Pubblicato il 15 Febbraio 2024
Usi e costumi dalla Turandot alla Bohčme al Teatro Comunale
Incontro con Lorenzo Cutųli servizio di Edoardo Farina

20240215_Fe_00_LorenzoCutuliFERRARA - Il 100° anniversario dalla morte di Giacomo Puccini rappresenta un’occasione per commemorare e ripercorrere la vita e la carriera di uno dei più grandi musicisti italiani.  Le sue Opere, ancora oggi, continuano a essere rappresentate sui palcoscenici più prestigiosi del mondo, celebrando lo straordinario valore artistico delle composizioni. Nasce a Lucca, patria di ricche tradizioni musicali, il 22 dicembre 1858 da una famiglia dalla lunga e prestigiosa storia legata alla musica nella provincia Toscana. Purtroppo, a soli sei anni, vede morire suo padre Michele, organista e maestro di coro del Duomo di San Martino, di conseguenza durante la prima giovinezza, viene istruito dallo zio Fortunato Magi nel suonare l’organo e nel canto come contralto. Nonostante ciò, Fortunato dichiara presto a sua sorella Albina, madre del piccolo Giacomo, che suo figlio non possiede alcuna inclinazione per la musica. Dopo questa brevissima cronistoria delle origini del Maestro, tralasciando tutto il resto deducendosi da sé, ci spostiamo verso la ricca stagione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara, ove nell’ambito della programmazione “Opera Balletto” ha voluto rendere omaggio - come sta avvenendo nella maggior parte dei teatri più importanti d’Italia per tutto il 2024 - al celebre lucchese, presentando due tra i suoi innumerevoli capolavori, la Turandot ultima composta e lasciata incompiuta per la sopraggiunta morte avvenuta nel 1924, in scena all’ “Abbado” per la prima il 24 novembre 2023 con replica il 26 eseguita dall’ ’Orchestra Città di Ferrara” diretta da Marcello Mottadelli e la regia di Plamen Kartaloff e la seconda, Bohème in data rispettivamente il 26 e 28 gennaio, interpretata dall’ “Orchestra Giovanile Luigi Cherubini” sotto la bacchetta di Nicola Paszkowski.                                    
Quando osserviamo il cartellone di un’opera, la prima cosa che attira l’attenzione è la grafica, il titolo, l’autore, poi il direttore, l’orchestra, immediatamente dopo i protagonisti più importanti nelle rispettive parti, tenori, baritoni, soprani meglio se trattasi di una “primadonna” nota o meno nel cast dei nominativi appartenenti al mondo del teatro. A seguire, coro, comparse, infine allestimenti e realizzazione, dando sempre meno importanza a chi lavora dietro gli scenari e che molto spesso alla fine della rappresentazione non salirà quasi mai sul palco per ricevere le meritate ovazioni. Quindi tecnici, elettricisti, macchinisti, cameramen se prevista una ripresa televisiva, fotografi…e per ultimo ma non per ultimo, chi si è occupato della sceneggiatura, della scenografia, la scelta e realizzazione dei costumi che di solito catturano l’attenzione non appena si alza il sipario prima ancora che i cantanti inizino la recitazione scenica e vocale.
Il Teatro Comunale di Ferrara "Claudio Abbado" ha dato la possibilità di visitare tramite l’iniziativa aperta al pubblico  “Dietro le quinte dell’opera” i meccanismi del palcoscenico, montaggio delle luci, i riflettori e i proiettori, la struttura del teatro, i segreti dell’acustica, un po’ di storia e molte altre curiosità da scoprirsi di volta in volta, proposta costituita da tre appuntamenti riguardanti le stesse Turandot e Bohème e prossimamente l’Orlando Furioso il 6 aprile, in orari tra una replica e l’altra in modo da consentire la prenotazione sia a chi ha già assistito alla prima e sia a chi vorrà ricevere qualche anteprima. Attraverso la disponibilità di Lorenzo Cutùli, dalla impareggiabile professionalità ed esperienza nell’ambito teatrale, siamo stati accompagnati da lui stesso in questo magico percorso illustrandoci ampiamente quanto dal lato platea non è visibile, ma soprattutto dopo averci condotto nei camerini e fornito dotte spiegazioni riguardo tutti i costumi utilizzati in scena, si è soffermato per una breve intervista.
Nato a Ferrara, nel campo teatrale numerose sono state le sue collaborazioni con artisti quali: C. Abbado, E.Luzzati, H. De Ana, P. L. Pizzi, L.Kemp, L. Ronconi, R. Petit, R. Wilson, P. Greenaway, J. Miller, L. Dodin, M. Martone, M. Scaparro e A. Brachetti, sia come scenografo collaboratore che come costumista, inoltre, come pittore e scultore, ha al suo attivo varie e importanti esposizioni personali sia in Italia che all’estero. 
È stato docente di Allestimento e Scenografia presso il corso di Comunicazione Pubblica delle Arti e dello Spettacolo, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara e nel dicembre 2014 ha vinto il premio International Opera Award-Oscar della Lirica come miglior scenografo del 2014, presso l'“Anfiteatro Katara” di Doha in Qatar.

