Pubblicato il 10 Luglio 2020
Nell'anno del 130° anniversario della prima esecuzione assoluta di Cavalleria Rusticana...
Livorno lancia il Festival Mascagni redatto da Athos Tromboni

200710_Li_00_FestivalMascagni_LucaSalvettiLIVORNO - È stato presentato giovedì 9 luglio 2020, in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno, il Festival Internazionale Pietro Mascagni che si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo suggestivo dedicato proprio al compositore labronico. Ma l'anteprima è prevista per domenica 2 agosto 2020, nella storica Fortezza nuova, in occasione del 75° anniversario della scomparsa del compositore, avvenuta a Roma il 2 agosto 1945. Ad illustrarne finalità ed appuntamenti sono stati il sindaco della città e presidente della Fondazione Goldoni, Luca Salvetti, Simone Lenzi (assessore alla Cultura del Comune di Livorno), Marco Voleri (direttore artistico del Festival Mascagni) e Beatrice Venezi (direttora d’orchestra).
La città di Livorno, in un anno pur così difficile, lancia un festival dedicato a Mascagni proprio nell'anniversario del 130° della prima rappresentazione del suo capolavoro Cavalleria Rusticana. Il festival è promosso dall’Amministrazione comunale insieme con la Fondazione Teatro Città di Livorno “Carlo Goldoni”: «Dopo Amedeo Modigliani al quale abbiamo dedicato una mostra di grande successo che ha coinvolto tutta la città - ha affermato il sindaco Salvetti - mi aspetto e spero che in tutta Italia si innamorino nuovamente della nostra città attraverso un altro suo grande figlio, Mascagni, e la sua musica, sanguigna, appassionata e delicata al tempo stesso. Oggi, purtroppo siamo in un momento particolare, le norme antiCovid impediscono assembramenti e concentrazione di pubblico, ma i nostri grandi spazi cittadini come appunto la Terrazza Mascagni protesa sul mare, garantiscono la presenza di tanti spettatori che mi auguro arrivino numerosi per farsi rapire dalle note di questo grande livornese.»
«Questo numero zero del Festival che abbiamo l’onore di tributargli – ha aggiunto l’assessore Lenzi – nasce nella certezza che Livorno debba fare ogni sforzo possibile per raccontare la sua più autentica ricchezza: un carattere autentico la cui peculiarità più spiccata è una straordinaria creatività, mai convenzionale, sempre attenta al contemporaneo e allo spirito che lo attraversa.»
A sua volta il direttore artistico, Marco Voleri, ha detto: «Sono particolarmente felice per la caratura artistica della rassegna ed in particolare del Gala lirico in programma l’11 settembre 2020, di cui ho condiviso con gli artisti la sua eccezionalità; questo festival - ha aggiunto - segna l’inizio di un percorso teso alla valorizzazione e diffusione della produzione mascagnana e la restituzione del patrimonio artistico di un musicista che ha fatto, e continua a fare, la storia della musica nel mondo. Tutti, dal direttore d'orchestra Beatrice Venezi al soprano Amarilli Nizza, hanno sposato il progetto con entusiasmo; la partecipazione di un attore del calibro di Luca Zingaretti ci permetterà di creare un fil-rouge tra poetica musicale e attoriale.»
«Sono molto felice di tornare ad esibirmi a Livorno, città che tra l'altro ha visto il mio debutto qualche anno fa proprio con l'Orchestra della Toscana», ha dichiarato Beatrice Venezi «e un festival dedicato ad un grande compositore come Mascagni era, da parte mia, cosa auspicata da tempo, poiché molte sono le sue opere troppo poco rappresentate e che meritano di essere riscoperte dal grande pubblico, e pertanto ringrazio il direttore artistico Marco Voleri che mi ha voluta per il battesimo di questa nuova realtà.»

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Evento principale del Festival, che si svolgerà con le misure anti-Covid previste dai vari Dpcm, sarà quindi il citato "Gala Mascagni" che si terrà venerdì 11 settembre alle ore 21,15 nella splendida cornice della Terrazza Mascagni, dove si esibiranno tre artisti lirici che calcano i principali palcoscenici del mondo: il soprano Amarilli Nizza, il mezzosoprano Sonia Ganassi ed il tenore Angelo Villari. Sul podio Beatrice Venezi, direttore d’orchestra tra i più promettenti della sua generazione (scelta da Forbes come uno dei 100 giovani under 30 leader del futuro) che guiderà la prestigiosa Orchestra della Toscana. Accanto a loro l’attore Luca Zingaretti che sarà la voce narrante dell’evento, raccontando momenti ispirati ai personaggi delle opere mascagnane e dei suoi contemporanei su testi di Michele Santeramo. 

Il programma completo della manifestazione

Domenica 2 agosto 2020 ore 21,15: in occasione del 75° anniversario dalla morte di Pietro Mascagni è in programma nella storica Fortezza Nuova un concerto lirico con i soprani Maria Billeri e Francesca Maionchi, il tenore Samuele Simoncini, il mezzosoprano Rossana Rinaldi e il baritono Sergio Bologna; al pianoforte Laura Pasqualetti. Interverranno gli attori Andrea Gambuzza e Ilaria Di Luca; introdurrà Fulvio Venturi. In programma arie e brani tratti da tutte le opere del compositore livornese.
Mercoledì 9 settembre ore 21,15: nella Terrazza Mascagni, sarà eseguita la Messa di Gloria in Fa maggiore, per soli, coro e orchestra di Mascagni. Si tratterà del concerto di commemorazione delle vittime dell'alluvione che colpì Livorno nel 2017. Sul podio il direttore Mario Menicagli. Saranno presenti il tenore Samuele Simoncini e il basso Paolo Pecchioli. In apertura la Missa brevis da Requiem in Re maggiore per coro, orchestra d'archi, organo di Andrea Bricchi e Marco Fornaciari.

