzosoprano, da Monteverdi a Britten fino alla contemporaneità di Tutino, ed Enea Scala, brillante tenore che spazia dal barocco al belcanto, recentemente apprezzato all’Opera di Roma nel difficile ruolo di Argirio nel Tancredi rossiniano.
Dalla tensione drammatica del IV Canto dell’Eneide di Virgilio, la stagione operistica virerà a dicembre sulle atmosfere geniali e briose di Gioachino Rossini alleggerite dagli equivoci e dagli scambi di persona della farsa L’occasione fa il ladro ovvero Lo scambio della valigia. Presentata nell’allestimento del Teatro Sociale di Rovigo, nella regia di Anna Cuocolo che richiama in scena le distorsioni geometriche di Escher e nei costumi le linee eleganti di Dior, L’occasione fa il ladro segna a Pisa due prime volte: la prima rappresentazione su questo palco, dove malgrado i suoi 214 anni non è mai stata portata in scena, e il primo risultato dell’avvio di una collaborazione triennale tra la Fondazione e l’Accademia del Maggio Musicale i cui allievi, selezionati da Marco Tutino, comporranno il cast vocale diretto, con l’Orchestra da Camera Fiorentina, da Filippo Barsali, giovane direttore pisano in carriera, che dopo molte positive esperienze all’estero è chiamato ora sul podio ‘natale’ per la prima volta nella direzione di un’opera.
Nei primi due mesi del 2027 ritornano due titoli del catalogo verdiano da almeno un decennio assenti da Pisa. Con Otello, penultimo capolavoro del Cigno di Busseto, si suggella la ripresa di una collaborazione tra i tre teatri di tradizione della Toscana, Pisa, Lucca e Livorno, che dopo la lunga e felice esperienza di "Città Lirica" tornano a produrre insieme: Marco Hribernik dirigerà Orchestra e Coro del Teatro Goldoni di Livorno, mentre la regia di Alessio Pizzech valorizzerà le doti interpretative dei protagonisti, già apprezzati frequentatori dei ruoli: Roberto Aronica, tenore dalla grande esperienza nella parte, Francesca Maionchi, soprano in ascesa che ritorna a Pisa come Desdemona dopo la splendida prova nella Traviata del 2021, Devid Cecconi, baritono toscano assai apprezzato dal pubblico del Verdi, come Scarpia (Tosca 2025) ed Escamillo (Carmen 2026), e dalla critica per la sua intensa interpretazione di Jago al Massimo di Palermo e al Lirico di Cagliari. 

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Il cammino insieme dei teatri di Pisa e di Lucca prosegue, assieme al Teatro Sociale di Rovigo, in un’altra opera verdiana, l’Aida che la regia di Ivan Stefanutti incardina sul tema di due universi in conflitto. Sotto la guida di Alessandro Cadario, affermato direttore sul podio di importanti orchestre italiane e internazionali e per quasi un decennio direttore ospite principale dei Pomeriggi Musicali di Milano, ritornano ora nelle parti di Aida e di Radamès rispettivamente Marily Santoro e Vincenzo Costanzo, che il pubblico pisano aveva largamente applaudito come coppia artistica nella Tosca conclusiva della Stagione 24/25. 
Il gran finale chiude, come in una Ringkomposition anticipata da Dido and Aeneas, la Stagione d’Opera riportandoci alla solennità e alla tetragonia della Roma antica, questa volta nell’età imperiale con La clemenza di Tito, opera che segna il ritorno di Wolfgang Amadeus Mozart all’opera seria e il cui nuovo allestimento è il frutto di un ambizioso progetto dei teatri di Pisa, Ravenna Parma, Trento, Piacenza, Ferrara.
La regia e la drammaturgia di Chiara Muti, per la prima volta al Verdi pisano, sono ispirate al verso dantesco “Nacque al mondo un sole”, celebrativo di San Francesco d'Assisi. La direzione musicale è di Ottavio Dantone, ricercato interprete del catalogo mozartiano, sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Nei ruoli principali due cantanti esperti del repertorio, Giovanni Sala e Mariangela Sicilia, definita dalla critica “prodigio di fermezza vocale” con una carriera di ripetuti trionfi scaligeri.
Tutti i titoli della Stagione operistica saranno presentati al pubblico, ogni giovedì (ore 18) precedente alla Prima, nelle ormai classiche "Guide all’ascolto" affidate a musicologi e critici.

