Pubblicato il 18 Giugno 2022
Aperto con un successo di pubblico incontestabile il 99° Festival Arena di Verona
Carmen torna accolta dal tripudio servizio di Athos Tromboni

20220618_Vr_00_Carmen_ClementineMargaine_EnneviFotoVERONA – Doveva essere kolossal per celebrare il regista Franco Zeffirelli, e kolossal lo è stata questa Carmen inaugurale dell’Arena Festival 2022 perché al di là degli esiti ricercati da puristi e “intenditori”, o da filologi e “integralisti”, per la Fondazione veronese ciò che più conta (attenzione: diciamo ciò che più conta, non ciò che solo conta) è l’esito presso il pubblico; e non v’è dubbio che l’accoglienza del kolossal da parte di un pubblico che gremiva l’anfiteatro è stata addirittura trionfale. Un tripudio vero e proprio.
Niente di nuovo rispetto a una messa in scena “zeffirelliana” con decine e decine di comparse a infoltire il già pingue coro areniano, poi cavalli più volte in scena, al piccolo trotto, o in dressing guidato dai loro cavalieri, o trainanti carretti, poi muli in transito e due dozzine di ballerini ai lati, quando non al centro della scena, per coreografie dove il flamenco l’ha fatta da padrone scatenando applausi entusiatici. Eccetera. Conclusione: è uno spettacolo da vedere, criticare magari, sbertucciarlo anche, ma da vedere.
La protagonista, Clémentine Margaine, era al debutto; e debuttava pure Luca Micheletti nel ruolo di Escamillo; in serata di grazia s’aggiungevano il tenore Brian Jagde (Don José) e una splendida Karen Gardeazabal nelle vesti di Micaela; poi, per completare il cast, uno stuolo di giovani interpreti dove si metteva in evidenza il baritono Gabriele Sagona (Zuniga) ma ben figuravano anche Daniela Cappiello (Frasquita), Sofia Koberidze (Mercedes), Nicolò Ceriani (Dancairo) e i veterani Carlo Bosi (Remendado) e Biagio Pizzuti (Morales).
Sul podio il maestro Marco Armiliato, direttore musicale del Festival.
L’allestimento ha combinato per la prima volta in scena le migliori intuizioni di Zeffirelli di allestimenti che vanno dal 1995 al 2009, integrandoli con nuovi elementi scenografici mai realizzati, ricuperati dai bozzetti originali. Costumi belli e sgargianti di Anna Anni.
Alle masse Orchestra, Coro (maestro del coro Ulisse Trabaccin) e Tecnici della Fondazione Arena, si sono aggiunte le voci bianche di A.Li.Ve. preparate da Paolo Facincani; e sempre in scena o quasi, il Ballo con le coreografie originali di El Camborio riprese da Lucia Real e la Compagnia di Ballo spagnolo “Antonio Gades” (coordinatore del Ballo, Gaetano Petrosino). Perfette come sempre le luci di Paolo Mazzon.
L’aria festosa della serata (non solo sul palcoscenico durante le scene d’assieme del torero toreador o della habanera, ma anche in platea e sulle gradinate) ha avuto un momento di raccoglimento quando un annuncio particolare, comunicato direttamente dal palcoscenico prima dell’avvio dell’opera dalla sovrintendente soprano Cecilia Gasdia (accolta da un lungo e affettuoso applauso) ha suscitato un silenzio rispettoso : «Ricorre quest’anno il centenario della nascita di due grandissimi artisti – ha detto la Gasdia – più volte protagonisti su questo palcoscenico; il soprano Renata Tebaldi e il baritono Ettore Bastianini.»
Applausi del pubblico prima e dopo la riproduzione audio delle due “voci” nelle rispettive incisioni d’epoca di “Numi pietà” (Aida, per la Tebaldi) e di “Ah! l’amor, l’amore ond’ardo” (Il trovatore, per Bastianini).

20220618_Vr_01b_Carmen_ClementineMargaineGabrieleSagona_facebook_FotoEnnevi

Poi la bacchetta precisa e attenta di Marco Armiliato ha dato l’avvio, con la trascinante Ouverture di Carmen, all’avvenimento inaugurale del 99° Festival Arena di Verona.
Dobbiamo segnalare, a titolo di cronaca, che tutto il primo atto è stato cantato senza i sovratitoli elettronici per un presumibile guasto all’impianto. Poi nel secondo e
terzo/quarto atto (questi ultimi due fatti di seguito senza intervallo, solo una breve pausa per il cambio scena) i sovratitoli sono ricomparsi… “zoppicando” perché il maxivideo sulla sinistra del pubblico oscuravano qualche sillaba sia del testo italiano, sia del testo inglese, mentre quello sulla destra del pubblico funzionava a meraviglia ed essendo montato anche più in basso dell’altro (o comunque meno lontano dal palcoscenico e dalla platea) la leggibilità era eccellente.
Che dire dell’esecuzione? Coro molto ben preparato, orchestra attentissima alle indicazioni del podio, mai prevaricante il canto. Bravi gli intepreti, sufficienza piena, con un doppio più per la Gardeazabal (Micaela) e un meno meno per la debuttante nel ruolo (Margaine). Ottimo anche il tenore Jagde e in pieno phisique-du-role il debuttante Micheletti (Escamillo).
Marco Armiliato, come detto, ha diretto con scrupolo e capacità, diventando addirittura sublime nella concertazione del quintetto del secondo atto “Nous avons en tête une affaire”.
Le repliche di questa Carmen sono in calendario per il 24 e 30 giugno; 14, 21, 31 luglio; 11,14 e 27 agosto.
Le altre “prime” del Festival 2022 sono: Aida (18 giugno), Nabucco (25 giugno), La traviata (2 luglio), Roberto Bolle and Friends (25 luglio), Turandot (4 agosto), Carmina Burana (12 agosto) e Placido Domingo in “Verdi Opera Night” (25 agosto) con arie e duetti da Macbeth, Don Carlo, Aida.