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Giovedì 10 settembre ore 21,15: alla Terrazza Mascagni, andrà in scena il monologo teatrale “Mascagni” con l’attore Michele Crestacci che sarà accompagnato alla fisarmonica da Massimo Signorini. La regia è di Alessandro Brucioni. Ed è una coproduzione di mo-wan teatro con il Festival Mascagni.
Venerdì 11 settembre ore 21,15; in programma il già citato "Gala Mascagni".
Sabato 19 settembre ore 19: sempre alla Terrazza Mascagni, è in programma il concerto della Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri diretta dal colonnello Massimo Martinelli
Oltre agli eventi di spettacolo, sono tre le recenti iniziative editoriali legate a Livorno ed al nome di Mascagni: il Dvd Iris di Pietro Mascagni edito da Bongiovanni, registrazione live effettuata al Teatro Goldoni di Livorno il 16 dicembre 2017; il volume “Mascagni e Livorno – Un caso internazionale” di Fulvio Venturi per DreamBook Edizioni e di prossima uscita, proprio in occasione del Festival, “Mascagni”; e infine il , monologo "Mascagni" di Alessandro Brucioni e Michele Crestacci con allegato CD delle musiche mascagnane di scena (Massimo Signorini, fisarmonica) per Sillabe editore.

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Crediti fotografici: Marco Borrelli e Ufficio stampa Festival Mascagni di Livorno
Nella miniatura in alto: il sindaco di Livorno, Luca Salvetti
Sotto in sequenza alcuni artisti ospiti della manifestazione, da sinistra: Angelo Villari, Luca Zingaretti, Sonia Ganassi, Sergio Bologna, Fulvio Venturi, Samuele Simoncini, Amarilli Nizza e Massimo Martinelli
Al centro: il direttore artistico del Festival Mascagni di Livorno, tenore Marco Voleri
In fondo: la direttora Beatrice Venezi sul podio dell'Orchestra Regionale della Toscana





Pubblicato il 29 Giugno 2020
Varato con la collaborazione fra Teatro e Associazioni il cartellone degli spettacoli di luglio e agosto
Tempo d'Estate a Ferrara servizio di Athos Tromboni

200629_Fe_00_TempoDEstate2020_MarcoGulinelliFERRARA - È stato presentata oggi alla stampa la rassega «Tempo d'estate a Ferrara», ricchissimo cartellone di iniziative predisposto tra giugno e settembre dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, una manifestazione polivalente (nel senso che propone tutti i generi di spettacoli musicali, dalla musica antica al jazz e al pop, con incursioni nel mondo del teatro di parola e della poesia); la riunificazione di quasi tutte le attività estive sotto un unico cartellone è stata ideata dall'assessore  alla cultura, Marco Gulinelli, e affidata alla direzione artistica di Marcello Corvino, i quali hanno coinvolto le istituzioni e numerose associazioni culturali della città estense. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 21,15.
L'estate ferrarese, oltre alle già annunciate iniziative del Teatro Comunale "Claudio Abbado" (l'oratorio La Resurrezione di Georg Friedrich Händel nei giorni 1, 2 e 3 luglio; e il musical di Leslie Bricusse & Frank Wildhorn, Jeckyll & Hyde, il 10 e 11 luglio), proseguirà con l'avvio della rassegna "Musica alla Palazzina di Marfisa d'Este", curata anche quest'anno dal Circolo Frescobaldi (18 concerti dal 4 al 26 luglio, tutte le sere escluso il lunedì).
La compagnia di teatro per ragazzi "Il Baule Volante” racconterà ogni giovedì dal 30 luglio al 27 agosto nello Spazio Factory Grisù di via Poledrelli (ex caserma dei Vigili del Fuoco) cinque Favole sotto gli alberi destinate ai bambini di tutte le età.
“Tempo d'estate in Castello” gestita dal Teatro Abbado si aprirà mercoledì 5 agosto con un concerto dei giovanissimi dell'Orchestra Sinfonica dell'Emilia Romagna, inserito nell'iniziativa La Toscanini Next: "Fra America ed Europa" e prevede un affascinante viaggio tra standard jazz, tanghi e colonne sonore, sulle note di celebri compositori tra cui Scott Joplin, Astor Piazzolla, George Gershwin, George Bizet, Richard Galliano e Nino Rota.
Lunedì 10 agosto, nella notte di San Lorenzo, sarà poi lo scrittore e poeta Roberto Pazzi il protagonista di una serata intitolata Un giorno senza sera, titolo della sua antologia poetica edita dalla case editrice La nave di Teseo, dalla quale leggerà alcune delle “poesie di una vita”, con gli interventi musicali dal vivo di Marcello Corvino.
Il programma proseguirà in doppia serata venerdì 14 e sabato 15 agosto con “La musica è pericolosa - Concertato”, protagonista il pianista e compositore premio Oscar Nicola Piovani, che costruirà una vera e propria narrazione al  pianoforte assieme ai suoi musicisti, che agiscono in scena: Marina Cesari (sax/clarinetto), Pasquale Filastò (violoncello/chitarra/), Ivan Gambini (batteria/percussioni), Marco Loddo (contrabbasso) e Sergio Colicchio (tastiere/fisarmonica).
Mercoledì 19 agosto sempre alle 21.15 sarà la volta del Gruppo dei 10, che renderà omaggio al cantautorato nazionale: Un mondo a più voci è il progetto proposto da Ellade Bandini, Giorgio Cordini e Mario Arcari, ospite il cantante Alessandro Adami, per rendere omaggio alla musica di Fabrizio De André, Ivano Fossati, Francesco Guccini e Paolo Conte: è un tributo a quattro grandi cantautori della musica italiana, con i quali tutti e tre i musicisti hanno suonato per molti anni, costituendo sodalizi di lunghissima durata.