FAMIGLIE ALL’OPERA

La proposta artistica del Verdi torna a estendersi verso il pubblico dei più giovani e delle famiglie con una stagione ad hoc composta da tre titoli in data unica di sicuro successo e di grande richiamo prodotti da Fondazione Aida. Nel mese di novembre, per i 50 anni dalla nascita della cagnolina a pois più famosa del mondo, va in scena Pimpa. Il musical a pois, nella regia di Enzo d’Alò che con Altan firma anche la drammaturgia. A gennaio arriva la fiaba musicale Pierino e il lupo , musicata da Sergej Prokof’ev e con le meravigliose illustrazioni di Emanuele Luzzati; a marzo, infine, un’altra fiaba in musica, questa volta tratta dai racconti di Gianni Rodari, Favole al telefono.

LA PROSA

Fedele a una tradizione consolidata che incontra il gusto e l’affezione della sempre più ampia platea di abbonati, il Teatro Verdi propone anche per il 2026/27 una stagione di Prosa composta da otto titoli in doppia recita e realizzata in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo. 
Tra ritorni e prime volte, alcuni dei più amati nomi del teatro di prosa italiano saranno sulla scena pisana dal 14 novembre 2026, quando la stagione sarà aperta da Umberto Orsini sul palco e Massimo Popolizio alla regia, con Prima del temporale, un testo che riunisce due generazioni di attori e si pone come tributo.
Se con Neri Marcorè e il suo Gaber. Mi fa male il mondo il pubblico del Verdi potrà esplorare l’universo creativo, etico e narrativo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, con Il medico dei maiali, testo di Davide Sacco interpretato da Luca Bizzarri e Francesco Montanari, si prosegue in un diverso registro nell’intreccio tra satira politica, ironia e tensione.
Dopo il successo della passata stagione in "Ti ho sposato per allegria", Marianella Bargilli ritorna a gennaio 2027 al Verdi, questa volta in coppia con Vincenzo Pirrotta per Montalbano. (La forma dell’acqua), un testo che per la prima volta porta a teatro il mondo del commissario siciliano più celebre che ora indaga non solo sui delitti ma anche sull’uomo, sul tempo che passa e sul bisogno di giustizia.
Anche Massimiliano Gallo, dopo il fortunatissimo "Amanticon Fabrizia Sacchi", tornerà a febbraio a Pisa nella triplice veste di autore e regista di Malinconico. Moderatamente felice e di interprete dell’avvocato d’insuccesso Vincenzo Malinconico in uno spettacolo irresistibilmente comico. 
Con un grande classico del teatro italiano, Non ti pago, la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, con Salvo Ficarra e Carolina Rosi, propone sul finire di febbraio sul palco pisano l’allestimento originale firmato dal compianto attore e figlio d’arte, in suo omaggio e in sua memoria a più di dieci anni dalla morte.
Per restare nell’orizzonte del grande repertorio, a marzo un grande maestro del teatro italiano, Gabriele Lavia, recita con Federica Di Martino in Dopo la prova di Ingmar Bergman, penultimo titolo della stagione di prosa che si concluderà ad aprile con Too late, un progetto che vede la regia di Thea Dellavalle con Anna Bonaiuto interprete principale. 

LA DANZA

Con una versione neoclassica esclusiva il balletto ritorna al Verdi per due date: a gennaio con Carmen su musica Georges Bizet coreografato da Agnese Omodei Salé e Federico Veratti in una produzione Balletto di Milano, e ad aprile con Caruso: passione 2.0, la cui regia e coreografia portano la firma di Mvula Sungani, ideatore assieme alla étoile Emanuela Bianchini di questo spettacolo che si propone come omaggio all’Italia e a due artisti mondiali come Enrico Caruso e Lucio Dalla.

