Pubblicato il 18 Febbraio 2020
Ottima performance del Nuovo Balletto di Toscana nel capolavoro coreutico di Prokof'ev
Cenerentola č anche un balletto servizio di Attilia Tartagni

200218_Ra_00_Cenerentola_VeronicaGaldo_phMicheleMonastaRAVENNA - Quante Cenerentole abbiamo conosciuto ed amato, prima di questo appuntamento della stagione di Opera e Danza al Teatro Alighieri di Ravenna il 15 e il 16 gennaio 2020? Dopo Perrault e i Fratelli Grimm, gli scrittori che la rubarono alla tradizione orale, questa fiaba dalle origini antiche ha ispirato compositori, cineasti, autori di musical, disegnatori e coreografi, entrando nell’immaginario collettivo e stabilmente nel repertorio coreutico. Ne ha subito il fascino anche Jiří Bubeníček, nato a Praga nel 1974 da genitori circensi che, dopo essere stato danzatore di punta nella compagnia amburghese di John Neumeier e primo ballerino a Dresda raccogliendo successi, quarantacinquenne ha intrapreso una nuova carriera come coreografo ispirandosi liberamente a Kafka, al Dottor Zivago, alla Carmen e oggi rielaborando, su commissione del Maggio Musicale Fiorentino, Cenerentola di Prokof’ev per farne una protagonista più complessa e moderna in collaborazione con Cristina Bozzolini, compagna di vita e d’arte.
Cenerentola si presenta al pubblico dondolandosi nell’altalena della sua infanzia, troppo piccola per una ragazza in età da marito, ricordando il suo passato felice e cullandosi nella speranza del cambiamento; il coreografo ha ricucito le straordinarie musiche di Prokof’ev sulle misure del Nuovo Balletto di Toscana per un organico di 14 elementi scelti e diretti da Cristina Bozzolini, fra cui spiccano la splendida Veronica Galdo nel ruolo di Cenerentola, Roberto Doveri in quello del Principe, Matilde di Ciolo, Aisha NarcisoLida Cadeddu nel ruolo delle due sorellastre e della matrigna, malevole e grottesche quando non decisamente ridicole.

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Veronica Galdo è insuperabile nei suoi cambi d’umore, dalla malinconia alla speranza, dalla nostalgia all’azione, un’alternanza  che la fa sentire inadeguata anche durante la festa, benché fasciata in un abito dorato che la rende irresistibile e seduce immediatamente il principe. Attraverso i movimenti classici o dettati da una tormentosa espressività gestuale, con scarpe da ginnastica dorate  come si addice a una ragazza di oggi, la Galdo vive intensamente momento per momento gli alterni stati d’animo che la musica riflette nei suoi chiaro-scuri, anche nel fulcro della festa che è competizione, sopraffazione e livore da parte delle rivali e mortificazione di Cenerentola che pensa di non essere all’altezza di ciò che le offre il destino.
Il coreografo fa della musica di Prokofìev usata liberamente la perfetta ambientazione della fiaba dei Fratelli Grimm prediletta dal coreografo, dove l’elemento introspettivo si mescola con il fantastico rappresentato da due colombe fluttuanti come fasci di luce di mille colori, un vorticismo cromatico che cambia il corso del destino. Altro elemento simbolico è una specie di “albero della vita” germogliato miracolosamente, come sola la natura sa fare, sulla tomba materna e realizzato da  un intreccio di ballerini.
«Gli uccelli hanno un movimento fluido, quasi liquido, per aumentare l’idea di immaterialità» afferma il coreografo, che in ogni balletto ama sperimentare uno stile diverso, ispirato dalla narrazione che ha scelto. Il balletto dunque è classico, perché classica è la formazione del coreografo, ma aperto alle forme di espressione contemporanee e alla dinamica delle cadute e delle rialzate.
La scenografia di Jiří Bubeníček e di Nadina Cojocaru che firma anche i costumi (quello delle colombe è un caleidoscopio di colori e di luci), essenziale ma ricca di elementi simbolici, mette in scena un teatro di tende fluttuanti nel teatro, per scandire la narrazione esaltando il trionfo espressivo del colore, dal plumbeo alle tinte più accese. Lo spettacolo, intenso e quanto mai intrecciato alla musica, con spazi per la voce recitante di Laura Bandelloni, dura soltanto 70 minuti di cui non si può perdere neanche un attimo e dove i cambi di scena sono segnati dal buio totale. E’ come se si voltasse pagina a ogni fine capitolo della storia di questa Cenerentola inconsueta, fragile e coraggiosa al tempo stesso, vittima di soprusi ingiustificati eppure fiduciosa in un incontro d’amore che ha tutti i presupposti per essere felice, un sogno che resiste, anche grazie a questo personaggio, nell’immaginario delle ragazze di oggi. La Stagione Danza continua il 29 febbraio e 1 marzo 2020 con la Alonzo King LINES Ballet.

