Pubblicato il 02 Dicembre 2023
La bacchetta del maestro Passerini, il tenore Camarena e il soprano Sierra grandi protagonisti
Roméo et Juliette da applausi servizio di Ramón Jacques

20231202_00_Bilbao_RomeoEtJuliette_LorenzoPasseriniBILBAO VIZCAYA (Spagna) - Palacio Euskalduna, 24 ottobre 2023.
Dalla sua creazione nel 1953, l'ABAO (Asociación Bilbaína de Amigos de la Ópera)), conosciuta anche come Ópera di Bilbao, si è affermata come una delle compagnie d'opera più importanti della Spagna, poiché nel corso della propria storia il suo palcoscenico è stato visitato dai più importanti artisti cantanti spagnoli e internazionali.
È significativo notare che solo nel 2022, con l'opera Alzira, ha concluso il progetto denominato “Tutto Verdi” in cui ha realizzato in oltre 15 anni il montaggio di tutte le opere di Giuseppe Verdi (1813-1901), un compito arduo e originale che pochi teatri al mondo hanno osato svolgere.
Personalmente ho avuto l'opportunità di assistere, nel marzo del 2009, ad una delle rappresentazioni dell'opera  Aroldo, poco rappresentata e molto impegnativa. Questo per dire nel merito delle scelte artistiche e culturali dell'ABAO.
All'inizio della sua 72.ma stagione, corrispondente al periodo 2023-2024, la compagnia ha programmato Roméo et Juliette, opera in un prologo e cinque atti con musiche di Charles Gouond (1818-1893) e libretto in francese di Jules Barbier e Michel Carré che è basato sull'omonima opera di Shakespeare.
Sebbene sia un titolo molto conosciuto, almeno al di fuori della Francia dove viene rappresentato regolarmente, la sua presenza sui palcoscenici internazionali rimane molto limitata. L'opera è entrata per la prima volta nel repertorio dell'ABAO nel settembre del 1983, con il leggendario tenore Alfredo Kraus, e l'ultima volta che è stata vista su questo palcoscenico è stata nella stagione 2011 con José Bros e Patrizia Ciofi come protagonisti principali.
Le esigenze vocali dell'opera richiedono una coppia di interpreti tenore-soprano d'eccezione, e per questa occasione l'ABAO è riuscita a riunire due rinomati cantanti contemporanei come il tenore messicano Javier Camarena e il soprano americano Nadine Sierra, che hanno offerto una performance vocale eccezionale.
Camarena ha debuttato nel ruolo di Romeo, e ha mostrato le qualità per affrontare le parti molto impegnative del personaggio: la sua voce è chiara, duttile, con un piacevole colore nel timbro, e nonostante abbia acquisito corpo in certi passaggi che la faceva sentire un po' pesante, è risultata ottima e piacevole l'interpretazione dell'aria “Ah! “Lève-toi soleil!”

