Pubblicato il 10 Maggio 2024
Il soprano palermitano ha ricevuto un prezioso riconoscimento a New York
A Felicia Bongiovanni il Premio Callas servizio di Silvia Iacono

20240510_Pa_00_FeliciaBongiovanniPALERMO - L’attività artistica del soprano Felicia Bongiovanni prosegue dopo aver ricevuto il Callas Tribute Prize. Il 5 maggio 2024, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, in occasione del primo concerto per il Gubileo rosaliano a Palermo, che celebra i quattrocento anni dal ritrovamento delle reliquie di Santa Rosalia, patrona amata della città,  il soprano palermitano ha cantato il brano inedito dal titolo “Rosalia t'invochiamo per Essere Santi”. Si tratta di una preghiera in musica le cui parole sono state scritte dalla stessa Felicia Bongiovanni e da Elisabetta Righini. La musica è del compositore Stefano Bartolucci.  “Il mio è il momento spirituale in musica nella serata dedicata alla nostra Santuzza - ha spiegato il soprano Felicia Bongiovanni - visto che è ispirata e dedicata a lei, cerco con il mio canto, anche come autrice del brano, di veicolare un afflato spirituale al pubblico, per diffondere una cultura di pace fondata sui valori umani”.
Intanto, per gli eventi per il centenario della nascita della Callas, Felicia Bongiovanni si esibirà ad Enna presso il Teatro comunale P. Neglia  il prossimo 22 maggio, in un evento organizzato e patrocinato dal Club Unesco della città per il 150mo dalla nascita del compositore che ha dato il nome al teatro, celebrando anche il riconoscimento del canto lirico come Patrimonio Immateriale Unesco dell’Umanità. Trattandosi anche del centenario dalla morte del grande Giacomo Puccini, oltre che di  Maria Callas, il programma comprenderà brani inerenti a tutte queste ricorrenze.

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Felicia Bongiovanni ha ricevuto a New York il Callas Tribute Prize lo scorso 7 marzo, prestigioso riconoscimento annuale dell'Istituto Italiano di Cultura e ideato da Dante Mariti. Tra le motivazioni che hanno portato gli organizzatori a premiare Felicia Bongiovanni c’è “Il dono di un talento lirico raffinato e versatile, ma anche l’atto di offrirsi al pubblico, che il soprano palermitano compie ogni volta che calca un palcoscenico anche nelle innumerevoli esibizioni dedicate a cause umanitarie e filantropiche in cui da anni si impegna anima e corpo, anzi anima e voce .  La motivazione della premiazione è stata anche perché con il compianto Bruno Tosi, organizzatore delle mostre su Maria Callas, ho cantato sempre i famosi cavalli di battaglia di Maria Callas nei concerti organizzati in concomitanza delle mostre dei cimeli della Divina”.

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Quest’anno il premio è stato assegnato in occasione del centenario della nascita di Maria Callas e della Festa della Donna. “Quest’anno sono stata il primo soprano donna italiano ad essere premiato. Lo scorso anno è stato assegnato a Katia Ricciarelli, Carmen Giannattasio e Rosa Feola. Tra i premiati c’erano anche  le attrici Clarissa Burt e Carol Alt, celebrity molto attive sul sociale e nella solidarietà, Natalia Denegri conduttrice giornalista italoargentina, Simona Molinari, eclettica cantante e autrice, per l'eccelsa qualità vocale italiana, il soprano Ines Salazar, l'influencer americana Desirée Busnelli, Maria Natale, il tenor - soprano Nicola Pisaniello. Infine la cantante spagnola Amalia Toboso ambasciatrice di musica senza frontiere, ha reso omaggio a Elvira Hidalgo, il soprano che è stata la prima insegnante della Callas, l'industriale filantropo Alan G.Hassenfeld.
«Per me non è solo un riconoscimento legato a Maria Callas, ma è un vero e proprio premio alla carriera e per il mio impegno in campo sociale e culturale», spiega il soprano Felicia Bongiovanni.
Questo è il terzo anno che il Callas Tribute Prize viene assegnato a New York.  La carriera di Felicia è stata caratterizzata dalla profonda dedizione al canto e da una grande passione: «Mi definisco una free-lance della lirica perché non ho avuto l’appoggio delle grandi agenzie. Il Callas Tribute Prize lo dedico anche ai miei genitori, che mi hanno sempre appoggiata e sostenuta nelle mie scelte, e a tutte le persone che mi sono state vicine anche nei momenti più difficili. Sono contenta di essere riconosciuta all’interno di questo mondo con questo premio per la mia carriera poliedrica - spiega la Bongiovanni - Per me è stata una grande emozione cantare nella città natale della Callas, New York, proprio nell’ospedale dove è stata partorita.»
Il legame tra il soprano Bongiovanni e Maria Callas è di lunga data: «... sono stata scelta sia per il mio repertorio che per il carisma con il quale l’ho espresso, in quanto la Callas non solo cantava, ma interpretava con la sua voce e fisicità e io ho cercato di ricalcare le sue orme.  La ‘Divina’ ha portato nei teatri questo senso teatrale nella lirica - precisa - dal punto di vista tecnico e vocale; io ho innovato portando la lirica nei posti più impensati, come i centri commerciali. Oggigiorno, non è più una novità, come anni fa, quando ho iniziato a farlo. Mi sento vicina a Maria Callas per la devozione per il canto, l’amore per le eroine del melodramma e la capacità di farle rivivere con il canto.»
E prosegue: «... una delle ragioni per cui amo l’opera lirica è perché è intrisa di valori cristiani e umani. Ci sono tante arie che sono vere e proprie preghiere - spiega Felicia Bongiovanni - c’è questo senso di infinito e di precarietà dell’uomo che si rivolge al sovrannaturale. Oggi si sta perdendo il senso del limite e dei valori umani, nella società domina spesso un senso di prevaricazione. Nella mia carriera mi sono sforzata per contrastare questa mentalità, impegnandomi anche nel sociale, con attività artistiche e culturali per promuovere un’economia spirituale. Lo scopo è quello  di dare valore all’uomo e non al guadagno fine a sé stesso, anche in collaborazione con istituzioni universitarie e il personaggi come il Premio Nobel per la pace  Muhammad Yunus.»

Ed ecco per i nostri lettori la Motivazione integrale con la quale il soprano palermitano Felicia Bongiovanni è stata insignita del "Premio Callas" di New York per l’importante carriera e per le attività dedicate al sociale e alla promozione della cultura.
L’Opera per Felicia Bongiovanni è un Dono. Il dono di un talento lirico raffinato e versatile ma anche "l’atto di offrirsi al pubblico", che il soprano palermitano compie ogni volta che calca un palcoscenico, anche nelle innumerevoli esibizioni dedicate a cause umanitarie e filantropiche in cui da anni si impegna anima e corpo, anzi anima e voce.
Felicia Bongiovanni è carismatica, agile, con una voce che è strumento di sensibilità e precisione tecnica e pure di ampia risonanza acustica, che le consente di passare agilmente da Tosca fino a raggiungere le vette altissime del “mi bemolle” della Traviata. Il segreto di Felicia è quello di interpretare i personaggi fino a sentirli nella carne, entrare nei loro sentimenti con la voce e con il corpo per fare percepire al pubblico tutte le sfumature.
Sono tante le sue esibizioni in prestigiosi teatri (Teatro Comunale di Bologna, Rossini Opera Festival, Auditorium Parco della Musica di Roma, Teatro Massimo di Palermo, Regio di Parma, Teatro Valli di Reggio Emilia, La Fenice di Venezia, Luglio Musicale Trapanese, Teatro Bibiena di Mantova, Teatro Verdi di Busseto, Politeama Garibaldi di Palermo e di Pisa, solo per citarne alcuni), anche con famosi artisti lirici come Luciano Pavarotti, Michele Pertusi, Daniela Dessi, Fabio Armiliato, Giovanna Casolla, Angelo Romero, Rolando Panerai, Alessandro Corbelli, e direttori come Gunther Neuhold, Zoltan Pesko, Marco Boemi, Paolo Olmi, Giacomo Sacripanti, Matteo Beltrami.