Crediti fotografici: Michele Monasta per il Teatro Alighieri di Ravenna
Nella miniatura in alto: Veronica Galdo





Pubblicato il 17 Luglio 2019
Gran gala di chiusura del Ravenna Festival edizione 2019
Les étoiles accendono gli entusiasmi servizio di Attilia Tartagni

190717_Ra_00_LesEtoiles_SergioBernalAlonso_FotoCositoreRAVENNA - La danza ha concluso in gloria il 30° Ravenna Festival, il 16 luglio 2019 al Pala De André. Il  Gala Internazionale di Danza ha portato sul palco della città romagnola le più fulgide étoiles provenienti dai maggiori teatri, accomunate dal talento e dalla capacità di esprimere il meglio di sé nella virtuosa fusione con la musica. L’impresario Daniele Cipriani ha riunito le parti prime dei corpi di ballo internazionali sfoderando tutto il repertorio della danza classica: passi a due, sforbiciate, piroette, salti acrobatici per un piacere dello sguardo tale da scatenare più volte l’applauso a scena aperta. Per apprezzare questa danza, per coglierne l’armonia e la bellezza, non occorre essere degli esperti, basta abbandonarsi al suo incanto. Corpi scolpiti dall’esercizio, temperamento artistico, costumi estrosi intessuti di lustrini, queste étoiles esprimono, nelle differenze stilistiche riconducibili alle relative scuole, il talento, la dedizione e la meraviglia sprigionata dal balletto classico.
La coreografia di apertura, “Diamonds” di Balanchine, mette in risalto l’abilità tecnica e l’eleganza della coppia che arriva dal Teatro Bolshoi di Mosca,  Alena Kovaleva e l’italiano Jacopo Tissi, che ritornano poi nel “Gran Pas Classique” di Gsovskii.
Cresciuti all’Opéra di Parigi, considerati i migliori rappresentanti dell’ésprit francese nella danza, Ugo Marchand e Dorothée Gilbert, interpretano meravigliosamente “Esmeralda” coreografia storica di Petipa, da Perrot, e sono superbi  anche nel contesto più moderno di “Amovéo”, coreografia di Benfiamin Millepied, su musica del minimalista Philip Glass.

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“Le fiamme di Parigi”, coreografia di Vasilij Vajnon, scatena sulla scena l’incantevole italiana Rebecca Storani, formatasi fra l’Accademia Nazionale di Roma e l’Hamburg Ballet Schule di Amburgo, e il sudcoreano Young Gyu Choi del Balletto Nazionale Olandese, lui con una girandola di sforbiciate e di volteggi  con approdi plastici al suolo che richiamano l’applauso, ritornando poi nell’unico quadro mitologico di Diana e Atteone.
Non poteva mancare, nell’omaggio al balletto classico, “Il corsaro” con l’incalzante musica di Drigo, protagonisti Bakthiyar Adamzhan, kazako dell’Opera di Astana,  e Tatiana Melnik, prima ballerina del Teatro dell’Opera ungherese,  ovvero l’energia virile spinta oltre la legge di gravità con quelle incredibili spaccate in aria,  e la grazia, il talento e la mobilità femminile all’ennesima potenza.  Si riproporranno in un altro classico, “Don Chisciotte”, dando l’ennesima prova della prestanza singola e a due della coppia.
C’è anche il classico per eccellenza, “Il lago dei cigni” di Chajkovskij, coreografie di Petipa, danzato da Anna Tsgankova con i suoi trentadue fouettées (prima ballerina del Balletto Nazionale Olandese) e Costantine Allen, americano formatosi alla Pacific Ballet Academy e al Ballet Havaii a Honolulu, poi arruolato allo Stuttgart Ballet, ottimi nelle vesti classiche e altrettanto espressivi in "Duet" su musica di Maurice Ravel, dove la danza, spogliata dei virtuosismi classici, si fa dialogo profondo e intimo nelle dinamiche di coppia.
Fra i tanti i duetti-rapporti di coppia in chiave classica o moderna, sorprendono due assoli di Sergio Bernal Alonso, primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna,  che esprime in “Zapateado de Sarsate”  tutto il carisma, l’eleganza classica e il calore del flamenco. E’ un ballerino di grande charme che ha voluto rompere le barriere  proponendo “Il cigno”, musica di Camille Saint-Saens, coreografato da Ricardo Cue, ruolo tradizionalmente femminile. Con quelle sue perfette fattezze maschili è come un colosso che si abbatte malinconicamente su se stesso negli spasimi della morte.
Nel défilé finale tutti rientrano in scena, orgogliosi ambasciatori dell’arte di Tersicore, sommersi da ovazioni senza fine ed è pura gioia, di qua e di là dal palco. Fra il pubblico tante mamme e giovanissime allieve delle scuole di danza con gli occhi sognanti: sono loro il futuro della danza e per la prima volta se lo figurano come quello degli italiani Rebecca Storani e Jacopo Tissi, étoiles grandi fra i grandi di una grande serata.
E per finire, all’uscita, la luna piena da spettacolo con una eclissi che la copre quasi totalmente, quasi una metafora del Ravenna Festival che si spegne.  Per tornare, più splendente che mai, l’anno prossimo.

