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Varato il calendario degli appuntamenti cameristici a Ferrara per il periodo inverno/primavera 2025/2026 |
Comitato per i Grandi Mastri nuova stagione |
servizio di Athos Tromboni |
| Pubblicato il 14 Novembre 2025 |
FERRARA - Si intensifica l'attività concertistica per il prossimo inverno/primavera del Comitato per i Grandi Maestri fondato e diretto da Gianluca La Villa: ben sette concerti cameristici, dei quali 3 organizzati da Ferrara Musica nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" su indicazione proprio del Comitato per i Grandi Maestri, e 4 concerti del calendario vero e proprio dello stesso Comitato proposto a Palazzo Roverella, sede del Circolo Negozianti (Corso Giovecca 47 - Ferrara). Ecco nello specifico di che si tratta.
Ferrara Musica - dalla rassegna Concerti al Ridotto
Domenica 7 dicembre 2025 ore 10.30 Christian Sebastianutto (violino), Umberto Jacopo Laurete (pianoforte): Sonate di Johannes Brahms
Domenica 14 dicembre ore 10.30 Lavinia Soncini (violino solo): musiche di Giuseppe Tartini, Nicola Matteis, Georg Philipp Telemann e Johann Sebastian Bach
Domenica 21 dicembre 2025 ore 10.30 Lucilla Rose Mariotti Banwell (violino), Alessio Enea (pianoforte): musiche di Edward Elgar, Alfredo d'Ambrosio, Sergeji Rachmaninov, Claude Debussy e Juliette Nadia Boulanger
Comitato per i Grandi Maestri - Palazzo Roverella Ferrara

Sabato 13 dicembre 2025 ore 17.30 Laura Bortolotto (violino), Matteo Andri (pianoforte): musiche di Cesar Franck (Sonata in La maggiore) e di Leone Sinigaglia (Sonata in Sol maggiore op.44). Celeberrima la Sonata di Frank, dedicata a Ysaye, poi interpretata da tutti i più grandi violinisti del Novecento e anche dei giorni nostri. Una "chicca di rara esecuzione" invece, oggi, quella di Sinigaglia: la Sonata in Sol maggiore op. 44 per violino e pianoforte dedicata e battezzata dal grande violinista Arrigo Serato nel 1933 a Torino, mostra ad avviso del musicologo Alessandro Zignani «... un compositore al termine del proprio percorso esistenziale: lo racconta la condotta nostalgica, quasi 'straniata', del discorso musicale,dove le variazioni tematiche vanno alla ricerca della loro idea germinativa,come un figlio esule, tornando dopo tanto tempo alla casa natale, cerca la madre. Sonata oscuramente cromatica, memoria di quella giovanile di Richard Strauss simile rassegna di ciò che la Mitteleuropa stava perdendo per l’odio tra i popoli, è una delle pagine più alte, per questo organico, di tutto il Novecento». Per questa sonata Leone Sinigaglia fu ammesso tra i membri onorari dell'Accademia di Santa Cecilia nel 1936. Due anni dopo vennero promulgate le leggi razziali del fascismo e la sua voce fu soffocata.
Sabato 17 gennaio 2026 ore 17,30 Archos Quartet (due violini, viola, violoncello): musiche di Alfredo d'Ambrosio (Quartetto op.42), Johannes Brahms (Quartetto op.67 n.3 Si bemolle maggiore) e Igor Stravinskji (Concertino "Dédié au quatuor Flonzaley") Il Quartetto di Alfredo d'Ambrosio è un' altra perla di rara esecuzione, composto da un Autore riscoperto a Ferrara proprio grazie al Comitato per i Grandi Maestri. Nel Quartetto in Si bemolle maggiore di Brahms, composto nel 1875, il discorso viene approfondito dall'Autore e diventa più elaborato nella scrittura delle parti concertanti, come è possibile rilevare fin dall'esuberante Vivace iniziale, ricco di spunti tematici legati fra di loro da una diversità di tempi (dal 6/8 al 2/4) con inflessioni accentuatamente sentimentali. L'Andante è tipicamente brahmsiano nella sua pensosa linea melodica: la frase fondamentale non si discosta sotto il profilo inventivo da altri temi consimili inseriti nelle sinfonie di questo Autore e nel Doppio concerto in La minore op. 102 per violino, violoncello e orchestra. Il terzo movimento (Agitato) è più frastagliato ritmicamente e caratterizzato da motivi e accenti di danza, in un clima psicologico di affettuosa poesia autunnale. Nell'ultimo tempo, così rapsodico e irrequieto nei lontani ricordi magiari, Brahms dispiega tutta la sua abilità estrosa nel misuratissimo gioco delle variazioni, un'arte di cui egli fu maestro indiscusso e insuperato. Il Concertino (Dédié au quatuor Flonzaley) scritto da Igor Stravinskji nell'estate del 1920 su invito di Alfred Pochon, violino del Quartetto ginevrino Flonzaley, e dal primo violino Adolfo Betti soddisfa la richiesta di questi due eccellenti musicisti che volevano inserire un pezzo contemporaneo nel proprio repertorio. Il Concertino di Stravinskij reca questo nome per il ruolo nettamente solistico del primo violino, la cui parte è anche arricchita da una cadenza. La composizione ha un carattere incisivo, a tratti graffiante, ben esemplificato dal «motto» politonale d'esordio, che ricorre nei punti salienti: un motivo costituito dalla sovrapposizione delle scale di Do e di Si maggiore, dall'effetto tagliente. Il brano è in un solo movimento ed è, stando allo stesso Stravinskij «... realizzato in forma libera di Allegro di sonata». Le parole dell'autore sono da intendersi in senso molto lato. Elementi del sonatismo classico sono da rintracciare, forse, nel principio del contrasto dialettico: dunque nell'opposizione tra due zone contrastanti: una sezione fondata su motivi nervosi e ritmicamente incisivi e quella successiva, basata su un motivo più disteso e cantabile. Per il resto, costituiscono momenti rilevanti l'ampia cadenza del primo violino, tutta impostata sulle doppie corde; il climax che coincide con una serie di accordi ribattuti «très mordant» con gli accenti continuamente spostati, dall'effetto quasi brutale; il frammento melodico che emerge a un certo punto e che riecheggia vagamente un'aria popolare russa.