20220618_Vr_02_Carmen_CeciliaGasdia_EnneviFoto20220618_Vr_03_Carmen_BrianJagde_EnneviFoto20220618_Vr_04_Carmen_LucaMicheletti_EnneviFoto

20220618_Vr_06_Carmen_KarenGardeazabal_EnneviFoto

20220618_Vr_077_Carmen_EnneviFoto

(La recensione si riferisce alla recita di venerdì 17 giugno 2022)

Crediti fotografici: Ennevi Foto per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: Clémentine Margaine nel ruolo di Carmen
Sotto: sempre la Margaine nel primo atto dell’opera, con Gabriele Sagona (Zuniga)
Al centro in sequenza: Cecilia Gasdia sul palco durante la comunicazione della dedica dello spettacolo ai centenari di Renata Tebaldi e di Ettore Bastianini; Brian Jagde (Don José); Luca Micheletti (Escamillo)
Sotto: la bravissima Karen Gardeazabal in Micaela
In fondo: bella panoramica di Ennevi Foto sull’allestimento kolossal 2022 di Carmen





Pubblicato il 11 Giugno 2022
Conclusa la stagione del Teatro Verdi di Trieste con le opere di Leoncavallo e Respighi
Pagliacci e Al Mulino dittico interessante servizio di Rossana Poletti

20220600_Ts_00_Pagliacci_AmadiLagha_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Un dittico interessante quello proposto dal Teatro Verdi di Trieste, ultima rappresentazione della stagione, con i Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo e Al mulino di Ottorino Respighi, quest’ultima un’incompiuta del maestro, che completata si presenta quindi in prima esecuzione mondiale.
I Pagliacci mancavano da quasi vent’anni al lirico triestino; studiosi del settore affermano che storicamente l’opera non piacque mai molto al pubblico locale, che spesso ne contestò la validità, frequentemente critico col verismo musicale. Non così è accaduto a questa prima molto apprezzata e applaudita, anche nel corso dell’esecuzione. La brillante regia di Victor Garcia Sierra riempie la scena di popolo festante all’arrivo della compagnia di attori, un teatro nel teatro; vestiti di bianco in una scena di mille colori e luci, quella realizzata da Paolo Vitale, che la allestisce con luminarie e scritte moderne in un contesto di festa del paese, con carretti e piccole finte mongolfiere, con donne barbute e trampolieri, con immagini di scena e locandine sparse su tante quintature e sul fondo una grande ruota da Lunapark, al centro un rialzo che diventerà il palco della rappresentazione.
Adulti e bambini in coro, quello del Verdi diretto da Paolo Longo e “I Piccoli cantori della città di Trieste” di Cristina Semeraro. Tutto parte dal prologo che annuncia cosa accadrà, il personaggio che l’interpreta, sarà poi Tonio/Taddeo, l’ottimo baritono Devid Cecconi, mette i puntini sulle i: «... l’autore ha cercato invece pingervi uno squarcio di vita. Egli ha per massima sol che l’artista è un uom e che per gli uomini scrivere ei deve. Ed al vero ispiravasi.»
Il vero è un fatto accaduto in Calabria dove Leoncavallo visse per un periodo.
L’incipit è ben piantato in quello che sarà il successo dell’opera. Cecconi lo racconta talmente bene da riscuotere da subito un caloroso e lungo applauso.
Anche il tenore Amadi Lagha, che interpreta Canio/Pagliaccio, si destreggia perfettamente nella sua parte. Esegue la famosa aria “Vesti la giubba” con grande realismo, riempiendo le note di umanità profonda, come nelle intenzioni dell’autore, nella quale si evince la sofferenza dell’uomo che sulla scena dovrà recitare il dramma che sta vivendo nella vita vera.

