Pubblicato il 01 Agosto 2020
Il soprano ispano-americana ha inciso19 brani musicali provenienti da diverse regioni spagnole
Il canto di Camille recensione di Ramón Jacques

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura" in spagnolo; e "If the night grows darker" in inglese,  ("Se la notte si fa buia" in italiano) è uscita sul mercato nel mese di maggio 2020 questa registrazione, edita dal marchio discografico Bright Shiny Things, del soprano Camille Zamora, artista statunitense di origine spagnola, e con uno stretto legame con il Messico, dove è cresciuta dividendo il suo tempo tra la nativa Houston e Città del Messico, e che ha dedicato la sua carriera all'interpretazione di diversi generi di canto che spaziano dalla musica barocca, l'opera italiana, tedesca, francese, ceca, russa... così come la musica contemporanea, folcloristica, pop e zarzuela. Questa attraente registrazione contiene una compilation di 19 brani musicali provenienti da diverse regioni spagnole con gli arrangiamenti di Graciano Tarragó (18892-1973) un riconosciuto chitarrista catalano, che si è anche disimpegnato come compositore, concertista, professore di musica, e che ha trascritto per chitarra un gran numero di pezzi di altri autori e di musica antica spagnola. (Tarragó aveva tra i suoi studenti sua figlia la chitarrista Renata Tarragó, la prima moglie chitarrista a registrare El Concierto de Aranjuez di Joaquín Rodrigo e del soprano Victoria di Los Ángeles.) Questo CD, che in realtà è un viaggio musicale attraverso la Spagna, include tre brani, in prima assoluta, oltre a opere di tre compositori del XVI secolo come Juan del Encina, Cristóbal de Morales e Miguel de Fuenllana, e canzoni tradizionali diverse per origine e temperamento dall' Andalusia, Galizia, Asturie, Isole Canarie, Salamanca, Castiglia, Catalogna, Maiorca, Euskadi, Santander ed Estremadura. L'idea originale e il materiale contenuto in questa registrazione, secondo la stessa Camille, sono nati grazie al caso quando durante un viaggio a Madrid aveva trovato una raccolta di spartiti e manoscritti dimenticati e archiviati in una libreria, alcuni dei quali svegliarono in lei ricordi delle sue origini spagnole, che alla fine hanno contribuito moltissimo alla sua formazione musicale. La particolarità di questi spartiti è che fanno riferimento a Graciano Tarragó, un nome poco noto, che compariva frequentemente negli spartiti dimostrando una sensibilità e una sua visione della Spagna che Tarragó è riuscito a catturare magistralmente in ciascuna delle sue 'opere in miniatura, con melodie cariche di gioia, tristezza e malinconia ', come le ha descritte Camille nel saggio molto ben documentato e completo articolo che accompagna l'album, o come "piccole finestre di emozioni, identità e storie raccontate" La registrazione ha lo straordinario accompagnamento del chitarristaturco Cem Duruöz, che ha capito l'intenzione di Tarragó di elevare lo strumento come fosse  un'altra voce, e ciò con pochi accordi delicati,  e con un modo sottile o gioioso di suonare è stato in grado di creare un ampio e colorito quadro musicale all'interno del quale la voce di Camille veniva naturalmente trasportata. L'album include alcune vecchie canzoni, di melodia e accento rinascimentale, come Ay, triste que vengo (Juan del Encina (1468-1539), Pastorcico, non te aduermas e Si la noche se hace Obscura (entrambi pezzi anonimi del XVI secolo), così come De Antequera sale el Moro (Cristóbal de Morales (1500-1553) e Miguel de Fuenllana (1500-1579) vivaci poemi che il soprano ha saputo interpretare con gioia ed espressione, così come Duélete de mí, Señora, di Miguel de Fuenllana, che con un'esecuzione piena di calma e tranquillità e finezza nella gestione della voce, da parte dell'interprete, invitano alla riflessione per ricordare ed evocare il passato.
200801_Dischi_01_CamilleZamoraMamboKings_facebook
Le tre canzoni poco conosciute offerte qui come anteprime mondiali sono quelle allegre: Campanillas de plata (canzone tradizionale di Santander), Seguidillas manchegas (tradizionale della Castiglia) e Redoble (canzone tradizionale dell'Estremadura), che a causa delle sue sfumature folk e musicali, potrebbe essere la musica che ha dato origine ai Corridos mexicanos revolucionarios (la tipica musica messicana del tempo della rivoluzione del 1910) Nella ampia selezione di brani che completano l'album, Camille Zamora, senza rinunciare al suo stilee al suo accento classico, mostra emozione, passione, comprensione e coinvolgimento con i testi e riesce a comunicare gli stati d'animo inerenti a ciascun brano, cantando con un tono chiaro, accento neutro, a volte tradizionale sebbene mai forzato(riferendosi all'accento e alla pronuncia della Spagna) e senza trascurare arabeschi e cante jondo (canto flamenco) in canzoni tradizionali andaluse come: Jaeneras, Playera: Hincarse de rodillas, la jocosa Sevillanas: Todas las mañanitas o nel commovente Arrorró,mi niño, duerme, canzone tradizionale delle Canarie. Più di una canzone porterà ricordi a coloro che ascoltano questo album, specialmente quelli che hanno origine o connessione con la musica folk della Spagna, come ad esempio Tengo que subir, una canzone tradizionale asturiana; Adiós, meu homiño canzone galiziana; La vi llorando, una canzone tradizionale della Castiglia; o El Rossinyol, una canzone popolare catalana, tra gli altri brani. È importante sottolineare il fatto che solo poche settimane dopo l'uscita, questo album era tra le prime dieci posizioni nella categoria della musica classica negli Stati Uniti, per le vendite, nella classifica compilata dalla prestigiosa rivista americana Billboard.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: la copertina del disco
Sotto: Camille Zamora in una foto di repertorio con i Mambo Kings