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L'offerta musicale ferrarese si arricchirà, venerdì 21 agosto alle 21, del concerto straordinario che Ferrara Musica ed Euyo presenteranno al Teatro Comunale di Ferrara: l'European Union Youth Orchestra sarà diretta per l'occasione dal maestro Gianandrea Noseda. Di altrettanto prestigio si annuncia la presenza della pianista Beatrice Rana in veste di solista; il programma vedrà in apertura il Concerto n.3 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven seguito dalla Sinfonia n.3 di Franz Schubert.
Martedì 25 agosto Roberto Formignani e la sua band chiuderanno il cartellone con Free Man: una serata-presentazione del nuovo compact-disc di Formignani, che sarà in scena assieme ad Alessandro Lapia (basso), Roberto Morsiani (batteria), Massimo Mantovani (pianoforte), Ambra Bianchi (flauto e cori), Roberto Poltronieri (chitarre acustiche e classiche), Enrico Cipollini (chitarra dobro, acustica, cori) e Paolo Giacomini (armonica a bocca).
Infine un "fuori sacco": l'Associazione Bal'danza (è intervenuta la presidente Valeria Borasio) propone – il 20 luglio a Casa Romei e il 29 luglio a Palazzo Ludovico Il Moro - due concerti da camera di strumentisti dell'Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna “Arturo Toscanini”, entrambi con inizio alle 21.
Alla conferenza stampa di presentazione di «Tempo d'estate a Ferrara» sono intervenuti, oltre a Gulinelli e Corvino, anche il presidente del Teatro Comunale Abbado - in collegamento via App.Zoom - Mario Resca ("Il Teatro Comunale è presente a «Tempo d'estate a Ferrara» e si adopererà anche nel futuro per coinvolgere trasversalmente tutti i ferraresi, dalle categorie economiche alla gente amante dello spettacolo dal vivo, proprio perché vogliamo che i ferraresi sentano come cosa propria il loro teatro").
Il direttore del Teatro Comunale Abbado, Marino Pedroni, ha puntualizzato come siano in fase tuttora sperimentale le soluzioni adottate per lo spettacolo dal vivo (dal distanziamento fisico degli artisti in danza o in orchestra, alla regolamentazione degli accessi al teatro al chiuso) e si è augurato che l'estate ferrarese così ricca di eventi possa dare un contributo pratico per le scelte di sicurezza sociale che saranno necessarie dopo l'estate, proprio per gli spettacoli al chiuso.
La neopresidente del Circolo Frescobaldi, Laura Trapani ha ricordato il ruolo della meritoria associazione musicale ("Festeggeremo prossimamente i 50 anni della fondazione del nostro Circolo e per «Tempo d'estate a Ferrara» nella loggia della Palazzina Marfisa abbiamo preparato un cartellone che raccoglie molte eccellenze del mondo musicale ferrarese").
È intervenuta anche Paola Rossi, presidente dell'Associazione Malattia Alzheimer (Ama Ferrara), che collabora col Circolo Frescobaldi per la realizzazione di Musica alla Palazzina di Marfisa d'Este, spiegando come la sua associazione benefica dia un contributo di assistenza fattivo alle famiglie dei malati che si rivolgono ad Ama Ferrara.
Lo scrittore e poeta Roberto Pazzi ha spiegato come si svolgerà la performance dedicata alla sue poesie: fra una lettura e l'altra la serata vedrà l'esecuzione di intermezzi musicali affidati a Marcello Corvino, qui in veste di violino solista: "Ferrara ha un importante premio giornalistico - ha chiosato Pazzi - ma una città come la nostra con illustri letterati giganti nella poesia, ricordiamo l'Ariosto, il Tasso, Corrado Govoni, Giorgio Bassani, non ha ancora un concorso letterario".
Il batterista Ellade Bandini a nome del Gruppo dei 10 ha spiegato come si svolgerà la serata dedicata ai quattro grandi cantautori italiani, precisando che lo scopo non è né celebrativo, né puramente spettacolare, ma proposto con l'intento di dare un contributo alla canzone italiana d'autore di qualità.
Il presidente dell'Associazione Musicisti di Ferrara, Roberto Formignani, a sua volta, ha detto come si svolgerà in Castello Estense la presentazione del suo compact-disc, con una performance dal vivo: "Sono contento di dire che si tratta del ventunesimo disco prodotto e diffuso dalla nostra associazione".

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Andrea Lugli del "Baule Volante" ha parlato dei 5 spettacoli proposti per i bambini e i ragazzi a Factory Grisù, dei quali 3 prodotti dalla propria compagnia, uno realizzato da una compagnia consorella ospite, e uno spettacolo di burattini per la gioia dei più piccini.
Infine, in rappresentanza di Ferrara Musica, è intervenuta la vicepresidente Maria Luisa Vaccari che ha illustrato i contenuti del concerto straordinario della Euyo il 21 agosto 2020 sul palco del Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: l'assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli
Al centro: foto di gruppo dietro la locandina dell'estate ferrarese
Sotto, da sinistra, il tavolo della conferenza stampa: Paola Rossi, Laura Trapani, Marino Pedroni, Marco Gulinelli, Marcello Corvino, Andrea Lugli





Pubblicato il 18 Giugno 2020
Al via il prossimo 21 giugno la prestigiosa rassegna estiva della cittā romagnola
Ravenna Festival alla Rocca Brancaleone redatto da Attilia Tartagni