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Da parte sua, Nadine Sierrra si è mostrato a proprio agio con il virtuosismo vocale che il personaggio di Juliette le consente, brillando di maestria vocale nella coloratura, chiarezza e drammaticità in arie come "Je veux vivre dans ce rêve" e soprattutto in "Amour ranime mon coraggio" dell'Atto IV, aria che il soprano americano ha dovuto bisare nella precedente rappresentazione a cui ho assistito; veramente una situazione insolita nella storia di questo teatro.
Tra gli altri interpreti dell'ampio cast, degni di nota sono il personaggio di Stéfano, interpretato con giovialità e brillantezza dal mezzosoprano catalano Anna Alàs i Jové, e il baritono polacco Andrzej Filończyk com l'ambizioso Mercutio con un voce profonda.
Il basso Marko Mimica ha dato vita al personaggio di Frére Laurent.
Coerenza ed equilibrio hanno dato allo spettacolo i ruoli minori, interpretati da ottimi cantanti spagnoli come: Alejandro del Cerro (Tybalt), Itxaro Mentxaka (Gertrude), Gerardo López (Benvolio), Isaac Galán (Le Comte Pâris), José Manuel Diaz (Grégorio), Fernando Latorre e Juan Laboreira nei panni di Le Comte Capulet e Le Duc de Vérone.
Nella parte visiva dello spettacolo, è stata presentata  una nuova produzione, coprodotta con un altro teatro spagnolo come l'Opera di Oviedo, affidata alla regista italiana Giorgia Guerra, che ha proposto un'idea semplice, stilizzata e visivamente interessante, che consisteva nel circondare il palco con tre enormi pareti su cui sono state realizzate videoproiezioni che hanno creato diversi ambienti, alcuni cupi, altri luminosi, realizzati dall'Imaginarium Creative Studio, ed eleganti costumi d'epoca di Fiammeta Baldiserri. Non c'erano elementi sulla scena tranne un tavolo nell'ultimo atto che rappresentava il letto di morte di Juliette, e una specie di cabina che andava su e giù a seconda delle necessità (forse un punto discutibile del montaggio), che rappresentava la casa di Juliette, dove si trovava il suo balcone ecc.
Un'idea firmata Fiammeta Baldiserri: l'idea di circondare e racchiudere lo spettacolo fra tre mura mi ricorda le ultime produzioni che ho visto del regista americano Peter Sellars, il quale ha affermato che lo spettacolo operistico dovrebbe concentrarsi sul canto, sulla musica e sul lavoro dettagliato della recitazione, e che il futuro del teatro richiede l'eliminazione di scenografie elaborate, ingombranti e talvolta inutili.
Il lavoro della regista Guerra era corretto, fatta eccezione per certi momenti di esagerazione nei movimenti dei personaggi nelle scene di battaglia e di morte, e talvolta carico di  troppa drammaticità. Non si può parlare di un assemblaggio memorabile, ma di un buon lavoro, corretto e funzionale.
Il Coro dell'Opera di Bilbao istruito da Boris Dujin è stato molto attivo sul palco, mostrando omogeneità nei suoi interventi vocali e partecipazione nei momenti in cui ha dovuto interagire con il resto del cast. La forza dello spettacolo veniva dalla buca per mano del giovane direttore italiano Lorenzo Passerini, che, alla sua prima apparizione in questo teatro, ha offerto una lettura intensa, emozionante dove ha saputo trasmettere molto bene ogni momento della orchestrazione ai musicisti di l'orchestra, ottenendo momenti di commozione, semplicità con suoni impercettibili e leggeri fino a quelli più drammatici, forti e intensi durante l'intera recita.

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Insomma, è stato un grande successo dell'ABAO riuscire a riunire sul proprio palcoscenico due artisti di livello internazionale come Javier Camarena e Nadine Sierra, stimolati peeraltro da un accompagnamento orchestrale che non ha deluso nessuno dei presenti.

Crediti fotografici: E. Moreno Esquibel per il Teatro dell'Opera di Bilbao
Nella miniatura in alto: il giovane direttore italiano Lorenzo Passerini
Al centro: Javier Camarena (Romeo) e Nadine Sierra (Giulietta)
Sotto: panoramiche su scene e costumi di Roméo et Juliette a Bilbao





Pubblicato il 01 Dicembre 2023
La Civic Opera House ha mandato in scena con successo il capolavoro di Leos Janáček
Jenufa in ambiente minimalista servizio di Ramón Jacques