Pubblicato il 10 Giugno 2020
Nuovo CD di Giulio Tampalini con l'Orchestra a plettro Gino Neri diretti da Giorgio Fabbri
In chordis et plectro recensione di Edoardo Farina

200601_Dischi_00_GiulioTampalini_CopertinaCDL’ultimo lavoro discografico dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” di Ferrara, In chordis et plectro - Viaggio nella musica per chitarra e orchestra a plettro - distribuito dall’etichetta “Movimento Classical”, intende offrire un’esperienza di ascolto originale relativa a un ampio ventaglio di composizioni appartenenti a stili e periodi diversi, accomunati dal fatto di essere eseguite interamente e unicamente da strumenti a corda, sia a pizzico che a plettro. La chitarra solista si avvale della prestigiosa presenza di Giulio Tampalini interprete di primo piano dotato di grande musicalità guidandone l’intero percorso, in possesso di straordinaria conoscenza stilistica supportata da limpida ed eccellente tecnica. Ospite più volte del sodalizio ferrarese, distinto per la professionalità e annoverato tra i migliori virtuosi delle nuove generazioni  è  oggi uno dei più conosciuti e carismatici artisti italiani. Numerose sono le sue collaborazioni musicali, sia come solista che in formazioni cameristiche, tra cui l’esecuzione di prime parti con l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Docente al Conservatorio di Adria (Rovigo) tiene regolarmente corsi e masterclass in tutta Italia e all’estero.
Sostenuto e arricchito dall’Orchestra “Gino Neri” di Ferrara, una formazione costituita da una cinquantina di elementi, unica al mondo per forma e repertorio, il risultato appartiene – in senso letterale – alla sfera dell’inaudito rappresentando un’esperienza d’ascolto capace di disegnare un caleidoscopio di rari colori e di suscitare emozioni intense e sorprendenti.             
Registrato nel mese di maggio di due anni fa nel sottotetto del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara – “Palazzo Costabili” detto di “Ludovico il Moro” dall’acustica sorprendentemente inaspettata, grazie alla capacità del tecnico audio Luca Simoncini che ne ha effettuato il montaggio editing, è stato divulgato in anteprima attraverso la nota rivista di musica classica “Amadeus” in uscita nel mese di gennaio 2020 in secondo cd edizione digitale download, abbinato a un esaustivo articolo sull’orchestra tramite    progetto di Raffaele Cacciola e un’intervista al M° Giorgio Fabbri attivo come musicologo, concertista, compositore in eventi insieme, tra gli altri, a Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Carla Fracci in teatri e importanti festival dove ha diretto l’Orchestra Sinfonica della Cappella di S. Pietroburgo, l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, l’Orchestra della Magna Grecia, l’Orchestra Nova Amadeus di Roma, l’Orchestra da Camera di Bologna, l’Orchestra Città di Ferrara. Ha guidato la “Gino Neri” una prima volta dal 1995 al 2000 ottenendo nel 1998 il I° Premio al Concorso Internazionale “Giacomo Sartori” di Ala (Trento). Tornato nel 2011 sullo storico podio, ne ha registrato il compact disc Giglio Fiorentino pubblicato da “Tactus” e conseguito nel 2015 il II° Premio allo stesso Concorso “Sartori”.           
L'interesse nei riguardi della famiglia dei “plettri” e della loro letteratura si è sviluppato con insospettata rapidità negli ultimi decenni dopo l'eclissi subita nella prima metà dell'Ottocento e la successiva rinascita a partire dalla fine del medesimo periodo, determinata dapprima da compositori italiani quali Calace, Munier, Manente, Guindani e poi dagli autori appartenenti alla scuola tedesca, come Hermann Ambrosius, Kurt Schwaen e Hans Gal. Le formazioni plettristiche, collocatesi finalmente in un’area  propria e autonoma, hanno conquistato una dimensione di rispetto prima in ambito italiano, europeo e successivamente anche negli Stati Uniti, Giappone e Corea.