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Maestro Cutùli, come è allestita la scenografia della Bohème andata in scena al Teatro Abbado recentemente? La prima cosa che colpisce è la formula dalla tipologia moderna dei costumi, vediamo infatti dei personaggi sia vestiti nella moda degli anni ’80 del secolo scorso, poi tanti ragazzini in scena in abito d’epoca, ma in massima parte non in base alla versione tradizionale del 1830, anno ove originariamente è ambientata. Come viene percepito dal pubblico questo contrasto tra l’antico e il moderno, tra chi è più favorevole o contrario…?
Abbiamo una diatriba che continua da anni tra i tradizionalisti e gli avanguardisti. I nuovi registi sono più portati nel creare un’opera contemporanea cercando di anteporre l’idea che oramai essa deve essere svecchiata, situazione non strettamente necessaria avendo sempre e comunque una sua attualità e un suo fascino secondo le forme originali. Importante è rispettare la stesura in modo costruttivo come hanno saputo realizzare i grandi del secolo scorso quali Visconti, Strehler, dotati di un senso di appartenenza molto forte alle tradizioni, forse meno Zeffirelli e Ronconi… però oggi si tende a volere modernizzare la storia, la vicenda, oppure astrarla anche secondo le idee di Damiano Michieletto, tra gli altri, che pur essendo rispettoso della musica, normalmente traspone l’azione in un’epoca “astorica”, abiti compresi.

Potrebbe essere stato tra i pionieri di questa evoluzione attuale già un importante costumista, scenografo e regista come Pier Luigi Pizzi, ancora attivissimo nonostante l’età? Tant’è che proprio a Lucca nel corso dell’anno, come sappiamo, sarà ingaggiato per tutte le manifestazioni pucciniane con cinque nuovi allestimenti. In tal senso lei è più favorevole a una ricostruzione classica con tutta la filologia dell’epoca oppure qualcosa di contemporaneo in netta contrapposizione?
Pizzi ha sicuramente rivoluzionato l’opera mettendola in scena tra antico e futurismo inserendo schemi innovativi del tutto impensabili un tempo; personalmente penso che un allestimento possa avere una trasposizione in un’altra epoca più attuale non dovendo però essere fine a sé stesso ma richiesto dal concetto che si intende dare alla drammaturgia non essendo necessaria sempre una avanguardia. Se l’approntamento lo esige, piuttosto che creare una scenografia follemente azzardata, è sempre meno rischioso rimanere nella tipologia classica fatta con criterio, tralasciando le assurdità, basti pensare alla versione Bohème creata da Claus Guth andata in scena all’“Opéra National de Paris” nel 2017 e replicata più volte ambientata addirittura in una navicella spaziale con tanto di sbarco sulla Luna e attori in tuta da astronauti, tendendo in tal modo a creare un sensazionalismo dallo scalpore gigantesco, normalmente abituati a vederla a Parigi, nella soffitta, nel quartiere latino...

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Cosa viene richiesto a un cantante d’opera quando deve e vuole immedesimarsi in un personaggio per quanto concerne la vestizione, rimanendo nello specifico del suo lavoro?
Il costumista, lo scenografo, incontra di solito il cast solo quando si avvia la messa a punto finale, in pratica iniziano le prove di regia dopo avere svolto una riunione generale, sperando che anche gli artisti siano tutti disponibili, il che non è scontato, momento in cui viene letteralmente esposta e spiegata la forma dello spettacolo. Spesso il cantante è preoccupato per l’aspetto musicale mentre oggi si chiede moltissimo quello interpretativo, assolutamente importante. Interagendo con i propri colleghi, questi narra, esprime una storia, comunica attraverso le emozioni, atteggiamento molto meno richiesto secondo i vecchi canoni e tutto ciò anche se non sembra è vincolato da come si sente nel costume che indossato gli dà un certo confort o meno ritrovandosi in una determinata disinvoltura; però molto spesso non c’è il tempo per far sì che maturi l’idea della corretta immedesimazione - come può avvenire a un attore di prosa,  più immediato - e dovendo comunque preparare il personaggio, qualche volta è inevitabile giungere necessariamente a dei compromessi.

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È più semplice lavorare con musicisti ormai affermati appartenenti a una generazione dell’opera lirica precedente a oggi, o con i giovani pieni di entusiasmo presumendo siano più portati a essere guidati, forse timorosi e inesperti?
Dipende; tra le mie esperienze posso citare quella con Ruggero Raimondi, personaggio di elevata statura anche umana, disposto a essere consigliato non avendo il benché minimo atteggiamento presuntuoso o insofferente. Ci sono altri interpreti più esigenti e come tale è opportuno essere a conoscenza riguardo quali difetti anche posturali intendono attenuare e coprire, come ricordo di Daniela Dessì, prematuramente scomparsa, che avendo una grande suggestione del proprio seno richiedeva un busto particolare in grado di darle una forma compatta, diversamente non avrebbe accettato di indossare un costume non idoneo a risolverle il problema. Oppure con María Siri, soprano sudamericana con la quale ho realizzato la Tosca, apparentemente gentile e tranquilla fino alla prova generale, ove se non le era fornita all’ultimo momento una parrucca o dei posticci per via di una pettinatura non di suo gradimento si sarebbe rifiutata di esibirsi, indispettendosi, condizione piuttosto rara in quanto la maggiore parte dei protagonisti preferiscono le acconciature naturali dei propri capelli. Poi ci sono giovani cantanti che pretendono di fare i costumisti e ciò può rappresentare per noi una seria complicazione gestionale, situazione avvenuta in passato creando delle controversie litigiose e spiacevoli, avendomi contestato capi di abbigliamento perfetti già cuciti e confezionati ma a loro non graditi non conoscendone nel modo più assoluto il taglio e l’esatto stile.

