Diari dei Cronisti

Diario di Athos Tromboni

Il 31 marzo 1990 Claudio Abbado portō i Berliner Philharmoniker a Ferrara e fu un evento storico

30 anni e non li dimostra

di Athos Tromboni

Pubblicato il 31 Marzo 2020

200331_Diario_00_30AnniENonLiDimostra_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Io c'ero. È così che si dice per solennizzare un momento storico? Per nobilitare sé stessi di fronte ad un avvenimento storico? Per vanità che affiora e mette in primo  piano l'io narrante nel contesto di un appuntamento storico? Sì, è così che si dice. Perché non c'è modo migliore di dirlo. Ebbene sì, io c'ero!                               
Certo, il ritorno in Italia, a Ferrara, dei Berliner Philharmoniker è stato, per il mondo della musica "forte" o "classica" che dir si voglia, un fatto storico. La famosa orchestra tedesca, la più importante del mondo, in perenne competizione artistica con i Wiener Philharmoniker per il primato della "migliore", avendo scelto Ferrara anziché i palcoscenici della Scala, o di Santa Cecilia in Roma, o del Maggio Musicale Fiorentino, o della Fenice di Venezia, o del Teatro di San Carlo di Napoli, originava un fatto che sembrava incredibile, inconcepibile.
Ma nel Teatro Comunale della città estense il chefdirigent (letteralmete primo direttore) dei Berliner, Claudio Abbado, era fondatore e presidente onorario dell'Associazione Ferrara Musica; ed era diventato da meno di un anno anche il primo direttore dei Berliner, dopo sua maestà Herbert von Karajan. E la competizione "Berliner vs Wiener" pur non dichiarata, era più che mai presente nella pancia dei melomani italiani ed europei, ma (direi) di tutto il mondo occidentale e orientale, Asia compresa. Berlino vs Vienna. La cultura musicale viva e attiva della capitale tedesca vs la cultura viva e attiva della capitale austriaca. Del resto se Abbado portava i Berliner a Ferrara, Riccardo Muti avrebbe portato i Wiener Philharmoniker a Ravenna, nel festivalone creato e gestito da sua moglie, Cristina Mazzavillani.

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Allora ecco il fatto storico per il mondo della musica "forte": la provincia italiana comincia sfidare le capitali italiane della musica. E batte un colpo. Furono anni, quelli dell'ultimo decennio del secolo scorso, ricchi di effervescenza ed entusiasmi per tutti i melomani della provincia.
Ferrara, per chi vive qui e non lo ricordasse, oltre alla neonata Associazione Ferrara Musica e al Teatro Comunale (oggi Teatro "Claudio Abbado") aveva un festival estivo di eccellenza, Aterforum, con concerti dislocati nei palazzi storici, medievali e rinascimentali della città.
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Aterforum andò avanti con qualche interruzione fino al 2008, poi fu soppresso. Ma quando vennero i Berliner, Aterforum era una chicca che poche città italiane avrebbero potuto vantare: fra i personaggi di statura mondiale del concertismo riportati alla conoscenza diffusa e popolare da Aterforum ne cito uno solo: Glenn Gould, omaggio postumo a uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi. E fra i compositori contemporanei offerti al giudizio delle masse ne cito due: John Cage e Morton Feldman. Poi i minimalisti, tutti i più importanti, novità assoluta per l'epoca. Questo era il quadro della Ferrara anni '90. Roba da suscitare le più struggenti nostalgie, non solo perché all'epoca avevo (avevamo) trent'anni di meno, ma soprattutto perché fu una stagione che (all'occhio della ragion critica di oggi) si è dimostrata inimitabile e irripetibile. Le belle cose perdute che mi hanno (ci hanno) arricchito la vita e che ora sono dentro il deposito, anzi nello scrigno, dei ricordi.
Non scrivo, qui, io, la cronistoria di quel concerto dei Berliner a Ferrara. Accolgo nel mio diario il comunicato stampa dell'Associazione Ferrara Musica, diffuso oggi. Eccolo:

