|
|
Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net
|
|
Ripresa a Firenze dell'opera giovanile di Georges Bizet con la bella regia di Wim Wenders |
Una perla i Pescatori di perle |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 23 Settembre 2025 |
FIRENZE - La perfezione, si sa, non è di questo mondo. Eppure l’arte, nei suoi momenti più ispirati, ci consente di sfiorarne il mistero, in quella rara alchimia che fa dialogare la forza arcana della musica, la purezza del canto e la poesia della scena. È questa, precisamente, la sensazione che ho provato uscendo dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dopo la recita de Les pêcheurs de perles di Georges Bizet: non un semplice spettacolo, ma un incontro totale con un mondo sonoro e visivo di sorprendente attualità. Opera in tre atti, rappresentata per la prima volta a Parigi il 30 settembre 1863, viene troppo spesso liquidata - con una certa sufficienza critica - come un mero esercizio giovanile, un prologo alla monumentalità di Carmen. Opinione diffusa, certo, ma profondamente riduttiva. Se è indubbio che Carmen sia l’unicum che ha consegnato Bizet all’Olimpo dei compositori, Les pêcheurs de perles possiede una dignità artistica autonoma e folgorante: in essa si colgono, già pienamente dispiegate, le intuizioni timbriche e teatrali di un genio. L’opera intreccia amore e amicizia in un triangolo di passioni ambigue e struggenti, innesta l’esotismo - così caro al gusto francese di metà Ottocento - in una scrittura musicale che rivela, sin da subito, la mano di un melodista finissimo e di un orchestratore visionario. Dalla tensione dei duetti al celebre coro Brahma, divin Brahma, dai languori notturni dell’aria di Nadir alla nobiltà tragica del sacrificio di Zurga, ogni pagina è un sigillo di quel genio che non può più essere confinato nell’etichetta di “giovane promessa”.
 Ed è proprio questa consapevolezza a essere colta e magnificamente rilanciata dalla regia di Wim Wenders, qui ripresa da Derek Gimpel. Il celebre cineasta, alla sua prima esperienza operistica in Italia, sceglie con intelligenza la via della sottrazione poetica: spoglia la vicenda da ogni orpello esotico, da ogni cartolina di maniera, per restituirla a una essenzialità senza tempo. Lo spazio scenico, disegnato da David Regehr, si compone di pochi, potentissimi elementi evocativi: proiezioni di mari in tempesta, cieli cupi, ombre di palme e improvvisi bagliori di luce che non illustrano pedissequamente la musica, bensì ne amplificano le suggestioni più profonde. Alla stessa logica rispondono i costumi di Montserrat Casanova: linee semplici, tonalità austere, squarciate solo dall’irruzione luminosa del coro nel primo atto, con abiti giallo-zafferano e chiome rosse come un lampo di vita primordiale. Wenders ha dichiarato di voler condurre il pubblico non verso “qualcosa da vedere”, ma verso la scoperta della musica, affinché sia essa, in ultima istanza, a raccontare la storia. Ebbene, l’intento è pienamente riuscito. La sua regia non è un apparato spettacolare distraente, ma un filtro raffinatissimo che conduce l’occhio e l’orecchio verso un’esperienza di ascolto totale, amplificata. Non si esce dal teatro con l’impressione di aver ammirato una grande mise en scène, bensì con la certezza di aver incontrato, o forse riscoperto, la musica di Bizet nella sua freschezza originaria e nella sua straordinaria capacità di evocare universi interiori. In questo senso il lavoro registico diventa un autentico luogo di riflessione sulla natura del teatro musicale: un’arte che vive della tensione tra suono e immagine, ma che trova la sua verità più profonda quando il gesto scenico ha l’umiltà di farsi servitore della partitura.