GLI SPECIALI

L’inaugurazione ufficiale della Stagione 2026/27, prevista con Dido and Aeneas il 23 ottobre 2026, sarà preceduta da una invitante anteprima con il primo dei due spettacoli speciali in programmazione: il 20 settembre Lino Guanciale e Francesco Montanari saranno sul palco del Verdi con L’uomo più crudele del mondo, il testo teatrale di Davide Sacco che dopo tre anni di tutto esaurito nei teatri italiani e dopo la tappa pisana approderà nelle principali sale delle capitali europee.
C’era runa volta un re è il secondo spettacolo speciale che tradurrà sul palco un omaggio al genio di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, nell’occasione dei 200 anni dalla nascita. Al ‘padre’ di Pinocchio, ma anche autore e giornalista fecondo, è dedicata la intensa lettura musicale di Sergio Rubini accompagnato al pianoforte da Michele Fazio in una originale messa in scena.
Confermata infine la Stagione Concertistica in collaborazione con la Scuola Normale Superiore e la cui presentazione al pubblico e alla stampa avverrà in una successiva data.

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ABBONAMENTI E BIGLIETTI

Nei primi giorni di settembre 2026 è fissato l’inizio della Campagna Abbonamenti che debutta in contemporanea per Opera e Prosa il 2 settembre esclusivamente per i rinnovi riservati agli abbonati della stagione 2025/26; idem per la stagione Famiglie all’Opera, con diritto di prelazione per gli abbonati alla stagione Family & Kids 24/25.
Nella stessa data saranno messi in vendita i biglietti di L’uomo più crudele del mondo che andrà in scena il 20 settembre.
A partire dal 26 settembre si aprirà la campagna dei Nuovi Abbonamenti per Opera e Famiglie all’Opera e dal 3 ottobre per Prosa.
La vendita dei biglietti prenderà il via invece il 15 ottobre per Opera e Famiglie all’Opera e il 31 per Prosa e Danza

Crediti fotografici: photo by Kiwi Official per il Teatro di Pisa
Nella miniatura in alto: il direttore artistico e compositore Marco Tutino
Sotto: alcuni momenti della presentazione della stagione 2026-2027 alla presenza di un folto pubblico





Pubblicato il 28 Giugno 2026
Presentata la nuova stagione di opera, danza e concerti del Teatro Carlo Felice di Genova
Gli Approdi da Figaro a San Francesco redatto da Simone Tomei

20260628_Ge_00_StagioneCarloFelice_SilviaSalis_phMarcelloOrselliGENOVA, 27 giugno 2026 — Il Teatro Carlo Felice presenta la stagione artistica 2026–2027, un cartellone ampio e articolato che attraversa i grandi repertori dell’opera, della danza, del musical e della musica sinfonica, confermando la vocazione del teatro come centro propulsore della vita culturale cittadina e nazionale. La nuova stagione si distingue per un equilibrio accurato tra titoli di tradizione e aperture verso linguaggi e sensibilità contemporanee, con un’offerta capace di dialogare con pubblici diversi e di valorizzare al contempo l’identità storica dell’istituzione. Accanto ai capolavori del grande repertorio operistico e coreutico, trovano spazio produzioni di forte richiamo e progetti speciali, in un percorso che coniuga qualità artistica, visione progettuale e attenzione al contesto culturale.
In questo quadro si inserisce anche l’impegno del Teatro nella promozione della nuova creatività, testimoniato dalla presenza del compositore in residenza e da iniziative dedicate a ricorrenze di particolare rilievo, a conferma di una linea artistica che guarda alla tradizione come terreno vivo, aperto al presente e al futuro.
Ecco di seguito i contenuti salienti della nuova stagione, come desunti dal comunicato stampa.
Il Teatro Carlo Felice di Genova presenta la Stagione 2026-2027 di Opera, Danza, Musical e Concerti: una programmazione che prosegue il percorso avviato nella stagione precedente e ne sviluppa la traiettoria.