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Numerose anche le sue collaborazioni con importanti artisti della musica leggera, come Eros Ramazzotti, I Nomadi, Andrea Mingardi, Gio’ di Tonno.
In prima linea per il riconoscimento e la valorizzazione dei diritti umani: Felicia è stata Consigliera della musica del Club Unesco di Bologna, in qualità di “esempio di impegno per la promozione umana e sociale nel campo dell’educazione e divulgazione musicale e culturale” e poi membro del Club Unesco di Forlì.
Sono innumerevoli le attività sociali di questa artista poliedrica e versatile, tra cui ricordiamo quella di testimonial della Fondazione Telethon e di ambasciatrice della Nazionale Cantanti, madrina della LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, della FA.NE.P. – Associazione Famiglie Neurologia Pediatrica, Cantore della Solidarietà della ANT Associazione Nazionale Tumori. Si e’ inoltre esibita a favore dell’UNICEF, l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, Premio Louis Braille, Fondazione Nilde Jotti.
Numerose anche le partecipazioni televisive a trasmissioni tra cui Uno Mattina e Sottovoce (Rai 1), due edizioni del Concerto di Natale su Rai2, Concerto dell’Epifania e concerto del Premio Braille su Rai1, La Giostra dei Gol e Cristianità (Rai International).
Nell’ambito del suo impegno per la diffusione della cultura, e della musica lirica in particolare, è stata direttrice artistica di diversi progetti innovativi: il primo in collaborazione con Coop Adriatica per l’esecuzione di concerti lirici nelle gallerie dei super mercati Coop, il secondo dal titolo “Impresa e cultura” per la società di ricerca economica Nomisma, che ha visto la partecipazione di personalità del mondo della politica, dello spettacolo dell’economia, dell’arte, della musica, dello sport.
Attualmente è direttrice artistica del progetto “Impresa e cultura. La cultura come motore per lo sviluppo economico e sociale”, del Centro di ricerca Yunus Social Business Centre del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Urbino, per il quale si è esibita di fronte al Premio Nobel Muhammad Yunus, scrivendo per lui il testo dell’opera lirica contemporanea “I dimenticati”.

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Da anni collabora con il Ministero degli Esteri e gli Istituti Italiani di Cultura per promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo, portando l’opera lirica, forte veicolo di tutti quei valori sociali dell’umanità espressi in musica, in vari Paesi, fra cui Angola, Algeria, Libano, Stati Uniti, Indonesia, esibendosi anche di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente Giorgio Napolitano.
Dalle manifestazioni istituzionali di alto rango diplomatico a quelle popolari, dove l’Opera rimane sempre e comunque espressione dei valori di solidarietà e libertà sociale, oltre che di fede e amore per il prossimo, Felicia Bongiovanni è riuscita a comunicare con passione la sua musica e a divulgare l’opera lirica anche attraverso canali non tradizionali, mantenendo una forte e precisa vocalità da soprano lirico raffinato e di vero grande talento.
Come Maria Callas, a cui spesso Felicia Bongiovanni è stata paragonata (sia per la sua versatilità  vocale e la sua espressività di interprete, in primo luogo dalla stessa Associazione dedicata a Maria Callas, fondata dal compianto Bruno Tosi, che l’ha riconosciuta come interprete meritevole e capace di rappresentarla nel mondo, accompagnando musicalmente le mostre dedicate alla Divina, anche per il suo stile ricercato ed elegante, apprezzato da stilisti come Lorenzo Riva e Renato Balestra), Felicia è stata colei che tra i primi, quasi trent’anni fa, ha sfidato la visione elitaria di una Opera Lirica “per pochi” portandola in televisione e nei convegni universitari nonché nei centri commerciali, restituendole il suo connotato preciso, così com’era ai tempi di Giuseppe Verdi: quello di essere un genere prettamente popolare e non un’arte posta su un piedistallo estraneo e lontano dalle persone
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Crediti fotografici: le immagini sono tratte dall'archivio personale dell'Artista
Nella miniatura in alto: il soprano Felicia Bongiovanni
Sotto: a New York sul Red Carpet durante l'attribuzione del Premio Callas 2024
Al centro in sequenza: la Bongiovanni  durante alcuni importanti momenti della sua carriera; Palermo "A tu per tu con Puccini (2010); con l'attrice Simona Marchini; mentre firma autografi al Teatro Rossini di Pesaro nel 2014; nel concerto inaugurale del Teatro "Tullio Serafin"(2010); esibizione e premiazione al Premio Callas di New York (2024); mentre riceve le congratulazioni del Presidente Mattarella dopo il concerto di inaugurazione del Teatro dell'Opera di Addis Abeba (2016)
In fondo: durante le prove e il concerto per il Giubileo di Santa Rosalia a Palermo (2024)





Pubblicato il 15 Febbraio 2024
Usi e costumi dalla Turandot alla BohŔme al Teatro Comunale
Incontro con Lorenzo Cut¨li servizio di Edoardo Farina