200601_Dischi_01_GiulioTampalini 200601_Dischi_02_GiorgioFabbri

Nel panorama internazionale, l’Orchestra a plettro “Gino Neri“ ricopre un posto di rilievo, sia per la longevità del complesso, per la particolarità del suo organico strutturato in modo simile ai contesti tradizionali e per la continuità di presenza sul territorio, inalterato, per tipologia di strumenti, rispetto all’originale progetto del M° Gino Neri (1882-1930), il direttore al cui nome è ancora oggi intitolata. Formata sulla base della tripartizione classica mutuata dagli “archi” - “mandolino-mandola-mandoloncello” - incorpora anche altri strumenti meno noti e diffusi quali i mandolini quartini, le mandole contralto, le chitarre lyra, i bassi e contrabbassi a plettro, dalla foggia insolita ideati dal liutaio faentino Luigi Mozzani (1869 – 1943), nonché i più classici contrabbassi ad arco, che insieme all’arpa, timpani e percussioni permettono di affrontare con completezza l’intero repertorio romantico e tardo-romantico, costituito dai circa 500 brani tratti dall’archivio storico divenuto biblioteca pubblica. Il livello di eccellenza espresso dalla “Gino Neri” è testimoniato dall’elevato numero di concorsi vinti nel corso della sua storia (15 Primi Premi) e dalle numerose tournée effettuate praticamente in tutto il mondo.
Fondata nel 1898, appartenuta  inizialmente al novero di quegli ensemble di strumenti a plettro e a pizzico nati dopo l’Unità d’Italia del 1861 ha contribuito inizialmente in modo considerevole alla diffusione della musica operistica e sinfonica, ormai emancipatisi da una considerazione meramente popolare erroneamente relegata per decenni ai soli confini campani spesso ignorando le ricchissime partiture lombarde e fiorentine. Raggiunto l’ambìto traguardo del 120° anno dalla fondazione, festeggiato con un concerto tenutosi nel Teatro Comunale di Ferrara nell’aprile del 2018, con la partecipazione di 150 elementi provenienti dalle orchestre a plettro di tutta la Penisola, nello stesso anno la “Gino Neri” ha ottenuto il Primo Premio alla XVa edizione del CIMP - Concorso Internazionale Musicale "Città di Pesaro", a testimonianza della vitalità e del qualificato livello artistico connesso alla sua attività.          
11 steps dalla durata complessiva di 53 minuti e 37 secondi, in dialettico confronto tra loro, danno forma a un disco dove convivono autori distanti per caratura artistica, stile e personalità, alcuni di riconosciuto nome, altri di minore fama; musicisti di aree geografiche e culturali diverse, con opere che oppongono forti passioni, intensi colori dall’epoca galante e classica fino alle atmosfere e ai paesaggi spagnoli di immensa suggestione della seconda metà del Nocevento. In breve, coesiste un’ideale saldatura tra la tradizione storica dei complessi mandolinistici d’un tempo e la moderna ricerca di una specifica identità di linguaggio, tecnica e timbrica sempre più protesi a consolidare risultati di autonomia ed espressa originalità. La chitarra solista e l’orchestra, dunque, confermano la loro adesione al dialogo dell’antico e del moderno a sostegno di una più forte identità degli strumenti a corde, in particolare del mandolino che oggi ne trova una progressiva affermazione anche in ambito accademico con l’attivazione di cattedre per l’insegnamento nei Conservatori.
La prima traccia si apre con il Concerto RV93 in Re Magg. di Antonio Vivaldi (1678-1741) nella consueta  forma settecentesca tripartita Allegro-Largo-Allegro sostenuto da archi e basso continuo destinato a un organico che sembra prevedesse l’utilizzo di un arciliuto tardo-rinascimentale. Appartenente ai due concerti dedicati dal “prete rosso” al liuto o strumenti similari, si colloca in un tempo ove il cordofono di origine araba a Venezia pare fosse scomparso da circa trent’anni: l’aneddotica vuole sia stato  dedicato a un amatore dilettante su sua esplicita richiesta, il conte Johann Joseph von Wrtby (nel manoscritto compare l'intestazione "Per Sua Eccellenza Signor Conte…”). La chitarra viene accompagnata dall’Ensemble da Camera “Gino Neri”, una formazione minore per numero dei componenti nata all’interno della stessa espressamente per l’esecuzione del repertorio antico, barocco e contemporaneo. A seguire, entra in scena l’orchestra al completo per aprire le porte al salotto italiano, illuminato dall’eleganza di Ferdinando Carulli (1770-1841) di cui quest’anno insieme a Ludwig van Beethoven ne ricorre il 250° della nascita, considerato insieme a Mauro Giuliani uno dei più importanti maestri che hanno saputo valorizzare la “sei corde” nel secolo romantico. Il Petit Concert de Société in Mi Min. op.140 dai brillanti stilemi di Scuola Napoletana, edito a Parigi nei primi anni dell’800 e originariamente composto per chitarra e archi – qui nell’arrangiamento trascritto da Stefano Squarzina - rappresenta un esempio del repertorio musicale amato e frequentato dalla mondana borghesia di allora. Imponente tema dall’attacco immediato di chiara impronta mozartiana, esplora e sviluppa le ampie risorse virtuosistiche ed espressive della chitarra che si inoltrano nell’intimità del successivo largo e nella solarità del conclusivo allegro trionfale, proposti senza soluzione di continuità. L’album prosegue con Asturias, brano incalzante e suggestivo, composto originariamente per pianoforte nel 1890 da Isaac Albéniz (1860-1909), nel periodo del soggiorno londinese. Nonostante il nome, non vi è relazione con la tradizione folkloristica della comunità autonoma iberica delle Asturie, i suoi accenti richiamano piuttosto il flamenco andaluso. Inizialmente il brano non venne stampato sotto questo titolo, infatti nel darlo ai tipi da Emile Pujol a Barcellona nel 1892, Albéniz lo concepì come preludio della raccolta Cantos de España. Soltanto in seguito esso diverrà il quinto movimento della Suite española, pubblicato dopo la sua morte con il titolo attuale e il sottotitolo Leyenda nel 1911. Gli ultimi venti minuti si concludono con la Fantasia para un Gentilhombre di Joaquín Rodrigo (1901-1999), registrata in prima esecuzione assoluta nella versione per chitarra e orchestra a plettro ove inserito un quintetto a fiati costituito da tromba, flauto traverso, ottavino, oboe e fagotto. Composizione articolata in quattro movimenti, (Villano y ricercar – Españoleta y Fanfare de la Caballería de Nápoles – Danza de las hachas – Canario), tratta, quale fonte principale, da alcune pagine di Gaspar Sanz, importante esponente della musica spagnola e della chitarra barocca del ‘600 e proveniente in particolare dai tre volumi intitolati Instrucción de música sobre la guitarra española.