Quali sono i prossimi impegni professionali e quale è un’opera che sente particolarmente sua volendone fare la scenografia?
Sono docente del Corso di diploma Accademico in Scenografia e Costume presso l’”Accademia di Belle Arti Venezia” e prossimamente abbiamo in preparazione il nuovo allestimento per la ricorrenza dei settecento anni della morte di Marco Polo in programma al Teatro Malibran, attraverso il contributo di un grande maestro ed esperto della moda quale lo stilista Roberto Capucci. Nel mese di settembre sarò ingaggiato, sempre con il medesimo incarico professionale, per la messa in scena della Cenerentola di Rossini diretta dal M° Alessandro Vitiello nell’ambito del Festival “Vicenza in Lirica” sede il “Teatro Olimpico”, avvalendoci dei giovani cantanti vincitori del Concorso lirico “Tullio Serafin” giunto alla sesta edizione. Infine, la realizzazione di un progetto totalmente mio, ovvero la ripresa del Thaïs di Massenet che andrà negli Stati Uniti a Salt Clay City, approntato dal “Minnesota Opera”, contesto a cui tengo particolarmente.

Quante opportunità di lavoro sussistono nell’ambiente teatrale e con quali eventuali antagonisti occorre competere?
Abbiamo molta concorrenza e spesso pochi fondi finanziari disponibili, come tale ciò crea varie discordanze. Ottenuta una certa fama, un certo tipo di notorietà è più facile di norma mantenere un proprio standard con possibilità di collaborazioni anche importanti trattandosi però di eventi anche saltuari, alternando spesso pause a impegni. Di conseguenza molti preferiscono la didattica, l’insegnamento nelle scuole specializzate in quanto la carriera di uno scenografo costumista non è sempre costante; ascesa ove ci si arriva comunque con degli studi artistici mirati, molta gavetta come nel mio caso che ho iniziato frequentando e diplomandomi in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, studiando inoltre Storia dell’Arte presso l’Università di Ferrara, così come alcuni anni di DAMS, acquisendo una preparazione solida di base; ma molto importate rimane ovviamente la parte pratica costituita da tanto lavoro in palcoscenico, assistendo nomi affermati e bravi come mi è  capitato a fianco di Lele Luzzati ricordandomi sempre che prima o dopo i titoli accademici conseguiti, la sicurezza delle stesure si ottiene solo tramite la diretta esperienza dal vivo in grado di consentire risultati attendibili e convincenti.

Concludendo, cosa consiglierebbe ai giovani, o a chi è già un po’ esperto nel teatro, per intraprendere questa tipologia di attività, oggi?
Siamo in presenta di diverse offerte lavorative che un tempo non esistevano, quali concorsi, affiancamenti, eccetera, inoltre prima di iniziare, all’interno delle accademie specializzate o presso la stessa Facoltà di Architettura della facoltà di Venezia, vi è la possibilità di frequentare corsi sull’arte performativa. Oppure volendo fare il registra, consiglio la “Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi” di Milano, tutti ottimi istituti in grado di formare sul piano didattico. Poi indispensabile rimane essere molto curiosi e cercare all’interno di sé una certa creatività, andare molto a teatro, non stancarsi di guardare, osservare, essere sempre attenti alle nuove tendenze…e avere molta umiltà, condizione fondamentale in un ambiente variegato, dinamico, ma al tempo stesso difficile, dove anche se appare superfluo ricordarlo, non si finisce mai di imparare.

Crediti fotografici: immagini fornite dell'Artista
Nella miniatura in alto: un primo piano di Lorenzo Cutùli
Al centro, in sequenza: istantanee dello scenografo in attività nella "sua" Ferrara
Sotto: una fotografia del 2001 con Cutùli durante una presentazione a Ferrara del regista Carl Philip von Maldeghem





Pubblicato il 01 Novembre 2023
L'Associazione Kreion Versilia presieduta da Alida Berti ha ospitato un 'parterre' di lusso
Celebrando Corelli si lanciano i giovani di Simone Tomei