20240215_Fe_00_LorenzoCutuliFERRARA - Il 100° anniversario dalla morte di Giacomo Puccini rappresenta un’occasione per commemorare e ripercorrere la vita e la carriera di uno dei più grandi musicisti italiani.  Le sue Opere, ancora oggi, continuano a essere rappresentate sui palcoscenici più prestigiosi del mondo, celebrando lo straordinario valore artistico delle composizioni. Nasce a Lucca, patria di ricche tradizioni musicali, il 22 dicembre 1858 da una famiglia dalla lunga e prestigiosa storia legata alla musica nella provincia Toscana. Purtroppo, a soli sei anni, vede morire suo padre Michele, organista e maestro di coro del Duomo di San Martino, di conseguenza durante la prima giovinezza, viene istruito dallo zio Fortunato Magi nel suonare l’organo e nel canto come contralto. Nonostante ciò, Fortunato dichiara presto a sua sorella Albina, madre del piccolo Giacomo, che suo figlio non possiede alcuna inclinazione per la musica. Dopo questa brevissima cronistoria delle origini del Maestro, tralasciando tutto il resto deducendosi da sé, ci spostiamo verso la ricca stagione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara, ove nell’ambito della programmazione “Opera Balletto” ha voluto rendere omaggio - come sta avvenendo nella maggior parte dei teatri più importanti d’Italia per tutto il 2024 - al celebre lucchese, presentando due tra i suoi innumerevoli capolavori, la Turandot ultima composta e lasciata incompiuta per la sopraggiunta morte avvenuta nel 1924, in scena all’ “Abbado” per la prima il 24 novembre 2023 con replica il 26 eseguita dall’ ’Orchestra Città di Ferrara” diretta da Marcello Mottadelli e la regia di Plamen Kartaloff e la seconda, Bohème in data rispettivamente il 26 e 28 gennaio, interpretata dall’ “Orchestra Giovanile Luigi Cherubini” sotto la bacchetta di Nicola Paszkowski.                                    
Quando osserviamo il cartellone di un’opera, la prima cosa che attira l’attenzione è la grafica, il titolo, l’autore, poi il direttore, l’orchestra, immediatamente dopo i protagonisti più importanti nelle rispettive parti, tenori, baritoni, soprani meglio se trattasi di una “primadonna” nota o meno nel cast dei nominativi appartenenti al mondo del teatro. A seguire, coro, comparse, infine allestimenti e realizzazione, dando sempre meno importanza a chi lavora dietro gli scenari e che molto spesso alla fine della rappresentazione non salirà quasi mai sul palco per ricevere le meritate ovazioni. Quindi tecnici, elettricisti, macchinisti, cameramen se prevista una ripresa televisiva, fotografi…e per ultimo ma non per ultimo, chi si è occupato della sceneggiatura, della scenografia, la scelta e realizzazione dei costumi che di solito catturano l’attenzione non appena si alza il sipario prima ancora che i cantanti inizino la recitazione scenica e vocale.
Il Teatro Comunale di Ferrara "Claudio Abbado" ha dato la possibilità di visitare tramite l’iniziativa aperta al pubblico  “Dietro le quinte dell’opera” i meccanismi del palcoscenico, montaggio delle luci, i riflettori e i proiettori, la struttura del teatro, i segreti dell’acustica, un po’ di storia e molte altre curiosità da scoprirsi di volta in volta, proposta costituita da tre appuntamenti riguardanti le stesse Turandot e Bohème e prossimamente l’Orlando Furioso il 6 aprile, in orari tra una replica e l’altra in modo da consentire la prenotazione sia a chi ha già assistito alla prima e sia a chi vorrà ricevere qualche anteprima. Attraverso la disponibilità di Lorenzo Cutùli, dalla impareggiabile professionalità ed esperienza nell’ambito teatrale, siamo stati accompagnati da lui stesso in questo magico percorso illustrandoci ampiamente quanto dal lato platea non è visibile, ma soprattutto dopo averci condotto nei camerini e fornito dotte spiegazioni riguardo tutti i costumi utilizzati in scena, si è soffermato per una breve intervista.
Nato a Ferrara, nel campo teatrale numerose sono state le sue collaborazioni con artisti quali: C. Abbado, E.Luzzati, H. De Ana, P. L. Pizzi, L.Kemp, L. Ronconi, R. Petit, R. Wilson, P. Greenaway, J. Miller, L. Dodin, M. Martone, M. Scaparro e A. Brachetti, sia come scenografo collaboratore che come costumista, inoltre, come pittore e scultore, ha al suo attivo varie e importanti esposizioni personali sia in Italia che all’estero. 
È stato docente di Allestimento e Scenografia presso il corso di Comunicazione Pubblica delle Arti e dello Spettacolo, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara e nel dicembre 2014 ha vinto il premio International Opera Award-Oscar della Lirica come miglior scenografo del 2014, presso l'“Anfiteatro Katara” di Doha in Qatar.

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Maestro Cutùli, come è allestita la scenografia della Bohème andata in scena al Teatro Abbado recentemente? La prima cosa che colpisce è la formula dalla tipologia moderna dei costumi, vediamo infatti dei personaggi sia vestiti nella moda degli anni ’80 del secolo scorso, poi tanti ragazzini in scena in abito d’epoca, ma in massima parte non in base alla versione tradizionale del 1830, anno ove originariamente è ambientata. Come viene percepito dal pubblico questo contrasto tra l’antico e il moderno, tra chi è più favorevole o contrario…?
Abbiamo una diatriba che continua da anni tra i tradizionalisti e gli avanguardisti. I nuovi registi sono più portati nel creare un’opera contemporanea cercando di anteporre l’idea che oramai essa deve essere svecchiata, situazione non strettamente necessaria avendo sempre e comunque una sua attualità e un suo fascino secondo le forme originali. Importante è rispettare la stesura in modo costruttivo come hanno saputo realizzare i grandi del secolo scorso quali Visconti, Strehler, dotati di un senso di appartenenza molto forte alle tradizioni, forse meno Zeffirelli e Ronconi… però oggi si tende a volere modernizzare la storia, la vicenda, oppure astrarla anche secondo le idee di Damiano Michieletto, tra gli altri, che pur essendo rispettoso della musica, normalmente traspone l’azione in un’epoca “astorica”, abiti compresi.

Potrebbe essere stato tra i pionieri di questa evoluzione attuale già un importante costumista, scenografo e regista come Pier Luigi Pizzi, ancora attivissimo nonostante l’età? Tant’è che proprio a Lucca nel corso dell’anno, come sappiamo, sarà ingaggiato per tutte le manifestazioni pucciniane con cinque nuovi allestimenti. In tal senso lei è più favorevole a una ricostruzione classica con tutta la filologia dell’epoca oppure qualcosa di contemporaneo in netta contrapposizione?
Pizzi ha sicuramente rivoluzionato l’opera mettendola in scena tra antico e futurismo inserendo schemi innovativi del tutto impensabili un tempo; personalmente penso che un allestimento possa avere una trasposizione in un’altra epoca più attuale non dovendo però essere fine a sé stesso ma richiesto dal concetto che si intende dare alla drammaturgia non essendo necessaria sempre una avanguardia. Se l’approntamento lo esige, piuttosto che creare una scenografia follemente azzardata, è sempre meno rischioso rimanere nella tipologia classica fatta con criterio, tralasciando le assurdità, basti pensare alla versione Bohème creata da Claus Guth andata in scena all’“Opéra National de Paris” nel 2017 e replicata più volte ambientata addirittura in una navicella spaziale con tanto di sbarco sulla Luna e attori in tuta da astronauti, tendendo in tal modo a creare un sensazionalismo dallo scalpore gigantesco, normalmente abituati a vederla a Parigi, nella soffitta, nel quartiere latino...

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Cosa viene richiesto a un cantante d’opera quando deve e vuole immedesimarsi in un personaggio per quanto concerne la vestizione, rimanendo nello specifico del suo lavoro?
Il costumista, lo scenografo, incontra di solito il cast solo quando si avvia la messa a punto finale, in pratica iniziano le prove di regia dopo avere svolto una riunione generale, sperando che anche gli artisti siano tutti disponibili, il che non è scontato, momento in cui viene letteralmente esposta e spiegata la forma dello spettacolo. Spesso il cantante è preoccupato per l’aspetto musicale mentre oggi si chiede moltissimo quello interpretativo, assolutamente importante. Interagendo con i propri colleghi, questi narra, esprime una storia, comunica attraverso le emozioni, atteggiamento molto meno richiesto secondo i vecchi canoni e tutto ciò anche se non sembra è vincolato da come si sente nel costume che indossato gli dà un certo confort o meno ritrovandosi in una determinata disinvoltura; però molto spesso non c’è il tempo per far sì che maturi l’idea della corretta immedesimazione - come può avvenire a un attore di prosa,  più immediato - e dovendo comunque preparare il personaggio, qualche volta è inevitabile giungere necessariamente a dei compromessi.