20220600_Ts_01_Pagliacci_facebook_phFabioParenzan

20220600_Ts_02_Pagliacci_o_phFabioParenzan 20220600_Ts_03_Pagliacci_Laga_phFabioParenzan

Il soprano Valeria Sepe, nei panni di Nedda/Colombina, è straordinaria nella gestualità del personaggio, dotata di voce potente e flessuosa, difetta soltanto nel fraseggio.
L’orchestra è diretta da Valerio Galli, appassionato amante di Ruggiero Leoncavallo e dei Pagliacci, che scorge in Trieste la libertà del mare, della sua Viareggio, terra di compositori veristi; ricorda come Leoncavallo ammirasse Wagner, del quale il coro del primo atto contiene alcuni echi. Un’opera difficile, contrariamente a quanto si pensa, con variazioni e cambi improvvisi. Balgoj Nacoski (Peppe/Arlecchino) e Min Kim (Silvio) completano il quadro dei protagonisti principali ai quali si affiancano Damiano Locatelli e Francesco Paccorini nella parte di due contadini.
Dopo il femminicidio di Nedda e l'omicidio di Silvio, quasi Leoncavallo vivesse l’oggi, un lungo intervallo permette un drastico cambio delle scene per la rappresentazione di Al mulino di Ottorino Respighi, con il quale ci si cala invece in quella profonda greve realtà russa, che ancor più oggi ci sconvolge per la guerra che stiamo vivendo. Questa è stata la seconda opera del compositore bolognese, che in Russia visse un breve periodo, venendo in contatto con l’animo di quel popolo, troppo spesso piegato al potere, fosse quello dello zar o di qualsiasi altro dittatore che arrivò dopo.
Paolo Rosato ha messo mano alla orchestrazione della parte incompiuta dall’autore, un quarto dell’opera: «Rimasi il più possibile vicino al pensiero musicale di Respighi - ha dichiarato - egli si muove con grande libertà e fantasia… non voglio dire che il timbro sia estraneo alla descrizione delle emozioni, delle situazioni drammatiche, ma che probabilmente non c’è correlazione fissa tra gli elementi dei due campi. Lo stesso avviene per i leitmotiv ricorrenti, che assumono veste orchestrale sempre diversa.»

20220600_Ts_04_AlMulino_panoramica1_phFabioParenzan

20220600_Ts_05_AlMulino_SalutiFinali_phFabioParenzan

Altra responsabilità nel debutto di un’opera è stata quella del regista, Daniele Piscopo, che ha “scelto la via dell’impressionismo, dove attraverso i contrasti di luci e ombre viene rappresentato lo stato d’animo dei diversi personaggi: «Mai avrei pensato di dover raccontare una storia che potesse ripresentarsi oggi, ciò che sembrava lontano nel tempo è divenuto paradossalmente vicino. All’orizzonte ci sono la guerra e i suoi orrori, non si può non fare i conti con questo.»
Il libretto dell’opera lo fa con forza, in quel mulino la donna Aniuska arriverà ad un epilogo disarmante. Ucciderà, aprendo con forza l’acqua del ruscello che va al mulino, i persecutori e l’amato Sergio, per non permettere a costoro di perseguitarlo ancora. L’acqua simbolo di purificazione, diventa simbolo di morte. Il suo innamorato si è ribellato ai soprusi degli uomini dello zar, la ragazza è maltrattata dal padre Anatolio e da Nicola, che innamorato non è ricambiato e consegnerà così Sergio ai suoi aguzzini.
L’orchestra, diretta da Fabrizio Da Ros, sfodera toni possenti e minacciosi. La musica è tetra, trasporta lo spettatore in un mondo di angoscia e terrore, un tempo lungo nel quale poco avviene se non il dipanarsi dell’orrore a cui è sottoposta la donna. Il finale è dirompente e in qualche modo disarmante.
I protagonisti Afag Abbasova-Budagova (Aniuska) e Zi Zhao Guo (Sergio) sono tutti convincenti nei loro ruoli drammatici, a cui si aggiunge il tratto subdolo di Domenico Balzani (Nicola). Altrettanto efficaci i coprotagonisti in scena: Cristian Saitta (Pope), Min Kim (Anatolio), Anna Evtekhova (Maria), Blagoj Nacoski (ufficiale), Francesco Cortese (Solo) e Giuliano Pelizon (soldato).
Un Respighi inedito, su cui valeva la pena soffermarsi. Funzione dei teatri è anche di non abituare il pubblico a seguire sempre gli stessi e sempre meno titoli. Una diminutio culturale a cui non vogliamo abituarci.

Crediti fotografici: Fabio Parenzan per il Teatro Verdi di Trieste
Nella miniatura in alto: il tenore Amadi Lagha (Canio)
Al centro: panoramica di Fabio Parenzan sull'allestimento triestino di Pagliacci; e, in sequenza, il baritono Devid Cecconi (Tonio) e Valeria Sepe (Nedda); ancora Valeria Sepe con Amadi Lagha
Sotto: altra panoramica di Fabio Parenzan su Al Mulino; i saluti del cast di Al Mulino al termine della rappresentazione





Pubblicato il 09 Maggio 2022
Il gobbo in scena di Giuseppe Verdi torna a riempire il massimo teatro lirico di Trieste
Rigoletto ottimo il cast, ma... servizio di Rossana Poletti