20231101_00_ForteMarmi_KreionPerFrancoCorelliFORTE DEI MARMI (LU) – Premetto che questo scritto non è una recensione bensì il semplice resoconto di un pomeriggio musicale che si è tenuto a Forte dei Marmi nella splendida cornice del Giardino d’inverno di Villa Bertelli. L’Associazione Kreion Versilia di cui sono vice presidente ha organizzato domenica 29 ottobre 2023 - all’interno della sua stagione autunnale - un concerto per onorare la memoria del grande tenore Franco Corelli a venti anni esatti dalla sua dipartita da questa terra.
Era infatti il 29 ottobre 2003 quando, intorno alle ore 17.00 iniziò a circolare la voce - poi divenuta certezza - della sua morte.
Giova qui ripercorrere il percorso artistico del grande interprete ricordandone le gesta.
Notizie dal web: Franco Corelli nacque ad Ancona l’8 aprile 1921. Amava la musica ma non ne seguì lo studio, fu autodidatta, poi smise gli studi di ragioneria per seguire la sua passione, il canto, debuttando quindi abbastanza avanti negli anni. Vincitore di un concorso per voci liriche al Maggio Musicale Fiorentino, debuttò il 26 agosto 1951 a Spoleto nei panni di Don Josè nella Carmen di Bizet.
Pur cantando a fianco dei miti del tempo (Maria Caniglia e Tito Gobbi nell’Adriana Lecouvreur, Pia Tassinari in Carmen a Roma, Giulietta Simionato ancora in Carmen a Trieste, Boris Christoff nel Boris Godunov a Roma) soltanto nell’aprile 1953 venne consacrato dalla critica dopo essere apparso al fianco di Maria Callas in Norma, fino al debutto alla Scala, sempre con la Callas, ne La Vestale di Spontini il 7 dicembre 1954. Fu il trionfo che lo consacrò nel ristretto novero dei grandi della lirica: l’apertura della stagione del teatro milanese, regista Luchino Visconti, direttore Antonino Votto (sul palco oltre lui e la Callas, Ebe Stignani, Enzo Sordello, Nicola Rossi Lemeni), fu accolta da un successo “al limite dell’isterismo” come scrissero i giornali del tempo.
La carriera di Franco Corelli ebbe così l’accelerazione definitiva. Cantò in quasi tutti i titoli dell’opera lirica, calcò i palcoscenici più grandi, acclamato, osannato, inseguito. Fondamentale fu la sua collaborazione con il Metropolitan di New York, che per sedici stagioni consecutive, dal 1961 al 1976, lo vide impareggiabile “Manrico” ne Il trovatore di Verdi.
Dopo una carriera lunga e impareggiabile, con decine di opere interpretate, centinaia di palcoscenici calcati con un ritmo incredibile, dette l’addio alla scena in un concerto in suo onore a Holmdel, negli Stati Uniti, nel luglio 1980, anche se l’ultima apparizione vera, coincidente con i 30 anni dal debutto, fu nel novembre 1981 a Stoccolma in un concerto in onore del soprano Birgit Nillson. L’anno dopo, attingendo dalla sua enorme produzione musicale di registrazioni e incisioni, fu realizzato un film sulla sua carriera.
Dotato di una voce di rara estensione, assistito da una prestanza fisica che lo rendeva padrone del palcoscenico e del ruolo interpretato, forte nei comportamenti (restò celebre il suo scontro dietro le quinte con Bors Christoff) ebbe un carattere abbastanza schivo nel privato, lontano dai protagonismi che il suo successo, invece, avrebbe potuto garantirgli.
Assistito dalla moglie Loretta Di Lelio, cantante lirica conosciuta sulla scena del Don Carlo a Napoli nel 1957, Franco Corelli lasciò la scena della vita nell’Ospedale Maggiore di Milano il 29 ottobre 2003.

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L’occasione di ricordare Corelli si è sposata con l’idea originaria dell’Associazione Kreion Versilia di premiare due giovani finalisti del concorso di canto Marmo all’Opera - giunto alla sua terza edizione - indetto dal Circolo A. Mercurali di Carrara presieduto da Carlo Menconi: il tenore Lorenzo Martelli ed il soprano Gioia Pucci. Due ragazzi di cui sommando le età non si arriva a cinquant’anni, che hanno fatto capire di possedere la stoffa dell’artista seppur ancora in fase di crescita e maturazione.

Lorenzo Martelli, risultato poi vincitore del concorso, è un classe 1998. Intraprende lo studio del canto già da giovanissimo, all’età di 15 anni. Si diploma in tromba e si laurea in Canto Lirico, sotto la guida del M° Antonella Cesari, al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila all’età di 23 anni. Si è perfezionato con nomi di calibro internazionale come Donata D'Annunzio Lombardi, con la quale studia attualmente, Zubin Mehta, Daniele Gatti, Giampaolo Bisanti, Daniele Callegari, Marco Boemi, Dian Tchobanov, Jacopo Sipari di Pescasseroli, Jacopo Brusa, Daniel Smith, Alessandro Bonato, Giuseppe Sabbatini, Leone Magiera, Giulio Zappa, Eva Mei, Michele D’Elia, Andrea Certa, Vittorio Terranova, Francesco Meli, Marco Boemi, Bruno De Simone, Roberto De Candia, Maria Grazia Schiavo, Elisabeth Norberg-Schultz. Vincitore del 1° Premio e del premio del pubblico nel gennaio 2023 del 74° Concorso AsLiCo per Giovani Cantanti Lirici, Vincitore al 9º Concorso Lirico Internazionale di Portofino del Premio Tenore Emergente nel Luglio 2023.
Frequenta attualmente l'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Ha frequentato l’Accademia di Alto perfezionamento del Teatro Carlo Felice di Genova, sotto la direzione artistica di Francesco Meli, approfondendo lo studio del Ruolo di Nemorino ne L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti.
Nel 2021 ha debuttato nel ruolo di Nemorino proprio in L’elisir d’amore di Donizetti e Don Ramiro nella Cenerentola di Rossini nei teatri Auditorium della Conciliazione a Roma, Teatro di San Carlo a Napoli, Teatro F. Vespasiano a Rieti, Teatro P. Spontini a Jesi e Teatro Rendano di Cosenza.

