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L'integrale dei concerti per pianoforte e orchestra in un'unica serata nel Teatro Abbado |
Taverna per Prokofiev |
servizio di Athos Tromboni |
| Pubblicato il 28 Ottobre 2025 |
FERRARA - Il corpus dei cinque concerti per pianoforte e orchestra e delle nove sonate per pianoforte, oltre a vari pezzi minori, testimonia l'impegno di Sergej Prokofiev per i tasti bianconeri. Tutti i più grandi pianisti si sono cimentati (e continuano a cimentarsi) nei concerti per pianoforte di Prokofiev, con assoluta predominanza - almeno nelle incisioni in disco e in video - per il terzo, quello in Do maggiore op.26 e il quinto, quello in Sol maggiore op.55. Presentarli al pubblico tutti e cinque in un'unica serata (oltre ai due citati, anche il primo, in Re bemolle maggiore op.10; il secondo, in Sol minore op.16; e il quarto in Si bemolle maggiore op.53) è da temerari: non solo per l'impegno richiesto al pianista esecutore, ma anche per la "soglia di resistenza" di chi li sta ascoltando, perché trattasi complessivamente di 140-145 minuti di musica dove sono sperimentate, dal compositore, delle situazioni ritmiche quanto mai azzardate per l'epoca in cui vennero composti i concerti; e pochissime atmosfere liriche come sarebbero piaciute nei salotti e nelle sale del periodo romantico e tardoromantico. A Ferrara, nel Teatro Abbado, l'azzardo se l'è sono assunto il pianista Alessandro Taverna insieme al direttore Marco Angius sul podio dell'Orchestra di Padova e del Veneto. L'impaginato della serata ha mostrato la volontà di Angius e Taverna di progredire in crescendo d'intensità ed emozione, perché la sequenza non è stata cronologica come si è abituati per ogni "integrale" ma l'esecuzione è avvenuta in quest'ordine: Concerto n. 1; Concerto n. 4 (quello per la mano sinistra); Concerto n. 2; Concerto n. 5; e Concerto n.3.


E vediamo la storia succinta di questi lavori, prima di un giudizio sulla serata. Prokof’iev presentò il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (1911) suscitando attorno al suo nome un eccezionale interesse, nel bene e nel male, perché si tradusse in critiche che parlavano di “grossolanità”; e a proposito del compositore fu formulato un giudizio lapidario: «... musicista che pare abbia perso il senso della realtà.» Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 (1913-1923) è una delle sue pagine più straordinarie e ardite. Composto inizialmente nel 1913, il manoscritto originale fu distrutto durante la Rivoluzione sovietica, e il compositore lo riscrisse nel 1923, trasformandolo in un'opera ancora più virtuosistica. La nuova versione fu eseguita per la prima volta a Parigi nello stesso anno, suscitando scalpore per la complessità tecnica e per il linguaggio innovativo. Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 (1911-1921) è caratterizzato da un sottile equilibrio tra fantasia e poesia, fra una scrittura pianistica che si svolge in una zona di alto virtuosismo e un accompagnamento orchestrale pieno di vivacità e colore. Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 (1931) fu composto su commissione del pianista austriaco Paul Wittgenstein, che poi si rifiutò di eseguirlo per la complessità dell'ordito: si tratta infatti di un'opera singolare, essendo stato scritto per la sola mano sinistra. Il lavoro rimase quindi inedito fino alla sua prima esecuzione postuma, avvenuta nel 1956 con Siegfried Rapp alla tastiera. Nonostante il suo scarso successo iniziale, è oggi riconosciuto come un lavoro di grande valore. Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 (1932) rappresenta un'opera di straordinaria varietà stilistica, capace di fondere il rigore formale con un’esuberanza ritmica e timbrica di grande impatto. L'esecuzione ferrarese dell'integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Prokofiev ha richiamato a teatro un buon numero di spettatori, senza registrare comunque il tutto esaurito; nell'intervallo, dopo l'esecuzione di tre concerti, una parte di spettatori ha "abbandonato" e si sono creati visibili vuoti in platea e palchi: decisione poco saggia dei "fuggitivi", perché il clou si è raggiunto proprio nella seconda parte della serata, con il Quinto e il Terzo, eseguiti in successione. L'intesa fra Marco Angius e Alessandro Taverna era risaputa (li lega una forte amicizia) e non c'è dubbio che il "conductor in pectore" sia stato il pianista, ben assecondato da un Angius in buona forma; e da un Orchestra di Padova e del Veneto veramente brava, ben sicura sotto la bacchetta (e sotto le mani, nei radi momenti lirici delle partiture) del direttore. Così la serata si è conclusa con quattro o cinque chiamate al proscenio per Alessandro Taverna, da parte di un pubblico che non smetteva di applaudire fino ad ottenere un bis, una Toccata funambolica sciorinata lì senza annunciarne il titolo. E comunque... tutti contenti i "resistenti". (la recensione si riferisce al concerto di lunedì 27 ottobre 2025)