Crediti fotografici: Ezio Bevere, Alexander Yakovlev, Jack Devant, Massimo Danza e Foto Cositore per Ufficio stampa Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il solista Sergio Bernal Alonso
Al centro in sequenza: Alena Kovaleva;
Jacopo Tissi; Dorothée Gilbert
Sotto: una posa perfetta da "Le corsaire"





Pubblicato il 08 Luglio 2019
Successo per l' Hambourg Ballett venerdė 5 e sabato 6 luglio al Teatro Alighieri
Le narrazioni danzate di Neumeier servizio di Attilia Tartagni

190708_Ra_00_HamburgBallett_JohnNeumeierRAVENNA - Il coreografo John Neumeier con l’Hamburg Ballett, già al Pala De Andrè nel 2010, è stato acclamato il 5 e il 6 luglio 2019 per lo spettacolo presentato dal 30° Ravenna Festival nel Teatro Alighieri: tre coreografie diverse che hanno per comune denominatore il senso della narrazione sull’onda della musica e la bravura smisurata del corpo di ballo.  Ogni danzatore, uscito da una dura selezione, evidenzia la formazione classica ma anche la capacità di improvvisare interpretando stati emozionali grazie alla formidabile espressività dei corpi, dei gesti, della mimica facciale. Le pagine musicali scelte ispirano coreografie intimiste e nello stesso tempo capaci di dialogare con il mondo.
Come scrive Silvia Poletti nel libretto di sala: «…ogni gesto è logico, motivato, necessario all’architettura registica e narrativa, alla struttura psicologica ed emozionale di ciò che si vuole raccontare»; il design dei costumi, velati e vaporosi quelli femminili, sobri quelli maschili, il coordinamento dei colori, l’architettura delle luci e l’elemento scenografico che rimanda allo spirito eroico di Beethoven nell’affrontare sofferenze disumane per un musicista, nonché naturalmente le coreografie, sono opera dell’ottantenne Neumeier, che di coreografie in repertorio ne ha 160,  la maggior parte create per l’Hamburg Ballett che dirige da cinquant’anni.
Apre lo spettacolo il lungo e impegnativo Beethoven Fragments, parte di un più vasto progetto ideato per il 2020 in cui ricorre il 250° della nascita del compositore tedesco. Il lavoro partito come “solo creazioni di movimento improvvisando sulla musica”, si è poi codificato in modo più complesso. ”Studiare approfonditamente Beethoven - annota Neumeier - ha influenzato la natura puramente sinfonica del lavoro”, mentre riflettere sulla sua vita privata e personale lo ha portato “a rintracciare il contenuto o sottotesto emozionale nella rigorosa architettura della sua musica. Sta a ciascuno di noi sentirlo e interpretarlo a modo suo”. La sensazione è che ciascun danzatore, sia pure nell’ambito di valori condivisi, riesca a esprimersi con una certa libertà.
Nelle Quindici Variazioni e Fuga per pianoforte, Neumeier presenta un Ludwig fiero ma minacciato da ombre che gli ruotano attorno in una natura Sturm and Drang. I musicisti sono in scena con il corpo di ballo. Il pianoforte di Michal Blaik entra direttamente nella coreografia con il primo ballerino Edvin Revazov e in un secondo tempo si aggiungono il violoncellista cesenate Sebastiano Severi e la violinista americana Elicia Silversterin.