20220508_Ts_00_Rigoletto_DevidCecconi_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Rigoletto è un uomo buono e cattivo allo stesso tempo. Un profondo cambiamento da quel cliché, che vuole che bene e male siano ben distinti, avviene per mano delle scelte musicali e di libretto da parte di Verdi con quest’opera. Il melodramma vive una svolta grazie al compositore di Busseto che osa, che si azzarda a mostrare al suo pubblico come niente sia solo bianco o solo nero.
Rigoletto sfida sbeffeggiando il conte Monterone, che ha subito l’onta della figlia stuprata dal Duca di Mantova e che per la sua protesta viene incarcerato. Il conte Monterone maledice tutti, ma al buffone di corte riserva un trattamento più duro, contro di lui si scaglia con forza. L’augurio di sventura suona pericoloso nelle orecchie di Rigoletto, che si tormenterà a lungo per la maledizione ricevuta e quando, a sua volta vivrà con sua figlia la stessa esperienza, ricorderà quel terribile malaugurio e capirà il male fatto.
Verdi scommette pertanto che lo spettatore comprenderà e apprezzerà. Oggi i contenuti del Rigoletto non creano scalpore, ma a quel tempo la critica accolse il lavoro con queste parole: «... un’opera come questa non si giudica in una sera. Ieri fummo come sopraffatti dalla novità: novità o piuttosto stranezza nel soggetto; novità nella musica, nello stile, nella stessa forma de’ pezzi;… comincia con una canzone a ballo; ha per protagonista un gobbo; muove da un festino e si termina, non con troppa edificazione, in una casa senza nome dove si vende l’amore e si contratta sulla vita degli uomini.»
L’articolo della Gazzetta Ufficiale di Venezia del 12 marzo 1851 conclude con un’esaltazione della figura di Verdi, per la strumentazione dell’opera, per la passione che trasmette, per il canto che si discosta dallo stile usato fino allora. Rigoletto parla agli uomini, svela le nostre inquietudini interiori, oggi come allora ci richiama alle manchevolezze più profonde che spesso nascondiamo a noi stessi. Lo spettatore ieri come ora comprende ed apprezza. Ecco perché il Rigoletto piace tanto, è una delle opere verdiane più apprezzate e infatti il pubblico del lirico triestino è stato in questo debutto quello delle grandi occasioni, il teatro è apparso pieno fino agli ultimi posti del loggione, come non si vedeva da tanto tempo,per le note restrizioni dovute alla pandemia.

20220508_Ts_01_Rigoletto_AntonioPoli_phFabioParenzan 20220508_Ts_02_Rigoletto_DevidCecconiRuthIniesta_phFabioParenzan

20220508_Ts_03_Rigoletto_facebook_phFabioParenzan

Il pubblico ha applaudito i cantanti che hanno dato il meglio nei loro personaggi, dal Duca di Mantova impersonato dal tenore Antonio Poli, brillante e disinvolto, sicuro anche nei passaggi più complessi, al Rigoletto del baritono Devid Cecconi, figura tanto imponente nella parte del buffone crudele, quando asseconda le voglie del suo padrone, quanto dolente nel ruolo del padre colpito a morte, a Gilda, interpretata dal soprano Ruth Iniesta, candida giovane innocente e dolente innamorata ferita che cercherà la morte, incapace di superare il tradimento. Belle voci, buona tecnica che consente ai nostri tre artisti di superare agilmente i passaggi impervi dell’opera, ottimo il fraseggio.
Il dramma del padre si esprime nella grande aria quando il buffone incontra gli sgherri del Duca, che hanno rapito la figlia per consegnarla all’uomo potente, immerso fino al collo nella lussuria e nella corruzione. Il gioco musicale si fa ambiguo, il canto di Rigoletto ruota dalla rabbia per la crudeltà subita alla preghiera per avere la figlia salva. Le note di Verdi seguono questo percorso di trasformazione della mente e dell’animo di Rigoletto, in mezzo allo scherno dei malvagi cortigiani, lo guidano nei tentennamenti dettati dallo sconforto, dalla paura di non avere risposta alle sue richieste di clemenza, dall’ira che lo pervade per il disonore patito.
A un’ottima compagine di cantanti non corrisponde purtroppo una direzione orchestrale all’altezza della situazione: Valentina Peleggi dimentica che l’orchestra del Verdi è ancora fuori buca e non riesce a moderarne il frastuono che costringe spesso i cantanti a sforzi sovrumani per superare la barriera del suono eccessivo dell’orchestra. La regia di Eric Chevalier si avvale di una scena che, a nostro avviso, impedisce un corretto svolgimento degli eventi. Allo sfondo di immagini reali e suggestive proiettate fa contrapposizione un grande soppalco rotante che occupa tutto il palcoscenico: una struttura moderna che stride con i luoghi della vicenda. C’è il bisogno, certo, di ridurli ad una sola scena, senza alcuna modifica se non il ruotare di questa enorme macchina. La scelta però non permette di cogliere le sfumature di momenti struggenti come l’innamoramento di Gilda per il Duca, spacciatosi per povero studente, di momenti tragici come il rapimento della giovane o l’inganno nella casa di Sparafucile; costringe il pubblico ad immaginare molto, troppo. C’è il lavoro sul movimento delle masse, manca l’approfondimenti su quello dei singoli personaggi.
Tra i comprimari si distingue ancora una volta Dario Giorgelè che dà grande espressività al personaggio di Marullo, ottimi tutti gli altri: Abramo Rosalen, Anastasia Boldyreva, Kimika Yamagiwa, Rocco Cavaluzzi, Dario Sebastiano Pometti, Francesco Musino, Rinako Hara e Damiano Locatelli.
Finalmente attivo sulla scena il coro maschile del Teatro Verdi, diretto da Paolo Longo, bravi anche se con la mascherina l’effetto sonoro risulta ovviemente offuscato.
(la recensione si riferisce allo spettacolo del 6 maggio 2022)