La regia è diventata quindi il fulcro concettuale dello spettacolo, distinguendosi per una coerenza drammaturgica e una raffinatezza estetica ammirevoli. Non ci si è limitati a una mera illustrazione, ma si è costruito un percorso di lettura autentico, capace di mettere in risalto i contrasti interni al dramma e di scandirne le tensioni con precisione chirurgica. I movimenti scenici, sempre funzionali, sono calibrati per far emergere la psicologia dei personaggi e imprimere una fluida continuità al flusso drammatico. È stata resa palpabile la dialettica tra l’intimità dei protagonisti e la dimensione corale della vicenda, orchestrando masse e azioni individuali in un intreccio sempre equilibrato. Un’eleganza figurativa che si è unita a una potente capacità di suggestione. A completare questo impianto visivo, così sobrio eppure così intenso, hanno contribuito inoltre le luci di Olaf Freese (riprese da Oscar Frosio), che hanno modulato atmosfere e tensioni con un’intelligenza visiva commovente. La drammaturgia di Detlef Giese ha offerto infine una chiave di lettura limpida e coerente, cucendo insieme regia e musica in un disegno unitario e persuasivo. Dal podio la direzione del M° Jérémie Rhorer si è rivelata fin dalle prime battute un’altra colonna portante dello spettacolo, una guida sapiente e sensibile per l’intero “popolo” del palcoscenico. I suoi tempi, sempre giusti, gli impeti ben misurati e mai gratuiti, hanno conferito all’opera una freschezza inattesa e un colore esotico degno delle migliori interpretazioni di riferimento. Lodevole, in particolare, la sua capacità di instaurare una sintonia perfetta con i cantanti, i quali hanno sempre recepito e valorizzato ogni più piccola sfumatura suggerita dalla sua bacchetta. La concertazione ha così offerto una visione viva, pulsante, capace di coniugare il vigore ritmico alla più cristallina trasparenza, restituendo appieno la ricchezza di una partitura che non smette di stupire. Se la regia e la direzione hanno tracciato il solido confine entro cui la magia ha potuto compiersi, la piena riuscita della serata è stata sancita da un cast vocale di primissimo ordine.


Nei panni di Léïla, Hasmik Torosyan ha letteralmente incantato la sala. La giovane sacerdotessa da lei incarnata è stata una figura di intensità cangiante, sospesa tra innocenza, abbandono amoroso e tormento interiore. Ha dispiegato una padronanza tecnica esemplare: voce omogenea in tutti i registri, timbro chiaro e luminoso, acuti precisi, sicuri e proiettati con eleganza innata. La linea di canto, sempre morbida e controllatissima, le ha permesso di transitare senza la minima frattura dalla delicatezza sognante del primo atto alle tensioni passionali del secondo, fino ai picchi drammatici del terzo. Il suo Ô Dieu Brahma è stato un momento di pura suggestione: una voce sospesa nell’etere, capace di avvolgere il pubblico in un abbraccio sonoro di rara, commovente intensità. Al suo fianco, Javier Camarena ha firmato un Nadir che si candida a essere un’interpretazione di riferimento. Tenore di cristallina classe, ha saputo coniugare l’eleganza del fraseggio a un ardore contenuto ma palpabile, esibendo un legato fluido e una gestione delle dinamiche di rara finezza. La celebre aria Je crois entendre encore è diventata, nelle sue mani, un autentico momento di grazia: ogni nota cesellata con amore, ogni parola scolpita con senso drammaturgico, culminata in un sovracuto pianissimo - non previsto in partitura - che ha percorso la sala come una vibrazione di luce, strappando un applauso spontaneo e travolgente. Non era semplice virtuosismo, era canto che tocca l’anima. Un’altra rivelazione per il sottoscritto è stato Lucas Meachem nel ruolo di Zurga. La sua interpretazione ha rivelato un artista completo, di rara versatilità, capace di fondere con naturalezza il rigore belcantistico a una forza teatrale di prim’ordine. La voce, di splendida proiezione e timbro pieno e luminoso, ha impressionato per l’ampiezza del fraseggio e per la raffinata capacità di modulare il colore con intelligenza espressiva, conferendo a ogni frase un significato preciso. Nel duetto con Nadir del primo atto, così come nella grande aria e nel duetto del terzo, ha dato una vera lezione di equilibrio tra canto e azione scenica: veemenza e dolcezza si alternavano con naturalezza, delineando un personaggio al tempo stesso autorevole e vulnerabile, credibile nella tensione emotiva e potente nella presenza. La sua