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Nel mezzo c’è la coreografia Birthday Dance su musiche del compositore Leonard Bernstein, sottotitolo Diveriment for orchestra, creata nel 1990 per festeggiare i 50  anni della regina Margrethe II di Danimarca. Si tratta di un lavoro legato al carattere americano del suo creatore (Neumeier è nato nel 1939 nel Wisconsin, ha studiato a Chicago e completato gli studi in Europa). Pensato come ballo a due, si è allargato alla coralità di otto danzatori travolti da una giostra velocissima di ritmi americani, dal folklore al Turkey Trot: un’atmosfera che rimanda dalle sale da ballo al Blues fumoso dei jazz club, lontanissima dalle altre due coreografie europee per musica e concezione.
Il finale è romantico venato di malinconia: At Midnight, rielaborazione di un balletto del 1976 sui Rückert Lieder di Mahler cantati dal baritono Benjamin Appl accompagnato dal pianista James Bailieu dove i primi ballerini Anna Laudere e Edvin Revazov esprimono il tormento di un amore che si materializza per sfuggire loro continuamente. C’è anche, protagonista assoluta di uno dei lieder trasformati in narrazione danzata, l’italiana Silvia Azzoni. Baritono e pianista, sempre presenti in scena, incidono sulle dinamiche coreografiche delle poesie musicate da Mahler in uno scenario astratto, ma di forte impatto narrativo, perché Neumeier è sostanzialmente un narratore che ha eletto a suo linguaggio la danza.

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Crediti fotografici: Zani Casadio per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il coreografo John Neumeier
Sotto: panoramiche su Beethoven Fragments, su Birthday Dance e su At Midnight






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Ballo & Bello Operetta & Musical Musiche di Scena Prosa


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intervento di Athos Tromboni FREE

200208_Fe_00_Carmen_MartinaBelli_phZaniCasadioFERRARA - Un successo annunciato, quello della Carmen di Georges Bizet proveniente dal Teatro Alighieri di Ravenna dove era andata in scena quale ultimo spettacolo della “Trilogia d’Autunno” nel novembre scorso. Si sapeva che il regista Luca Micheletti era un giovane baritono interprete anche del ruolo di Escamillo (peraltro non in scena a Ferrara nel Teatro Abbado dove ha lasciato il posto al collega Andrea Zaupa, limitandosi a fare la regia già proposta a Ravenna); si sapeva che il pubblico romagnolo aveva accolto quella regia con lunghi applausi e ovazioni, replicate qui dal pubblico ferrarese; si sapeva che nel ruolo eponimo aveva brillato una giovane promessa (promessa già mantenuta, diciamo oggi) che risponde al nome di Martina Belli.
Tutto questo si sapeva. E concordiamo con quanto scrisse
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Ottimo Don Pasquale nel casinō
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L'Italiana č tornata al Filarmonico
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200224_Vr_00_ItalianaInAlgeri_StefanoVizioliVERONA - Dopo sei anni è ritornata nel Teatro Filarmonico L'italiana in Algeri di Gioachino Rossini in un allestimento divertente e molto luminoso curato dal regista Stefano Vizioli. L’opera del compositore di Pesaro era stata messa in scena nel teatro veronese, infatti, per la prima volta nel 1816 (tre anni dopo il suo debutto trionfale al San Benedetto
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200224_MonteCarlo_00_StreetScene_LeeReynoldsMONTE CARLO - La Grande mostra d'arte tedesca (dal tedesco Große Deutsche Kunstausstellung) fu un'esposizione d'arte che ebbe luogo dal 1937 al 1944 nella Haus der Deutschen Kunst di Monaco atta a celebrare l'arte approvata nella Germania nazista.
Proprio Hitler durante il discorso per l’inaugurazione della prima
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200323_Lu_00_Carmen_MartinaBelliLUCCA - La stagione lirica prosegue con Carmen di Georges Bizet proveniente dalla “Trilogia di Autunno 2019” del Ravenna Festival, progetto ideato e a cura di Cristina Mazzavillani Muti. Su questa testata compaiono già due articoli inerenti questo spettacolo (che potete leggere qui e qui) ed in questo mio breve intervento riporto le impressioni
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200222_To_00_Nabucco_DamianoSalerno_phEdoardoPivaTORINO - Nabucco di Giuseppe Verdi, assente dal Teatro Regio da oltre un ventennio (mancava dal 1997), torna trionfante in un nuovo allestimento coprodotto con il Teatro Massimo di Palermo. La nuova produzione, vede la firma di Andrea Cigni, la cui regia, molto apprezzata, restituisce all’opera il suo carattere originario, esentandola da
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Cenerentola č anche un balletto
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200216_Ge_00_AdrianaLecouvreur_AmarilliNizzaGENOVA - Il Teatro può essere fonte di vita, ma anche letale. Come scrive Angela Bosetto nell’eccellente saggio "Melpomene son io", dedicato ad Adrienne Lecouvreur e pubblicato (per gentile concessione della Fondazione Arena di Verona) sul programma di sala del Teatro Carlo Felice di Genova, «... per Adrienne il teatro è fatale in ogni senso.
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Ecco il Festival Puccini 2020
redatto da Athos Tromboni FREE