20231201_00_Chicago_NinaStemme_phMichaelBrosilowCHICAGO Il, USA - Civic Opera House, 26 novembre 2023.
Jenůfa, opera in tre atti del compositore ceco Leoš Janáček (1854-1928) basata sull'opera Její pastorkyňa ("la sua figliastra") della scrittrice Gabriela Preissová (1862-1946), è entrata nel repertorio della Lyric Opera di Chicago nel novembre 1959, e da allora non è più stata programmata regolarmente in questo teatro. La ripresa di quest'anno non è stata solo considerata come uno degli spettacoli più attesi della stagione in corso, ma è stata anche l'occasione ideale per presentare al pubblico locale, e nel ruolo principale, una delle cantanti più importanti dei nostri giorni, il soprano norvegese Lise Davidsen, che dopo aver cantato le prime recite si è ritirata dalla produzione causando una perdita significativa e una certa delusione per quelli di noi che speravano di godersi la sua esibizione, soprattutto dopo l'impressione molto positiva che ha lasciato durante il suo recital a Los Angeles il settembre scorso.
A causa delle circostanze in cui è avvenuto il suo ritiro e della difficoltà di far coincidere le date tra l'artista e il teatro, il suo futuro ritorno su questo palcoscenico sarà sicuramente difficile a breve termine. Il suo posto è stato preso dal soprano americano Kathryn Henry, attuale membro dell’accademia del teatro, dalla carriera discreta, ma che ha saputo interpretare con successo il difficile personaggio, esibendo una presenza scenica elegante e affascinante, una voce dal colore gradevole, ma in in certi momenti, data la sua proiezione limitata, ha avuto difficoltà a farsi sentire bucando la fitta orchestrazione, anche se è chiaro che si tratta di un'artista interessante che avrà un grande avvenire, soprattutto dopo aver affrontato questa ardua prova.

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Infine, l'opera presenta un altro ruolo eccezionale come quello della maligna matrigna Kostelnička, reso con notevole maestria dal soprano Nina Stemme, la cui interpretazione è stata in linea con la perversità del personaggio, cantato con voce potente e modulata alla quale ha saputo dare significato con forza drammaticità e slancio, pregevoli qualità che le si riconoscono.
Il tenore Pavel Černoch ha mostrato affinità e attaccamento a questo repertorio e, cantando nella sua lingua, ha plasmato il carattere e la credibilità che il personaggio di Laca richiede; all'opposto il tenore Richard Strey Smagur, che impersonava il timido e timoroso Števa, ha cantato con voce ampia e profonda ma non ha saputo immedesimarsi nel ruolo, con un coinvolgimento che si può giudicare solo discreto.
Nel ruolo della nonna Buryja, e nel suo debutto locale, l'esperta mezzosoprano Mariane Cornetti ha mostrato vasta esperienza e abilità sul palco.

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Il resto dei cantanti del cast, alcuni membri del Ryan Opera Center, l’accademia del teatro, hanno svolto adeguatamente i brevi ruoli loro assegnati, come il baritono Laureano Quant nel ruolo del caposquadra, il soprano Lindsey Reynolds nel ruolo di Barena, il mezzosoprano Lucy Barker nel ruolo di Karolka, il mezzosoprano Sophia Maekawa, una pastorella, e il soprano Kimberly McCord, membro del coro del teatro, che ha cantato il ruolo di Jano. Senza dimenticare Wayne Tiggs come sindaco, baritono sicuro ed esperto, e il mezzosoprano Katherine DeYoung nel ruolo della moglie.
Per la parte visiva, è stata importata la produzione di Claus Guth dalla Royal Opera House di Londra dove ha debuttato nel settembre 2021, con le scene disegnate da Michael Levine e i costumi scuri di Gesine Völlm che - tra le tre mura che racchiudevano il palco, e alcune proiezioni su di esse e luci in toni neri, bianchi e grigiastri - creavano un'ambientazione minimalista e fosca in relazione alla trama cupa e tragica a causa di un infanticidio, ma facendo ricorso a certe idee già viste e utilizzate in altre proposte come l'uso di sedie, petali di fiori sul pavimento, similmente a quanto visto in Eugene Onegin di Robert Carsen, oltre ad alcuni dettagli discutibili come il personaggio vestito da corvo che insegue Jenůfa che è inspiegabilmente rinchiusa una gabbia metallica.
È vero, sono licenze registiche, ma non sembrano contribuire molto né alla resa della storia né all'estetica visiva dello spettacolo. Cosa notevole che ha dato vitalità e colore sono state le danze e i costumi tipici utilizzati dai personaggi nella scena del matrimonio tra Laca e Jenůfa.
Il coro è stato partecipativo e in evidenza quando richiesto. Uno dei momenti più alti dello spettacolo, oltre alla performance di Nina Stemme, è stata la lettura della partitura sontuosa e cupa da parte del maestro ceco Jakub Hrůša, che ha saputo evidenziare i momenti drammatici e oscuri, così come le sfumature di musica popolare contenuta nell'orchestrazione di Janáček, e lo ha fatto in modo dettagliato, preciso e ricco di sfumature, suscitando una risposta entusiastica e memorabile da parte dei musicisti dell'orchestra del teatro.