Sabato 28 marzo 2026 ore 17,30 Germana Porcu (violino), Massimiliano Génot (pianoforte): musiche di Antonio Bazzini (Sonata in Mi minore op.55), Josef Slavik (Variazioni su "Il pirata" di Vincenzo Bellini), Heinrich Wilhelm Ernst (Elégie op.10) Il programma propone la rara Sonata per violino e pianoforte in Mi minore Op.55 di Antonio Bazzini, virtuoso violinista bresciano. Nella prima parte della sua carriera, Antonio Bazzini si dedicò prevalentemente all'attività concertistica, che lo portò in Germania, Danimarca, Francia, Spagna e Polonia. All'estero ebbe modo di approfondire la conoscenza con la musica strumentale europea. Rientrato in Italia, si dedicò alla composizione, mettendo a frutto la sua esperienza internazionale e contribuendo a dare impulso alla rinascita della musica strumentale in Italia. Da giovane fu incoraggiato da Niccolò Paganini (che influenzò il suo stile); successivamente fu elogiato da Schumann e Mendelssohn. Al suo strumento dedicò cinque Concerti e numerosi pezzi virtuosistici. Bazzini compose la Sonata per violino e pianoforte che verrà eseguita a Palazzo Roverella, nel 1872 mentre era docente di composizione al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano: da non dimenticare che Bazzini annovera tra i suoi allievi Giacomo Puccini. Il brano è dedicato “A Donna Ida Corsini Martellini, Marchesa di Tresana” Il brano successivo in programma è di Josef Slavík (Variazioni per la quarta corda su "Il pirata" di Vincenzo Bellini): composto nel 1832, queste pagine risultano paganiniane all'ennesima potenza. Per la forma tipica di Paganini, fatta di introduzione cantabile (un Adagio, pieno di scabrose volatine) e, dopo un Tempo di marcia usato come transizione, il canonico Tema variato: un Andante con moto dove a un moto perpetuo (Prima variazione) s'accodano suoni naturali e suoni armonici a dialogo tra loro (Seconda variazione). Brano con cui la Variazione settecentesca trasborda verso la Fantasia ottocentesca come pot-pourri di motivi dall'opera: «... lo dimostrano (ha scritto il musicologo Alberto Cantù) dopo le Variazioni, un Lento lamentoso nuovamente a dialogo di timbri, più un ampio e agilissimo Finale in varie sezioni di straordinario impegno per la mano sinistra, con altro diluvio d'armonici, volate à ricochet (con l'arco a rimbalzo), ampi sbalzi con nota ripetuta al grave o all'acuto, scatenati andamenti di moto perpetuo con fuoco e glissando cromatici.» Infine un'altra perla preziosa (di cui esiste in rete una rara registrazione del violinista ungherese Carl Flesch, datata1936): si tratta della Elegia op.10 di H. W. Ernst che reca il sottotitolo “... sur la mort d’un objet cheri”. Veramente imperdibile, per i cultori delle novità.

Venerdì 15 maggio 2026 ore 18.00 Mauro Tortorelli (violino), Angela Meluso (pianoforte): musiche di Alfredo d'Ambrosio Interamente dedicato a questo compositore napoletano (1871-1814) l'ultimo appuntamento della Stagione inverno/primavera del Comitato per i Grandi Maestri: d'Amobrosio lo ha riscoperto e fatto conoscere a Ferrara e in altre città italiane e straniere proprio il Comitato. Ecco l'impaginato completo del concerto 1. A Sarasate: Mazurka op.11 2. A Auguste Wilhelmj: Caprice Sérénade op.31 3. A Jacques Thibaud: Orientale op.24 4.A Hugo Heermann: Strimpellata op.12 5. A Jan Kubelik: Aria op.22 6. A Jaroslaw Kocian: Cavatina op.13 7. A Edy Reynolds: Introduction et Humoresque op.25 8. A Achille Simonetti: Aveu 9. A Vittorio Monti: Ballade op.39 10. A Mario Frosali: Aubade op.56 11. A Gabriele Bonincontro: Napoli Sérénade op.54 12. A Fernand Monge: Serenatella op.50 13. A Eugène Gandolfo: Canzonetta op.6 14. Deuxième Canzonetta op.28 15. A Susanne Decourcelle: Troisième Canzonetta op.47
Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal e Fototeca gli Amici della Musica Uncalm Nella miniatura in alto: il violinista Christian Sebastianutto che sarà protagonista nei "Concerti al Ridotto" domenica 7 dicembre 2025 Al centro: la violinista Laura Bortolotto che inaugurerà la nuova stagione del Comitato per i Grandi Maestri a Palazzo Roverella sabato 13 dicembre 2025 Sotto: la facciata di Palazzo Roverella in Corso Giovecca 47 a Ferrara
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