 

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Dopo l’immagine dei Naviganti – scelta per raccontare un teatro in viaggio fra tradizione, nuovi pubblici, città e futuro – la prossima stagione trova il proprio segno negli Approdi, intesi come luoghi di incontro, trasformazione e rilancio.
Se la stagione 2025-2026 aveva tracciato una rotta, la nuova programmazione individua una serie di Approdi artistici e simbolici: il repertorio mozartiano e verdiano, il melodramma italiano tra Ottocento e Novecento, il belcanto, Puccini, il teatro musicale internazionale, la danza classica e contemporanea, il musical, le pagine sinfoniche con Beethoven al centro, Paganini e il dialogo tra musica, spiritualità e territorio con il progetto dedicato a San Francesco d'Assisi.
«Il Teatro Carlo Felice è un'istituzione culturale in continuo movimento, capace di cercare pubblici diversi continuando a rafforzare il suo inscindibile legame con Genova – dichiara la sindaca Silvia Salis – il titolo della nuova stagione è evocativo per la nostra città: parla di arrivi, incontri, relazioni e di una vocazione al dialogo che appartiene profondamente alla storia di Genova. In questo senso il Teatro Carlo Felice è uno degli approdi più importanti della città, un luogo in cui Genova incontra il mondo e in cui il mondo può incontrare Genova attraverso l'arte. La qualità artistica della programmazione si accompagna a un lavoro che considero fondamentale: rendere il teatro sempre più aperto, accessibile e vicino alle persone. Penso, in particolare, ai giovani, alle scuole, all'Accademia, ai progetti di educazione musicale, ma anche agli anziani, alle persone con disabilità e a tutti coloro che devono poter sentire il Carlo Felice come una casa.
La cultura è una parte essenziale della vita pubblica di una città perché crea conoscenza, relazioni, senso di appartenenza e qualità urbana. Come Amministrazione comunale stiamo accompagnando e continueremo ad accompagnare il percorso del Carlo Felice, sostenendo la sua ambizione artistica e promuovendo una gestione responsabile e capace di costruire continue alleanze con il territorio.»
«La nuova stagione del Teatro Carlo Felice continua a valorizzare un'offerta culturale di altissima qualità, con grandi nomi e titoli imperdibili in palinsesto, in un'alternanza fra innovazione e tradizione che il pubblico genovese ha dimostrato di apprezzare molto – dichiara la vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo, Simona Ferro – e il tema scelto per il prossimo anno è quello degli Approdi, intesi come luoghi di incontro, trasformazione e scambio di idee. La direzione scelta già lo scorso anno dal Sovrintendente Michele Galli e dal direttore artistico Federico Pupo si conferma e viene rafforzata: il programma scelto, infatti, rappresenta un segnale forte di rinnovamento e visione, per una cultura che crea connessioni e contribuisce alla crescita sociale della nostra comunità. Regione Liguria è orgogliosa di sostenere anche quest'anno le produzioni del Teatro Carlo Felice, una vera eccellenza artistica non solamente del panorama ligure, ma soprattutto a livello nazionale.»
«Questa nuova stagione – dichiara il sovrintendente Michele Galli – nasce dopo un anno di lavoro intenso, nel quale il Teatro Carlo Felice ha ricostruito e rafforzato il proprio rapporto con la città, con il pubblico e con molti soggetti del territorio. Abbiamo aperto il Teatro a nuove esperienze di partecipazione, lanciato il progetto Education “Un mare di musica…Felice!”, avviato il percorso di accessibilità “Navigare insieme”, consolidato l’Accademia come parte viva della produzione artistica, portato la musica anche fuori dalla sala, nelle scuole, nei luoghi della fragilità, negli spazi della città. Abbiamo intrapreso un piano di fundraising individuando i primi Custodi del Faro, una comunità di imprese e professionisti che riconoscono nel Carlo Felice un bene comune. Accanto a questo, abbiamo avviato un percorso di maggiore consapevolezza gestionale e di equilibrio, perché un teatro può essere aperto e ambizioso solo se è anche responsabile e sostenibile. La stagione 2026-2027 è il risultato di questa visione: dopo aver navigato, ora approdiamo a nuove terre artistiche, senza smettere di guardare avanti.»
«La programmazione 2026-2027 – afferma il Direttore artistico Federico Pupo – è costruita come un racconto articolato, nel quale ogni titolo ha una funzione precisa. Si parte da Mozart con Le nozze di Figaro, cioè da una delle opere che più chiaramente mettono in scena il rapporto fra individuo, società e trasformazione. Si attraversano Bellini, Leoncavallo, Rossini, Puccini, Čajkovskij, Verdi e il musical, alternando repertorio italiano, grandi titoli europei, nuove produzioni e allestimenti di forte identità.
La danza acquista una presenza importante, con grandi classici e progetti contemporanei, mentre la stagione concertistica affianca Beethoven 200, Paganini, Verdi, il Novecento americano e la nuova musica. È una stagione pensata per pubblici diversi, ma non dispersiva: immaginiamo un teatro come spazio di esperienza, in cui il repertorio è interrogato, rimesso in relazione con il presente e con la città.
Anche per questo motivo presentiamo il nuovo compositore in residenza Cristian Carrara del quale ascolteremo Transitus per le celebrazioni francescane e Rosso Ferrari nella stagione di concerti. Altra novità è l’arrivo di Giulio Magnanini come maestro del Coro.»
Per Genova, l’idea dell’approdo è parte della sua storia: il Teatro Carlo Felice – nel cuore della città, accanto a Piazza De Ferrari – è un luogo di approdi continui: artisti, orchestre, cori, pubblici, studenti, visitatori, professionisti, cittadini, ciascuno con la propria storia, il proprio linguaggio, la propria immaginazione che in teatro arriva a concretizzarsi per tutti.
La stagione 2026-2027 intende quindi tracciare una mappa di approdi possibili: al centro sta l’opera col grande repertorio da un lato e proposte meno usuali dall’altro; ampio spazio alla danza, anch’essa con titoli classici e progetti contemporanei; assai ramificato anche il tracciato della sinfonica, che passa attraverso pagine monumentali, anniversari, repertorio virtuosistico, occasioni familiari e progetti identitari. L’ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi porta infine la musica fuori dal teatro, nelle chiese e nei luoghi della spiritualità, confermando la vocazione del Carlo Felice a essere istituzione cittadina e territoriale.