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Nel gennaio 2022 è vincitore dell’audizione al Teatro Comunale di Ferrara, scelto da Leone Magiera, come Don Ottavio nel Don Giovanni di Mozart, e debutta prima a luglio nella stagione Lirica del Teatro Comunale di Ferrara sotto la direzione Musicale del M° Leone Magiera, diretto dal M° Daniel Smith, ripresa poi ad ottobre in Corea del Sud nella Daegu Opera House.
Nel dicembre 2022 ha debuttato, essendo risultato vincitore della “Bottega Donizetti”, nel Donizetti Opera Festival a Bergamo nell’opera L’aio nell’imbarazzo sotto la direzione artistica di Francesco Micheli e la direzione musicale di Vincenzo Milletarì.
Nel gennaio 2023 debutta al Maggio Musicale Fiorentino ne La finta semplice di W. A. Mozart nel Teatro Goldoni di Firenze diretto dal M° Theodor Guschbauer. Nel Marzo 2023 debutta come Remendado al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nella Carmen di Bizet sotto la direzione del M° Zubin Mehta.
Nel Giugno 2023 parte per una Tournée in Sudafrica precisamente a Città del Capo, Johannesburg, Durban e Pretoria per tenere dei concerti, in collaborazione con il Maggio Fiorentino, in occasione della festa della Repubblica Italiana.
Nel luglio 2023 debutta come Basilio e Don Curzio in Le nozze di Figaro di W. A. Mozart presso il Teatro Comunale di Ferrara sotto la direzione musicale di Leone Magiera. Nello stesso mese ha tenuto, diretto dal M° Daniele Gatti, a Siena, due concerti debuttando Fenton nel Falstaff e il Duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi in collaborazione con la Chigiana. Ad agosto 2023 è stato diretto da Giampaolo Bisanti all’Opera Royal de Wallonie a Liege (Belgio) in un concerto. A settembre 2023 è stato diretto da Zubin Mehta nella Messa dell'’incoronazione di Mozart per l’inaugurazione di Stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Tra gli impegni futuri ci saranno Die Zauberflöte di Mozart in settembre/ottobre per OperaLombardia a Como, Cremona, Brescia e Pavia, e, sempre al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Pétite messe solennelle di Rossini a dicembre, Don Pasquale di Donizetti diretto da Daniele Gatti a marzo e Turandot di Puccini ad Aprile/Maggio, mentre per l’autunno 2024 sarà Edgardo nella Lucia di Lammermoor e Alfredo ne La traviata all’Opera Nazionale di Tirana in Albania. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali svolge un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero, tra le più note vanta l’esibizione davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, davanti al Santo Padre, Papa Francesco, e un concerto oltreoceano a Toronto in Canada dove si è esibito davanti alla numerosa comunità di italiani all’estero.

Gioia Pucci, fresca di laurea con 110 e lode al Conservatorio Pietro Mascagni di Livorno e vincitrice della sezione "Audizione festival Puccini" nel suddetto concorso carrarese, nasce a Lucca nel 2001 avvicinandosi alla musica con lo studio del pianoforte.
Dopo varie esperienze di canto corale, nel 2019 inizia lo studio del canto lirico sotto la guida del M° Alida Berti, con la quale si perfeziona privatamente.
Frequenta varie masterclass tenute dai maestri Berti, Farnocchia, D'Elia, Balderi, e dai registi Tarabella e Fornari. Nel 2021 e nel 2022 ha rappresentato la classe di canto del Conservatorio Mascagni nell'annuale concerto con l'orchestra dell'istituto diretta dal M° Sbaffi.
Nel 2022 è soprano solista del Gloria di Vivaldi, tenuto dall'orchestra e coro del Conservatorio Mascagni e diretto dal M° Gabriele Micheli. Sempre nel 2022 ottiene il secondo premio al II Concorso di esecuzione musicale "F.Busoni".
A Marzo 2023 si esibisce come soprano solista con l'orchestra e coro del Teatro Goldoni nei Carmina Burana di Carl Orff, presso il circolo Ufficiali della Marina di Roma. A maggio 2023 vince il primo premio assoluto al concorso "Giovani in Crescendo" di Pesaro, al concorso "La Rosa" di Genova e al concorso lirico "Giampiero Mastromei" di Camaiore. A Luglio 2023 debutta in Suor Angelica di Puccini al Teatro Goldoni di Livorno nel ruolo della prima Cercatrice, diretta dal M° Stefano Cencetti, regia di Nicola Fanucchi.

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Due curricula di rilievo per questi due giovani, che sono messaggeri di un futuro promettente. Ma non potevamo fermarci qui: come Associazione Kreion - nella giornata dedicata a Franco Corelli - abbiamo avuto l’orgoglio di avere tra noi un’ospite speciale. L’apostrofo ci fa intendere che trattasi di figura femminile… e che figura!
Il mezzosoprano Anna Maria Chiuri ha voluto fortemente e collaborato affinché fosse ricordato a dovere il tenore anconetano ed è stata parte attiva in questa koinè pomeridiana. Quale invitata d’onore ha omaggiato il pubblico con la sua arte e, non contenta, ha conversato con il sottoscritto ricordando la figura del Corelli uomo.
Ne è stata infatti allieva durante il proprio percorso di studio e perfezionamento e ci ha regalato, tra amena ilarità e commosso ricordo, alcuni aneddoti molto particolari della sua figura; uomo schivo, ma sincero, estroso, ma ben conscio del suo ruolo di maestro; ed infine uomo alle prese con la quotidianità familiare fatta di momenti sfaccettati.
Era presente ed ha portato il suo saluto anche il tenore Andrea Bocelli ricordando come il suo amore per la lirica fosse nato proprio dall’ascolto di un 45 giri - comprato dalla di lui madre - che riportava un’incisione dell’Improvviso tratto dall’ Andrea Chenier di Umberto Giordano, interpretato proprio da Corelli.
Il numeroso pubblico entusiasta ha ascoltato con partecipazione i racconti dei due artisti e si è dimostrato riconoscente con applausi e ovazioni per il grande tenore scomparso dopo che, a momenti intervallati, sono state fatte ascoltare vecchie registrazioni della sua voce.
Il M° Cesare Goretta - pianista - ha accompagnato gli artisti in un turbinio d’arie d’opera da Mozart a Puccini in cui ciascuno di loro ha espresso in maniera eccellente le proprie qualità. Se della Chiuri le gesta erano già note, dei due giovani, ancora poco conosciuti, abbiamo potuto apprezzare quel piglio energico e gagliardo che sarà senza dubbio foriero di un percorso di crescita e maturazione con esiti, sicuramente molto felici.
A nome dell’Associazione Kreion per voce della sua presidente, il soprano pietrasantino Alida Berti, rivolgiamo un sentito grazie al pubblico numeroso e a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento: il Comune di Forte dei Marmi, Fondazione Villa Bertelli nella persona del dott. Ermindo Tucci, presidente dell’omonima Fondazione, il Circolo Mercuriali di Carrara.
Un grazie doveroso, inoltre, agli sponsor che ne sostengono le attività: le aziende Più me e Profumerie Bacci rappresentate dal sig. Pietro Paolo Tognetti e la Fondazione Vando D’Angiolo presieduta dalla sig.ra Paola Baronti D’Angiolo.
Ringraziamo inoltre per la loro presenza, il baritono Sergio Bologna ed il basso Giorgio Giuseppini per aver condiviso con noi un momento così importante.
È stato un onore per il sottoscritto, l’essere stato il “Virgilio dantesco” di questo appuntamento musicale introducendo le melodie ascoltate al pubblico e conversando con i graditi ospiti.
Concludendo, mi piace inoltre sottolineare in unità d’intenti assieme "alla Chiuri" - così la chiamo quale cara amica - che siamo stati tutti orgogliosi di aver celebrato un personaggio come Franco Corelli, che era, è e sarà sempre nella storia tra coloro che hanno reso vanto alla sublime arte del canto lirico.