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È più semplice lavorare con musicisti ormai affermati appartenenti a una generazione dell’opera lirica precedente a oggi, o con i giovani pieni di entusiasmo presumendo siano più portati a essere guidati, forse timorosi e inesperti?
Dipende; tra le mie esperienze posso citare quella con Ruggero Raimondi, personaggio di elevata statura anche umana, disposto a essere consigliato non avendo il benché minimo atteggiamento presuntuoso o insofferente. Ci sono altri interpreti più esigenti e come tale è opportuno essere a conoscenza riguardo quali difetti anche posturali intendono attenuare e coprire, come ricordo di Daniela Dessì, prematuramente scomparsa, che avendo una grande suggestione del proprio seno richiedeva un busto particolare in grado di darle una forma compatta, diversamente non avrebbe accettato di indossare un costume non idoneo a risolverle il problema. Oppure con María Siri, soprano sudamericana con la quale ho realizzato la Tosca, apparentemente gentile e tranquilla fino alla prova generale, ove se non le era fornita all’ultimo momento una parrucca o dei posticci per via di una pettinatura non di suo gradimento si sarebbe rifiutata di esibirsi, indispettendosi, condizione piuttosto rara in quanto la maggiore parte dei protagonisti preferiscono le acconciature naturali dei propri capelli. Poi ci sono giovani cantanti che pretendono di fare i costumisti e ciò può rappresentare per noi una seria complicazione gestionale, situazione avvenuta in passato creando delle controversie litigiose e spiacevoli, avendomi contestato capi di abbigliamento perfetti già cuciti e confezionati ma a loro non graditi non conoscendone nel modo più assoluto il taglio e l’esatto stile.

Quali sono i prossimi impegni professionali e quale è un’opera che sente particolarmente sua volendone fare la scenografia?
Sono docente del Corso di diploma Accademico in Scenografia e Costume presso l’”Accademia di Belle Arti Venezia” e prossimamente abbiamo in preparazione il nuovo allestimento per la ricorrenza dei settecento anni della morte di Marco Polo in programma al Teatro Malibran, attraverso il contributo di un grande maestro ed esperto della moda quale lo stilista Roberto Capucci. Nel mese di settembre sarò ingaggiato, sempre con il medesimo incarico professionale, per la messa in scena della Cenerentola di Rossini diretta dal M° Alessandro Vitiello nell’ambito del Festival “Vicenza in Lirica” sede il “Teatro Olimpico”, avvalendoci dei giovani cantanti vincitori del Concorso lirico “Tullio Serafin” giunto alla sesta edizione. Infine, la realizzazione di un progetto totalmente mio, ovvero la ripresa del Thaïs di Massenet che andrà negli Stati Uniti a Salt Clay City, approntato dal “Minnesota Opera”, contesto a cui tengo particolarmente.

Quante opportunità di lavoro sussistono nell’ambiente teatrale e con quali eventuali antagonisti occorre competere?
Abbiamo molta concorrenza e spesso pochi fondi finanziari disponibili, come tale ciò crea varie discordanze. Ottenuta una certa fama, un certo tipo di notorietà è più facile di norma mantenere un proprio standard con possibilità di collaborazioni anche importanti trattandosi però di eventi anche saltuari, alternando spesso pause a impegni. Di conseguenza molti preferiscono la didattica, l’insegnamento nelle scuole specializzate in quanto la carriera di uno scenografo costumista non è sempre costante; ascesa ove ci si arriva comunque con degli studi artistici mirati, molta gavetta come nel mio caso che ho iniziato frequentando e diplomandomi in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, studiando inoltre Storia dell’Arte presso l’Università di Ferrara, così come alcuni anni di DAMS, acquisendo una preparazione solida di base; ma molto importate rimane ovviamente la parte pratica costituita da tanto lavoro in palcoscenico, assistendo nomi affermati e bravi come mi è  capitato a fianco di Lele Luzzati ricordandomi sempre che prima o dopo i titoli accademici conseguiti, la sicurezza delle stesure si ottiene solo tramite la diretta esperienza dal vivo in grado di consentire risultati attendibili e convincenti.

Concludendo, cosa consiglierebbe ai giovani, o a chi è già un po’ esperto nel teatro, per intraprendere questa tipologia di attività, oggi?
Siamo in presenta di diverse offerte lavorative che un tempo non esistevano, quali concorsi, affiancamenti, eccetera, inoltre prima di iniziare, all’interno delle accademie specializzate o presso la stessa Facoltà di Architettura della facoltà di Venezia, vi è la possibilità di frequentare corsi sull’arte performativa. Oppure volendo fare il registra, consiglio la “Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi” di Milano, tutti ottimi istituti in grado di formare sul piano didattico. Poi indispensabile rimane essere molto curiosi e cercare all’interno di sé una certa creatività, andare molto a teatro, non stancarsi di guardare, osservare, essere sempre attenti alle nuove tendenze…e avere molta umiltà, condizione fondamentale in un ambiente variegato, dinamico, ma al tempo stesso difficile, dove anche se appare superfluo ricordarlo, non si finisce mai di imparare.

Crediti fotografici: immagini fornite dell'Artista
Nella miniatura in alto: un primo piano di Lorenzo Cutùli
Al centro, in sequenza: istantanee dello scenografo in attività nella "sua" Ferrara
Sotto: una fotografia del 2001 con Cutùli durante una presentazione a Ferrara del regista Carl Philip von Maldeghem





Pubblicato il 01 Novembre 2023
L'Associazione Kreion Versilia presieduta da Alida Berti ha ospitato un 'parterre' di lusso
Celebrando Corelli si lanciano i giovani di Simone Tomei

20231101_00_ForteMarmi_KreionPerFrancoCorelliFORTE DEI MARMI (LU) – Premetto che questo scritto non è una recensione bensì il semplice resoconto di un pomeriggio musicale che si è tenuto a Forte dei Marmi nella splendida cornice del Giardino d’inverno di Villa Bertelli. L’Associazione Kreion Versilia di cui sono vice presidente ha organizzato domenica 29 ottobre 2023 - all’interno della sua stagione autunnale - un concerto per onorare la memoria del grande tenore Franco Corelli a venti anni esatti dalla sua dipartita da questa terra.
Era infatti il 29 ottobre 2003 quando, intorno alle ore 17.00 iniziò a circolare la voce - poi divenuta certezza - della sua morte.
Giova qui ripercorrere il percorso artistico del grande interprete ricordandone le gesta.
Notizie dal web: Franco Corelli nacque ad Ancona l’8 aprile 1921. Amava la musica ma non ne seguì lo studio, fu autodidatta, poi smise gli studi di ragioneria per seguire la sua passione, il canto, debuttando quindi abbastanza avanti negli anni. Vincitore di un concorso per voci liriche al Maggio Musicale Fiorentino, debuttò il 26 agosto 1951 a Spoleto nei panni di Don Josè nella Carmen di Bizet.
Pur cantando a fianco dei miti del tempo (Maria Caniglia e Tito Gobbi nell’Adriana Lecouvreur, Pia Tassinari in Carmen a Roma, Giulietta Simionato ancora in Carmen a Trieste, Boris Christoff nel Boris Godunov a Roma) soltanto nell’aprile 1953 venne consacrato dalla critica dopo essere apparso al fianco di Maria Callas in Norma, fino al debutto alla Scala, sempre con la Callas, ne La Vestale di Spontini il 7 dicembre 1954. Fu il trionfo che lo consacrò nel ristretto novero dei grandi della lirica: l’apertura della stagione del teatro milanese, regista Luchino Visconti, direttore Antonino Votto (sul palco oltre lui e la Callas, Ebe Stignani, Enzo Sordello, Nicola Rossi Lemeni), fu accolta da un successo “al limite dell’isterismo” come scrissero i giornali del tempo.
La carriera di Franco Corelli ebbe così l’accelerazione definitiva. Cantò in quasi tutti i titoli dell’opera lirica, calcò i palcoscenici più grandi, acclamato, osannato, inseguito. Fondamentale fu la sua collaborazione con il Metropolitan di New York, che per sedici stagioni consecutive, dal 1961 al 1976, lo vide impareggiabile “Manrico” ne Il trovatore di Verdi.
Dopo una carriera lunga e impareggiabile, con decine di opere interpretate, centinaia di palcoscenici calcati con un ritmo incredibile, dette l’addio alla scena in un concerto in suo onore a Holmdel, negli Stati Uniti, nel luglio 1980, anche se l’ultima apparizione vera, coincidente con i 30 anni dal debutto, fu nel novembre 1981 a Stoccolma in un concerto in onore del soprano Birgit Nillson. L’anno dopo, attingendo dalla sua enorme produzione musicale di registrazioni e incisioni, fu realizzato un film sulla sua carriera.
Dotato di una voce di rara estensione, assistito da una prestanza fisica che lo rendeva padrone del palcoscenico e del ruolo interpretato, forte nei comportamenti (restò celebre il suo scontro dietro le quinte con Bors Christoff) ebbe un carattere abbastanza schivo nel privato, lontano dai protagonismi che il suo successo, invece, avrebbe potuto garantirgli.
Assistito dalla moglie Loretta Di Lelio, cantante lirica conosciuta sulla scena del Don Carlo a Napoli nel 1957, Franco Corelli lasciò la scena della vita nell’Ospedale Maggiore di Milano il 29 ottobre 2003.