«Sono passati  trent'anni da quel 31 marzo 1990, quando Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker tennero al Teatro Comunale di Ferrara uno storico concerto, che segnò il ritorno in Italia di quella che era ed è tuttora considerata l'orchestra più importante del mondo.
Va ricordato che nell'anno precedente, il 1989, il grande direttore milanese e fondatore di Ferrara Musica era stato eletto a succedere a Herbert von Karajan sul podio dei Berliner, e questa nomina aveva acceso ancora di più l'interesse del pubblico e della critica italiani nei suoi confronti.
L'evento, che portò Ferrara alla ribalta della cronaca nazionale, tenne banco per diversi mesi sui giornali, scatenando un'incredibile caccia al biglietto, assegni con importo in bianco inviati in biglietteria, code sotto i portici di Corso Martiri della Libertà, l’organizzazione di proiezioni in diretta nel maxi schermo allestito in Piazza Trento e Trieste e in alcuni cinema del centro. Quella sera erano presenti, tra gli altri, Raoul Gardini, Giorgio Napolitano e Francesco Cossiga; il concerto venne ripreso dalla Rai e c'erano a "coprire" l'avvenimento tutti i più importanti quotidiani nazionali. Per l’occasione venne acquistata grazie al contributo dell’Unione Industriali di Ferrara ed installata, la camera acustica che tuttora è in dotazione e in uso al Teatro Comunale.
Il concerto del 1990 divenne storico perché fu il primo di diversi tenuti da Claudio Abbado e dai Berliner Philharmoniker a Ferrara, nell'ambito di un percorso musicale ben preciso che si chiarì e si sviluppò negli anni successivi. Quella sera vennero eseguiti sei brani dall'Opera 6 di Anton Webern, la Sinfonia n.8 "Incompiuta" di Franz Schubert e la Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven.
Ferrara Musica ricorda quel concerto con alcune delle straordinarie immagini che il fotografo Marco Caselli Nirmal scattò allora e che ha estratto per l'occasione dal suo archivio

Io c'ero. Ricordo l'emozione grande di tutti noi giornalisti nel palco al secondo ordine del Teatro Comunale, ma direi di tutto il pubblico, quando il presidene della Repubblica, Francesco Cossiga, scese dal palco centrale del Prefetto e delle autorità locali e si avviò a stringere la mano a Claudio Abbado e al primo violino dei Berliner. E ricordo le ovazioni del pubblico, cosa mai vista prima a Ferrara da me, giornalista e critico musicale della testata locale per la quale ho fatto servizi e scritto recensioni per 27 anni ininterrottamente (La Nuova Ferrara).
Ricordo la pioggia di fiori dal loggione. Ricordo le code interminabili di chi si metteva in fila all'ingresso del botteghino fin dalle 4 del mattino, perché allora non c'era la possibilità di acquistare i biglietti in internet: e noi cronisti della cultura e della cronaca, io, Mauro Alvoni, Alessandro Taverna, Giorgio Chiappini, come gli altri colleghi della testata concorrente (il Resto del Carlino-Carlino Ferrara) in fila anche noi dalle prime luci del mattino, non per il biglietto d'ingresso, ma per intervistare chi stava facendo la fila per l'acquisto del biglietto.

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Io non feci la recensione di quel concerto dei Berliner Philharmoniker, perché al Teatro Comunale seguivo l'opera lirica e a volte anche il balletto classico e la danza: la recensione per la nostra testata la fece Alessandro Taverna e credo che ancora oggi quello sia uno degli scritti dove Alessandro ha toccato l'assoluto. Quel servizio del mio collega, cioè l'assoluto, stimolò ancor di più in me lo spirito di emulazione/competizione nello scrivere di musica: io e Alessandro; io vs Alessandro... due colleghi della stessa testata, solidali; ma anche galli nel pollaio. Tempi memorabili, quelli: il ricordo, come il concerto, compie 30 anni e non li dimostra. Ebbene sì, io c'ero!

