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La commistione fra balletto classico e opera lirica ha creato l'unicum sullo stesso soggetto |
Giselle around Le Villi |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 19 Maggio 2025 |
LUCCA - Sabato 17 maggio 2025, il Teatro del Giglio ha chiuso la sua stagione lirica con la prima nazionale di Giselle around Le Villi, un evento che ha trasceso la semplice rappresentazione per divenire un'operazione artistica di profonda risonanza. Non un mero spettacolo, ma una narrazione avvincente che ha saputo intessere due capolavori apparentemente distanti in un'unica, vibrante tessitura. Frutto di una felice coproduzione tra il Teatro del Giglio e l'Ente De Carolis di Sassari, questo coraggioso progetto di esplorazione e ricerca sulla musica del giovane Giacomo Puccini ha dimostrato con eloquenza come l'innovazione più autentica possa fiorire dal rispetto più profondo per la storia. Le Villi di Puccini e Giselle di Adolphe-Charles Adam, opere che condividono un soggetto intriso di fantastico e dramma romantico, si sono rivelate punti di svolta cruciali nelle carriere dei rispettivi compositori. Se Giselle segnò il debutto di Adam nel mondo del balletto, Le Villi proiettò Puccini nell'olimpo operistico. La loro unione in un dialogo inatteso e sorprendente ha rivelato affinità insospettabili. Il cuore pulsante di questa fusione magistrale risiede nella partitura firmata da Sergio Oliva e Silvano Corsi. Lungi dal limitarsi a una giustapposizione, essi hanno creato un vero e proprio tessuto connettivo, essenzializzando gli elementi drammaturgici e musicali attraverso sapienti adattamenti e nuovi inserti. Come hanno spiegato i compositori stessi, l'obiettivo era «... ricreare lo stesso equilibrio anche sul piano musicale, senza che la bilancia pendesse troppo in un’unica direzione», lavorando su «scelte armoniche, strumentazione, scelta dei brani da eseguire e uso di ponti modulanti e nuovi inserti musicali che creassero un colore unico ed il senso di una fusione indolore e teatralmente valida tra due grandi autori.» Il pubblico è stato così guidato in un percorso che ha permesso di seguire simultaneamente la narrazione del Balletto e quella dell'Opera lirica, in un'esperienza immersiva che ha catturato attenzione ed emozione, svelando ancora una volta la straordinaria attualità del giovane Puccini. Per addentrarsi nella profondità di questa operazione drammaturgica, è indispensabile soffermarsi sul monologo d'apertura, interpretato con intensità da Cataldo Russo nei panni de L'uomo della vita reale.

Le sue parole, vibranti e penetranti, hanno posto le fondamenta di ciò che si sarebbe dispiegato sul palco, interrogando il pubblico sul senso profondo dell'arte e della narrazione in un'epoca frettolosa:
"Perché si danza? Perché si canta? Perché, in questo tempo frettoloso, si osa ancora raccontare l’amore e la morte con il linguaggio dei sogni? Due mondi si specchiano stanotte. Giselle, la fanciulla che muore d’amore, e Le Villi, gli spiriti che vendicano l’abbandono. Due leggende, due partiture, un solo destino: quello di chi ama troppo, di chi perde tutto, di chi cerca nell’arte un modo per restare. Sono corpi, i nostri. Corpi che parlano, che gridano, che cadono e si rialzano. Voci che tremano tra le pieghe di una melodia antica. Fiori spezzati. Promesse infrante. Stasera il palcoscenico è grembo e tempesta. Un padre chiama la figlia perduta. Un amore si disfa tra le dita del tempo. Le Villi danzano. Giselle sospira. Puccini e Adam si tengono per mano, e nei loro accordi si incrociano i passi di chi è vivo e i sussurri di chi non lo è più. Perché? Perché ora? Perché osare, mescolare, fondere, confondere? Perché l’arte vera è sempre un atto di coraggio. E noi siamo qui a cercare un varco, a strappare il sipario tra il visibile e l’invisibile, a raccontare – ancora una volta – che l’amore può uccidere, ma anche resuscitare. E allora ascoltate. Guardate. Lasciatevi toccare. Perché stanotte, su questo palco, la leggenda prende corpo e la poesia diventa carne. E nulla sarà come prima."