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L’occasione di ricordare Corelli si è sposata con l’idea originaria dell’Associazione Kreion Versilia di premiare due giovani finalisti del concorso di canto Marmo all’Opera - giunto alla sua terza edizione - indetto dal Circolo A. Mercurali di Carrara presieduto da Carlo Menconi: il tenore Lorenzo Martelli ed il soprano Gioia Pucci. Due ragazzi di cui sommando le età non si arriva a cinquant’anni, che hanno fatto capire di possedere la stoffa dell’artista seppur ancora in fase di crescita e maturazione.

Lorenzo Martelli, risultato poi vincitore del concorso, è un classe 1998. Intraprende lo studio del canto già da giovanissimo, all’età di 15 anni. Si diploma in tromba e si laurea in Canto Lirico, sotto la guida del M° Antonella Cesari, al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila all’età di 23 anni. Si è perfezionato con nomi di calibro internazionale come Donata D'Annunzio Lombardi, con la quale studia attualmente, Zubin Mehta, Daniele Gatti, Giampaolo Bisanti, Daniele Callegari, Marco Boemi, Dian Tchobanov, Jacopo Sipari di Pescasseroli, Jacopo Brusa, Daniel Smith, Alessandro Bonato, Giuseppe Sabbatini, Leone Magiera, Giulio Zappa, Eva Mei, Michele D’Elia, Andrea Certa, Vittorio Terranova, Francesco Meli, Marco Boemi, Bruno De Simone, Roberto De Candia, Maria Grazia Schiavo, Elisabeth Norberg-Schultz. Vincitore del 1° Premio e del premio del pubblico nel gennaio 2023 del 74° Concorso AsLiCo per Giovani Cantanti Lirici, Vincitore al 9º Concorso Lirico Internazionale di Portofino del Premio Tenore Emergente nel Luglio 2023.
Frequenta attualmente l'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Ha frequentato l’Accademia di Alto perfezionamento del Teatro Carlo Felice di Genova, sotto la direzione artistica di Francesco Meli, approfondendo lo studio del Ruolo di Nemorino ne L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti.
Nel 2021 ha debuttato nel ruolo di Nemorino proprio in L’elisir d’amore di Donizetti e Don Ramiro nella Cenerentola di Rossini nei teatri Auditorium della Conciliazione a Roma, Teatro di San Carlo a Napoli, Teatro F. Vespasiano a Rieti, Teatro P. Spontini a Jesi e Teatro Rendano di Cosenza.

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Nel gennaio 2022 è vincitore dell’audizione al Teatro Comunale di Ferrara, scelto da Leone Magiera, come Don Ottavio nel Don Giovanni di Mozart, e debutta prima a luglio nella stagione Lirica del Teatro Comunale di Ferrara sotto la direzione Musicale del M° Leone Magiera, diretto dal M° Daniel Smith, ripresa poi ad ottobre in Corea del Sud nella Daegu Opera House.
Nel dicembre 2022 ha debuttato, essendo risultato vincitore della “Bottega Donizetti”, nel Donizetti Opera Festival a Bergamo nell’opera L’aio nell’imbarazzo sotto la direzione artistica di Francesco Micheli e la direzione musicale di Vincenzo Milletarì.
Nel gennaio 2023 debutta al Maggio Musicale Fiorentino ne La finta semplice di W. A. Mozart nel Teatro Goldoni di Firenze diretto dal M° Theodor Guschbauer. Nel Marzo 2023 debutta come Remendado al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nella Carmen di Bizet sotto la direzione del M° Zubin Mehta.
Nel Giugno 2023 parte per una Tournée in Sudafrica precisamente a Città del Capo, Johannesburg, Durban e Pretoria per tenere dei concerti, in collaborazione con il Maggio Fiorentino, in occasione della festa della Repubblica Italiana.
Nel luglio 2023 debutta come Basilio e Don Curzio in Le nozze di Figaro di W. A. Mozart presso il Teatro Comunale di Ferrara sotto la direzione musicale di Leone Magiera. Nello stesso mese ha tenuto, diretto dal M° Daniele Gatti, a Siena, due concerti debuttando Fenton nel Falstaff e il Duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi in collaborazione con la Chigiana. Ad agosto 2023 è stato diretto da Giampaolo Bisanti all’Opera Royal de Wallonie a Liege (Belgio) in un concerto. A settembre 2023 è stato diretto da Zubin Mehta nella Messa dell'’incoronazione di Mozart per l’inaugurazione di Stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Tra gli impegni futuri ci saranno Die Zauberflöte di Mozart in settembre/ottobre per OperaLombardia a Como, Cremona, Brescia e Pavia, e, sempre al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Pétite messe solennelle di Rossini a dicembre, Don Pasquale di Donizetti diretto da Daniele Gatti a marzo e Turandot di Puccini ad Aprile/Maggio, mentre per l’autunno 2024 sarà Edgardo nella Lucia di Lammermoor e Alfredo ne La traviata all’Opera Nazionale di Tirana in Albania. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali svolge un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero, tra le più note vanta l’esibizione davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, davanti al Santo Padre, Papa Francesco, e un concerto oltreoceano a Toronto in Canada dove si è esibito davanti alla numerosa comunità di italiani all’estero.

Gioia Pucci, fresca di laurea con 110 e lode al Conservatorio Pietro Mascagni di Livorno e vincitrice della sezione "Audizione festival Puccini" nel suddetto concorso carrarese, nasce a Lucca nel 2001 avvicinandosi alla musica con lo studio del pianoforte.
Dopo varie esperienze di canto corale, nel 2019 inizia lo studio del canto lirico sotto la guida del M° Alida Berti, con la quale si perfeziona privatamente.
Frequenta varie masterclass tenute dai maestri Berti, Farnocchia, D'Elia, Balderi, e dai registi Tarabella e Fornari. Nel 2021 e nel 2022 ha rappresentato la classe di canto del Conservatorio Mascagni nell'annuale concerto con l'orchestra dell'istituto diretta dal M° Sbaffi.
Nel 2022 è soprano solista del Gloria di Vivaldi, tenuto dall'orchestra e coro del Conservatorio Mascagni e diretto dal M° Gabriele Micheli. Sempre nel 2022 ottiene il secondo premio al II Concorso di esecuzione musicale "F.Busoni".
A Marzo 2023 si esibisce come soprano solista con l'orchestra e coro del Teatro Goldoni nei Carmina Burana di Carl Orff, presso il circolo Ufficiali della Marina di Roma. A maggio 2023 vince il primo premio assoluto al concorso "Giovani in Crescendo" di Pesaro, al concorso "La Rosa" di Genova e al concorso lirico "Giampiero Mastromei" di Camaiore. A Luglio 2023 debutta in Suor Angelica di Puccini al Teatro Goldoni di Livorno nel ruolo della prima Cercatrice, diretta dal M° Stefano Cencetti, regia di Nicola Fanucchi.