Crediti fotografici: Fabio Parenzan per il Teatro Verdi di Trieste
Nella miniatura in alto: il baritono Devid Cecconi (Rigoletto)
Al centro in sequenza: il tenore Antonio Poli (Duca di Mantova); ancora Devid Cecconi con Ruth Iniesta (Gilda)
Sotto: panoramica di Fabio Parenzan sull'allestimento triestino del Rigoletto





Pubblicato il 03 Aprile 2022
Un Don Pasquale embientato negli anni '60 del Novecento accolto con successo al Teatro Verdi
Ernesto scappa sulla luna servizio di Rossana Poletti

20220403_Ts_00_DonPasquale__phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. «Ci siamo molto divertiti a mettere in scena questo Don Pasquale di Gaetano Donizetti» ha affermato il regista Gianni Marras alla presentazione dell’opera, avvenuta pochi giorni prima del debutto al Teatro Lirico ‘Giuseppe Verdi’ di Trieste. Ed è probabilmente questa la motivazione per cui l’allestimento piace tanto. Un gruppo affiatato che ha lavorato bene e che si vede alla premiére applaudito da un pubblico caloroso e contento. Il Don Pasquale, in scena a Trieste fino al 9 aprile prossimo, si avvale dell’allestimento bolognese del 2015 che Marras, assieme allo scenografo e costumista Davide Amadei, ha collocato in una Roma degli anni ’60 del Novecento, del boom economico e della rinascita dopo una guerra rovinosa.
«Abbiamo guardato a quello che è stato un certo percorso dello spettacolo musicale italiano, dall’operetta, alla rivista e avanspettacolo, per poi gettare lo sguardo sul cinema e in particolare sulla commedia all’italiana: la comicità che nasconde tratti drammatici, come affermava Mario Monicelli» ha ricordato Marras. E cosa c’è di più comico di un vecchio che vuole sposare una “giovane pollastrella”, ma di altrettanto tragico e paradossale.
L’opera buffa è piena di questi personaggi, ma lo è anche l’attualità che si tinge di matrimoni veri e finti, di vecchi ricchi e potenti con donnine giovani e spesso interessate e compiacenti. Il suo compositore, Gaetano Donizetti, nel 1843 ci mise il suo tratto compositivo, ricco e versatile, eliminò in questa opera il recitativo secco, ancora in uso, aggiungendo allo spettacolo ritmo e vivacità. L’orchestra riempie tutti gli spazi, sottolinea ed esalta tutti i momenti di dialogo. L’ouverture, che da mesta si fa infuocata in un tripudio di grancassa e percussioni, denota da subito un gran lavoro del direttore, Roberto Gianola, consapevole, come aveva affermato durante la presentazione, della difficoltà di amalgamare il suono di un’orchestra che ancora esce dalla buca, necessità determinata dalla prudenza in chiave anti-covid, e che ne compromette le sonorità.

20220403_Ts_01_DonPasquale__phFabioParenzan 20220403_Ts_02_DonPasquale__phFabioParenzan
 