Crediti fotografici: Ufficio stampa di Ferrara Musica - Teatro Comunale "Claudio Abbado" Nella miniatura in alto: il direttore Marco Angius Al centro, in sequenza: una fotografia storica di Sergej Prokofiev scattata a New York nel 1918; e Alessandro Taverna in una suggestiva immagine frontale Sotto: l'Orchestra di Padova e del Veneto (foto di repertorio)
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Parliamone
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Ecco una Tosca classica
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GENOVA - C’è una Tosca che nasce dalla tradizione ma rifiuta di restare confinata in una dimensione museale, scegliendo piuttosto di interrogare il presente attraverso gli strumenti del passato. È in questo spazio intermedio che colloco l’allestimento approdato al Teatro Carlo Felice di Genova, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma: una ricostruzione filologica solo in apparenza, che ambisce invece a restituire vitalità contemporanea a un impianto storico. L’origine romana dell’allestimento non è un dettaglio accessorio, ma un elemento strutturale: il lavoro dei laboratori capitolini, che circa un decennio fa hanno ricostruito scene e costumi sulla base dei materiali originali di Adolf Hohenstein, si traduce in un dispositivo visivo di notevole coerenza stilistica. Scenografie dipinte, architetture prospettiche, cura minuziosa dei dettagli restituiscono il teatro all’italiana nella sua forma più riconoscibile
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Un Ballo per due
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FIRENZE - (servizio di Nicola Barsanti) - Con il nuovo allestimento di Un ballo in maschera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affida a Valentina Carrasco una lettura che abbandona ogni riferimento alla corte svedese e trasporta l’intera vicenda negli Stati Uniti d'America degli anni Sessanta, intrecciando la figura di Riccardo con quella di
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Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
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FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
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Pagina Aperta
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Cronaca di una serata al Maggio
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FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
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Fatale č il prossimo futuro
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Ferrara Musica nuova stagione
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La Nona per un novantennale
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Echi dal Territorio
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Il mandolino nella storia della musica
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FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto
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LUCCA - Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione di Turandot, il Teatro del Giglio, luogo profondamente legato alla memoria di Giacomo Puccini, nato a Lucca , rende omaggio a uno dei titoli più amati e complessi del repertorio pucciniano. La scelta di presentare proprio Turandot assume un valore che va oltre
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Rachmaninov e Sostakovič, sė perō...
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Morte di Klinghoffer confessione collettiva
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FIRENZE - C’è una linea di confine tutt’altro che neutra che ogni grande teatro è chiamato prima o poi ad attraversare: quella che separa la rassicurante continuità del repertorio dalla necessità di misurarsi con le fratture del presente. Non è una semplice scelta di programmazione, ma un gesto che definisce un’identità culturale. L’ 88º
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Cosė fan tutte negli anni '30
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CHICAGO (USA) - Civic Opera House. Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti K.588, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte, che debuttò nel gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, è tornata sul palcoscenico della Lyric Opera of Chicago otto anni dopo le sue ultime rappresentazioni qui nella stagione
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Nisi e Ruggiero e... Schumann
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Robert Schumann: Lieder per soprano e pianoforte Angela Nisi soprano; Enrica Ruggiero pianoforte (Amadeus / Registrazione inedita, allegata al n. 414, aprile 2026) C’è qualcosa di felicemente controcorrente nel fatto che Amadeus, una delle riviste musicali più autorevoli d’Italia, scelga di dedicare la copertina
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Ingenua Butterfly ma Pinkerton...