200601_Dischi_03_GiulioTampalini_OrchestraGinoNeri_facebook

L'opera nasce da una richiesta del chitarrista Andrés Segovia (1893 - 1987), legato da una lunga collaborazione e amicizia con l’autore: è facile riconoscere in lui il Gentilhombre del titolo, interprete della prima esecuzione mondiale tenutasi nel 1958 a San Francisco sotto la direzione dal M° Enrique Jordá. È forse il brano che più di tutti evidenzia le peculiarità timbriche ed espressive degli strumenti a plettro, i quali nel sostenere la chitarra solista e nell’interagire con gli strumenti a fiato, non solo non fanno rimpiangere gli archi della versione originale, ma disegnano una tavolozza timbrica identitaria e distintiva, che assume un valore proprio e procura all’ascoltatore una esperienza emozionante e sorprendente.Con questa produzione Giulio Tampalini e l’Orchestra “Gino Neri” intendono quindi favorire la divulgazione delle rare pagine per chitarra e orchestra, aprendosi a diversi scenari timbrici con l’intenzione di valorizzare le peculiarità e le caratteristiche degli strumenti a corde consentendo al tempo stesso di fruire di un inedito panorama musicale assai insolito e avvincente.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Orchestra a plettro "Gino Neri" di Ferrara
Nella miniatura in alto: la copertina del CD
Al centro in sequenza: il chitarrista Giulio Tampalini e il direttore Giorgio Fabbri
Sotto: Tampalini e Fabbri con l'Orchestra a plettro "Gino Neri"





Pubblicato il 07 Giugno 2020
Uscito il primo disco della talentuosa contrabbassista per i solchi della Da Vinci Classics
Il doublebass di Valentina recensione di Simone Tomei

200607_00_Dischi_ValentinaCiardelliCopertina1CD audio “Music from the Sphinx”
Valentina Ciardelli contrabbasso, Alessandro Viale pianoforte
musiche di Ciardelli, Granados, Puccini, Schubert, Serra, R.Strauss, Tabakov, Viale, Zappa
Da Vinci Classics