Crediti fotografici: Michael Brosilow / Lyric Opera Chicago
Nella miniatura in alto: Nina Stemme (
Kostelnička
)
Al centro, in sequenza: Pavel Cernoch (
Laca) e Laureano Quant (caposquadra
); Nina Stemme
Sotto, in sequenza: ancora Nina Stemme e Richard Trey Smagur (Števa); panoramica su allestimento e costumi





Pubblicato il 25 Novembre 2023
La Los Angeles Opera continua nella scelta di presentare l'opera barocca al pubblico statunitense
Rodelinda dei tanti virtuosismi servizio di Ramón Jacques

20231125_00_LosAngeles_Rodelinda_HarryBicket_phTheEnglishConcertLOS ANGELES, CA USA - Dorothy Chandler Pavilion, 21 novembre 2023.
Dopo il successo delle rappresentazioni di Alcina e Solomon offerte consecutivamente nelle ultime due stagioni, l'Opera di Los Angeles continua la sua collaborazione con l'orchestra barocca inglese The English Concert, che in questa occasione ha eseguito, in versione da concerto, un piccolo gioiello musicale e vocale, poco rappresentato, di Georg Friedrich Händel (1685-1759), Rodelinda, Regina de' Longobardi HWV 19, opera seria in tre atti con musiche dello stesso Händel e libretto in italiano di Nicola Francesco Haym da un episodio tratto da un opera di Pierre Corneille del 1652, e che ebbe la sua prima rappresentazione a Londra nel 1725.
Il ciclo delle opere di Händel, sulla scena di Los Angeles, sarebbe dovuto iniziare originariamente nel 2000 con l'opera Tamerlano HWV 18, purtroppo cancellata dalla pandemia, senza alcun preavviso e che sarà riprogrammata a breve. Accanto alle tournée annuali, ormai diventate una tappa fissa e obbligata nella città californiana, il gruppo inglese ha registrato, per l'etichetta Linn Records, opere rappresentative del compositore tedesco come Rodelinda ( 2021) o La Resurrezione (2022), che è stata premiata quest'anno, o Tamerlano, ancora in fase di registrazione.