Di questo spettacolo piace molto la vivacità della sua estetica. Piace la scelta di vestire Norina, la giovane protagonista femminile che gabberà Don Pasquale, come Jacqueline Kennedy, che negli anni '60 dettava i canoni della moda mondiale, diverte il ciuffo (in questo caso biondissimo) alla Little Tony di Ernesto, suo giovane innamorato, nipote del vecchio, buttato da costui fuori di casa perché si rifiuta di sposare una ricca vedova. I colori allegri, giallo, rosso e verde degli eccessivi abiti maschili contribuiscono alla divertente caricatura della storia. Ernesto è innamorato di Norina, la quale si finge Sofronia e con l’aiuto del fratello, dottor Malatesta, mette piede in casa di Don Pasquale con l’intento di raggirarlo, fingersi una mite ragazza appena uscita dal convento e farsi sposare da lui. Ernesto, che veste un paio di pantaloni verdi sgargianti, una maglietta a righe orizzontali gialle e rosse, e un giubbotto anch’esso rosso acceso, quando scopre, non sapendo del tranello, che Sofronia è Norina, decide di scappare lontano. Si presenta in scena vestito da astronauta, mentre su una grande quinta semovibile troneggia un’astronave. Sono gli anni del primo uomo nello spazio ed Ernesto decide di raggiungere la luna appunto. A tutto questo al terzo atto si aggiunge Norina che, appena sposata con Don Pasquale, da mite sposina si trasforma in una furia che spende e spande, compra gioielli, vestiti, tutti gli elettrodomestici esistenti, cambia tutti i mobili di casa e i ritratti di polverosi borghesi dell’800 si trasformano in ritratti cubisti alla Picasso, riempie la casa di servitù - il coro, diretto da Paolo Longo,  comparirà infatti solo al terzo atto, uno stuolo di domestici vestiti di nero, con crestina e grembiule bianco, pieni di pacchi e pacchetti-. In uno sketch surreale e divertente Don Pasquale si dispera per il suo rovinoso e sbagliato matrimonio, che lo porterà a sciogliere il voto e permettere al nipote Ernesto di sposare l’amata.
Gli interpreti son ben calati nel loro ruolo, i personaggi dettagliatamente cesellati: dallo splendido Don Pasquale del baritono Pablo Ruiz, che svela doti attoriali notevoli, all’ Ernesto spumeggiante del tenore Antonino Siragusa, che sfodera acuti incisivi, dalla scoppiettante Norina del soprano Nina Muho, capace di vivere le due personalità, la mite Sofronia e l’aggressiva Norina, sia nella intonazione che nella interpretazione, all’ironico dottor Malatesta del giovane baritono Vincenzo Nizzardo e al notaro caricaturale di Armando Badia. Un mimo, Daniele Palumbo, fa da collante a tutte le varie scene interpretando tutti quei personaggi muti, non meno necessari per rendere completa la narrazione. Sarà chauffeur, coiffeur, cameriere e tanto altro, con un’abilità espressiva molto applaudita alla fine dal pubblico.

20220403_Ts_03_DonPasquale__phFabioParenzan 20220403_Ts_04_DonPasquale__phFabioParenzan

Le scene sono quinte dipinte a mo’ di fumettone, descrivono con ironia e colore i diversi momenti e luoghi, la casa vecchia e quella rivisitata da Norina, il salone da parrucchiere, Trinità dei Monti e piazza di Spagna dove transita un lambretta, citazione di “Vacanze romane” di Audrey Hepburn, ma anche il Colosseo, il Pantheon e l’Eur.
(La recensione si riferisce alla recita del 2 aprile 2022)

20220403_Ts_05_DonPasquale_facebook_phFabioParenzan

Crediti fotografici: Fabio Parenzan per il Teatro Verdi di Trieste
Nella miniatura in alto: il baritono Pablo Ruiz nel ruolo eponimo di Don Pasquale
Al centro in sequenza: belle istantanee su varie scene dell'opera
Sotto: i saluti finali di tutti gli interpreti al pubblico plaudente






< Torna indietro

Dal Nord-Ovest Dal Nord-Est Dal Centro-Nord Dal Centro e Sud Dalle Isole Dall' Estero


Parliamone
Michelle Candotti non solo Chopin
intervento di Athos Tromboni FREE

20220513_Fe_00_MichelleCandotti_EnsembleMusikFestivalFERRARA - La pianista Michelle Candotti è ritornata a suonare nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" otto mesi dopo il suo debutto nella città estense come concertista: nel settembre 2021 presentò un programma tutto incentrato su Fryderyk Chopin perché in quel periodo stava preparando la propria partecipazione al Concorso Internazionale Chopin di Varsavia, uno fra i più prestigiosi e difficili del mondo. Ebbene partecipò, arrivando fino alla semifinale: un risultato lusinghiero se si considera che già l'ammissione al concorso è uno scoglio niente affatto semplice da superare; e poi mediamente sono selezionati dai 150 ai 200 giovani pianisti da tutto il mondo, perciò la strada per arrivare alla finale è perigliosa e difficile e il raggiungimento almeno della semifinale è un risultato più che eccellente.
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Opera dal Centro-Nord
In principio era ŦLe Willisŧ
servizio di Simone Tomei FREE

20220621_Lu_00_LeWillis_SeleneZanetti_phImaginariumCreativeStudio.jpegLUCCA - Il genio compositivo giovanile di Giacomo Puccini si cimentava nel concorso Sonzogno con un libretto di Fernando Fontana dal sottotitolo “Le Willis - leggenda in un atto e due parti”. Il componimento teatrale del venticinquenne compositore lucchese non fu ritenuto all’altezza di figurare tra i cinque lavori degni di menzione; ebbero
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
Let's Prog che spettacolo!
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220621_Ra_00_LetSProg_GiovanniSollima_phMarcoBorrelliRAVENNA - Non l’avevamo dimenticata, l’invasione della città nel Ravenna Festival 2016 a opera di una schiera di violoncellisti ossessionati dal proprio strumento con cui coinvolgere e trascinare il pubblico donando emozioni e creando nuove sensibilità. A volte ritornano e chissà se sono ancora gli stessi di sei anni fa. Di certo non sono cambiati
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Saccon e Génot un gioiello di esecuzione
servizio di Gianluca La Villa FREE