Concettualmente la Sfinge è una creatura che non lascia minimamente trasparire pensieri, sentimenti e intenzioni. Ed ecco quindi che, dietro la forma di mostro con corpo leonino e testa umana, si celano il mistero e l’ambiguità. Il CD “Music from the Sphinx” è concepito come una reazione umoristica e provocatoria alla celebre frase pronunciata da Arturo Toscanini: “Morirò senza aver capito le donne e l’intonazione dei contrabbassi”.
Infatti la contrabbassista Valentina Ciardelli, principale interprete e ideatrice del disco, potrebbe essere stata davvero una figura enigmatica per il grande direttore d’orchestra e quindi una sorta di Sfinge.
La prima sensazione che, sentendo il disco, è balzata alla mia mente è stata quella del viaggio: ho ascoltato più volte i brani proprio durante le lunghe passeggiate nelle campagne lucchesi e la loro sequenza, per carattere, colori e sapori, mi ricordava molto il mutare del paesaggio che stavo attraversando. Quando si affronta un viaggio, breve o lungo che sia, siamo infatti accolti e avvolti dall’ambiente che ci circonda, tanto da diventare spesso tutt’uno con esso. Allo stesso modo, diventa quasi impossibile non farsi prendere e sorprendere dalle innumerevoli sfumature che il contrabbasso può regalarci.
Citando la stessa interprete, “la scelta del repertorio è una risposta musicale mirata a chiarificare e rendere approcciabili le potenzialità del contrabbasso che purtroppo sono ancora un grosso enigma non solo per Toscanini, ma per la maggior parte degli ascoltatori.”
In questo caleidoscopio di melodie si cerca di dare risposta a questa domanda: qual è il suono di una Sfinge? Essendo l’identità del contrabbasso nebbiosa e piuttosto opaca (anziché autonoma e fiera), tale progetto discografico intende dare uno spazio degno allo strumento senza la necessità di imitare o mettersi in  competizione con gli altri virtuosismi strumentali (sarebbe come se un baritono cercasse di cantare l’aria della Regina della notte di Mozart!).
Frank Zappa, Richard Strauss, Eric Serra e Giacomo Puccini: sono solo alcuni dei grandi nomi della musica classica e contemporanea omaggiati in questo album. La variegata scelta dei compositori (tra cui figura anche la stessa Ciardelli con la Sonata n.1) ci porta verso sensazioni che spaziano dall’umorismo all’ironia, dalla frenesia alla melanconia in un vortice di ribellione, sogni e visioni. I vari brani hanno una natura sempre narrativa, la cui storia (spesso lontana nel tempo, ma vicina nell’emozione) ha la prerogativa fondamentale di inviare un chiaro messaggio a chi si pone in attento ascolto.

200607_01_Dischi_ValentinaCiardelli_facebook_phDonaldLee1200607_02_Dischi_ValentinaCiardelliAlessandroViale2_phBarbaraCardini200607_03_Dischi_ValentinaCiardelli_b_phBarbaraCardini

Le rielaborazioni di Valentina Ciardelli tendono a farci comprendere sempre più le varie sfaccettature che le quattro corde del contrabbasso sanno far emergere: da elegante melodia di accompagnamento del canto (Morgen di Richard Strauss), a strumento regale della Sonata N.1, da voce di tenore, soprano e coro della struggente “E soffitto e pareti” un viaggio in Madama Butterfly di Giacomo Puccini, alla frenesia più audace del famoso Erlköning D.328 di Franz Schubert.
Si capisce dunque che lo strumento, oltre a vivere di luce propria, sa bene costruire con altri “fratelli” accattivanti intrecci. Ecco quindi che il vivace pianista Alessandro Viale infonde alle melodie scelte il calore e il sentimento necessari ad amalgamare le note su cui si fondano gli arrangiamenti, fino a diventare anch’esso protagonista compositore nel Notturno a Lerici, ispirata alle luci calde del tramonto sull’omonima cittadina. Interessanti anche i contributi artistici del violista Ignazio Alayza che esegue il suo arrangiamento per viola e contrabbasso della n. 2 in C Minor, Orientale (dalle 12 Danzas españolas di Enrique Granados Campina).
Veronica Granatiero è la voce di soprano che in eleganza di fraseggio e forte temperamento padroneggia il Lied di Strauss e disegna elegantemente con acrobazie vocali The Diva Dance di Eric Serra del quale si racconta un divertente e lusinghiero aneddoto nel libretto allegato.
Per finire non poteva mancare un artista come Frank Zappa (amato alla follia da Valentina), di cui è famosa la frase: “Senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile.” Echidna’s Arf (of You), composta nel 1974, chiarisce bene il carattere di questo compositore: irriverente e provocatore, ma capace di portare alla luce ogni più piccolo particolare di ciò che ci circonda.
In un’edizione molto curata e grintosa il Cd non ha la pretesa di sciogliere gli enigmi femminili, ma svela senza dubbio le enormi potenzialità di uno strumento così particolare e per di più suonato da una donna… che Sfinge misteriosa.

Crediti fotografici: Donald Lee, Barbara Cardini






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Parliamone
Lirica: Parliamone davvero...
intervento a pių voci curato da Simone Tomei FREE

200728_00_Parliamone_CulDeSacLUCCA - Il 2020 sarà ricordato dai più (se non da tutti) come “annus horribilis”. Nessuno, alla mezzanotte del 31 dicembre scorso, mentre brindava e provava a imbastire i buoni propositi per il futuro, avrebbe mai pensato di trovarsi a vivere in una situazione così difficile e caotica. Tanti settori dell’economia sono stati travolti dalla pandemia Covid-19 e, fra innumerevoli notizie e molteplici previsioni (spesso l’una contundente con l’altra) le prospettive non sembrano molto rosee. Dove starà la verità? Al momento, penso che non sia dato a nessuno saperlo, mentre sentimenti di sfiducia e di negatività pervadono quasi tutti gli animi.
In questo contesto, mi occupo di lirica e di tutto quello che ruota intorno al mondo del Teatro d’opera e, più in generale, della cultura. Ho avuto modo di confrontarmi con molti Artisti e in questo periodo le acque non sembrano né chiare, né calme. I motivi sono tanti: l’incertezza del futuro, una serie di fatti
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Ballo and Bello
Palpebra transustanziazione profana
servizio di Athos Tromboni FREE