200216_TorreDelLago_00_FestivalPuccini2020_GiorgioBattistelliTORRE DEL LAGO (LU) - Il  Festival Puccini 2020 celebra il suo genius loci con la messa in scena di cinque titoli a cui faranno da corollario  interessanti nuove proposte.  «Un Festival con una forte connotazione europea – come ama definirlo il neo direttore artistico Giorgio Battistelli - tra tradizione e contemporaneità ma ben legato alle  sue radici
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Tosca approda al Goldoni
servizio di Nicola Barsanti FREE

200216_Li_00_Tosca_LeoAn_phAndreaSimiLIVORNO - Il nuovo allestimento della Tosca  di Puccini del regista, scenografo e costumista Ivan Stefanutti, co-prodotto con il Teatro di Pisa e con il Teatro del Giglio di Lucca arriva alla sua ultima rappresentazione stagionale nel Teatro Goldoni di Livorno. L’ampio palcoscenico del teatro livornese conferisce alla scena maggiore equilibrio e dinamicità
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Concorsi e Premi
Farnocchia insignita del Mascagni d'Oro
servizio di Attilia Tartagni FREE

200215_00_BagnaraDiRomagna_PremioMascagniDOro_SerenaFarnocchiaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - La lirica non è l’unica attrattiva di Bagnara di Romagna ma è fra le più importanti vantando una tradizione pluridecennale che la colloca  fra i suoi luoghi-culto. Domenica 9 febbraio 2020 essa è tornata prepotentemente all’Auditorium di Bagnara in uno degli appuntamenti più prestigiosi e attesi organizzati dal
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Arena ecco il cast stellare
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200214_Vr_00_PresentazioneCastArena2020_DiegoMatheusVERONA – Presentazione del 98° Festival (titoli in programma e cast) con suspence, giovedì 13 febbraio 2020, nel Teatro Filarmonico: la mattina la stessa presentazione era stata fatta a Milano, il pomeriggio alle 16,30 era prevista la replica a Verona, sennonché tutto lo staff (la sovrintendente della Fondazione, Cecilia Gasdia, il
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200212_Fe_00_RecitalPianisticoMariangelaVacatello_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La pianista Mariangela Vacatello lascerà un ricordo indelebile negli spettatori di Ferrara Musica, perché il suo recital eseguito martedì 11 febbraio 2020 nel Teatro Comunale Claudio Abbado è di quelli che non si scordano. Si è presentata con molta semplicità e molta sicurezza di sé, in un programma che ha mischiato novità e grande repertorio solistico
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Due concerti Mikrokosmi
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200211_Ra_00_Mikococosmi_GiuseppeFaustoModugnoRAVENNA - In Sala Corelli, nel ridotto del Teatro Alighieri è iniziata la 22° edizione di Mikrokosmi, concerti mattutini della domenica organizzati dalla Scuola musicale Mikrokosmos di Ravenna con la direzione artistica di Barbara Valli. E’ stato particolarmente interessante l’incipit del 19 gennaio 2020 quando, all’insegna delle celebrazioni del 250°
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Omaggio a Mirella Freni
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200207_00_OmaggioAMirellaFreni_miniaturaMODENA - La scomparsa del soprano Mirella Freni (pseudonimo di Mirella Fregni), avvenuta il 9 febbraio 2020 all’età di quasi 85 anni (li avrebbe compiuto a breve) dopo una lunga malattia, è stata resa nota con profonda tristezza da Jack Mastroianni, manager di una vita. Una delle grandi artiste della seconda metà del '900, si è spenta nella sua casa
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Il dittico del Trittico
servizio di Attilia Tartagni FREE