LE OPERE IN CARTELLONE

Dal 16 al 25 ottobre 2026 la stagione si apre nel segno della vitalità e della trasformazione dei rapporti sociali con Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, in scena, dopo 12 anni, con un allestimento del Teatro Regio di Torino firmato da Emilio Sagi (ripreso da Matteo Anselmi), con scene di Daniel Bianco, costumi di Renata Schussheim, coreografia di Nuria Castejón e luci di Eduardo Bravo. Sul podio Jordi Bernàcer, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice che saranno protagonisti costanti e di un cast di grandi interpreti di questo repertorio come Roberto de Candia e Christian Senn (Conte di Almaviva), Carmela Remigio e Sara Cortolezzis (Contessa), Daniela Cappiello e Lucrezia Drei (Susanna), Vito Priante e Giorgio Caoduro (Figaro), José Maria Lo Monaco e Irene Molinari (Cherubino), Sonia Ganassi (Marcellina), e ancora Alex Martini (Bartolo), Enrico Iviglia (Basilio), Gianluca Moro (Don Curzio), Chiara Maria Fiorani (Barbarina) e Stefano Marchisio (Antonio).

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Dal 20 al 27 novembre 2026 si va verso uno dei capolavori del belcanto, assente da quasi vent’anni dal palcoscenico genovese, I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani, in un allestimento dell’Arena di Verona con il Teatro La Fenice di Venezia e la Greek National Opera di Atene che farà rivivere la nota vicenda di Romeo e Giulietta e il mortale conflitto tra le due famiglie guardando il medioevo dal Romanticismo. La direzione è affidata a Renato Palumbo, con regia di Arnaud Bernard, scene di Alessandro Camera e costumi di Maria Carla Ricotti. Anche qua un terzetto di protagonisti di fama internazionale con  Jessica Pratt come Giulietta, Annalisa Stroppa come Romeo, Antonino Siragusa come Tebaldo e ancora Fabrizio Beggi come Capellio e Luca Dall’Amico come Lorenzo.