201020_Fe_00_Palpebra-CollettivOCineticO_FrancescaPennini_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Tre giorni, sei spettacoli. Alla Sala della musica del Chiostro di San Paolo, il CollettivO CineticO ha presentato in anteprima mondiale il suo ultimo spettacolo di danza, Palpebra - site specific parte della ricerca «Esercizi di pornografia vegetale», secondo appuntamento del festival di danza contemporanea del Teatro Comunale "Claudio Abbado"
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Pagina Aperta
Anfols lancia l'allarme
FREE

201016_Roma_01_ComunicatoAnfols_FrancescoGiambrone.JPGROMA - Allarme dell’Associazione Nazionale Fondazioni lirico-sinfoniche (ANFOLS) per le ricadute dell’emergenza sanitaria sui teatri d’opera. Nel 2021 minori incassi per oltre 60 milioni di euro dal botteghino. L'Anfols chiede adeguati interventi economici che permettano di proseguire le attività e la missione di servizio pubblico per le Fondazioni
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Ballo and Bello
Aterballetto stavolta ha fatto centro
servizio di Athos Tromboni FREE

201010_Fe_00_AterballettoDonJuan_JohanIngerFERRARA - Aterballetto con Don Juan stavolta ha fatto centro. Questa lunga opera in danza, inventata dal coreografo ed ex ballerino Johan Inger sulla figura letteraria di Tirso de Molina, di Molière, di Bertold Brecht e dell’opera teatrale di Suzanne Lilar, è molto piaciuta al pubblico ferrarese e non c'è dubbio che essa rappresenta una coreografia che
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Domingo fa anche Nabucco
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201008_Fi_00_Nabucco_PaoloCarignaniFIRENZE – La florida attività del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino offre un cartellone denso di appuntamenti imperdibili, il che, considerando il difficile periodo attuale, lo rende uno dei teatri più attivi d’Europa. Fra cast stellari e artisti di fama internazionale, il Maggio promette una stagione ricca di emozioni e, insieme, lancia un messaggio di
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Echi dal Territorio
Le 'Trame Sonore' di Padmore
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200922_Mn_00_MarkPadmoreRecitalMANTOVA - Largo spazio a Ludwig van Beethoven, nel 250° anniversario della nascita, al festival 'Trame Sonore' svoltosi dal 4 al 6 Settembre 2020 a cura dell’Orchestra da Camera di Mantova. Oltre alle splendide esecuzioni che hanno visto protagonista il celebre pianista Alexander Lonquich (di particolare rilievo
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200921_Fe_00_StagioneDiProsa2020_MarioRescaFERRARA - Il presidente del Teatro Abbado, Mario Resca (in collegamento Zoom da Milano), gli assessori comunali Marco Gulinelli (Cultura) e Matteo Fornasini (Turismo), insieme a Marino Pedroni e Marcello Corvino hanno presentato oggi alla stampa la nuova Stagione di Prosa 2020/2021 che si articola in quattordici titoli
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ŦIn scena con energia e passioneŧ
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200920_Personaggi_00_MariangelaSicilia_phLorenzoPoliIn questa interessante conversazione il soprano Mariangela Sicilia Ci racconta della sua carriera, del suo repertorio e ci dà alcune sue riflessioni di come concepisce il canto e la situazione attuale.
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Plácido Domingo per l'Arena
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200911_Vr_00_PlacidoDomingoPerLArena_EnneviFotoVERONA – Quello fra Plácido Domingo e l’Arena è un rapporto che dura da oltre mezzo secolo. Dal 1969 (anno in cui il tenore madrileno debuttò nell’anfiteatro veronese come Calaf e Don Carlo), Domingo in Arena ha interpretato Des Grieux, Cavaradossi, Radamès, Turiddu, Canio, Otello, Nabucco e Germont, ha diretto Aida e Carmen, è stato nominato
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200826_Sv_00_StagioneAssociazioneRossini_JanneSaksalaSAVONA - Dopo il lungo periodo di forzata inattività dovuta al Covid-19, l’Associazione Musicale Rossini riproporrà la sua tradizionale Stagione Cameristica con ben due inaugurazioni. La prima, venerdì 4 settembre 2020 (Chiostro del Seminario Vescovile di Savona – ore 18), con un concerto straordinario del Settimino dei Berliner
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Jazz Pop Rock Etno
Le contaminazioni di Formignani
servizio di Athos Tromboni FREE