Crediti fotografici: architetto Marco Francesconi per l' Associazione Kreion Versilia
Nella miniatura in alto: il tenore Franco Corelli
Sotto: Simone Tomei presenta la manifestazione musicale e celebrativa di Kreion Versilia; Tomei con i due giovani cantanti lirici Lorenzo Martelli e Gioia Pucci, al pianoforte il maestro Cesare Goretta
Al centro: il presentatore intervista Anna Maria Chiuri e Andrea Bocelli
In fondo, in sequenza: foto di gruppo con la presenza della presidente Alida Berti (al centro del gruppo): Anna Maria Chiuri durante la sua performance, accompagnata dal pianista Cesare Goretta





Pubblicato il 21 Agosto 2023
Nostra intervista al tenore leccese Marco Miglietta al debutto nell'opera Silvano di Mascagni
I sogni sono il motore... intervista di Simone Tomei

TORRE DEL LAGO (LU) - Durante il suo impegno torrelaghese al Festival Puccini in Turandot (nel ruolo di Pong) e nell’imminenza del debutto al Festival Mascagni di 20230821_Personaggi_00_MarcoMigliettaLivorno come protagonista nella quasi sconosciuta opera Silvano del compositore livornese, ho incontrato il tenore leccese Marco Miglietta per farmi raccontare qualcosa della sua vita privata e professionale. Dopo il diploma conseguito all’Istituto R. Franci di Siena, nel 2012 ha preso parte alla masterclass dell'Accademia Musicale Chigiana docente il soprano Raina Kabaivanska e nel 2013, ha frequentato l'Opera Studio dell'Accademia Santa Cecilia tenuta dal soprano Renata Scotto.
Negli ultimi anni ha studiato con Walter Fraccaro, Dano Raffanti e Piero Visconti. Dal suo debutto avvenuto nel 2013 ha iniziato una vivace carriera che lo ha visto impegnato nei più grandi teatri d’opera.

Chi era Marco prima di incontrare la musica?
Marco era un bambino molto vivace, ma anche timido con tanta curiosità e attratto da molti interessi, Ho praticato tanti e tanto sport, ho amato e amo tanto il mare fino ad arrivare ad amare immensamente la musica.

Raccontaci un po' delle tue origini
Sono nato a Lecce e cresciuto a Surbo un paese alle porte della città. Vengo da una famiglia molto umile, papà operaio e mamma casalinga; genitori che mi hanno aiutato a credere in me stesso mi hanno lasciato sempre libero di fare le scelte del mio percorso, insegnandomi a rimanere con i piedi per terra. Ho vissuto questo paese in maniera molto intensa, si viveva "la strada" con i suoi pro e contro ma che mi hanno insegnato tanto ed è una lezione che porto ancora oggi addosso.
Quando avviene il tuo incontro con la musica?
Incontro la musica alle scuole medie grazie ad insegnanti attente che mi hanno fatto scoprire quello che era il mio dono; penso che il regalo più grande di un essere umano sia quello di incontrare nel proprio percorso di vita persone che capiscano e facciano emergere i punti di forza che ognuno di noi possiede.

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C'è un luogo legato alla musica che porti nel cuore e perché?
Non c'è un luogo ben preciso perché ogni posto in cui si fa musica o arte ti dà sempre forti emozioni e ti rimane comunque dentro. Forse, se proprio devo raccontarti qualcosa, ho particolare emozione nel ricordare le vecchie “case prova”. Al mio paese, da ragazzino, per provare le canzoni con i gruppi musicali di cui facevamo parte, affittavamo con cifre ridicole vecchie case quasi fatiscenti; non era tanto il luogo, quanto l'atmosfera che si creava tra noi ragazzi nutrita dalla voglia di fare musica.