magnetica presenza scenica, unita a un controllo stilistico impeccabile, ha restituito a Zurga quella statura tragica e maestosa che troppo spesso in altre produzioni viene sacrificata, confermandolo come interprete di altissimo livello, capace di elevare la partitura a un autentico esempio di drammaturgia musicale e teatrale. Completava il quartetto principale Huigang Liu, un Nourabad di grande solidità e autorevolezza. La sua voce, dal timbro scuro e compatto ma non eccessivamente cupo, ha conferito al sommo sacerdote una dignità ieratica, evitando con acume ogni rigidità monocorde. Ha scolpito con precisione le sue poche ma decisive battute, imponendo un’autorevolezza naturale che ha dato al tessuto drammaturgico una base solida e credibile. In questo disegno così coerente, un ruolo da assoluto protagonista è stato svolto dal Coro del Maggio Musicale Fiorentino, preparato con mano sapiente dal M° Lorenzo Fratini. Le sue voci non sono semplicemente un commento alla vicenda ma ne diventano l’anima stessa, la coscienza collettiva della comunità di pescatori. L’invocazione Brahma, divin Brahma non è solo un momento di colore locale ma un evento drammaturgico di enorme impatto: un blocco sonoro compatto, potente, che fissa l’atmosfera di sacralità e mistero. La presenza scenica, orchestrata dai movimenti registici con impeccabile fluidità, è sempre funzionale alla narrazione. Sono il mare che circonda i personaggi, la legge che li incalza, la folla il cui umore cambia come il vento. La compattezza degli ensemble, la duttilità nel passare dalle preghiere sussurrate all’ira tumultuosa, e la resa impeccabile delle dinamiche più sfumate testimoniano una preparazione meticolosa e una direzione corale di altissimo livello. È il coro a tessere, con le sue trame, l’ambiente stesso in cui la tragedia prende vita. In definitiva, questa produzione approdata a Firenze non è stata un semplice, pur lodevole, recupero di repertorio; è stato un autentico atto d’amore verso Bizet, un incontro in cui la magia della musica, la sobrietà poetica della scena e l’eccellenza del canto si sono fuse per restituire al pubblico un’opera che, liberata da ogni incrostazione, vibra ancora con intatta, potente bellezza nel nostro tempo. Uno di quegli spettacoli che, per dirla con le parole dello stesso Wenders, non si vedono, ma si scoprono. E che, una volta scoperti, non si dimenticano… ed aggiungo io PIÙ! Platea colma e generosa di applausi per tutti. (La recensione si riferisce alla recita del 21 settembre 2025)
Crediti fotografici: Michele Monasta per il Teatro dell'Opera di Firenze - Maggio Musicale Fiorentino Nella miniatura in alto: il tenore Javier Camarena (Nadir) Sotto, a destra: Huigang Liu (Nourabad), Hasmik Torosyan (Léïla), Javier Camarena e il Coro Al centro e sotto, in sequenza: Hasmik Torosyan e Javier Camarena; Huigang Liu con Lucas Meachem (Zurga); ancora Lucas Meachem; Hasmik Torosyan con Lucas Meachem; panoramiche di Michele Monasta su scene e costumi
|
< Torna indietro
|
Parliamone
|
Ecco una Tosca classica
intervento di Simone Tomei FREE
GENOVA - C’è una Tosca che nasce dalla tradizione ma rifiuta di restare confinata in una dimensione museale, scegliendo piuttosto di interrogare il presente attraverso gli strumenti del passato. È in questo spazio intermedio che colloco l’allestimento approdato al Teatro Carlo Felice di Genova, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma: una ricostruzione filologica solo in apparenza, che ambisce invece a restituire vitalità contemporanea a un impianto storico. L’origine romana dell’allestimento non è un dettaglio accessorio, ma un elemento strutturale: il lavoro dei laboratori capitolini, che circa un decennio fa hanno ricostruito scene e costumi sulla base dei materiali originali di Adolf Hohenstein, si traduce in un dispositivo visivo di notevole coerenza stilistica. Scenografie dipinte, architetture prospettiche, cura minuziosa dei dettagli restituiscono il teatro all’italiana nella sua forma più riconoscibile
...prosegui la lettura
|
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Un Ballo per due
servizi di Nicola Barsanti e Simone Tomei FREE
FIRENZE - (servizio di Nicola Barsanti) - Con il nuovo allestimento di Un ballo in maschera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affida a Valentina Carrasco una lettura che abbandona ogni riferimento alla corte svedese e trasporta l’intera vicenda negli Stati Uniti d'America degli anni Sessanta, intrecciando la figura di Riccardo con quella di