200618_Ra_00_RavennaFestival_RiccardoMutiRAVENNA - Dopo lo stop impresso dal COVID-19 all’economia e alla vita sociale, spettacoli compresi, il Ravenna Festival è fra i primi a ripartire con un viaggio interdisciplinare di oltre 40 eventi dal 21 giugno al 30 luglio 2020. Certamente i protocolli di sicurezza hanno inciso sulla programmazione, riducendo il programma originale ma senza intaccarne la qualità. Viene meno, per necessità contingenti, quella che era una caratteristica prioritaria del Festival ravennate, l’abbinamento fra luoghi di interesse storico-artistico, gli interpreti e la musica, riconducendo tutti gli eventi a un solo palcoscenico, quello glorioso della Rocca Brancaleone, che accolse in passato le grandi stagioni della lirica e della danza.
L’incipit del Festival, da quel podio che tanti prestigiosi direttori d’orchestra ha visto alternarsi alcuni decenni fa, è riservata al M° Riccardo Muti che il 21 giugno dirige la sua Orchestra Giovanile Cherubini e il soprano Rosa Feola, per ritornarvi in altre due occasioni.
In questi mesi in cui il problema sanitario ha prevalso su tutto, si è avuta l’impressione che lo spettacolo avrebbe faticato non poco a riprendere il volo. Ebbene,  il Ravenna Festival si è battuto per il ritorno in scena utilizzando un protocollo di sicurezza per eventi all’aperto compatibile con le normative e scegliendo per la ripartenza proprio la Rocca Brancaleone in cui il 1° luglio 1990 lo stesso M° Muti inaugurò la prima edizione della manifestazione.
Così Il 21 giugno 20202 egli firma con la sua magica bacchetta un programma quasi per intero mozartiano che parte con Reverie di Skrjabin, prosegue con il mottetto Exultate, Jubilate KV 165 e l’Et incarnatus est dalla Messa in Do minore KV 427, entrambi interpretati dal soprano Rosa Feola. Non può mancare la Sinfonia n.41 in Do maggiore KV 551, la grandiosa “Jupiter” che incarna il genio di Mozart sopra ogni difficoltà della vita, una delle più “valide ragioni per stare al mondo” secondo Woody Allen.
Ci sono storicamente sezioni ineludibili nella programmazione ravennate.  Si inizia dal programma sinfonico che vede ancora il 3 luglio l’Orchestra Cherubini diretta dal M° Muti per il Concerto dell’Amicizia quest’anno dedicato alla Siria, replicato il 5 luglio nel Parco Archeologico di Paestum, e per la serata del 12 luglio con il violoncellista dei Wiener, Tamàs Varaga, e ancora il 28 giugno diretta da Valery  Gergiev in un grandioso omaggio a Beethoven che prevede lasinfonia n.6  Pastorale e il Terzo concerto per pianoforte e orchestra con Beatrice Rana, acclamata solista al pianoforte.
Si impone il 1 luglio la Budapest Festival Orchestra diretta da Ivàn Fischer su un programma che include Wagner, Britten e Haydn, con il soprano Anna Prohaska.
Le due Sonate per violinoe pianoforte di Beethoven sono eseguite il 16 luglio da Francesco Manara, primo violino della Scala, e dal pianista Cesare Pezzi, mentre il Quartetto Noùs il 4 luglio traccia un ponte fra Beethoven e Sostakovic.
Il pianoforte si ritaglia altri due spazi dedicati, il 25 giugno con Nikolay Khozyainov e il 2 luglio con Filippo Gorini, poi rispettivamente il 22 e 23 luglio si dà spazio al  magico violoncello di Giovanni Sollima con il suo Ensemble e all’Orchestra Notturna Clandestina diretta da Enrico Melozzi  con gli otto contrabbassi dei Ludus Gravis.
Per la panoramica pre-bachiana, il 24 giugno la ravennate Accademia Bizantina, celebre nel mondo, propone Il Trionfo del tempo e del disinganno di Händel, allegoria sull’esistenza umana. Il controtenore lughese Carlo Vistoli con l’ensemble Sezione Aurea il 10 luglio canta gli amori della Venezia del '600.