Dal 22 al 31 gennaio 2027 il nuovo anno accoglie Pagliacci di Ruggero Leoncavallo in un allestimento di repertorio firmato dai Teatri Alchemici – Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, con scene di Federica Parolini, costumi di Agnese Rabatti e luci di Luigi Biondi. Sul podio Valerio Galli, specialista del repertorio italiano tra Otto e Novecento, impegnato a restituire al pubblico di oggi questa opera-simbolo del verismo, capolavoro di teatro nel teatro in cui è sottilissimo e attuale il confine tra maschera e verità, spettacolo e vita, comicità e tragedia. Nel cast Arsen Soghomonyan e Amadi Lagha si alternano come Canio, Claudia Pavone e Valentina Mastrangelo come Nedda, Claudio Sgura e Fabian Veloz come Tonio, Vittorio Prato e Matteo Mancini come Silvio, Pavel Kolgatin e Christian Collia come Peppe.

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Dal 19 al 28 febbraio 2027 torna dopo trent’anni esatti L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini, capolavoro di comicità su libretto di Angelo Anelli, nell’allestimento un po’ “genovese” del Teatro Massimo di Palermo con le policrome ed evocative scene di Emanuele Luzzati, i costumi di Santuzza Calì e la regia di Maurizio Scaparro (ripresa da Orlando Forioso). Andriy Yurkevych dirige anche in questo caso un cast di celebrità come Carlo Lepore e Adrian Sâmpetrean in alternanza come Mustafà, Daniela Barcellona e Laura Verrecchia come Isabella, Pietro Spagnoli e Paolo Ingrasciotta per Taddeo, Ruzil Gatin e Chuan Wang per Lindoro, Mauro Borgioni e Antonino Giacobbe per Haly, e ancora Rocío Faus è Elvira, Juliette Gauthier come Zulma.

Dal 19 al 25 marzo 2027 torna dopo quasi un decennio un altro capolavoro della storia del teatro musicale, l’incompiuta Turandot di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, in un allestimento prezioso e dai colori lunari dello SNG Maribor / Slovene National Theater firmato da Filippo Tonon per regia, scene e luci e con i costumi di Cristina Aceti. Sul podio il direttore emerito Donato Renzetti, che ha scelto di eseguire la versione originale pucciniana sino alla morte di Liù. Nel cast una delle più note interpreti di oggi della principessa di ghiaccio Turandot, il soprano Olga Maslova in alternanza con Eunhee Maggio, quindi Riccardo Massi e Antonello Palombi come Calaf, Erika Grimaldi e Soojin Moon Sebastian come Liù, Peter Martinčič e Mariano Buccino come Timur. Completano la compagnia William Corrò, Gianluca Failla, Didier Pieri, Saverio Fiore e Andrea Schifaudo.

Dal 16 al 21 aprile 2027 appuntamento con un titolo meno frequente ma molto amato (assente dal 2008), come Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in un allestimento dell’Astana Opera che porterà al Carlo Felice i suoi solisti principali diretti da Yerbolat Akhmedyarov, specializzati in questo titolo di grande suggestione tratto da un poema di Puškin che narra di occasioni perdute, ricordi e sentimenti non detti. La scelta di questa produzione è legata – come nel caso dell’Italiana di Luzzati – a un carattere di “genovesità” poiché vanta la regia di Davide Livermore, con scene di Francesco Calcagnini, costumi di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov, coreografie di Elena Sherstneva e luci di Vincenzo Raponi.

Dal 21 al 30 maggio 2027 il Carlo Felice presenta come penultimo titolo Nabucco di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera che, dal 2008, ritorna in scena in un nuovo allestimento della Fondazione genovese in coproduzione con il Regio di Parma e il Comunale di Bologna firmato da un maestro del teatro italiano come Pier Luigi Pizzi, con Massimo Pizzi Gasparon Contarini regista collaboratore e autore delle luci e movimenti di scena di Marco Berriel. Sul podio Sesto Quatrini guida un cast composto da Franco Vassallo e Dimitri Platanias come Nabucco, Matteo Desole e Paolo Lardizzone come Ismaele, Simón Orfila e Mattia Denti come Zaccaria, Silvia Beltrami e Benedetta Mazzetto come Fenena, Francesco Milanese come Gran Sacerdote, Manuel Pierattelli come Abdallo e Maria Cristina Bellantuono come Anna.