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Diverse compagnie e teatri d'opera, tra cui quello di Los Angeles, hanno smesso di produrre opere antiche, dando spazio a gruppi specializzati nel genere, nello stile, nella pratica antica e che suonano con strumenti originali, generalmente in versione da concerto. Allo stesso modo, alcuni teatri che decidono di realizzare produzioni sceniche, in quella che sembra diventata una tendenza, scelgono di rivolgersi a gruppi specializzati nella musica barocca, affidando loro la parte orchestrale.
A questo proposito possiamo citare una pietra miliare avvenuta nel 2010, quando l'Opera di Stato di Vienna decise di mettere in scena Alcina di Händel, presumibilmente il primo titolo barocco del teatro, con l'ensemble francese Les Musiciens de Louvre sotto la direzione del suo direttore principale Marc Minkowski, e recentemente l'Opera di Amsterdam ha fatto lo stesso per la produzione di Giulio Cesare, invitando Le Concert d'Astrée diretti da Emmanuelle Haïm, una produzione a cui ho assistito all'inizio di quest'anno e che ho recensito su Pro-Opera, la stessa situazione che si è verificata all'Opera di Parigi, tra i tanti esempi che si potrebbero citare.
Dal clavicembalo, alla guida del suo The English Concert, Harry Bicket ha eseguito un'efficace lettura della partitura, con buona dinamica, precisione ed estrema cura per le voci nella brillante successione di arie che la partitura contiene. Da parte loro, i musicisti dell'orchestra si sono esibiti con disinvoltura e consapevolezza stilistica, mostrando un suono omogeneo e fresco che proveniva dalla sezione degli archi, così come dagli oboi, dai flauti e dalla tiorba, raggiungendo l'obiettivo di coinvolgere il pubblico e di creare una cornice adeguata alla parte cantata.
Bicket ama lavorare con cantanti anglosassoni angloparlanti, e dal cast scelto per questa occasione si è distinto il soprano Lucy Crowe nel ruolo di Rodelinda, che ha mostrato un canto virtuoso con una timbrica ricca, ben articolata, una capacità di emozionare ed ottenere sfumature drammatiche evidenziando i momenti di sofferenza che attraversano il personaggio, che ha abbellito con ornamenti sublimi, restituendoci momenti memorabili nelle sue arie “L'empio rigore del fatto” e "Se'l mio duol non è sì forte” oltre al commovente duetto finale dell'atto secondo "Io t'abbraccio" con Bertarido.
Quest'ultimo personaggio è stato interpretato con grande presenza scenica e una sorprendente performance vocale dal controtenore Iestyn Davies (sia la Crowe che Davies compaiono nella suddetta registrazione dell’opera). Il ruolo fu composto da Händel per il famoso controtenore italiano Senesino, e regala momenti e arie espressivamente profonde, che qui Davies ha saputo interpretare con disinvoltura, abilità e chiarezza, come la nota “Dove sei, amato bene?".
Altro punto di forza del cast è stata la presenza del mezzosoprano Christine Rice, rinomata interprete che ha dato rilevanza al ruolo di Eduige per la sontuosità del suo canto, e per l’interpretazione attoriale con cui ha dato consistenza al suo personaggio.
Molto bene nel ruolo di Unulfo il controtenore Aryeh Nussbaum Cohen, con una voce agile e duttile che si è fatto apprezzare per l'esecuzione dell'aria "Fra tempeste funeste", spesso ascoltata in concerto.
Il tenore Eric Ferring nel ruolo di Grimoaldo, ha mostrato finezza ed eleganza nel suo canto, palesando una voce leggera e di timbro piacevole.
Infine, nel ruolo di Garibaldo, di scarsa importanza nella trama, il basso-baritono Brandon Cedel ha avuto una prestazione discreta per il suo canto ampio, robusto ma fuori stile.
È interessante notare che, senza scenografie e costumi sontuosi, sono sufficienti determinati movimenti, gesti e atteggiamenti scenici dei cantanti per rendere comprensibile l'intricata storia dell'opera permettendo al pubblico di concentrarsi sulla musica e sul canto. Alla fine, con grande entusiasmo e consensi, il pubblico presente ha premiato gli interpreti e i musicisti per l'elettrizzante performance offerta.
Peccato che sia stata prevista una sola rappresentazione e che non sia riuscita a riempire l'immenso Dorothy Chandler Pavilion, oltre alle inspiegabili diserzioni del pubblico nei due intervalli, a dimostrazione che forse l'opera barocca è ancora una questione in sospeso, che il teatro deve comunque risolvere per coinvolgere maggiormente coloro che parteciperanno a quanto qui si programma.