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica/Teatro Comunale di Ferrara
Nella miniatura in alto: il maestro Claudio Abbado
Sotto: Abbado sul podio dei Berliner Philharmoniker a Ferrara il 31 marzo 1990
Al centro: l'on. Giorgio Napolitano e il presidente Francesco Cossiga
In fondo: Piazza Trento e Trieste a Ferrara dove fu allestito il maxischermo per la diretta





Passaggio in India, il primo appuntamento del Ravenna Festival dedicato a quel paese asiatico

Junun, Scipione e il Summer Storm

di Athos Tromboni

Pubblicato il 03 Giugno 2017

170603_Ra_00_Junun_JonnyGreenwoodRAVENNA - Cos'è Junun? Junun è una parola urdu che designa la follia; una follia, però, che ha il retrogusto dell'amore, uno stato d'animo ambivalente e inafferrabile che appartiene alla sensibilità orientale. Junun  è un'odissea musicale sulla rotta che porta nel cuore dell'India ... Junun è un progetto firmato dal chitarrista dei Radiohead, Jonny Greenwood, e dal compositore israeliano Shye Ben Tzur. Terza protagonista la band The Rajasthan Express che porta in Junun tutta l'esuberanza dei fiati, gli inaspettati ritmi dispari delle percussioni, la vibrante energia dei cori, ma soprattutto il piacere assoluto di fare musica assieme.
Non sono parole mie, quelle precedenti. È la presentazione, sul programma di sala, fatta al primo appuntamento del sottotitolo "Passaggio in India" del Ravenna Festival, al Pala De André, spettacolo dato ieri sera, 2 giugno 2017, festa della Repubblica Italiana.  Poi il Ravenna Festival, quest'anno, come "Passaggio in India", avrà anche il Darbar Festival dal 22 al 24 giugno prossimi, dove non saranno le follie urdu a stare in scena, ma la musica classica indiana, quella della tradizione culturale alta, non quella popolare. Staremo a vedere. Anzi, a sentire.
Intanto, però, ho ceduto alla tentazione: vedere, ascoltare, capire Junun, un misto di cultura israeliana, pop europea e tradizione indiana (così la presentazione, così nelle mie aspettative). Allora sono andato al Pala De André, con Elvira. Oh! lei sa molte cose dell'India, l'adora quella terra lontana, ci è andata, vorrebbe ritornarci. Tutta la sera, al suono delle percussioni e della tromba, alla nenia del canto urlato, lei ha sprizzato emozioni, condensate negli occhi che brillavano, nel battito a tempo dei piedi sull'impiantito, nell'eccitazione del movimento quando - all'ultimo brano del concerto - Shye Ben Tzur ha chiamato tutti quelli che volevano ballare, a ballare, davanti la prima fila di poltrone, nello spazio che separa la platea dal palcoscenico, divenuto in quel momento luogo per il rito improvvisato della partecipazione collettiva.
