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Un concerto del Comitato per i Grandi Maestri dedicato alla memoria di Luigi Costato |
Saccon-Genot e fanno tre |
servizio di Athos Tromboni |
| Pubblicato il 25 Settembre 2025 |
FERRARA - Il Comitato per i Grandi Maestri fondato e presieduto da Gianluca La Villa ha organizzato un concerto cameristico a Palazzo Roverella, sede del Circolo Negozianti di Ferrara, in memoria del prof. Luigi Costato: protagonisti del concerto sono stati due musicisti già noti e molto apprezzati nella città estense, il violinista Christian Joseph Saccon e il pianista Massimiliano Genot, chiamati per la terza volta quest'anno a suonare a Ferrara. Luigi Costato, nato a Modena il 17 ottobre 1934, è mancato a Padova il 3 settembre 2023. Già preside della Facoltà di Giurisprudenza di Unife per tre mandati, si era laureato nel 1956 a Ferrara sotto la guida del professor Moschella; fu libero docente di Ordinamento delle Comunità Europee e di Diritto Agrario nell'ateneo ferrarese dove, dal 1980, è stato Professore ordinario. Fu il primo fra i giuristi agraristi italiani a comprendere che il diritto agrario avrebbe visto la sua evoluzione nel diritto agro-alimentare, tanto da essere anche il primo in Italia, nel 2002, ad istituire a Ferrara una cattedra di diritto alimentare, oggi presente nei maggiori atenei italiani. Persona straordinaria, eclettica, dalla cultura vastissima e vivace, grande appassionato di storia e di musica, seppe coniugare le proprie capacità professionali di imprenditore e di studioso.
 Questa breve notizia biografica, dopo il saluto ai numerosi presenti da parte del presidente del Circolo Paolo Orsatti, è stata commentata da Camilla Segre a nome e per conto del Comitato per i Grandi Maestri. Presenti al concerto la vedova di Costato e la figlia. L'impaginato era originale e in gran parte virtuosistico, con musiche di Leone Sinigaglia (1868-1944), di Josef Slavik (1806-1833), di Alfredo d'Ambrosio (1871-1914) e di Federico Buffaletti (1866-1936): come sempre, il Comitato per i Grandi Maestri si distingue nella proposta di autori eccellenti ma (purtroppo) raramente eseguiti nelle sale e nei teatri italiani. il primo set del concerto ha visto in azione il Duo Saccon-Genot; la seconda parte invece era affidata al piano-solo di Massimiliano Genot. Saccon ha presentato con brevi note musicologiche, di volta in volta, i brani che avrebbe eseguito, poi ha imbracciato il violino per l'esecuzione del primo pezzo: la Romanza op.29 di Leone Sinigaglia, dedicata alla memoria di papà Sinigaglia: ampia cantabilità per questo lavoro, nello spirito proprio della "romanza" che affonda le proprie migliori radici nel romanticismo e nel tardo romanticismo europeo. È musica che si affida agli struggimenti della melodia, traendo una "poesia di suoni" esaltata proprio dalle corde del violino, là dove il pianoforte ha prevalentemente un ruolo di importante sostegno ritmico-armonico. Secondo brano in programma, la Rapsodia piemontese op.26 "A Dvorak" dove invece il virtuosismo la fa da padrone, e dove Saccon - assecondato da una perfetta intesa con il pianista - ha staccato grappoli di note nere a velocità stupefacente: eccellenti il nitore e la pulizia del fraseggio, ma soprattutto era comprensibile (anzi... audibile) la chiarezza della sintassi musicale per la intelligibilità di un diteggio che - a dispetto della velocità di esecuzione - s'inerpica chiaro e incessante sulla tastiera, dai piroli a riccio e giù giù fin quasi al ponticello e viceversa.

Dopo siffatta esecuzione pirotecnica, Saccon è passato alla ricerca del timbro più raffinato, con il Rondò in Sol Maggiore op.42 dove risulta palese la maturità del compositore che, sulla pagina, filtra la musica da tastiera tenendo conto di una estetica del Novecento che non s'abbandona alla sperimentazione ma ammoderna e si rinnova senza rinnegare la tradizione. Grandi applausi per ogni esecuzione, compresa la riproposta del Rondino di Josef Slavik (già eseguito a Ferrara dal Duo, proprio al Circolo Negozianti, nel gennaio scorso) dove la cantabilità si alterna al virtuosismo in un pezzo breve da concerto, ma anche vero gioiello da bis. Saccon non si è fermato qui: assecondato da Genot ha proposto, sentiti i calorosi applausi, ben due fuori programma. Prima la Chanson-berceuse di Alfredo d'Ambrosio, poi la sfolgorante parafrasi dell'aria di Figaro "Largo al factotum" dal Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, scritta da Mario Castelnuovo Tedesco per il violino nientemeno che di Jascha Heifetz. Pubblico quasi in delirio al termine dell'esecuzione. Qui Saccon ha salutato; e la seconda parte del concerto è iniziata - dopo un breve intervallo - con Genot al piano-solo. Come aveva fatto in precedenza il suo partner, anche il pianista ha spiegato, brano dopo brano, quel che andava ad eseguire. Si è trattato di una carrellata dedicata prima ad Alfredo d'Ambrosio (Premières tendresses del 1896, En Bandinant del 1909, Feuilles ésparses del 1906, Apaisement du soir e Cortège du gnomes del 1924), poi a Leone Sinigaglia per alcune pagine tratte da Fogli d'album op.7 un lavoro dedicato alla sorella Alina e adatto, nella sua semplicità esecutiva ed espositiva, per chi - studiando pianoforte - comincia già ad approcciare con successo e soddisfazione quei pezzi che hanno funzione soprattutto formativa.

Il virtuosismo, Genot, lo ha innescato nel bellissimo e folgorante Staccato-Etude op.11 uno studio sempre di Sinigaglia che non ha nulla da invidiare alla scrittura più impegnativa di uno Chopin o di uno Skrjabin. Chiusura di concerto con un pezzo godibilissimo datato 1890 di un compositore misconosciuto quale Federico Bufaletti, Mazurka de Severina. La leggiadria del pezzo la dice la parola stessa, mazurka. Calorosi applausi anche per Massimiliano Genot, per un concerto che nel complesso è durato oltre 2 ore, quindi al di là della media, onorevolmente e meritatamente. E grazie al Comitato per i Grandi Maestri. (la recensione si riferisce al concerto di giovedì 24 settembre 2025)
Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm Nella miniatura in alto: il compianto prof. Luigi Costato Sotto, a destra, Camilla Segre e Paolo Orsatti durante il saluto prima del concerto Al centro: Christian Joseph Saccon e Massimiliano Genot Sotto: Genot nel suo programma di piano-solo
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