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Il 7 luglio La Peste di Amburgo propone uno dei generi più praticati del XVII secolo, il Lamento affidato all’Ensemble Il suonar parlante diretto da Vittorio Ghielmi. Le musiche di  Matteo da Perugia e i mottetti del Codice di Cipro sostanziano “O Oriens” con La fonte musica diretta da Michele Pasotti, il concerto ripreso il 30 giugno nella Basilica di San Vitale in assenza di pubblico.
La Basilica di Santa Maria in Porto accoglie il 21 giugno la liturgia presieduta dall’Arcivescovo di Ravenna-Cervia Mons. Lorenzo Ghizzoni e accompagnata dall’Ensemble Recitarcantando.
Singolare evento il  29 giugno che intreccia visione e musica dal vivo in “Et manchi Pietà"  in cui l’Accademia d’Arcadia ricorda la pittrice caravaggesca Artemisia Gentileschi.
Il 21 luglio La Pifarescha riporta a La battaglia di Lepanto. Con Teleion del 13 luglio Matteo Ramon Arevalos e Camilla Lopez inseguono  sonorità della musica greca.
Anche quest’anno nuove produzioni debuttano al Festival: la musica e danza di Duets and solos del 28 luglio, curato da Daniele Cipriani con i grandi solisti Mario Brunello e Beatrice Rava ed étoiles con passi a due di celebri coppie d’arte e di vita e gli assoli di Hugo Marchand dell’Opéra di Parigi, Sergio Bernal già Balletto Nazionale di Spagna e Matteo Miccini dello Stuttgart Ballet. Sono una new entry anche la coppia Sergio Castellitto (attore e regista) e Isabella Ferrari  in Ci sono giorni che non accadono mai di Valerio Cappelli su note inedite di Ennio Morricone il 9 luglio.
Di grande attualità il 20 luglio Requiem for a Dying Planet, cineconcerto dedicato a Werner Herzog attraverso le musiche composte dal violoncellista Ernst Reijseger per i documentari del regista sul rapporto uomo – natura.
Musica e cinema si intrecciano anche il 15 luglio in  City Lights di Charlie Chaplin, la cui colonna sonora firmata dallo stesso Chaplin è eseguita dal vivo dalla ravennate Orchestra Corelli diretta da Timothy Brock. Vinicio Capossela il 17 luglio porta sul palco Pandemonium, i cantautori italiani sono cantati l’11 luglio da Neri Marcorè in Le mie canzoni altrui, Mina il 23 giugno è narrata dal figlio Massimiliano Pani e celebrata in chiave jazz da Danilo Rea, Massimo Moriconi e Algredo Golino in Tre per una, Sarah Jane Morris  con Solis String Quartett  con Paolo Cresta è protagonista di  Ho ucciso i Beatles dell' 8 luglio.
La Sezione Teatro, avvalendosi delle compagnie del territorio,  presenta il 5 luglio Rumore di acque di Marco Martinelli con Alessandro Renda e i Fratelli Mancuso del Teatro delle Albe, il 20 giugno Andrea Argentieri di Fanny & Alexander è Primo Levi ne I sommersi e i salvati e il 6 luglio la compagnia faentina Menoventi propone Buona permanenza al mondo su Majakovsckij.
A Cervia il Ravenna Festival, mantenendo la tradizione di una corposa trasferta, si insedia nello spazio verde adiacente lo Stadio Germano Todoli detto dei Pini dal 22 giugno al 16 luglio , per la rassegna Per l’alto sale - Il Trebbo in musica 2.0,  ispirato alla tradizione romagnola del Trebbo, che celebra nel centenario e nel bicentenario della nascita tre giganti di Romagna, Tonino Guerra, Federico Fellini e Pellegrino Artusi nonché ospita gli scrittori Massimo Gramellini, Melania Mazzucco, Paolo Rumiz, Roberto Cotroneo, Gad Lerner, l’attore Ivano Marescotti, la presidente di Casa Artusi Laila Tentoni, la virologa Ilaria Capua e l’Architetto Stefano Boeri, con un percorso musicale in chiave jazz tracciato da Paolo Frusu, Rita Marcotulli, Gianluca Petrella, Pasquale Mirra, Paolo Damiani, Daiele di Bonaventura, Virginia Guastella, Fabio Mina, l’Italian Jazz Orchestra con Simone Zanchini, i Bevano Est e Domenico Bevilacqua.
Idem anche a Lugo, dove il settecentesco Pavaglione tra il 24 e il 30 luglio propone Brunori Sas fra indie-pop e la tradizione cantautoriale, Stefano Bollani che rivede in Piano Variations Jesus Christ Superstar di Andrew Lloyd Weber e Tim Rice a 50 anni dal fortunato esordio , la narrazione di Telmo Pievani e la musica dei Producers si fondono in DNA, spettacolo imperniato sulla ricerca scientifica italiana, mentre il cinema si fa protagonista con Una vita da film – Omaggio a Lis Bacalov con Maria Grazia Cucinotta, Vittorio De Scalzi dei New Trolls e il sestetto Anema, ospitando altresì l’edizione 2020 di “Lugocontemporanea” il 28 e 29 luglio.
Si tratta di un programma ricco, variegato e multidisciplinare, com’è nella tradizione del Festival, che intreccia la musica a molteplici generi artistici del presente e del passato fra cui quest’anno gioca un ruolo importante la letteratura in tutti gli eventi. L'inizio di tutti gli spettacoli è alle ore 21,30.
Le prevendite per tutte le serate sono disponibili esclusivamente online sul sito ufficiale www.ravennafestival.org o telefonicamente contattando la Biglietteria del Teatro Alighieri (tel. 0544 249244).
I posti disponibili sono 300 alla Rocca Brancaleone, 300 a Cervia e 500 a Lugo di Romagna (max due biglietti a persona). Da sabato 13 giugno si accede alla biglietteria dalle ore 10 solo su prenotazione.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il maestro Riccardo Muti
Sotto: la suggestiva Rocca Brancaleone sede quest'anno delle serate di Ravenna Festival





Pubblicato il 15 Giugno 2020
Il teatro apre i battenti dopo il lockdown con uno spettacolo dal vivo e un calendario giā fissato
Ferrara riparte dal Rinascimento servizio di Athos Tromboni