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Mozart e Beethoven per un bel concerto
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PECCIOLI (PI) – Nella suggestiva cornice della Galleria dei Giganti si conclude, in prossimità della Pasqua, il ciclo di tre concerti organizzato dalla Fondazione Peccioli insieme al Comune, con il sostegno di Belvedere S.p.A., affidato all’Orchestra Regionale della Toscana. Un percorso pensato con intelligenza, che trova proprio in quest’ultimo
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Nuova Stagione e commozione per Zurletti
redatto da Athos Tromboni FREE
SPOLETO - Il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto aveva annunciato da appena due giorni la nuova Stagione lirica quando è arrivata la notizia della scomparsa di Michelangelo Zurletti, venuto a mancare il 29 marzo 2026 all'età di 89 anni. Figura centrale nella storia recente dello Sperimentale, Michelangelo Zurletti ha guidato l’Istituzione
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Il Duo Metropolis nel salotto di Mozart e Beethoven
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FERRARA - Il Circolo di Cultura Musicale dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” è sempre caratterizzato da un ricco calendario di eventi come oramai avviene da diversi anni, alcuni già realizzati altri da concretizzarsi tra il 2025-2026 quali, oltre la consueta attività concertistica, varie iniziative connesse alle conferenze e i pomeriggi musicali nella
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Falstaff rivive in Marco Filippo Romano
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VERONA - Esiste un tipo di perfezione che si riconosce solo a posteriori, quando ci si accorge che non avrebbe potuto essere altrimenti. Il Falstaff verdiano appartiene a questa specie rara: opera nata quasi per gioco, confessava il compositore in una lettera del dicembre 1890, e tuttavia così necessaria da sembrare l’unico approdo possibile di
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L'indiscreto fascino dell'antico
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il pianista Carlo Bergamasco si dedica di preferenza al repertorio del Novecento e alla musica pianistica contemporanea. Per come lo conosciamo e per quanto l'abbiamo seguito nei suoi numerosi concerti tenuti nella città estense, le sue scelte vengono motivate oltre che dalle attitudini personali, anche dalla volontà di una funzione
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Elisir d'amore disarticolato
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PISA - Il Teatro Verdi chiude la stagione lirica 2025/2026 con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti. Ci sono opere che nascono in fretta, quasi controvoglia, eppure restano. L’Elisir d’amore appartiene a questa famiglia paradossale: composto da Donizetti in poco più di due settimane nel 1832, su un libretto che Felice Romani ricavò altrettanto
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Operetta and Musical
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Il rock sconfigge la distopia
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Che cos'è la distopia? È l'esatto contrario dell'utopia: se quest'ultima rappresenta il modello di vita ideale che potrebbe rendere libera e felice la vita di uomini e donne, la distopia invece narra di una straniante realtà immaginaria del futuro; un futuro prevedibile sulla base di tendenze del presente, percepite come altamente
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C'č un Castello dove la Voix humaine...
servizio di Simone Tomei FREE
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Opera dal Nord-Ovest
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Un campiello veneziano a Genova
servizio di Simone Tomei FREE
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Echi dal Territorio
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Uto Ughi fa il pienone
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Dopo il clamoroso successo di Angelo Branduardi, ancora un atteso concerto domenica 15 marzo 2026 nell’ambito della stagione di Ferrara Musica del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, con il primo dei tre “Family Concert” alle ore 17,00 anziché le consuete 20,30, ove Uto Ughi, figura leggendaria del violinismo internazionale,
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