Raccontaci un po' del tuo percorso musicale.
Durante le recite scolastiche in cui cantavo e recitavo ho scoperto questo dono. Facevo parte anche del coro parrocchiale in cui cantavo da solista nelle funzioni religiose; l'interesse forte arrivò all’età di 14-15 anni per la musica leggera che poi fu protagonista fino ai 20. Avevo dei gruppi musicali con i quali mi esibivo in locali o piazze provando e cantando per ore ed ore.
Ho avuto anche un breve periodo da cantautore, scrivevo canzoni con il sogno di poter arrivare a Sanremo o ad una grande etichetta discografica; il percorso però ha cambiato strada e, sempre grazie a quell’insegnante di musica delle scuole medie, presi la strada della Lirica. Fu proprio lei a spronarmi ad entrare in Conservatorio perché sentiva una bella voce da tenore. È così che ha segnato il mio avvicinamento al canto lirico… ed eccomi qui tenore.

E prima di essere… tenore?
Prima di fare il cantante lirico ho fatto altri lavori, ho lavorato per anni in una farmacia, avevo un'agenzia di organizzazione eventi e poi sono stato anche consulente alle vendite in una concessionaria di auto che nel 2012, dopo la cassa integrazione, mi ha dato la forza di licenziarmi e prendere la strada dell' artista lirico.

Come si è evoluta la tua vocalità nel tempo?
Una vocalità estesa, duttile che ha cantato - come ti ho detto prima - dalla musica leggera fino ad arrivare alla lirica con ruoli da comprimario, ma affrontando anche i ruoli principali.

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Tornare a Torre del Lago che emozioni ti ha suscitato?
Tornare in un Teatro è sempre molto bello e ti carica di energia. Tornare poi in questo posto così magico è veramente una grande emozione. Ogni sera prima di entrare in scena mi fermo a guardare il lago dal palcoscenico, osservo, respiro, ringrazio Puccini per quello che ha creato. Questo è per me Torre del Lago.

Fra poco sarai il protagonista nell’opera Silvano al Mascagni Festival di Livorno 2023. Un debutto importante ed impegnativo.
Sì, tra poco sarò protagonista in questa opera di Pietro Mascagni poco conosciuta, ma per i miei gusti molto bella. Considero molto importante questo debutto per tanti motivi: primo fra tutti affrontare un ruolo così impegnativo. Sto studiando, provando e spero di non deludere nessuno, nemmeno me stesso. Per il momento, toccando ferro, mi sento molto a mio agio in questo repertorio, è una scrittura che sento per la mia voce ed è un grande piacere cantarla.

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Il tuo rapporto con Livorno si sta consolidando; nel febbraio scorso hai debuttato nell’opera Le maschere sempre di Mascagni e, se non ricordo male, fu un esordio quasi improvviso.
Il rapporto con Livorno è nato proprio durante Le maschere l’inverno scorso; un debutto improvviso perché mancava il personaggio di “Brighella” e chiamandomi venti giorni prima ho messo su questo ruolo con ottime soddisfazioni. Ringrazio il Teatro Goldoni di Livorno ed il Mascagni Festival per la bella opportunità di debuttare il ruolo di Silvano in questa nuova produzione che andrà in scena sulla Terrazza Mascagni il 23 agosto prossimo.

Sei compagno e padre; quanto del Teatro porti in famiglia e quanto della famiglia porti in teatro?
Sono compagno di una donna che ammiro tantissimo, anche solo per sopportarmi; mi è sempre vicina, mi incoraggia e per questo la ringrazierò a vita.
Poi sono padre di due splendidi maschiacci che mi assorbono un po' di energie, ma che mi regalano forti emozioni; anche il semplice bacino da parte loro ti rasserena le giornate più dure.
Del teatro in famiglia porto tantissimo. I bambini mi chiedono spesso tante cose, hanno le loro curiosità; sono attratti dal papà che si trucca, dal papà che finge di morire o che sventola una spada.
Della mia famiglia, in teatro porto le emozioni che mi fanno vivere giornalmente.

Un sogno nel cassetto?
Ti rispondo… tanti; come ti ho sempre detto non smetto mai di sognare come facevo da ragazzino, ho sempre sognato e penso che i sogni siano il motore della vita.

Ed il futuro prevedibile quali impegni ti riserva?
Il futuro mi porterà al Festival Verdi di Parma per Nabucco di Giuseppe Verdi, all'Opera di Roma per l'inaugurazione della stagione con il Mefistofele di Arrigo Boito e inizio anno prossimo al Comunale di Bologna. Quindi siete tutti invitati. Ma l'invito vale anche per il Silvano a Livorno, fra pochi giorni in scena...
Raccolgo volentieri l’invito, curioso di vedere quest’opera di Pietro Mascagni ai più sconosciuta, ma della quale ho percepito, ascoltandola, interessanti scorci musicali.

Crediti fotografici: fotografie fornite dall'Artista






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Messa di Gloria di poca gloria
intervento di Simone Tomei FREE

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Al Teatro del Giglio di Lucca è andata in scena la Messa a quattro voci del doge lucchese, meglio conosciuta come Messa di Gloria. Si tratta di un’opera giovanile in quattro parti scritta per coro, tenore e baritono solisti e orchestra; viene presentata come saggio di diploma all’Istituto Musicale Pacini di Lucca ed eseguita il 12 agosto 1880.
Puccini, che non ha mai pubblicato la partitura, ha riutilizzato i temi dell’Agnus Dei e del Kyrie rispettivamente in Manon Lescaut e in Edgar.
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Incontro con Lorenzo Cutųli
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Ecco la stagione 2024 del Filarmonico
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Operetta and Musical
Bella la notte a Venezia
servizio di Athos Tromboni FREE

20231210_Ro_00_UnaNotteAVenezia_AlessandroBrachettiROVIGO - Venezia, nell'immaginario collettivo dell'Ottocento e del secolo scorso, ma anche nei tempi attuali, ha sempre condiviso la sua immagine reale con un'immagine oleografica: quella della città dell'eleganza, delle frivolezze che animano vicoli e calli, delle bellezze architettoniche e artistiche, della fiorente attività commerciale
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Opera dal Nord-Est
Il flauto magico secondo Stefanutti
servizio di Rossana Poletti FREE