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Due curricula di rilievo per questi due giovani, che sono messaggeri di un futuro promettente. Ma non potevamo fermarci qui: come Associazione Kreion - nella giornata dedicata a Franco Corelli - abbiamo avuto l’orgoglio di avere tra noi un’ospite speciale. L’apostrofo ci fa intendere che trattasi di figura femminile… e che figura!
Il mezzosoprano Anna Maria Chiuri ha voluto fortemente e collaborato affinché fosse ricordato a dovere il tenore anconetano ed è stata parte attiva in questa koinè pomeridiana. Quale invitata d’onore ha omaggiato il pubblico con la sua arte e, non contenta, ha conversato con il sottoscritto ricordando la figura del Corelli uomo.
Ne è stata infatti allieva durante il proprio percorso di studio e perfezionamento e ci ha regalato, tra amena ilarità e commosso ricordo, alcuni aneddoti molto particolari della sua figura; uomo schivo, ma sincero, estroso, ma ben conscio del suo ruolo di maestro; ed infine uomo alle prese con la quotidianità familiare fatta di momenti sfaccettati.
Era presente ed ha portato il suo saluto anche il tenore Andrea Bocelli ricordando come il suo amore per la lirica fosse nato proprio dall’ascolto di un 45 giri - comprato dalla di lui madre - che riportava un’incisione dell’Improvviso tratto dall’ Andrea Chenier di Umberto Giordano, interpretato proprio da Corelli.
Il numeroso pubblico entusiasta ha ascoltato con partecipazione i racconti dei due artisti e si è dimostrato riconoscente con applausi e ovazioni per il grande tenore scomparso dopo che, a momenti intervallati, sono state fatte ascoltare vecchie registrazioni della sua voce.
Il M° Cesare Goretta - pianista - ha accompagnato gli artisti in un turbinio d’arie d’opera da Mozart a Puccini in cui ciascuno di loro ha espresso in maniera eccellente le proprie qualità. Se della Chiuri le gesta erano già note, dei due giovani, ancora poco conosciuti, abbiamo potuto apprezzare quel piglio energico e gagliardo che sarà senza dubbio foriero di un percorso di crescita e maturazione con esiti, sicuramente molto felici.
A nome dell’Associazione Kreion per voce della sua presidente, il soprano pietrasantino Alida Berti, rivolgiamo un sentito grazie al pubblico numeroso e a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento: il Comune di Forte dei Marmi, Fondazione Villa Bertelli nella persona del dott. Ermindo Tucci, presidente dell’omonima Fondazione, il Circolo Mercuriali di Carrara.
Un grazie doveroso, inoltre, agli sponsor che ne sostengono le attività: le aziende Più me e Profumerie Bacci rappresentate dal sig. Pietro Paolo Tognetti e la Fondazione Vando D’Angiolo presieduta dalla sig.ra Paola Baronti D’Angiolo.
Ringraziamo inoltre per la loro presenza, il baritono Sergio Bologna ed il basso Giorgio Giuseppini per aver condiviso con noi un momento così importante.
È stato un onore per il sottoscritto, l’essere stato il “Virgilio dantesco” di questo appuntamento musicale introducendo le melodie ascoltate al pubblico e conversando con i graditi ospiti.
Concludendo, mi piace inoltre sottolineare in unità d’intenti assieme "alla Chiuri" - così la chiamo quale cara amica - che siamo stati tutti orgogliosi di aver celebrato un personaggio come Franco Corelli, che era, è e sarà sempre nella storia tra coloro che hanno reso vanto alla sublime arte del canto lirico.

Crediti fotografici: architetto Marco Francesconi per l' Associazione Kreion Versilia
Nella miniatura in alto: il tenore Franco Corelli
Sotto: Simone Tomei presenta la manifestazione musicale e celebrativa di Kreion Versilia; Tomei con i due giovani cantanti lirici Lorenzo Martelli e Gioia Pucci, al pianoforte il maestro Cesare Goretta
Al centro: il presentatore intervista Anna Maria Chiuri e Andrea Bocelli
In fondo, in sequenza: foto di gruppo con la presenza della presidente Alida Berti (al centro del gruppo): Anna Maria Chiuri durante la sua performance, accompagnata dal pianista Cesare Goretta






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Parliamone
Tosca nella Basilica
intervento di Athos Tromboni FREE

20240531_Cento_00_Tosca_RosannaLoGrecoCENTO (FE) - Poteva essere una rappresentazione suggestiva al pari di "Nelle ore e nei luoghi di Tosca" (la famosa diretta dell'opera di Giacomo Puccini realizzata a Roma nel 1992 da Patroni Griffi e Andermann) questa Tosca itinerante ideata dal management del Teatro Borgatti di Cento e sostenuta da sponsor locali che si sono dimostrati entusiasti dell'iniziativa. Dunque, i luoghi: il primo atto avrebbe dovuto svolgersi nella Basilica di San Biagio, la chiesa principale di Cento, ricca di opere d'arte, barocca ma con preziose reminiscenze rinascimentali; il secondo atto sarebbe stato all'aperto presso il Monumento ai Caduti realizzato nel 1931 dall'architetto Gian Francesco Costa e luogo quanto mai suggestivo per quella struttura a tre archi e quattro colonne doriche che richiamano la pulizia e l'aura neoclassica dell'estetica imperiale italiana; il terzo atto sarebbe stato collocato
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Eventi
Piacenza ecco il cartellone
redatto da Athos Tromboni FREE

20240619_Pc_00_TeatroMunicipale-Stagione2024-2025_LucaSalsiPIACENZA - La Stagione 2024/2025 del Teatro Municipale di Piacenza propone, da dicembre 2024 a giugno 2025, cinque titoli d’opera, sei concerti, cinque balletti, in attesa di presentare un significativo progetto verdiano programmato per l’autunno 2025. In memoria di Giuseppe Verdi sarà il Recital che vedrà protagonista il baritono Luca Salsi, il
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Opera dal Nord-Est
Il dittico delle Porte
servizio di Rossana Poletti FREE

20240616_Ts_00_LaPortaDivisoria-IlCastelloDiBarbablu_MarcoAngiusTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Si conclude con un dittico la stagione lirica del Teatro Verdi: in scena La Porta divisoria di Fiorenzo Carpi e Il Castello del Duca Barbablù di Béla Bartók. Di La Porta divisoria le notizie sono legate ai documenti conservati nell’Archivio del Piccolo Teatro di Milano, perché all’opera è legata la figura del triestino Giorgio
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Classica
Simone Nicoletta clarinettista per Muti
servizio Attilia Tartagni FREE

20240611_Ra_00_OrchestraCherubini-RiccardoMuti_SimoneNicolettaRAVENNA - Come sempre prima dei concerti diretti dal M° Riccardo Muti l’atmosfera è di spasmodica attesa, mentre l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini è già tutta schierata sul palco a provare gli strumenti. L’incedere carismatico del direttore spezza quel tempo sospeso, scatenando l’applauso e l’abbraccio ideale del pubblico. Muti lo abbiamo
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Opera dal Nord-Est
Doppia inaugurazione in Arena
servizio di Angela Bosetto FREE