200615_Fe_00_TeatroComunaleFerrara_RescaMarioFERRARA - Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" è fra i primi (se non il primo in assoluto) a riaprire al pubblico con uno spettacolo dal vivo, proprio il primo giorno utile della fase 2 post-Coronavirus: il tardo pomeriggio di oggi 15 giugno 2020, infatti, vede alle ore 18 l'inaugurazione della mostra di locandine e manifesti storici «La pelle del teatro - Sguardi diretti e inconsuete trame» con interessante materiale iconografico recuperato nell'archivio di Rotonda Foschini dal direttore dello stesso teatro, Marino Pedroni, coadiuvato da Bruna Grasso e Alessandra Taddia. Poi, alle 21, è in scena lo spettacolo teatrale Leonardo, di e con Vittorio Sgarbi, capienza ridotta a 200 posti a sedere (distanziati) rispetto agli 800 posti soliti.
La ripartenza (anzi, il "rinascimento" come è stato definito dai relatori) è stata illustrata alla stampa e al pubblico presente alla conferenza stampa, dal presidente del Teatro Abbado, Mario Resca, con l'assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, lo stesso Marino Pedroni, il neodiretore artistico Marcello Corvino e Giuseppe Giorgi, notaio di Cento, in rappresentanza dell'Ordine notarile di Ferrara, sponsor della mostra e della serata di ripartenza.
Nella sua prolusione e nel discorso di saluto, l'assessore Gulinelli ha riassunto brevemente le scelte fatte dall'amministrazione comunale in materia di promozione delle iniziative legate alle mostre, al teatro dal vivo, alla valorizzazione del sistema museale; ed è stato proprio lui che ha citatato "il Rinascimento" come spirito attuale per la ripartenza di "questa città che ha radici nello splendore rinascimentale di Ferrara".
Il presidente Resca ha volato alto, ponendosi come obiettivo di "dire alla città che noi, il teatro, ci siamo" ed ha confessato una sua impressione secondo la quale Ferrara, l'imprenditoria locale, la gente, non è vicina come sarebbe necessario al proprio teatro, definito "uno splendore dalla bellezza assoluta". Resca ha poi tracciato le linee che guideranno la sua presidenza: lavoro d'assieme dello staff, ulteriore valorizzazione delle professionalità già eccellenti, contatti con tutto il tessuto culturale, compreso l'associazionismo locale, energia tutta quella necessaria per "correre, perché vorrei dare alla mia città quanto ho imparato dalla mia esperienza professionale", la messa a disposizione delle mura dell'ingresso artisti del teatro ai writers per dei murales decorativi "perché non si sa mai, potrebbe spuntare un nuovo Banksy" (la mostra Un artista chiamato Banksy è attualmente allestita a Palazzi Diamanti e resterà in parete fino al 27 settembre, ndr), e il lancio del brand "Teatro Comunale di Ferrara" come scelta promozionale per portare il Comunale Abbado al livello dei grandi teatri italiani sia come immagine, sia come qualità delle scelte artistiche.
Marino Pedroni, illustrando i contenuti della mostra «La pelle del teatro - Sguardi diretti e inconsuete trame» ha precisato che le ilustrazioni esposte equivalgono a "una realtà estetica che richiede, come il teatro, un forte coinvolgimento tale da determinare nel visitatore la composizione di una tela intessuta con i fili dell'esperienza".
Nel suo saluto il notaio Giorgi si è detto onorato, a nome di tutta la categoria professionale, di poter contribuire come notariato ferrarese alla realizzazione della mostra e della serata di spettacolo dal vivo.

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La parola è poi passata al neodirettore artistico Corvino, che ha annunciato i prossimi appuntamenti già calendarizzati: l'oratorio di Georg Friedrich Händel, La Resurrezione (1, 2 e 3 luglio ore 21) con Mauro Borgioni (Lucifero), Carlotta Colombo (Maria Maddalena), Sonia Tedla (Un angelo), Luca Cervoni (San Giovanni Evangelista) e Chiara Brunello (Santa Maria Cleofa); regia di Chiara Tarabotti, in buca l'orchestra barocca dell'Accademia dello Spirito Santo e il coro della stessa Accademia istruito da Francesco Pinamonti, sul podio Alessandro Quarta.
Seguirà il musical Jeckyll & Hyde (10 e 11 luglio ore 21) di Leslie Bricusse con musica di Frank Wildhorn (cantato in italiano), il scena gli attori e il coro della Bernstein Bricusse School of Musical Theater, regia di Mauro Simone, in buca l'Orchestra Città di Ferrara rimpolpata da allievi del Conservatorio Frescobaldi, sul podio Valentino Corvino.
Il 6 settembre, sempre alle 21, sarà festeggiato in teatro il 90.mo compleanno del grande tenore Daniele Barioni, con il soprano Chiara Isotton, il tenore Andrea Bianchi, al pianoforte Kaori Suzuki; conduce la serata, alla presenza di Barioni, la scrittrice Camilla Ghedini.
Infine l' 11 e il 12 settembre (ore 21), messa in scena dell'opera L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, a cura dell'Associazione OperiAmo, con Matteo Roma (Nemorino), Yulia Merkudinova (Adina), Alberto Bianchi Lanzoni (Dulcamara), Gianluca Tumino (Belcore) e Vittoria Brugnolo (Giannetta); regia di Maria Cristina Osti; in buca ancora l'Orchestra Città di Ferrara, sul podio Lorenzo Bizzarri.
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Francesco Pinamonti (Accademia dello Spirito Santo), Giuseppe "Pino" Lombardo (Bernstein School), Camilla Ghedini (scrittrice) e Giovanni Polo (Orchestra Città di Ferrara).
Info e biglietti: www.teatrocomunaleferrara.it

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: Mario Resca, presidente del Teatro Comunale di Ferrara "Claudio Abbado"
Sotto da sinistra: il front-line della conferenza stampa, Giuseppe Giorgi, Marco Gulinelli, Mario Resca, Marino Pedroni e Marcello Corvino





Pubblicato il 23 Aprile 2020
Domenica 26 aprile 2020 alle ore 18 appuntamento on-line con la musica sacra
Anna Maria Chiuri canta per Piacenza intervista di Simone Tomei

200423_Pc_00_Pc_AnnaMariaChiuri_ritrattoPIACENZA - Aprile 2020. Nel corso di un pomeriggio domenicale, mentre cerco di godere di qualche timido raggio di sole in questi giorni di “quarantena”, scambio alcuni messaggi con il mezzosoprano Anna Maria Chiuri. Visto che la conversazione si protrae e diventa ben più corposa di un semplice scambio di saluti e amenità, optiamo per una prosecuzione telefonica. Siamo due fiumi in piena – del tutto normale per dei ciacoloni come noi – e alla fine, di comune accordo, decidiamo di rendervi partecipi di questa conversazione, i cui contenuti spaziano dalla musica all’arte, dalle gioie alle sofferenze, dalle emozioni di vita vissuta in una modalità alla quale non eravamo abituati fino a un’iniziativa culturale di cui la stessa Anna Maria mi ha messo a conoscenza.