La musica di Junun? Pirotecnica. In essa c'è tanta semplicità a-melodica, quasi una nenia, e soprattutto alto volume, ritmo, percussioni, assieme al basso elettrico suonato da Greenwood che fa la sua parte a parte, e al flauto traverso di legno o la chitarra elettrica suonati da Ben Tzur che - invece - si integra; ma soprattutto impressionano e ti entrano dentro l'organetto, la tromba, il basso tuba, le nacchere, i tamburi, il canto urlato, dei sette musicisti Rajasthan Express.
Ho detto bene? Usato i termini appropriati? Non ne sono certo. Non posso fare il critico musicale di cose che non so, né voglio fare il saputello sfogliando Wikipedia per dire di cose che non so facendo finta di saperle; io non ho elementi per valutare quella musica. Farò - allora - lo scrittore. Per una pagina del mio diario, così, tanto per storicizzare, senza passare sotto silenzio certe mie impressioni... Ad esempio: a me sembrava che il suono della tromba fosse troppo simile a quella di Miles Davis che scopriva e faceva diventare celebre il jazz modale. E che il canto dei Rajasthan mi sembrava così simile a quello dei Tenores di Bitti da fare quasi impressione...
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Basta fare il critico, me l'ero proposto. Prendo l'abito di scrittore. Dirò dunque che io ero parte millesimale del migliaio di spettatori presenti al Pala De André per il primo "Passaggio in India". Che i Rajasthan erano vestiti come gli indiani d'India, col turbante safa e i pantaloni salvar bianchi, la casacca scura a blusa, così come ci vengono presentati gli indiani d'India nell'oleografia che da Emilio Salgari ai giorni nostri ha eccitato l'ispirazione dei pittori illustratori. Che l'israeliano Ben Tzur era vestito anche lui da quasi-indiano d'India, però si distingueva per un pastrano tutto europeo o comunque di foggia occidentale e non aveva il turbante safa ma una chioma di capelli e barba da figlio dei fiori; e che Greenwood era proprio come ce lo immaginiamo noi un'inglese che suoni la chitarra, jeans sdruciti, capelli alla Beatles prima maniera, ciuffo sempre davanti agli occhi e mani sulla chitarra o impegnate ad armeggiare costantemente con i volumi del suo personale amplificatore di suono; poco partecipe della festa collettiva, Greenwood, almeno così è se vi pare... perché stava molto sulle sue, forse una posa, forse un aplomb tutto britannico... lui sulle sue, noi a battere ritmicamente mani e piedi  mentre nel Pala De André si scatenava un putiferio di ritmi e suoni e canti urdu ad alto volume. Sballo con ballo.
Settanta minuti 70, è durato lo sballo con ballo. Poi tutti fuori, più che contenti. Ora la sera è mite, troppo mite rispetto alle alte temperature del pomeriggio. Guardo il Meteo sul telefonino, scopro perché è così mite la sera: l'annunciato Scipione atmosferico è mitigato dalle correnti generatrici del Summer Storm.