Dal 17 al 20 giugno 2027 la stagione approda al musical con uno dei capolavori più amati di questo repertorio: The Phantom of the Opera di Andrew Lloyd Webber, su liriche di Charles Hart, liriche aggiunte di Richard Stilgoe e libretto di Richard Stilgoe e dello stesso compositore. Dirige Julio Awad, la regia e le scene sono di Federico Bellone, co-scenografa Clara Abbruzzese, costumi Chiara Donato, coreografie Gillian Bruce, coreografa associata Marta Melchiorre, luci Valerio Tiberi, fonica Roc Mateu, effetti speciali Paolo Carta. Il musical è prodotto su licenza di The Really Useful Group Limited, con produzione e messa in scena originale di Cameron Mackintosh e LW Entertainment, una scelta che conferma l’apertura del Teatro Carlo Felice ai diversi linguaggi del teatro musicale, in dialogo con pubblici ampi e trasversali.

LA DANZA

La danza avrà un ruolo di particolare rilievo nella stagione, con la creazione anche di un abbonamento specifico. A dicembre 2026 il Teatro accoglierà due grandi titoli del repertorio classico eseguiti da uno dei grandi ensemble della tradizione accademica come il Corpo di ballo dell’Astana Opera: Lo schiaccianoci di Čajkovskij, dal 3 al 6 dicembre nella coreografia di Yuri Grigorovich (ripresa da Ruslan Pronin) e la direzione di Arman Urazgaliev, quindi Giselle di Adolphe Adam, dall’11 al 13 dicembre, con la direzione di Elmar Buribayev, coreografia di Altynai Asylmuratova, scene di Ezio Frigerio con Riccardo Massironi, costumi di Franca Squarciapino.
A gennaio 2027, dall’ 8 al 10, sarà la volta del Lago dei cigni di Čajkovskij, con la direzione di Patrick Lange, scene di Michele Olcese, costumi di Francesco Morabito, luci di Vinicio Cheli, coordinatore del ballo Gaetano Petrosino, affidato al Corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona.
Il 2 febbraio 2027 approda in prima per Genova Deledda. Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa, progetto di danza, musica e teatro firmato da Mvula Sungani, con coreografie di Emanuela Bianchini e dello stesso Sungani, musiche di Fabrizio De André, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni, Riccardo Cocciante e altri, e la partecipazione dell’étoile Emanuela Bianchini e del primo ballerino Damiano Grifoni con la Mvula Sungani Physical Dance.
Ad aprile, dal 2 al 4, la Sergio Bernal Dance Company presenterà un trittico composto da Rango e Boléro nella coreografia di Rafael Aguilar e The Rite of Spring nuova creazione di La Venidera ed Eduardo Martínez con le musiche di Ravel e Stravinskij dirette da Paolo Paroni.