Come si è adattato il tuo vivere dopo oltre un mese di “reclusione”?
Un artista, solitamente, considera il Teatro la propria casa. Noi viviamo la maggior parte del nostro tempo “reclusi volontariamente” in sala prove oppure in palcoscenico, dove proviamo e costruiamo il nostro prossimo spettacolo. Non siamo soli, ma viviamo una situazione di promiscuità obbligata che ci piace. Adesso, invece, siamo soli davvero. Quando siamo soli vogliamo stare con gli altri e quando siamo con gli altri vogliamo stare soli... In fondo, gli esseri umani sono un po’ tutti così no? Oppure siamo tutti artisti.

200423_Pc_01_Pc_AnnaMariaChiuri_PiacenzaPatriziaBarbieri 200423_Pc_02_Pc_AnnaMariaChiuri_Piacenza
200423_Pc_03_Pc_AnnaMariaChiuri_PiacenzaPanorasmica

Tu abiti a Piacenza, zona una limitrofa al comune di Codogno, primo focolaio italiano: che conseguenze ha prodotto questa vicinanza?
Piacenza è un capoluogo di provincia, situato sul fiume Po all’estremità nord-occidentale dell’Emilia Romagna e collegata alla Lombardia da quatto ponti (due ferroviari e due stradali). Ho sempre amato la geografia: spiega molte cose senza essere polemica.
La nostra città soffre ancora molto a causa del virus. Codogno dista solo dodici chilometri e fra i due territori c’è da sempre continuo scambio: lavoratori  e studenti pendolari arrivavano ogni giorno da quella che poi è diventata la zona rossa. Quando l’ospedale di Codogno non ha potuto più supportare a pieno la situazione ricoveri, il nucleo di raccolta dei casi è passato a Piacenza. Tutto ciò è accaduto molto velocemente, purtroppo. Quindi, a tutti gli effetti, eravamo anche noi zona rossa. Ancora oggi abbiamo il più alto numero di decessi giornalieri.

L’Emilia Romagna e in particolare la tua provincia sono state colpite ferocemente da questa pandemia. Perché non si avverte un’eco mediatica così insistente, come succede invece per le zone lombarde?
Non credo sia facile gestire le notizie in questo periodo. In un primo momento c’è stata una corsa allo sdrammatizzare: la paura fa paura. Milano è il capoluogo lombardo ma anche la capitale economica italiana: vi confluiscono persone da tutto il mondo grazie sia a due grandi aeroporti internazionali, sia agli snodi ferroviari e autostradali. C’è tutto un hinterland attivo ed in continuo movimento e Piacenza gli gravita attorno. Forse troppe emergenze e priorità hanno messo in ombra situazioni che poi sono state dimenticate.

In che modo la città e le Istituzioni locali hanno affrontato la situazione?
Le istituzioni si sono mobilitate subito e hanno seguito le direttive del governo e della provincia. Il nostro sindaco Patrizia Barbieri è rimasta contagiata dal virus, ma, dopo qualche giorno di isolamento totale, ha ripreso a lavorare in quarantena e non si è mai fermata. Anche l’Ospedale Guglielmo da Saliceto non si è mai risparmiato ed è ancora in allarme attivo.

Tu sei piacentina d’adozione: che carattere ha il Piacentino doc?
Vivo a Piacenza da 1993. I piacentini sono persone discrete: vivono in una città sontuosa, bella ma non appariscente. Sono laboriosi e non sono esibizionisti. Per qualcuno Piacenza è una “città poco rumorosa e vivibile”, complici la piccola dimensione e la vicinanza alla campagna. Il fascino di Piacenza è legato alla “posizione di confine”: un po’ ligure, molto lombarda, ma anche emiliana. Io sono nata sul confine, in Alto Adige: forse “la gente di confine” si somiglia.

200423_Pc_04_Pc_AnnaMariaChiuri_BasilicaPanorasmica 200423_Pc_05_Pc_AnnaMariaChiuri_Perotti
200423_Pc_06_Pc_AnnaMariaChiuri_BasilicaCupola

Il tuo ricordo più drammatico di questi giorni?
Il suono continuo delle sirene, giorno e notte.

E quello più bello?
Non posso dire di avere un ricordo bello. Forse il silenzio quando gli intervalli fra una sirena e l’altra si sono allungati.

Domenica 26 aprile 2020 alle ore 18, nella Basilica Minore di Santa Maria di Campagna a Piacenza, terrai un “Concerto per Piacenza” assieme all’organista piacentino Federico Perotti. Che valenza avrà l’evento?
Sarà un concerto per la città: per i piacentini che sono reclusi in casa e per quelli che non si sono mai fermati un attimo. Per coloro che fanno i turni negli ospedali e per coloro che guidano le ambulanze. Per la Croce Rossa e per la Protezione Civile. Per chi ha viaggiato (Piacenza è uno snodo importante per il trasporto su strada) per rifornire i supermercati, per le forze dell'ordine, per i corrieri che non si sono bloccati neppure la domenica e per i volontari che hanno portato la spesa agli anziani. Per tutti coloro che hanno fede. Per coloro che credono nell’uomo e lo rispettano. Per quelli che, di mestiere, devono decidere per il bene di tutti.
Sarà un momento di breve pausa da tutto, per dare alle persone la possibilità di godere quanto di bello e rassicurante ci può essere nell’arte e nella musica: un tempo per trovare noi stessi e per perderci nello stesso momento.

Proprio in relazione a questo evento, ti domando: che ruolo ha un Artista lirico in questi momenti di isolamento e di chiusura totale di ogni attività culturale?
Un artista deve poter e saper gettare un seme nel cuore degli altri, non importa se attecchisce o meno. Il mio intento è solo “il dono”, affinché ciascuno possa coltivare un piccolo spazio di speranza.