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E la loro combinazione ai margini delle due aree atmosferiche ha donato a Ravenna un più 26,5°, ottimale per non stare in maniche di camicia e neanche - però - indossare il soprabito primaverile. L'incontro fra due correnti, stasera, su, nell'alto dell'atmosfera. L'incontro fra due culture quaggiù, stasera, nel Pala De André. Scipione e il Summer Storm, che si mitigano a vicenda. Così è se vi pare. Elvira è radiosa; io pensieroso, perché non so che scriverò di questo Junun. Ecco. Fatto.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il chitarrista Jonny Greenwood
Al centro: Shye Ben Tzur con Jonny Greenwood
Sotto: ancora Greenwood  e Ben Tzur in una fotografia d'assieme col gruppo completo The Rejasthan Express





Sabato 8 e domenica 9 ottobre 2016 grande partecipazione alla fiera dell'elettronica

Un giorno in Fiera

di Athos Tromboni

Pubblicato il 09 Ottobre 2016

161008_Fe_00_FieraLogoFERRARA - La pubblicità con i manifesti disseminati per la città e con le inserzioni in radio e televisioni locali, in giornali e altri media, hanno consentito una copertura informativa capillare. Come non essere incuriositi dalla Fiera dell'elettronica? Io, noi tutti, tutti i giorni, siamo alle prese con l'elettronica: i computer, i tablet, i telefonini, gli impianti di videosorveglianza, l'impianto di riscaldamento magari gestito dalla domotica... E allora decido di andare, perché il quartiere fieristico di Ferrara è comodo da raggiungere, i padiglioni sono ampi e arieggiati, un giorno in fiera può essere un diversivo intelligente, oltre che utile. Poi ho bisogno di acquistare qualcosa per i miei congegni elettronici, e trovo tutto lì, tutto insieme, tutto in una volta. Più comodo di così...
La sorpresa inaspettata mi accoglie alle 9 del mattino di sabato 8 ottobre 2016, primo giorno di esposizione, quando arrivo: sono con Simone, mio figlio, un mago del computer e della programmazione di sofware. Lui sa tutto. Proprio tutto; io, oltre all'esperienza in fiera, voglio godermi anche la soddisfazione del mio figliolo quando scopre e tocca dal vivo i componenti di cui ha letto su quelle riviste che acquista in gran quantità. Sti' maghi del computer...  Siamo sull'ampio piazzale della fiera, la giornata è limpida, spira un'arietta non caldissima, comunque è una bella giornata di sole. Da lontano vediamo tre file lunghe lunghe di gente che aspetta di pagare il biglietto d'ingresso. Raggiungiamo le code e ci mettiamo in attesa pazientemente.
Poi capisco perché c'è tanta gente che vuole entrare: non è solo la Fiera dell'elettronica, anche se questo comparto fa la parte del leone nei sei padiglioni allestiti.

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Leggo con maggiore attenzione il depliant che spiega cosa sia questa esposizione e mi rinfresco la memoria: i settori presenti sono diversi. Li elenco come li trovo scritti nel depliant, per non dimenticare nulla:
Mondo Elettronica Ferrara è la mostra-mercato di elettronica, informatica, radiantismo, sistemi digitali e satellitari, materiali di consumo, componentistica, minuterie, dischi e cd, mercatino radio.
Ferrara Militaria è la mostra-mercato del collezionismo militare.
Soft-Air Fair è la fiera di soft-air ed equipaggiamenti corrispondenti.
Ferrara Colleziona è la fiera di oggettistica, ceramiche, mobili, stampe, quadri, libri, cartoline, numismatica, fotografia, collezionismo, artigianato.
Ferrara Comics & Games è la mostra-mercato del fumetto, videogames, giochi di ruolo, gadgets.
Mostra-Mercato del Giocattolo d’epoca e Modellismo Ferroviario espone automodelli, robot, slot, soldatini, treni, giocattoli in latta, kinder, bambole.
Mostra-Mercato del Disco e Cd usato e da collezione espone i vinili d’epoca di tutti i generi musicali, cd e dvd inediti in Italia, poster e locandine cinematografiche, colonne sonore.
Area riservata all'esposizione di prodotti tipici alimentari che espone cibo sia da asporto sia da consumare in fiera, magari seduti a uno dei tanti tavoli intorno alle bancarelle alimentari e ai punti di ristorazione.

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Poi dici: strano! ci entri e ci passi quasi tutta la giornata senza accorgerti che le ore volano...
Per forza, vedere tutto e magari fermarsi a chiedere informazioni esige un atteggiamento contrario al mordi-e-fuggi. Ma proprio il tempo corre, e mano a mano che passanpo i minuti la fiera diventa sempre più affollata.
Simone ed io decidiamo di percorrere i padiglioni corsia per corsia. Non si ha che l'imbarazzo della scelta, perché la merce è tanta e anche perché i prezzi sono tutti esposti e si può fare il confronto; la concorrenza, qui, non è un'opinione: trovi magari un vinile dei Pink Floyd o di Benny Goodman, di Erich Kleiber che dirige la Quinta di Beethoven sul podio dei Berliner prima dell'avvento del nazismo, di Pippo Di Stefano che canta le canzoni napoleane e di Claudio Villa che canta gli stornelli romaneschi, fai tre passi avanti e trovi gli stessi vinili a un prezzo magari di uno o due euro più basso. Così dicasi per i cd e i dvd vergini, tutti a prezzi concorrenziali, e costano meno che alla Coop...