Crediti fotografici: The English Concert per la Los Angele Opera
Nella miniatura in alto: il direttore di The English Concert, Harry Bicket
Al centro: The English Concert
Sotto: i saluti finali di orchestra e cast






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Messa di Gloria di poca gloria
intervento di Simone Tomei FREE

20231222_Lu_00_MessaDiGloria-Puccini_repertorioLUCCA - Il 29 novembre 2023 è iniziato ufficialmente l’anno delle celebrazioni per i cento anni dalla morte di Giacomo Puccini. Le iniziative prodromiche hanno trovato in questa data ufficiale il loro senso di attesa più profondo e da oggi al 2024 avremo modo di veder ricordato il nome del compositore in svariate iniziative del Comitato promotore delle Celebrazioni pucciniane.
Al Teatro del Giglio di Lucca è andata in scena la Messa a quattro voci del doge lucchese, meglio conosciuta come Messa di Gloria. Si tratta di un’opera giovanile in quattro parti scritta per coro, tenore e baritono solisti e orchestra; viene presentata come saggio di diploma all’Istituto Musicale Pacini di Lucca ed eseguita il 12 agosto 1880.
Puccini, che non ha mai pubblicato la partitura, ha riutilizzato i temi dell’Agnus Dei e del Kyrie rispettivamente in Manon Lescaut e in Edgar.
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Opera dal Nord-Est
Arianna tra il buffo e il commovente
servizio di Rossana Poletti FREE

20240218_Ts_00_AriannaANasso_SimoneSchneider_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.  Ci è voluto Richard Strauss e la sua Arianna a Nasso per far comprendere quanto poco interessasse a certi ricchi la realizzazione di uno spettacolo, quanto poco comprendessero le dinamiche che stanno attorno e dentro la preparazione di un lavoro teatrale.
«Pago e voglio quello che
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Incontro con Lorenzo Cutųli
servizio di Edoardo Farina FREE

20240215_Fe_00_LorenzoCutuliFERRARA - Il 100° anniversario dalla morte di Giacomo Puccini rappresenta un’occasione per commemorare e ripercorrere la vita e la carriera di uno dei più grandi musicisti italiani.  Le sue Opere, ancora oggi, continuano a essere rappresentate sui palcoscenici più prestigiosi del mondo, celebrando lo straordinario valore artistico delle composizioni
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Il Barbiere eccellente
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20240209_Ve_00_IlBarbiereDiSiviglia_BepiMorassiVENEZIA - Se pensiamo al fascino di un teatro risorto per più di una volta dalle proprie ceneri, e vi aggiungiamo la suggestione di esservi dentro nel vivo del carnevale della “Serenissima” non può venire in mente un gioiello della produzione rossiniana: Il barbiere di Siviglia. Ed è proprio a quest’opera che abbiamo assistito, la seconda in cartellone
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Manon Lescaut e il gesto della Lyniv
servizio di Nicola Barsanti FREE

20240202_Bo_00_ManonLescaut_OksanaLynivBOLOGNA - Il Teatro Comunale Nouveau inaugura la propria stagione operistica 2024 con il primo vero e proprio gioiello della produzione pucciniana: Manon Lescaut. Ottima scelta per onorare il centenario della morte del compositore lucchese, avvenuta il 29 novembre del 1924 a Bruxelles.  La Manon Lescaut rappresenta per la carriera
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Jazz e altro allo Spirito
redatto da Athos Tromboni FREE

20240129_Fe_00_IlGruppoDei10_TutteLeDirezioni_FrancoFasano.JPGFERRARA - Varato il calendario dei concerti "Tutte le Direzioni in Winter&Springtime 2024", organizzata da Il Gruppo dei 10 con qualche novità e collaborazione in più rispetto ai precedenti. La location è (quasi sempre) la stessa: il ristorante lo Spirito di Vigarano Mainarda (Ferrara), nell’intimo tepore delle sue suggestive sale, immerso nella
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20240127_Fe_00_LaBoheme_ElisaVerzier_phFabrizioZaniFERRARA - Suggestivo l'allestimento di La bohème di Giacomo Puccini curato da Cristina Mazzavillani Muti per il Teatro Alighieri di Ravenna, approdato ieri sera al Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara. Pubblico della grandi occasioni ("sold-out" si dice oggi, con un inglesismo ormai sostitutivo di "tutto esaurito" d'italiana fattura); pubblico
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20240124_Fe_00_JazzClub_GennaioMaggio2024FERRARA - Dal 26 gennaio 2024, prende il via al Torrione San Giovanni la seconda parte della 25.ma stagione di Ferrara in Jazz. Grandi nomi del jazz internazionale e largo spazio ai giovani, per complessivi 45 concerti accompagnati da eventi culturali collaterali, realizzati con il contributo del Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune
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Le guerre di Ulisse raccontano
servizio di Athos Tromboni FREE