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
...prosegui la lettura
|
|
|
Pagina Aperta
|
Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Fatale č il prossimo futuro
redatto da Simone Tomei FREE
TORINO - È stata presentata giovedì 7 maggio 2026, presso il Foyer del Toro, la nuova Stagione d'Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio. Sono intervenuti il Sindaco della Città di Torino e Presidente della Fondazione Stefano Lo Russo, il Sovrintendente Mathieu Jouvin, il Direttore artistico Cristiano Sandri e il Direttore musicale
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Ferrara Musica nuova stagione
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Venticinque concerti in cartellone con l'inserimento della novità Aperitivo in Musica (sono 5 concerti alle ore 18), più il consueto nugolo di altre iniziative musicali collaterali, che definire "minori" sarebbe non solo sbagliato ma assolutamente fuorviante: questo il cartellone di Ferrara Musica presentato oggi nel Teatro Comunale "Claudio
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Est
|
Romeo e Giulietta ieri e oggi
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. C’è un balcone a Verona sotto il quale i visitatori fanno la fila. Vi si recano per vedere il famoso luogo da cui Giulietta Capuleti dichiarava il suo amore a Romeo Montecchi. Si entra da via Cappello in un cortile dove un balconcino di epoca gotica fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzetto trecentesco.
...prosegui la lettura
|
|
|
Echi dal Territorio
|
La Nona per un novantennale
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che Zubin Mehta scelga di celebrare il proprio novantesimo compleanno sul podio del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’istituzione con la quale ha costruito un legame artistico e umano lungo oltre sessant’anni. La Sala Grande, gremita in ogni ordine di posti, accoglie il Maestro
...prosegui la lettura
|
|
|
Echi dal Territorio
|
Il mandolino nella storia della musica
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
La Turandot della prima volta
servizio di Nicola Barsanti FREE
LUCCA - Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione di Turandot, il Teatro del Giglio, luogo profondamente legato alla memoria di Giacomo Puccini, nato a Lucca , rende omaggio a uno dei titoli più amati e complessi del repertorio pucciniano. La scelta di presentare proprio Turandot assume un valore che va oltre
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Rachmaninov e Sostakovič, sė perō...
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Due partiture nate dalla frattura, due risposte alla crisi che hanno segnato, ciascuna a suo modo, il corso della musica del Novecento. Il programma proposto dal Teatro Carlo Felice nella serata del 24 aprile 2026 affida al M° Samuel Lee, giovane bacchetta sudcoreana impostasi all'attenzione internazionale con la vittoria alla Malko
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Morte di Klinghoffer confessione collettiva
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - C’è una linea di confine tutt’altro che neutra che ogni grande teatro è chiamato prima o poi ad attraversare: quella che separa la rassicurante continuità del repertorio dalla necessità di misurarsi con le fratture del presente. Non è una semplice scelta di programmazione, ma un gesto che definisce un’identità culturale. L’ 88º
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dall Estero
|
Cosė fan tutte negli anni '30
servizio di Ramón Jacques FREE
CHICAGO (USA) - Civic Opera House. Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti K.588, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte, che debuttò nel gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, è tornata sul palcoscenico della Lyric Opera of Chicago otto anni dopo le sue ultime rappresentazioni qui nella stagione
...prosegui la lettura
|
|
|
Dischi in Redazione
|
Nisi e Ruggiero e... Schumann
recensione di Simone Tomei FREE
Robert Schumann: Lieder per soprano e pianoforte Angela Nisi soprano; Enrica Ruggiero pianoforte (Amadeus / Registrazione inedita, allegata al n. 414, aprile 2026) C’è qualcosa di felicemente controcorrente nel fatto che Amadeus, una delle riviste musicali più autorevoli d’Italia, scelga di dedicare la copertina
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Est
|
Ingenua Butterfly ma Pinkerton...