20240609_Vr_00_LaGrandeOperaItaliana_FrancescoIvanCiampaVERONA - Negli anni Novanta, il celebre spot di un altrettanto famoso gelato affermava che «Du gust is megl che one», quindi dato che l’estate è alle porte e ci sono ben due cose da festeggiare (il riconoscimento della pratica del canto lirico italiano come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO e il centenario della scomparsa di Giacomo Puccini),
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Opera dall Estero
BÚatrice et BÚnÚdict secondo Michieletto
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240606_Lione_00_BeatriceEtBenedict_GiuliaScopelliti_phBertrandStoflethLIONE (Francia) - Il compositore Héctor Berlioz (1803-1869) è nato nella città di La Côte-Saint-André nella regione dell'Auvenia-Rodano, a circa 75 chilometri dalla città di Lione, quindi è praticamente da considerarsi un compositore di casa. Si tratta tuttavia di una coincidenza, poiché non esiste uno stretto rapporto tra le opere del compositore e
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Jazz Pop Rock Etno
Cartoline dal Sud degli ┴nema
servizio di Edoardo Farina FREE

20240601_Fe_00_Anema_MarcelloCorvino_phAntoninoEspositoFERRARA - La ricchissima programmazione invernale di Ferrara Musica nell’ambito dei concerti cameristici della domenica mattina attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti presso la sala del Ridotto del Teatro Comunale “Claudio Abbado” ha visto nello svolgimento della sola prima parte, dal 15 ottobre al 17 dicembre 2023 ben dodici
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Eventi
Ferrara Musica il nuovo cartellone
servizio di Athos Tromboni FREE

20240531_00_Fe_StagioneFerraraMusica_MishaMaiskyFERRARA - Il direttore artistico Enzo Restagno, il direttore organizzativo Dario Favretti, con il concerto conclusivo del giovanissimo pianista Marco Merola (Fryderyk Chopin, Ballata n.2 in Fa maggiore op.28), hanno presentato alla stampa e al numeroso pubblico invitato, la stagione 2024-2025 di Ferrara Musica che terrà i propri concerti nel Teatro
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Jazz Pop Rock Etno
Tutte le Direzioni in Summertime
redatto da Athos Tromboni FREE

20240531_Comacchio_00_TutteLeDirezioniInSummertime_ElladeBandiniCOMACCHIO (FE) -   Prende il via nella cittadina lagunare la stagione estiva del Gruppo dei 10: nove concerti, tre suggestive location, alcune novità e grandi ritorni, dal sax di Lou Marini alla poesia di Corrado Govoni, passando per Mimmo Locasciulli, Frank Sinatra, Sugarpie and the Candymen e tanti altri. A partire da venerdì 7 giugno 2024.
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Prosa
Prosa ecco la Stagione
redatto da Athos Tromboni FREE

20240527_Fe_00_ProsaTeatroAbbado_SoniaBergamascoFERRARA - Partecipata conferenza stampa oggi per la presentazione della Stagione di Prosa 2024/2025 del Teatro Comunale "Claudio Abbado": erano presenti e sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco GulinelliMichele Placido, presidente della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Moni Ovadia
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Opera dal Centro-Nord
L'Isola disabitata del Conservatorio Frescobaldi
servizio di Edoardo Farina FREE

20240524_Fe_00_LIsolaDisabitata_FranzJosephHaydnFERRARA - Dopo Ecce cor meum, spettacolare omaggio in versione orchestrale all’immortale musica dei Beatles, prosegue la ricca programmazione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara nell’ambito della Stagione Opera/Balletto 2023-24 con in scena il penultimo appuntamento dei dodici previsti, L’isola disabitata di Franz Joseph Haydn
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Vocale
La Divina Giustizia canta il monito
sevizio di Athos Tromboni FREE

20240515_Ra_00_RavennaFestival_IlTrionfoDellaDivinaGiustizia_NicolaValentini_phZani-CasadioRAVENNA - Entrando nella Basilica di San Giovanni Evangelista si resta colpiti dalla sobrietà e insieme solennità delle architetture. La chiesa fu eretta dall’imperatrice Galla Placidia negli anni successivi al 424 dopo Cristo, per sciogliere un voto espresso durante una rovinosa burrasca in mare in cui era incappata al ritorno da Costantinopoli: se fosse
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Operetta and Musical
The Sound of Music a Houston
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240512_Houston_00_TheSoundOfMusic_IsabelLeonardHOUSTON ,Texas (USA) - Wortham Theater Center. Tradizionalmente pochissimi teatri d'opera americani sono stati interessati a programmare Musical come parte integrante delle loro stagioni. C'è una linea molto labile che divide questo genere, il Musical, e l'opera lirica, che nella sostanza sono simili in quanto entrambi richiedono cantanti
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Classica
Mozart, Schubert e Muti un trionfo
servizio di Athos Tromboni FREE

20240512_Ra_00_RavennaFestival_RiccardoMuti_phZaniCasadioRAVENNA - E così l'11 maggio dentro un Palazzo De Andrè stipato di pubblico all'inverosimile (3500 posti a sedere la capienza dichiarata) è iniziata la trentacinquesima edizione del Ravenna Festival, quest'anno sulle corde d'una frase biblica, E fu sera e fu mattina..., sottotitolo della manifestazione mutuato dal più celebre "leitmotiv" della
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Vocale
Die WalkŘre secondo Luisi
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240510_Dallas_00_DieWalkure_FabioLuisiDALLAS (Texas, USA) - Il 5 maggio 2024 Con Die Walküre WWV 86B è proseguito il ciclo dell' Anello del Nibelungo di Richard Wagner, che la Dallas Symphony Orchestra quest’anno sta portando avanti, ciclo che si interromperà e riprenderà nel mese di ottobre di questo stesso anno. Wagner ha composto la musica per Die Walküre tra il 1854 e il 1856, secondo
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Personaggi
A Felicia Bongiovanni il Premio Callas
servizio di Silvia Iacono FREE

20240510_Pa_00_FeliciaBongiovanniPALERMO - L’attività artistica del soprano Felicia Bongiovanni prosegue dopo aver ricevuto il Callas Tribute Prize. Il 5 maggio 2024, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, in occasione del primo concerto per il Gubileo rosaliano a Palermo, che celebra i quattrocento anni dal ritrovamento delle reliquie di Santa Rosalia, patrona amata
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Vocale
Das Rehingold ha aperto il Ring
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240509_Dallas_00_DasRheingold_AlbertoTriolaDALLAS (Texas, USA) - Fondata nel 1900, e con tante storie da raccontare, poiché da qui sono passati i migliori direttori d'orchestra, strumentisti e solisti, la Dallas Symphony Orchestra occupa senza dubbio un posto di rilievo tra le più prestigiose ed importanti orchestre americane. Ora ha intrapreso un programma ambizioso, impegnativo, ma di grande
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Approfondimenti
Sul set di Fanciulla...
servizio di Simone Tomei FREE

20240430_To_00_LaFanciullaDelWest_phDanieleRattiTORINO - Scrivo, con imperdonabile ritardo, della mia presenza al Teatro Regio di Torino per l’opera “americana” di Giacomo Puccini e ne chiedo scusa a coloro che mi hanno ospitato ed ai lettori della rivista.
Quando si entra nel magico mondo di La fanciulla del west non si può non essere rapiti dalla meravigliosa
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Vocale
Insolito dittico per i texani
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240430_FortWorth_00_DieWalkure_RobertSpano_phKarenAlmondFORT-WORTH (Texas, USA) - Wagner & Sibelius a Fort Worth. La Fort-Worth Symphony, con stanza nella località di Fort Worth vicina alla città di Dallas(50 km), in Texas, ha offerto nell'ambito della sua attuale stagione un concerto seducente e di grande suggestione, che ha unito il romanticismo musicale di Jean Sibelius con quello di Richard
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Opera dal Centro-Nord
Pregi e difetti di una Turandot
servizio di Simone Tomei FREE