20231203_Fe_00_LeGuerreDiUlisse_MarcoSomadossiFERRARA - Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" era gremito sabato 2 dicembre 2023, per l'opera contemporanea Le guerre di Ulisse, musica di Marco Somadossi, libretto di Patrizio Bianchi, ex rettore dell'Università di Ferrara ed ex Ministro della Pubblica Istruzione, oggi professore emerito di Economia Applicata, presso il "suo" ateneo.      
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Opera dall Estero
Roméo et Juliette da applausi
servizio di Ramón Jacques FREE

20231202_00_Bilbao_RomeoEtJuliette_LorenzoPasseriniBILBAO VIZCAYA (Spagna) - Palacio Euskalduna, 24 ottobre 2023.
Dalla sua creazione nel 1953, l'ABAO (Asociación Bilbaína de Amigos de la Ópera)), conosciuta anche come Ópera di Bilbao, si è affermata come una delle compagnie d'opera più importanti della Spagna, poiché nel corso della
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Opera dall Estero
Jenufa in ambiente minimalista
servizio di Ramón Jacques FREE

20231201_00_Chicago_NinaStemme_phMichaelBrosilowCHICAGO Il, USA - Civic Opera House, 26 novembre 2023.
Jenůfa, opera in tre atti del compositore ceco Leoš Janáček (1854-1928) basata sull'opera Její pastorkyňa ("la sua figliastra") della scrittrice Gabriela Preissová (1862-1946), è entrata nel repertorio della Lyric Opera di Chicago
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Opera dal Centro-Nord
Eccola di nuovo: La bohčme
servizio di Nicola Barsanti FREE

20231201_Fi_00_LaBoheme_GiacomoSagripantiFIRENZE - Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino torna La bohème nella  classica e tradizionale regia firmata da Bruno Ravella (già vista e recensita nel 2017 che potete leggere qui), in quest’occasione ripresa da Stefania Grazioli con ottima cura, e  come allora si apprezzano le luci di D. M. Wood, qua riprese da Emanuele Agliati.
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Opera dal Centro-Nord
La Turandot viene dall'oriente
servizio di Athos Tromboni FREE

20231127_Fe_00_Turandot_MarcelloMottadelli_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La nuova Stagione d’Opera e Balletto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" si è inaugurata con la messa in scena della Turandot di Giacomo Puccini, coproduzione tra la coreana Daegu Opera House e la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Tutto esaurito, sia per la "prima" che nella replica della domenica
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Opera dal Nord-Est
Borras magnifico Werther
servizio di Simone Tomei FREE

20231126_Ge_00_Werther_JeanFrancoisBorrasGENOVA - Il secondo titolo della stagione 2023-2024 del Teatro Carlo Felice ci riporta al melodramma francese di fine ottocento con una sublime messinscena del Werther di Jules Massenet che trova ambientazione negli anni ’30 del novecento. La trasposizione temporale come più sotto ben esplicitata dal suo fautore, non fa venir meno le peculiarità
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Opera dall Estero
Rodelinda dei tanti virtuosismi
servizio di Ramón Jacques FREE

20231125_00_LosAngeles_Rodelinda_HarryBicket_phTheEnglishConcertLOS ANGELES, CA USA - Dorothy Chandler Pavilion, 21 novembre 2023.
Dopo il successo delle rappresentazioni di Alcina e Solomon offerte consecutivamente nelle ultime due stagioni, l'Opera di Los Angeles continua la sua collaborazione con l'orchestra barocca inglese
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