200204_Ra_00_SuorAngelica_phFilippoBrancoliPanteraRAVENNA - Il Puccini del Trittico su versi di Giovachino Forzano, che debuttò a New York nel 2018, non è quello di Bohème o di Tosca dove imperano le grandi arie espansive: per i più, questo, è un Puccini minore; ma per i musicologi è un Puccini di maggior respiro europeo. Al Teatro Alighieri il 31 gennaio e il 2 febbraio 2020, di quel Trittico, sono andati in
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La bella Bohčme di Monte Carlo
servizio di Simone Tomei FREE

200128_MonteCarlo_00_LaBoheme_IrinaLungu_phAlainHanelMONTE CARLO - Un inizio di anno 2020 sontuoso alla Salle Garniér dell’Opéra di Montecarlo nel solco del grande repertorio pucciniano per il proseguire della stagione monegasca 2019-2020. L’allestimento de La Bohème di Giacomo Puccini porta la firma registica di Jean-Louis Grinda con una produzione che va nella direzione della più marcata tradizione
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Libri in Redazione
Parliamo di Leone, Mirella e Luciano
recensione di Athos Tromboni FREE

200127_Libri_00_LaBambinaSottoIlPianoforte_MicaelaMagieraMicaela Magiera
La bambina sotto il pianoforte
Edizioni Artestampa, Modena, pagg. 230, euro 18
Il sottotitolo di questo libro è indicativo come un sommarietto: «Storie d'amore e di musica nella Modena di Mirella Freni, Leone Magiera e Luciano Pavarotti»; sì perché l'autrice, Micaela Magiera,
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Opera dal Centro-Nord
Risurrezione nel teatro fiorentino
servizio di Simone Tomei FREE

200123_Fi_00_Risurrezione_AnneSophieDuprels_phMicheleMonastaFIRENZE - Qual è la via da percorrere per arrivare all’espiazione di un atto d’amore che la società considera come colpa? Per Katerina Mikalowna (alias Katiuscia) è stata quella di scendere fino agli inferi, toccarne il fondo e da lì risorgere e tornare a rivivere i sentimenti della fanciullezza e quindi risorgere. Risurrezione di Franco Alfano è la storia di questa
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Opera dal Centro-Nord
Turandot, primo e secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

200122_Pr_00_Turandot_GiuseppeFrigeniPARMA - La città di Giuseppe Verdi, eletta Capitale Italiana della Cultura 2020, ha dao il via alla stagione lirica del Teatro Regio con la Turandot di Giacomo Puccini; l'ultimo capolavoro del genio lucchese prende vita con un allestimento nato a Modena nel 2003 e che porta la firma di Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci), coadiuvato dalla di lui
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Classica
Riccardo Muti e la Cso un trionfo
servizio di Nicola Barsanti FREE

200122_Fi_00_RiccadoMuti-Cso_miniaturaFIRENZE - Grandi ovazioni da parte del pubblico hanno accolto il Maestro Riccardo Muti, tornato sul podio del Maggio Musicale Fiorentino con la sua fidata Chicago Symphony Orchestra, compagine orchestra che  mancava da Firenze dal lontano 20 settembre 1974 (per l’occasione aveva suonato al Teatro Comunale sotto la direzione di Sir Georg Solti).
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Echi dal Territorio
AmaDeus ex Mantova celebra il genio
servizio di Laura Gatti FREE

200121_Mn_00_AmaDeus_MozartATrediciAnniMANTOVA - Dal 10 al 20 gennaio 2020 Mantova ha vissuto un grande momento musicale e culturale con “AmaDeus ex Mantova”, riuscitissima iniziativa di Oficina OCM in collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, tendente a restituire ai mantovani (come ha affermato il maestro Carlo
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