20240428_Li_00_Turandot_AnastasiaBoldyreva_phTrifilettiTeamBrizziLIVORNO - Torna dopo quindici anni di assenza al Teatro Goldoni di Livorno Turandot di Giacomo Puccini, l’ultimo capolavoro del compositore lucchese, in occasione del centenario della sua scomparsa (Bruxelles, 29 novembre 1924). Lo spettacolo, già visto e recensito dal direttore della rivista nelle edizioni 2021/2022/2023 del Festival Pucciniano a firma
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Opera dall Estero
La Traviata osÚ
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240428_LosAngeles_00_LaTraviata_RachelWillisSorensen_phCoryWeaverLOS ANGELES - Dorothy Chandler Pavilion (California USA). La terza opera della cosiddetta 'trilogia popolare' di Giuseppe Verdi (1813-1901) è La Traviata, la cui première avvenne il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia, e che è senza dubbio considerata oggi il suo titolo più popolare, tra le altre cose, per la sua ricchezza melodica, inventiva e vocalità
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Opera dal Nord-Est
Ottima la Cenerentola
servizio di Rossana Poletti FREE

20240428_Ts_00_LaCenerentola_LauraVerrecchia_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Come ben racconta Francesco Bernasconi la nascita della Cenerentola di Gioachino Rossini fu avventurosa: “Il soggetto previsto era ‘Ninetta alla corte’, tratto da una commedia francese leggera e satirica, considerato immorale e assolutamente inadatto a essere rappresentato nella
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Opera dall Estero
Don Giovanni tradito dalla regia
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240425_Houston_00_DonGiovanni_LucaPisaroni_phLynnLaneHOUSTON (Texas, USA) - Wortham Theater Center. La stagione della Houston Grand Opera, iniziata pochi mesi fa, in un batter d'occhio volge al termine, e lo fa con il Don Giovanni di Mozart, titolo sempre interessante, impegnativo e accattivante. Forse quando l'opera venne rappresentata per la prima volta il 29 ottobre 1787 al Teatro Nazionale di Praga, nessuno
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Nuove Musiche
Beatles Day nel Teatro Abbado
servizio di Athos Tromboni FREE

20240425_Fe_00_EcceCorMeum-PaulMcCartney_MarcelloCorvino_phMarcoCaselloNirmalFERRARA - È stato un successo di pubblico e artistico che era prevedibile: così si è svolta e conclusa la serata (una prima nazionale) dedicata all'oratorio di Paul McCartney, Ecce cor meum, e ad alcuni successi internazionali dei Beatles stavolta non più ad appannaggio delle chitarre elettriche e batteria, ma dentro la musica di un'orchestra e un
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Opera dal Nord-Ovest
Morire di BohŔme Ŕ un gioco
servizio di Simone Tomei FREE

20240416_Ge_00_LaBoheme_AnastasiaBartoliGENOVA - Si rimane a bocca aperta entrando nella sala del Teatro Carlo Felice di Genova in attesa di assistere alla rappresentazione de La Bohème di Giacomo Puccini: il pannello che rimpiazza il sipario ci offre un’anticipazione visiva di quello che saranno i quattro quadri dell’opera. Lo stile è quello inconfondibile di Francesco Musante (autore
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Echi dal Territorio
Una Tempesta molto gradevole
servizio di Athos Tromboni FREE

20240412_Fe_00_TheTempestOLIsolaIncantata_DanieleSconosciutoFERRARA - Difficile assistere oggi a qualche masque messo in scena nei nostri teatri, nonostante la freschezza musicale e la bellezza di questi veri capisaldi della più radicata cultura musicale britannica; il masque era in auge prima dello "spodestamento" operato anche in Gran Bretagna dall'opera settecentesca italiana o in stile italiano. Ebbene
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Echi dal Territorio
Xtra per tre
redatto da Athos Tromboni FREE

20240411_Fe_00_FerraraMusicaXtra_NicolaBruzzoFERRARA - Si chiama "Xtra" - un nome avveniristico - ma sarà fatta di musica da grande repertorio cameristico. È la nuova rassegna di Ferrara Musica, ideata per dare una ribalta a formazioni e musicisti solisti di grande talento. Ad illustrare il programma sono intervenuti l'assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, il curatore
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Opera dall Estero
J.J. Orliński come un istrione
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240410_SanDiego_00_JakubJozefOrlinskiSAN DIEGO (California USA) - Da quando Philippe Jaroussky si è fatto conoscere, circa 20 anni fa, con registrazioni come Un concert pour Mazarin (Virgin Classics, 2004) o Vivaldi, virtuoso cantatas (Erato, 2005), e con apparizioni su importanti palcoscenici concertistici e operistici, nessun altro controtenore è stato così apprezzato e conosciuto come Jakub Józef Orliński, il giovane cantante polacco, che nelle sue tournée ha tenuto numerosi concerti e recital sui palcoscenici di tutto il mondo.
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Opera dal Centro-Nord
Quel Don Pasquale sempre fresco
servizio di Simone Tomei FREE

20240325_Fi_00_DonPasquale_MarcoFilippoRomano_phMichele MonastaFIRENZE - Quello che è stato ritorna dicevano sempre i nostri vecchi. Ed è proprio così: in un momento non facile per il Teatro del Maggio, l’idea di rispolverare una vecchia produzione di Don Pasquale di Gaetano Donizetti si è rivelata una scelta molto azzeccata che ha riportato indietro nel tempo i più veterani melomani. La riproposizione dello spettacolo
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Opera dal Nord-Ovest
Beatrice di Tenda da visibilio
servizio di Simone Tomei FREE

2040325_Ge_00_BeatriceDiTenda_AngelaMeadeGENOVA – Procede con scelte azzeccate e particolarmente ricercate la stagione operistica del Teatro Carlo Felice di Genova con un altro capolavoro belliniano, Beatrice di Tenda. Sono già due stagioni che le opere del catanese compaiono nel cartellone del teatro genovese: nel 2021 Bianca e Fernando – secondo l’edizione riservata proprio al teatro ligure
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Pagina Aperta
How About Now non c'Ŕ danza
servizio di Edoardo Farina FREE

20240324_Cesena_00_HowAboutNow_HannesLangolfCESENA - Prosegue il programma invernale al Teatro “Alessandro Bonci” di Cesena attraverso il cartellone che ERT Fondazione propone nel suo storico e prestigioso spazio ove l’8 marzo 2024 in prima assoluta e successivamente il 10 al Teatro Arena del Sole di Bologna, nell’ambito della rassegna Carne a cura di Michela Lucenti, Emilia Romagna Teatro
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Opera dal Nord-Est
Nabucco fra Oren e Del Monaco
servizio di Rossana Poletti FREE

20240324_Ts_00_Nabucco_GiancarloDelMonacoTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. L’avventura del Nabucco in scena in questi giorni al Teatro Verdi di Trieste comincia con una conferenza stampa, nella quale Daniel Oren, maestro concertatore e direttore, ha espresso che questo terzo titolo di Giuseppe Verdi, suo primo grande successo, è molto importante per il popolo ebraico, «... per
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