200826_Fe_00_TempoDEstateInCastello_CopertinaCdFERRARA - Conclusa con un altro "tutto esaurito" la rassegna Tempo d'estate in Castello grazie al concerto pop-rock (ma con numerose incursioni nel blues) di Roberto Formignani e la sua band. La serata ha consentito al chitarrista e cantautore ferrarese di presentare la sua ultima fatica discografica: un cd con dodici incisioni delle quali ben undici sono
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Pianoforte
Naturalezza di Rana e danza di Noseda
servizio di Athos Tromboni FREE

200822_Fe_00_BeatriceRana_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Sempre in primo piano le norme antiCovid-19 negli spettacoli al chiuso del Teatro Comunale "Claudio Abbado", con gli spettatori dislocati nei palchi (due per palco nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro) e spettacolo che va in scena in platea, dove sono state tolte le poltrone. Così è successo anche per l'anteprima della
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Diario
Il legno di Bregenz e la legna di Denore
Athos Tromboni FREE

200821_Diario_00_RigolettoABregenzLegnaADenore_PhilippStolzlDENORE (FE) - Ieri sera (sì, ieri sera, giovedì 20 agosto 2020) ero esausto. Avevo pubblicato di mattina prestissimo una recensione di un concerto pop seguito al Castello Estense di Ferrara; e subito dopo, senza neanche una pausa fra lavoro intellettuale e lavoro manuale, avevo tagliato e portato a casa, deponendoli nella mia legnaia, cinque
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Jazz Pop Rock Etno
Un mondo a pių voci
servizio di Athos Tromboni FREE

200820_Fe_00_UnMondoAPiuVoci_AlessandroAdamiFERRARA - Era un progetto che Ellade Bandini covava da tempo, e ne aveva parlato qualche volta con gli amici del Gruppo dei 10 di Ferrara, tanto che tale progetto non era più un segreto, anche se mai specificato nei dettagli. E mercoledì 19 agosto 2020 il progetto di Bandini (titolato Un mondo a più voci) è diventato esecutivo, persino nei dettagli: portare
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Opera dal Centro-Sud
Denuncia sociale e grande musica di Strauss
servizio di Valentina Anzani FREE

200820_MartinaFranca_00_IlBorgheseGentiluomo_MicheleSpottiMARTINA FRANCA (TA), 1 e 2 agosto 2020 - Revisionato a causa dell’attuale crisi sanitaria, accantonati (o, si spera, solo rimandati) gli spettacoli inizialmente previsti, il 46.mo Festival della Valle d’Itria (oltre a una lunga serie di concerti e di eventi collaterali) ha ripiegato su due titoli che videro la collaborazione di Richard Strauss con Hugo von
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Classica
Vivaldi e la musica veneta
servizio di Angela Bosetto FREE

200819_Vr_00_Vivaldi_AlviseCasellati_EnneviFotoVERONA - «Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a Venezia»; parola di Friedrich Nietzsche, rimarcata dall’erede Thomas Mann, il quale definiva la città lagunare «… bella lusinghiera e ambigua, metà fiaba e metà trappola», ma sempre capace di ispirare  «ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.»
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Diario
Un giorno senza sera
Athos Tromboni FREE

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_CastelloEstenseNella mia Ferrara, qualche volta, accadono della cose belle. Il giornalista che scrive sulle pagine della cultura e della musica vive di cose belle. Ne fa incetta. Racconta, spiega, interpreta, giudica. Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali in mezzo alle cose belle che accadono, se non se ne fa una ragione e la comunica?
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Vocale
Wagner in Arena - Verdi Gala
servizio di Angela Bosetto FREE

200813_Vr_00_WagnerInArena_GustavKuhn_EnneviFotoVERONA – «Verdi e Wagner! Due nomi, due civiltà, la latina e la germanica; due distinte concezioni delle finalità che il teatro può e deve raggiungere nella estrinsecazione di un ideale d’Arte: l’umanità nella realtà della vita vissuta, in uno; l’umanità attraverso il simbolo e la leggenda, nell’altro.» Con queste parole il musicista e musicologo
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Classica
Appuntamenti con grandi nomi a Martina Franca
servizio di Valentina Anzani FREE

200812_MartinaFranca_00_AntonioGreco_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 29/30/31 luglio 2020 - Se quest’anno il Festival della Valle d’Itria si è dovuto adattare alle difficoltà logistiche delle misure di distanziamento sociale imposte dalla crisi sanitaria e alle difficoltà economiche ad essa connesse, è riuscito comunque a garantire una proposta musicale di altissimo livello. Tra il ricco programma di
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Eventi
Trame... pianistiche quest'anno
servizio di Laura Gatti FREE

200810_Mn_00_SettembreMantova_AlfredBrendelMANTOVA - Rinviata a causa del Covid-19, si terrà dal 4 al 6 settembre 2020 a Mantova la diciottesima edizione di 'Trame Sonore', l’importante ed impegnativa manifestazione organizzata dall’Orchestra da Camera di Mantova già programmata per i primi giorni di giugno e ora spostata a settembre.
Sarà un’edizione dimezzata
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Personaggi
La Venditelli barocca, classica, belcantista
intervista a cura di Ramón Jacques FREE