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LA STAGIONE CONCERTISTICA

Cresce anche la Stagione concertistica 2026-2027 che propone tredici appuntamenti, affiancando repertorio sinfonico, pagine corali, ricorrenze e progetti speciali, come i due appuntamenti dedicati al genovese Nicolò Paganini nell’ambito delle celebrazioni cittadine autunnali o i cinque concerti dedicati a Beethoven nel bicentenario della sua morte.
Si comincia il 22 ottobre con Paganini_1, diretto da Jordi Bernàcer, con il violinista Kevin Zhu Premio Paganini 2018 impegnato nel Concerto n. 2 “La campanella” di Paganini, accanto alla Symphonie fantastique di Berlioz.
Il 31 ottobre tutti pronti per “dolcetto o scherzetto” con un concerto Halloween, diretto da Massimo Zanetti con il violinista Giulio Plotino, in cui il Carlo Felice si trasformerà tra zucche e ragnatele in un antro misterioso e pauroso per ascoltare pagine di Dukas, Verdi, Saint-Saëns, Grieg, Puccini, Paganini, Falla e Stravinskij ispirate al mondo immaginifico di streghe e folletti.
Il 5 novembre Paganini_2, diretto da Francesco Ommassini, con Giovanni Angeleri Premio Paganini 1997, affianca Rossini, Paganini e Cherubini. Il 20 dicembre il concerto Merry Christmas, diretto da Gino Tanasini, celebrerà il ventennale del Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice.
Il 23 dicembre si terrà invece il Concerto di Natale, diretto da Wolfram Christ con la partecipazione anche del Coro.
Il 1° gennaio 2027 il Gran Concerto di Capodanno diretto da Christopher Franklin proporrà un programma tra il musical americano di Bernstein, Gershwin e l’immortale repertorio dei valzer viennesi con pagine di Nicolai, Strauss e Suppé.
Il 2027 sarà segnato dal ciclo Beethoven 200. Si comincia il 28 gennaio 2027 con Beethoven 200_1, con Carlo Tenan sul podio e Uri Caine al pianoforte impegnato in una ormai “classica” versione delle Diabelli Variations di Beethoven accostate alla Sinfonia n. 9 di Šostakovič.
Il 25 febbraio Beethoven 200_2 vedrà Sergej Krylov nella doppia veste di direttore e violinista per il Concerto per violino op. 61 e la Settima Sinfonia di Beethoven.
Il 3 marzo Beethoven 200_3 diretto da Min Chung, con Yifan Wu al pianoforte, per il Concerto n. 3 di Beethoven e la Sinfonia n. 3 “Scozzese” di Mendelssohn.
Il 4 giugno Beethoven 200_4, diretto da Stefano Ranzani, riunirà Giulio Plotino, Giovanni Scaglione e Roberto Plano nel Triplo concerto op. 56, seguito dalla Sinfonia n. 3 “Eroica”.
Il 10 giugno Beethoven 200_5, con Roberto Abbado sul podio e Maurizio Baglini al pianoforte impegnati nel Concerto n. 4 e nella Fantasia corale.
Fra gli altri appuntamenti, il 29 aprile 2027 il Requiem di Verdi, diretto da Marco Armiliato, con un quartetto di solisti d’eccezione composto da Federica Guida, Valentina Pernozzoli, Francesco Meli e Michele Pertusi.
Il 27 maggio Rosso Ferrari, con Donato Renzetti, la chitarrista Carlotta Dalia e il fisarmonicista João Barradas, in un programma che comprende Rosso Ferrari di Cristian Carrara,  e poi pagine di Castelnuovo-Tedesco, Copland, Bernstein e Márquez.

Una sezione speciale della stagione è dedicata a Genova per San Francesco: musica, arte e spiritualità per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Dal 23 al 26 settembre 2026 si terrà In cammino con Francesco, ciclo di appuntamenti gratuiti nelle chiese francescane liguri – San Francesco d’Albaro, SS. Annunziata di Portoria, San Francesco a Recco, N.S. degli Angeli a Genova Voltri – con testi di e con Giacomo Montanari e Pino Petruzzelli, melodie gregoriane rielaborate da Federico Gon ed ensemble strumentali del Teatro Carlo Felice.
Il 3 ottobre 2026, nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, sarà presentato Transitus. Il cielo di Francesco, liturgia sacra per soli, coro e orchestra con musica del compositore in residenza Cristian Carrara, nella nuova versione commissionata dalla Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, con la direzione di Francesco Pasqualetti, la regia di Laura Sicignano, Chiara Theodora Raftis, Francesco Sergio Vitale, Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice.
Per ogni informazione https://operacarlofelicegenova.it

Crediti fotografici: Marcello Orselli per il Teatro Carlo Felice di Genova
Nella miniatura in alto: la sindaca di Genova, Silvia Salis
Sotto: il tavolo dei relatori durante la presentazione della stagione
Al centro: il pubblico intervenuto numeroso alla presentazione
In fondo, in sequenza, immagini di scena di alcune opere e balletti, veri pezzi-forte della stagione: Le nozze di Figaro;
 I Capuleti e i Montecchi; L'italiana in Algeri; Pagliacci; Il fantasma dell'Opera; Turandot; Lo schiaccianoci; Il lago dei cigni; Giselle; Deledda






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