Dove nasce l’idea di questo momento di musica?
Ho pensato che il primo luogo scenico del teatro musicale medievale è stato la Chiesa. Durante le funzioni religiose, si cominciarono a mettere in scena i passi del Vangelo commentati dal sacerdote.
Giuseppe Verdi disse: “Tornate all’antico, sarà un progresso.” Adesso più che mai abbiamo bisogno di andare avanti senza dimenticare chi siamo stati.

Con che spirito affronti questa iniziativa?
Sono felice di poter donare qualcosa che amo fare e che mi ha dato tanto. Il mio hashtag è:  #felicediesserealmondo: nulla di sdolcinato o melodrammatico per carità. Speriamo sia contagioso, nel senso più positivo del termine.

Come sarà organizzata la serata dal punto di vista tecnico?
Il concerto sarà in diretta streaming accompagnato da immagini sia della Basilica con i suoi capolavori, sia di Piacenza e dei suoi luoghi più belli... per noi piacentini e per chiunque vorrà seguirci.
Tutto questo con l’aiuto di Cravedi Produzione Immagini, società che si occupa di produzione di filmati e servizi fotografici nel campo del giornalismo e della comunicazione; questa società fu fondata nel 1990 da Prospero Cravedi (storico fotografo di Piacenza e mio caro amico) con i figli Gianni ed Ettore. La città vuota sarà un’attrice davvero unica ed eccezionale.

Che programma verrà eseguito?
Il programma è di musica sacra. Inizia con «Virgam virtutis tuae emittet Dominus ex Sion» (Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion) dal Dixit Dominus di Georg Friedrich Händel. Poi passa a Johann Sebastian Bach con due brani tratti dal Magnificat: «Et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo» (E il mio Spirito esulta in Dio mio salvatore) e «Quia respexit humilitatem ancillae suae» (Perché ha guardato all’umiltà della sua serva). Quindi Federico Perotti proporrà la Sonata K 262 di Domenico Scarlatti.
Seguiranno altri tre pezzi vocali: «Queste lagrime e sospiri» di Alessandro Stradella (dall’Oratorio di San Giovanni Battista), «Piango, gemo» di Antonio Vivaldi (Cantata RV 675) e «Laudate Dominum» di Wolfgang Amadeus Mozart (Vesperae Solennes de Confessore).
All’organo verrà successivamente eseguita la Sonata in Re maggiore di Padre Davide da Bergamo. Poi sarà  la volta di «Eja Mater» e di «Fac ut portem» (dallo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi) e dell’«Agnus Dei», dalla Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini.
A seguire, la Sonata all’organo per l’Offertorio di Vincenzo Antonio Petrali.
Il concerto finirà con le note di Giuseppe Verdi: l’Aria da Camera «Deh, pietoso, oh Addolorata» e «Liber scriptus» dal Requiem.

Anche lo strumento ha una sua importanza peculiare.
Per rispondere a questa domanda, ho chiesto lumi a Federico Perotti (colui che mi accompagnerà all’organo), che mi ha fatto dono di questo suo intervento:
«L’organo di Santa Maria di Campagna è uno degli strumenti Serassi più importanti oggi conservati; e lo è per la sua concezione e progettazione, fatta da padre Davide da Bergamo. Gli organi a canne da sempre riflettono la cultura e la società in cui si trovano. Così il Serassi di Santa Maria di Campagna, costruito nel 1825.
È un organo pieno di varietà timbrica e di colori sgargianti, che imitano le orchestre rossiniane e verdiane. L’opera non solo si trovava nei teatri, ma, attraverso gli organi, poteva essere suonata anche in Chiesa. In quegli anni la musica sacra assorbiva sempre di più il linguaggio della musica operistica. Padre Davide da Bergamo, compagno di studi di Donizetti, fu sicuramente il più famoso compositore di musica per questo tipo di strumenti e di repertorio. Si trattava di una vera star: durante alcune celebrazioni in cui il frate suonava l’organo, fuori dalla Basilica si trovavano i gendarmi, che bloccavano la folla accorsa per ascoltarlo.»

Un augurio per la tua città e per il mondo.
Piacenza è una bella signora di 2.238 anni, “Primogenita d’Italia” grazie al  plebiscito  del 1858,  tramite il quale chiese l’annessione al nascente Regno italico. Piacenza ha donne in posizioni di responsabilità, tra cui vorrei ricordare nuovamente il nostro sindaco Patrizia Barbieri.
I piacentini sono profondamente legati alla città e al territorio e, in questo momento storico, si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato sodo senza ricevere alcun aiuto. Personalmente, non voglio augurare nulla di preciso… forse la cosa migliore del futuro è che arriva solo un giorno alla volta.

200423_Pc_07_Pc_AnnaMariaChiuri_facebook

Non resta dunque che attendere domenica 26 aprile 2020 alle ore 18.00 per assaporare attimi di armonie musicali e intime riflessioni assieme ad Anna Maria Chiuri e Federico Perotti, che sapranno regalarci un’oasi serena in cui cullare il nostro Spirito.
Tutti potremo assistere collegandoci alla seguente pagina facebook:
https://www.facebook.com/succedeapiacenza/
Buon ascolto e un grande in bocca al lupo ai due artisti.

Crediti fotografici: foto fornite dall'Artista
Nella miniatura in alto: il mezzosoprano Anna Maria Chiuri
Al centro in sequenza: panoramiche di Piacenza con il sindaco Patrizia Barbieri; e dell'interno della Basilica Minore di Santa Maria di Campagna. All'organo Federico Perotti
Sotto: la locandina dell'evento culturale






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