20220619_Lucca_00_SacconGenotLUCCA - Chiesa dei Servi, 18 giugno 2022. Raramente abbiamo partecipato e assistito a un concerto per violino e pianoforte con un programma così fascinoso, coinvolgente, stimolante il duo degli artisti a realizzare una naturale e viva comunicazione al pubblico della loro arte.
È successo con il violinista Christian Joseph Saccon e il
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Carmen torna accolta dal tripudio
servizio di Athos Tromboni FREE

20220618_Vr_00_Carmen_ClementineMargaine_EnneviFotoVERONA – Doveva essere kolossal per celebrare il regista Franco Zeffirelli, e kolossal lo è stata questa Carmen inaugurale dell’Arena Festival 2022 perché al di là degli esiti ricercati da puristi e “intenditori”, o da filologi e “integralisti”, per la Fondazione veronese ciò che più conta (attenzione: diciamo ciò che più conta, non ciò che solo conta)
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Interno Verde e Interno con Traviata
servizio di Athos Tromboni FREE

20220614_Fe_00_PresentazioneDanza2022_CarolynCarlsonFERRARA - Presentato oggi il Festival di Danza Contemporanea 2022 del Teatro Comunale "Claudio Abbado" che prosegue anche per la prossima stagione nel solco delle novità e delle riconferme: negli anni questo Festival ferrarese è divenuto un punto di riferimento per tutto il panorana di danza italiano ed europeo, essendosi distinto proprio per
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Pagliacci e Al Mulino dittico interessante
servizio di Rossana Poletti FREE

20220600_Ts_00_Pagliacci_AmadiLagha_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Un dittico interessante quello proposto dal Teatro Verdi di Trieste, ultima rappresentazione della stagione, con i Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo e Al mulino di Ottorino Respighi, quest’ultima un’incompiuta del maestro, che completata si presenta quindi in prima esecuzione mondiale.
...prosegui la lettura

Eventi
Luglio a teatro 2022
servizio di Athos Tromboni FREE

20220607_Fe_00_LuglioATeatro2022_LeoneMagieraFERRARA - Finite le stagioni tradizionali di lirica, prosa, concertistica, danza, il Teatro Comunale Claudio Abbado non si ferma neanche a luglio; un po' per dare continuità a una stagione ricca di serate e novità, un po' per sperimentare anche il nuovo impianto di climatizzazione che l'amministrazione comunale, su insistenza del Teatro
...prosegui la lettura

Prosa
A teatro vive il sogno illuminista
servizio di Athos Tromboni FREE

20220531_Fe_00_PresentazioneProsa2022-2023_MichelePlacidoFERRARA - È stata presentata la stagione di prosa 2022-2023 del Teatro Comunale "Claudio Abbado": saranno 12 spettacoli in abbonamento che spaziano dai grandi classici, agli autori internazionali, alle nuove drammaturgie. A questi appuntamenti (in programma il venerdì e il sabato alle 20,30 e di domenica alle ore 16), si aggiungono anche i
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Omaggio ad Anna Lolli
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220531_Bagnara_00_OmaggioAdAnnaLolliBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - È stato un vero piacere domenica 29 maggio 2022 alle 17,30 ritrovarsi come prima della pandemia nell’Auditorium di Bagnara di Romagna,  noi abituali frequentatori del decentrato tempio della lirica e un bel numero di giovani, per il primo omaggio ufficialmente dedicato alla bagnarese Anna Lolli (10 settembre
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Le immagini parlanti di Costantini
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220531_Ra_00_Bruchure_GianlucaCostantiniRAVENNA - Da almeno due anni Ravenna Manifestazioni si augurava “il ritorno alla normalità”. E la normalità è tornata con la consuetudine della presentazione in presenza del 23 maggio 2022 della brochure in formato tascabile del calendario della XXXIII edizione del Ravenna Festival, impreziosita dalle immagini parlanti di Gianluca Costantini.
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Rigoletto ottimo il cast, ma...
servizio di Rossana Poletti FREE

20220508_Ts_00_Rigoletto_DevidCecconi_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Rigoletto è un uomo buono e cattivo allo stesso tempo. Un profondo cambiamento da quel cliché, che vuole che bene e male siano ben distinti, avviene per mano delle scelte musicali e di libretto da parte di Verdi con quest’opera. Il melodramma vive una svolta grazie al compositore di Busseto che osa,
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Les nuits barbares ou premiers matins
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220502_Ra_00_LesNuitsBarbares_HerveKoubicRAVENNA - Secondo e ultimo appuntamento della stagione ravennate “Opera-Danza” 2021-2022 con le sorprendenti creazioni del coreografo franco algerino Hervè Koubi, nominato nel 2015 Chevalier des Ars et des Lettres per la visione innovativa introdotta con il suo progetto coreutico. I quattordici danzatori si muovono in scena con potenza
...prosegui la lettura