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Poi arriviamo al reparto dell'elettrinica vera e propria: dal nuovo nuovissimo modello dell'oggettistica appena presentata sulle riviste di settore, fino all'usato sicuro di computer, telefonini, tablet. Qui decido di acquistare un tower Dell con licenza Windows 7 professionale e Microsoft Office 2010 preinstallati, 4 giga di ram, disco fisso di 80 giga, processore (chi si ricorda? comunque velocissimo), insomma un "muletto" a cui affidare ore e ore di ulteriore lavoro in redazione, senza il timore che lui, il Dell, dia segno di stanchezza o cedimento: prezzo, 69 euro. Simone lo ha testato, ha letto le "proprietà" e ha detto al suo babbo che sono io: «La macchina vale quei soldi» e se lo dice lui... c'è da fidarsi.
Egli compra, in questo reparto, un paio di bancarelle più avanti, un visore tridimensionale, per 10 euro: mi fermo a guardare Simone e la venditrice che parlano in linguaggio tecnico di risoluzione in pixel, di incisività, di telecomando in dotazione o come optional; poi Simone apre il visore, ci infila il suo telefonino e guarda dentro i due oculari, gira la testa a destra e sinistra, in alto, in basso, gira su se stesso di 360 gradi e io sono divertito di tutta quella manovra. Mi porge il visore e mi dice di guardare dentro gli oculari; faccio la sua stessa manovra, a destra, a sinistra, in alto, in basso... si vede un filmato che lui ha nel telefonino, è tridimensionale... ma non solo: ogni volta che giro la testa vedo il paesaggio come se io fossi presente dentro il paesaggio stesso e non davanti a un video pescato su YouTube... Miracoli della tecnologia che mostra la realtà virtuale, mi dice il figliolo... Ma realtà e virtualità non sono contrari? chiedo io. Simone dice di no, perché la tecologia d'avanguardia ti permette di vedere una realtà arricchita, e dunque la realtà virtuale è la nuova frontiera a cui sta già giungendo il nostro quotidiano... La realtà arricchita... Ma pensa un po'!
E così di bancarella in bancarella, di padiglione in padiglione, passiamo dalla tecnologia ad altri argomenti: il padiglione del modellismo, per esempio, dove fra trenini, navi, automobiline che imitano i bolidi di Formula 1 e sgommano su un miniautodromo, fra fuoristrada che si arrampicano su piani inclinati di 60 gradi e elicotterini che volano telecomandati, scopriamo un Bucintoro, galea di stato dei dogi di Venezia ai tempi della Serenissima, che è un gioiello di modellino, completo e arredato come quello vero, opera di un membro del Gruppo Modellismo di Ferrara.
Passiamo oltre; e là in fondo è in atto un duello con spade luminose: è lo spazio di Ludosport Emilia Romagna dove è in atto una lezione dimostrativa di "light saber combat academy"; chiedo spiegazioni e mi viene detto che  si tratta di un vero sport, con regole e standard, in cui uomini e donne possono confrontarsi in combattimento liberamente e in sicurezza; è un sistema codificato di sette forme di combattimento, ciascuna efficace in sé e compatibile con tutte le altre; inoltre è un “linguaggio comune” che permette a tutti di gareggiare in duelli e tornei. Quelli impegnati nella lezione dimostrativa sembrano divertirsi molto e attorno al "ring" si formano capannelli di gente a guardare.

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Passiamo ancora oltre e siamo nei padiglioni di Ferrara Militaria e del Soft-Air Fair e qui le tute mimetiche, gli elmetti, le armi, le bandiere degli eserciti, insomma tutto l'equipaggiamento per la guerra di terra e di mare (ma ci sono anche i modernissimi droni) è lì a portata di mano per chi abbia la passione degli armamenti e della guerra. Non è uno sport, è una passione come la caccia e la pesca, mi dicono alcuni avventori con cui mi fermo a commentare qualche arma e qualche abbigliamento militare. Sarà...
Decidiamo di uscire, abbiamo visto tutto e concordiamo che questa esposizione gestita da Expo Fiere è molto interessante, ben disposta e ricca di tutto quello che può soddisare il tecnico informatico e l'appassionato di armi, il collezionista e il modellista, l'amante della musica incisa in vecchi dischi di vinile e quello che invece preferisce i moderni cd... e può soddisfare anche il palato del buongustaio che compri i prodotti tipici locali o si sieda a uno dei punti di ristorazione per uno snack o - anche - una scorpacciata.