A fare da contrappunto e chiarimento a queste parole, risuona la riflessione del M° Alberto Gazale, vero deus ex machina di questo progetto, che non solo ne è stato l'ideatore e motore, ma anche il regista e scenografo. La sua audace visione, che ci introduce al cuore della sua concezione, ha risposto alla domanda sul "perché" di un'operazione così complessa: «… non si tratta di una nuova composizione, bensì dell’accostamento di due mondi che si specchiano a vicenda. L’intento è quello di offrire una visione simultanea, un doppio binario percettivo. Due universi musicali lontani vengono destrutturati e ricomposti, uniti da una medesima sostanza drammaturgica. Il progetto è frutto di un lavoro di ricerca che ha indagato modalità nuove per farli convivere. L’approccio teatrale – condiviso con gli adattatori musicali – cerca di restituire quello stesso spirito istintivo e coraggioso che ha animato la leggenda delle Villi sin dalle sue origini. Il collante tra i due mondi? Le atmosfere nordeuropee, filtrate da una sensibilità latina, come avvenne per Adam e Puccini… Nessuna pretesa di riscrivere la storia o di snaturare i capolavori. Piuttosto, un tentativo – rispettoso ma coraggioso – di proiettare queste opere nel futuro, con lo spirito libero e sperimentale delle avanguardie degli anni Ottanta. Perché l’arte, per vivere, ha bisogno di osare.» La visione artistica di Gazale si è concretizzata grazie a un team di professionisti di grande talento: i costumi di Marco Nateri, le luci di Tony Grandi, l'aiuto regia di Siria Colella e la scenotecnica di Danilo Coppola.

Un contributo musicale di spessore è stato offerto dal M° Beatrice Venezi che, al suo debutto ufficiale nella città natale, ha impresso un carattere deciso alle transizioni musicali tra le due composizioni, cercando un equilibrio dinamico e ritmico con le voci sul palcoscenico, rispettandole e agevolandole con maestria. A tal proposito, la stessa Venezi ha condiviso la sua prospettiva: «... con Alberto Gazale…, ci siamo spesso chiesti quali siano le esigenze del pubblico di oggi, in termini di contenuti, emozioni, ma anche durata e fruizione. Dunque, questo lavoro così particolare riflette la nostra personale risposta a queste domande e all’esigenza, oltre che alla volontà, di sperimentare un nuovo modo per traghettare i grandi classici nella contemporaneità, allargando i confini del pubblico, coinvolgendolo in modo sinestetico e multidisciplinare.» Il cast vocale ha dato vita ai personaggi con straordinaria intensità. Lo stesso Alberto Gazale, nei panni di Guglielmo Wulf, ha incarnato il personaggio con profonda dolenza e maturo pathos emozionale. Il Roberto di Carlo Ventre non ha solo interpretato, ma ha fraseggiato divinamente, ricamando l'ordito della parola sul tessuto musicale con una vocalità sempre a fuoco, tonante e passionale. Anche Anastasia Boldyreva (Anna) ha saputo imprimere il carattere dolente della giovane Anna, con una performance di grande impatto emotivo. Un ruolo di primo piano è stato giocato dalle originali coreografie di Luigia Frattaroli, che hanno trovato vita e splendore grazie all'eccezionale bravura del ben preparato corpo di ballo. I danzatori solisti Corinne De Bock e Maxime Mathieu Quiroga, affiancati dal corpo di ballo composto da Luca Cappai, Claudia Floris, Maria Grazietti, Rachele Montis, Giulia Mostacchi, Chiara Mura e Giulia Vacca, hanno trasformato ogni movimento in piccoli, raffinati cammei, contribuendo in maniera determinante a uno spettacolo di piacevolezza e profondità visiva. La piena e innegabile riuscita del progetto si è manifestata in questa audace e rispettosa sperimentazione. La fusione non è stata una semplice sovrapposizione, bensì un'amalgama sopraffina, armonica nei colori, nei sapori, nelle emozioni. Il risultato è stato una serata di autentico e profondo gusto musicale e teatrale, dove ogni elemento ha contribuito a tessere un'esperienza coesa, vibrante e profondamente toccante. Un teatro abbastanza gremito ha decretato il successo di una serata di musica e teatro che si è distinta per la sua originalità e la qualità dell'esecuzione. (La recensione si riferisce alla recita di sabato 17 maggio 2025)
Crediti fotografici: Foto Alcide per il Teatro del Giglio di Lucca Nella miniatura in alto: il direttore Beatrice Venezi Al centro, in sequenza: Anastasia Boldyreva (Anna) e Carlo Ventre (Roberto) Sotto: panoramiche su Giselle around Le Villi
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