Classica
Esa-Pekka Salonen e l'Orchestre de Paris
servizio di Edoardo Farina FREE

20220430_Fe_00_OrchestreDeParis-EsaPekkaSalonen_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Il penultimo concerto del filone orchestrale-sinfonico ospitato nella programmazione invernale 2021-2022 di “Ferrara Musica”, ha offerto il podio a uno dei più importanti direttori d’orchestra sulla scena internazionale, Esa-Pekka Salonen alla guida della ”Orchestre de Paris” presso il Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”,
...prosegui la lettura

Classica
Marzadori e Freiles Animando Wolf Ferrari...
servizio di Gianluca La Villa FREE

20220425_Lu_00_MarzadoriEFreiesAnimandoWolfFerrari_AlanFreilesLUCCA - «Un concerto per lei, solo per lei» ... così Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948) dedicava nel 1943 a Guila Bustabo, violinista prodigio e sua ninfa Egeria della vecchiaia, il Concerto in re maggiore op.26 per violino e orchestra. E a distanza di quasi 80 anni l’afflato lirico che permea quasi ogni rigo di questo concerto è stato colto ed espresso da colei
...prosegui la lettura

Vocale
Il Prete Rosso č tornato a Ferrara consacrato
servizio di Athos Tromboni FREE

20220424_Fe_00_SacroVivaldi_FrancescoPinamontiFERRARA - Sacro Vivaldi. Antonio Vivaldi bandito da Ferrara ai suoi tempi (gli fu impedito di mettere in scena la sua opera, Il Farnace, nel 1739 per la censura del Cardinale Ruffo, legato pontificio nella città estense, che ne vietò la rappresentazione a causa del presunto legame illecito tra il Prete Rosso e la sua cantante prediletta, Anna Girò. La messa
...prosegui la lettura

Vocale
Requiem bello da svenire
servizio di Athos Tromboni FREE

20220410_Vr_00_RequiemCherubini_MatteoBeltrami_phMarioFinottiVERONA - Do minore. La solennità mischiata al dolore, o almeno questa è l'impressione che domina la musica scritta in quella tonalità. E non è un caso se la nostra tradizione culturale, nella settimana santa che precede la Pasqua di resurrezione, riesce a percepire la solennità mischiata al dolore come espressione del tragico percorso della passione
...prosegui la lettura

Eventi
Grandi cast per Arena Festival 2022
servizio di Athos Tromboni FREE

20220409_Vr_00_CastArenaFestival2022_SboarinaFedericoVERONA - Doppia conferenza stampa: al mattino a Milano, Grand Hotel et de Milan Sala Puccini, il pomeriggio nel foyer del Teatro Filarmonico di Verona, per ripresentare pubblicammente i titoli del 99° Festival Arena di Verona 2022 e dare i nomi dei cast delle 46 serate in programma dal 17 giugno al 4 settembre. Particolarmente soddisfatto, nel
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Pinocchio storia di un burattino
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220405_Ra_00_Pinocchio_JacopoRivaniRAVENNA - Teatro Alighieri. Pinocchio, creatura letteraria nata nel 1881-1882 dalla fantasia di Carlo Collodi e destinata all’infanzia, è entrata nell’immaginario collettivo di ogni generazione fino ai giorni nostri tradotta nel linguaggio cinematografico, fumettistico e della fiction televisiva. Il 26 e 27 marzo 2022 in versione operistica ha chiuso
...prosegui la lettura

Vocale
Requiem e altro in una sera d'aprile
servizio di Athos Tromboni FREE

20220404_Fe_00_RequiemFaure_BasilicaSanFrancesco_MarcoTitotto_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Buon afflusso di spettatori per il concerto a ingresso gratuito organizzato nella basilica di San Francesco ieri sera, 3 aprile 2022, dal Conservatorio di musica "Girolamo Frescobaldi" di Ferrara: come hanno precisato sia Mauro Vignolo (presidente del Coro Polifonico di Santo Spirito) che Fernando Scafati (direttore del Conservatorio
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Ernesto scappa sulla luna
servizio di Rossana Poletti FREE

20220403_Ts_00_DonPasquale__phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. «Ci siamo molto divertiti a mettere in scena questo Don Pasquale di Gaetano Donizetti» ha affermato il regista Gianni Marras alla presentazione dell’opera, avvenuta pochi giorni prima del debutto al Teatro Lirico ‘Giuseppe Verdi’ di Trieste. Ed è probabilmente questa la motivazione per cui l’allestimento
...prosegui la lettura

Concorsi e Premi
Premio alla carriera a Gabriele Sagona
FREE

20220328_Pd_00_PremioAllaCarrieraAGabrieleSagonaPADOVA - Sarà una domenica che i soci del Circolo della Lirica e del Circolo Unificato dell'Esercito non dimenticheranno quella del 27 marzo 2022, quando alla presenza di una sala gremita fino all'esaurito è stato conferito il Premio alla carriera al basso bergamasco (padovano di adozione) Gabriele Sagona, protagonista di un rapido e prestigioso
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310