Crediti fotografici: Footeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatuta in alto: il logo di Expo Fiere, società che ha organizzato la Fiera dell'elettronica






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Tutto questo si sapeva. E concordiamo con quanto scrisse
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Ravenna Festival alla Rocca Brancaleone
redatto da Attilia Tartagni FREE

200618_Ra_00_RavennaFestival_RiccardoMutiRAVENNA - Dopo lo stop impresso dal COVID-19 all’economia e alla vita sociale, spettacoli compresi, il Ravenna Festival è fra i primi a ripartire con un viaggio interdisciplinare di oltre 40 eventi dal 21 giugno al 30 luglio 2020. Certamente i protocolli di sicurezza hanno inciso sulla programmazione, riducendo il programma originale ma
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Eventi
Ferrara riparte dal Rinascimento
servizio di Athos Tromboni FREE

200615_Fe_00_TeatroComunaleFerrara_RescaMarioFERRARA - Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" è fra i primi (se non il primo in assoluto) a riaprire al pubblico con uno spettacolo dal vivo, proprio il primo giorno utile della fase 2 post-Coronavirus: il tardo pomeriggio di oggi 15 giugno 2020, infatti, vede alle ore 18 l'inaugurazione della mostra di locandine e manifesti storici «La pelle del teatro
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Dischi in Redazione
In chordis et plectro
recensione di Edoardo Farina FREE

200601_Dischi_00_GiulioTampalini_CopertinaCDL’ultimo lavoro discografico dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” di Ferrara, In chordis et plectro - Viaggio nella musica per chitarra e orchestra a plettro - distribuito dall’etichetta “Movimento Classical”, intende offrire un’esperienza di ascolto originale relativa a un ampio ventaglio di composizioni appartenenti a stili e periodi diversi, accomunati dal fatto di
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Dischi in Redazione
Il doublebass di Valentina
recensione di Simone Tomei FREE

200607_00_Dischi_ValentinaCiardelliCopertina1CD audio “Music from the Sphinx”
Valentina Ciardelli contrabbasso, Alessandro Viale pianoforte
musiche di Ciardelli, Granados, Puccini, Schubert, Serra, R.Strauss, Tabakov, Viale, Zappa
Da Vinci Classics

Concettualmente la Sfinge
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Eventi
Anna Maria Chiuri canta per Piacenza
intervista di Simone Tomei FREE

200423_Pc_00_Pc_AnnaMariaChiuri_ritrattoPIACENZA - Aprile 2020. Nel corso di un pomeriggio domenicale, mentre cerco di godere di qualche timido raggio di sole in questi giorni di “quarantena”, scambio alcuni messaggi con il mezzosoprano Anna Maria Chiuri. Visto che la conversazione si protrae e diventa ben più corposa di un semplice scambio di saluti e amenità,
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Pagina Aperta
La Benedizione di San Francesco
servizio di Athos Tromboni FREE

200411_00_PreghieraASanFrancesco_FeliciaBongiovanniBOLOGNA - In tempo di Covid-19 gli artisti sono fermi a casa. Come tanti di noi. Questo limita ma non impedisce la loro creatività, né il loro contributo, con i mezzi possibili, alla socializzazione della loro arte. È il caso del soprano Felicia Bongiovanni; durante una conversazione telefonica la Bongiovanni ci ha spiegato quello che ha fatto nel periodo pasquale di
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