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Una Madama Butterfly pasqualina quella andata in scena al Teatro Verdi di Trieste e che concluderà le sue repliche il prossimo 12 aprile. L’opera di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, basato sull’omonimo dramma di David Belasco è stata riproposta nell’allestimento della
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Mozart e Beethoven per un bel concerto
servizio di Nicola Barsanti FREE
PECCIOLI (PI) – Nella suggestiva cornice della Galleria dei Giganti si conclude, in prossimità della Pasqua, il ciclo di tre concerti organizzato dalla Fondazione Peccioli insieme al Comune, con il sostegno di Belvedere S.p.A., affidato all’Orchestra Regionale della Toscana. Un percorso pensato con intelligenza, che trova proprio in quest’ultimo
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Nuova Stagione e commozione per Zurletti
redatto da Athos Tromboni FREE
SPOLETO - Il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto aveva annunciato da appena due giorni la nuova Stagione lirica quando è arrivata la notizia della scomparsa di Michelangelo Zurletti, venuto a mancare il 29 marzo 2026 all'età di 89 anni. Figura centrale nella storia recente dello Sperimentale, Michelangelo Zurletti ha guidato l’Istituzione
...prosegui la lettura
|
|
|
Echi dal Territorio
|
Il Duo Metropolis nel salotto di Mozart e Beethoven
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Il Circolo di Cultura Musicale dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” è sempre caratterizzato da un ricco calendario di eventi come oramai avviene da diversi anni, alcuni già realizzati altri da concretizzarsi tra il 2025-2026 quali, oltre la consueta attività concertistica, varie iniziative connesse alle conferenze e i pomeriggi musicali nella
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Est
|
Falstaff rivive in Marco Filippo Romano
servizio di Simone Tomei FREE
VERONA - Esiste un tipo di perfezione che si riconosce solo a posteriori, quando ci si accorge che non avrebbe potuto essere altrimenti. Il Falstaff verdiano appartiene a questa specie rara: opera nata quasi per gioco, confessava il compositore in una lettera del dicembre 1890, e tuttavia così necessaria da sembrare l’unico approdo possibile di
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
L'indiscreto fascino dell'antico
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il pianista Carlo Bergamasco si dedica di preferenza al repertorio del Novecento e alla musica pianistica contemporanea. Per come lo conosciamo e per quanto l'abbiamo seguito nei suoi numerosi concerti tenuti nella città estense, le sue scelte vengono motivate oltre che dalle attitudini personali, anche dalla volontà di una funzione
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Elisir d'amore disarticolato
servizio di Simone Tomei FREE
PISA - Il Teatro Verdi chiude la stagione lirica 2025/2026 con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti. Ci sono opere che nascono in fretta, quasi controvoglia, eppure restano. L’Elisir d’amore appartiene a questa famiglia paradossale: composto da Donizetti in poco più di due settimane nel 1832, su un libretto che Felice Romani ricavò altrettanto
...prosegui la lettura
|
|
|
Operetta and Musical
|
Il rock sconfigge la distopia
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Che cos'è la distopia? È l'esatto contrario dell'utopia: se quest'ultima rappresenta il modello di vita ideale che potrebbe rendere libera e felice la vita di uomini e donne, la distopia invece narra di una straniante realtà immaginaria del futuro; un futuro prevedibile sulla base di tendenze del presente, percepite come altamente
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
C'č un Castello dove la Voix humaine...
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE – Ci sono accostamenti che rivelano più di quanto promettano. Il dittico che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha portato in scena non è semplicemente una scelta di repertorio felice: è una tesi interpretativa, quasi un saggio scenico sul tema dell’impossibilità del dialogo tra un uomo e una donna. Béla Bartók e Francis Poulenc si
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Ovest
|
Un campiello veneziano a Genova
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Ci sono opere che il repertorio ha trattato con una certa ingratitudine, relegate in quella zona grigia tra il raramente eseguito e il mai del tutto dimenticato. Il Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari appartiene a questa categoria e ogni sua ripresa diventa perciò un’occasione preziosa: per rimisurare la qualità di una partitura che non ha
...prosegui la lettura
|
|
|
Echi dal Territorio
|
Uto Ughi fa il pienone
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Dopo il clamoroso successo di Angelo Branduardi, ancora un atteso concerto domenica 15 marzo 2026 nell’ambito della stagione di Ferrara Musica del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, con il primo dei tre “Family Concert” alle ore 17,00 anziché le consuete 20,30, ove Uto Ughi, figura leggendaria del violinismo internazionale,
...prosegui la lettura
|
|
Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.
Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310
|
|