20231209_Ts_00_IlflautoMagico_BeatriceVeneziTRIESTE - Teatro Verdi. Non ci soffermeremo qui sulla miracolosità del lavoro di Mozart, sulla sua rivoluzione che, senza essere tale, mise le premesse per un nuovo mondo musicale, di un compositore iniziatore di nuove concezioni. La rappresentazione del Die Zauberflöte di Wolfgang Amadeus Mozart, in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi
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Classica
Applausi calorosi per Lupo e Gatti
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20231208_Fi_00_ConcertoDanieleGattiBenedettoLupo_DanileGattiFIRENZE - Dopo il fortunato Ciclo Chajkovskij, il direttore musicale del Teatro del Maggio, Daniele Gatti, porta a termine un altro nuovo interessante progetto musicale: il Ciclo Beethoven-Honegger e l'Europa, costruito accostando le rare sinfonie del compositore franco-svizzero Arthur Honegger ai ben più celebri cinque concerti per pianoforte
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Opera dal Nord-Est
Pigmalione cattura l'attenzione
servizio di Athos Tromboni FREE

20231204_Ro_00_Pigmalione_BrunoTaddia_phValentinaZanagaROVIGO - Il 16 ottobre 1714 il poeta e librettista veneto Francesco Passarini (da non confondere con l'omonimo compositore bolognese vissuto nel secolo precedente) scrisse una dedica al Podestà di Rovigo: «... Eccellenza, è un debito indispensabile del mio reverendissimo ossequio il consacrare alla grandezza di Vostra Eccellenza questo mio
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Opera dal Centro-Nord
Una bella Rondine a Pisa
servizio di Nicola Barsanti FREE

20231203_Pi_00_LaRondine_ValerioGalliPISA - Il Teatro Verdi accoglie il suo pubblico a luci fioche, lasciando già intravedere quello che è l’impianto scenico ideato dal regista francese Paul-Émile Fourny per la seconda opera prevista in cartellone della stagione lirica 2023-2024: La Rondine di Giacomo Puccini. Scelta di grande efficacia teatrale che diffonde fra platea e palchetti aspettativa
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Opera dal Centro-Nord
Le guerre di Ulisse raccontano
servizio di Athos Tromboni FREE

20231203_Fe_00_LeGuerreDiUlisse_MarcoSomadossiFERRARA - Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" era gremito sabato 2 dicembre 2023, per l'opera contemporanea Le guerre di Ulisse, musica di Marco Somadossi, libretto di Patrizio Bianchi, ex rettore dell'Università di Ferrara ed ex Ministro della Pubblica Istruzione, oggi professore emerito di Economia Applicata, presso il "suo" ateneo.      
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Opera dall Estero
Roméo et Juliette da applausi
servizio di Ramón Jacques FREE

20231202_00_Bilbao_RomeoEtJuliette_LorenzoPasseriniBILBAO VIZCAYA (Spagna) - Palacio Euskalduna, 24 ottobre 2023.
Dalla sua creazione nel 1953, l'ABAO (Asociación Bilbaína de Amigos de la Ópera)), conosciuta anche come Ópera di Bilbao, si è affermata come una delle compagnie d'opera più importanti della Spagna, poiché nel corso della
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Opera dall Estero
Jenufa in ambiente minimalista
servizio di Ramón Jacques FREE

20231201_00_Chicago_NinaStemme_phMichaelBrosilowCHICAGO Il, USA - Civic Opera House, 26 novembre 2023.
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Eccola di nuovo: La bohčme
servizio di Nicola Barsanti FREE

20231201_Fi_00_LaBoheme_GiacomoSagripantiFIRENZE - Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino torna La bohème nella  classica e tradizionale regia firmata da Bruno Ravella (già vista e recensita nel 2017 che potete leggere qui), in quest’occasione ripresa da Stefania Grazioli con ottima cura, e  come allora si apprezzano le luci di D. M. Wood, qua riprese da Emanuele Agliati.
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Opera dal Centro-Nord
La Turandot viene dall'oriente
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20231127_Fe_00_Turandot_MarcelloMottadelli_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La nuova Stagione d’Opera e Balletto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" si è inaugurata con la messa in scena della Turandot di Giacomo Puccini, coproduzione tra la coreana Daegu Opera House e la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Tutto esaurito, sia per la "prima" che nella replica della domenica
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Opera dal Nord-Est
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servizio di Simone Tomei FREE

20231126_Ge_00_Werther_JeanFrancoisBorrasGENOVA - Il secondo titolo della stagione 2023-2024 del Teatro Carlo Felice ci riporta al melodramma francese di fine ottocento con una sublime messinscena del Werther di Jules Massenet che trova ambientazione negli anni ’30 del novecento. La trasposizione temporale come più sotto ben esplicitata dal suo fautore, non fa venir meno le peculiarità
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Opera dall Estero
Rodelinda dei tanti virtuosismi
servizio di Ramón Jacques FREE

20231125_00_LosAngeles_Rodelinda_HarryBicket_phTheEnglishConcertLOS ANGELES, CA USA - Dorothy Chandler Pavilion, 21 novembre 2023.
Dopo il successo delle rappresentazioni di Alcina e Solomon offerte consecutivamente nelle ultime due stagioni, l'Opera di Los Angeles continua la sua collaborazione con l'orchestra barocca inglese
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