200809_Personaggi_00_VenditelliAriannaROMA - Il soprano romano Arianna Venditelli è riuscita a fare una carriera eccezionale che l'ha portata a debuttare ruoli importanti nel repertorio operistico grazie al suo timbro particolare e alla sua ampia estensione vocale. La Venditelli, che si è esibita su importanti palcoscenici in Italia e in importanti festival in Europa, concentrandosi su Mozart, Handel
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly contigua e non inane
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_TorreDelLago_00_MadamaButterfly_EnricoCalessoTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Benvenuta Manu Lalli. Che poi una recensione non si inizia mai così. Eppure stavolta bisogna ammettere l'eccezione alla regola... sì, perché la regia di Lalli, per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Gran Teatro all'Aperto di  Torre del Lago, ha restituito all'Opera (non a quest'opera, ma all'Opera) quel
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Echi dal Territorio
Le belle consonanze della Kreion
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_ForteDeiMarmi_00_ConsonanzeArtistiche_SimoneTomei_phMattiaBertozziFORTE DEI MARMI (LU) - Sono le "consonanze artistiche" quelle che consentono ad uno spettacolo (a qualsiasi spettacolo, indipendentemente dal genere) di affermarsi come evento notevole e richiamare tante persone che poi possono dire orgogliosamente ai figli e nipoti quel famoso «io c'ero». Tanto più se si tratta di musica lirica, dove le "consonanze"
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Opera dal Centro-Nord
La Tosca dei tre cerchi
servizio di Athos Tromboni FREE

200807_TorreDelLago_00_Tosca_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Voglia di ritornare all'Opera. Non solo per il pubblico ma anche per gli artisti, che in questo periodo stanno subendo una "cura dimagrante" di scritturazioni senza precedenti, viste le cancellazioni e i rinvii (alla meno peggio, il ridimensionamento) dei cartelloni lirici di tutto il mondo. E in tale contesto la voglia
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Vocale
Lunga serata apre il Mascagni Festival
servizio di Simone Tomei FREE

200804_Li_00_MascangiFestival_PrimoConcerto_LauraPasqualettiLIVORNO - Il Mascagni Festival 2020 avrà il suo clou nel prossimo mese di settembre, ma già la sera del 2 agosto 2020 abbiamo avuto un primo assaggio proprio in occasione del 75° anniversario dalla morte del compositore livornese. Con gli occhi dove un’anima sognava è stato il titolo di questo primo concerto lirico che ha fatto da apripista alla
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Pagina Aperta
Polemiche e accuse Ariacs non ci sta
FREE

200801_Vr_00_ARIACS_FarinelliRiceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato stampa della Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli in merito alle vicende di cronaca che stanno coinvolgendo artisti, fondazioni liriche, teatri e festival d'opera

Comunicazione di ARIACS,
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Vocale
Mozart Requiem - Le Stelle dell'Opera
servizio di Angela Bosetto FREE

200803_Vr_00_MozartRequiemLeStelleDellOpera_MarcoArmiliato_EnneviFotoVERONA - Commemorare la morte per tornare insieme “a riveder le stelle” e  riuscire così a celebrare nuovamente la vita. Questo il filo conduttore dei due appuntamenti areniani che, dopo il gala inaugurale (leggi qui la recensione), hanno sancito il passaggio dal mese di luglio a quello di agosto. Un dittico all’apparenza anomalo (la simbolica Messa
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Pagina Aperta
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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Vocale
La poesia dell'Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra
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Opera dal Centro-Sud
Trovatore con alti e bassi
servizio di Simone Tomei FREE

200726_Mc_00_IlTrovatore_RobertaMantegna_phTabocchiniZanconiMACERATA - Il Trovatore di Giuseppe Verdi è un’opera  drammaturgicamente complessa e i cui intrecci possono essere spiegati e capiti soltanto con un’adeguata movimentazione scenica e con uno scambio di gesti, sguardi, attenzioni; è sostanzialmente un’opera calda e passionale, ma allo stesso tempo cupa e tenebrosa. Questo è uno dei limiti oggettivi
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Opera dal Centro-Sud
Ottimo Don Giovanni seppur minimal
servizio di Simone Tomei FREE

200725_Mc_00_DonGiovanni_FrancescoLanizillotta_phTabocchiniZanconiMACERATA - Biancocoraggio è il motivo dominante il Macerata Opera Festival 2020; detto titolo nasce un anno prima dello svolgimento della manifestazione, nel 2019, e sono convinto che nemmeno affidandoci alle strabilianti profezie della più esperta maga, avremmo potuto trovare una corrispondenza sì calzante per la stagione in corso. Un Festival
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Jazz Pop Rock Etno
Lo Spirito del Peccato Vinile
servizio di Athos Tromboni FREE

200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Personaggi
Conversando con Gianluca Moro
intervista di Ramón Jacques FREE

200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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