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Il recital della giovane e talentuosa pianista napoletana ha incantato il pubblico di Ferrara Musica |
La Vacatello sa emozionare |
servizio di Athos Tromboni |
| Pubblicato il 12 Febbraio 2020 |
FERRARA - La pianista Mariangela Vacatello lascerà un ricordo indelebile negli spettatori di Ferrara Musica, perché il suo recital eseguito martedì 11 febbraio 2020 nel Teatro Comunale Claudio Abbado è di quelli che non si scordano. Si è presentata con molta semplicità e molta sicurezza di sé, in un programma che ha mischiato novità e grande repertorio solistico: la Musica Ricercata di György Ligeti, la Passacaglia in Do minore Bwv 582 di Johann Sebastian Bach (trascritta dalla stessa Vacatello dalla originale partitura per organo), la proibitiva Sonata n.9 "Messe noire" op. 68 di Aleksandr Skrjabin e infine la Sonata n.3 in Si minore op. 58 di Fryderyk Chopin. Ecco cosa ci racconta la sua sintetica biografia: la Vacatello nasce in una famiglia di musicisti e inizia gli studi musicali ancora bambina, a quattro anni. Si esibisce in pubblico per la prima volta all’età di cinque anni e debutta con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a quattordici anni nella “Sala Verdi” del Conservatorio di Milano (dove si è diplomata e laureata), eseguendo il Concerto n.1 di Franz Liszt. Si è perfezionata frequentando masterclass, in Italia e all’estero. Si è esibita per le più importanti stagioni concertistiche e nei principali teatri nel mondo, come il Teatro alla Scala di Milano con l’Orchestra Filarmonica, l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia a Roma, Società dei Concerti di Milano, Orchestra Rai di Torino, Wigmore Hall di Londra, Carnegie Hall di New York, Konzerthouse Berlin. Ha effettuato tournée negli Stati Uniti, in Sud Africa e in Cina. Insieme allo studio del pianoforte ha affiancato il corso di composizione sperimentale. Nello scorso ottobre 2019 ha aperto la Stagione Sinfonica dell’Orchestra della Rai a Torino nei circuiti Euroradio ed Eurovisione. Nei prossimi mesi sarà impegnata in tournée in Italia e all’estero. Dedica parte del suo tempo alla didattica pianistica al Conservatorio Arrigo Boito di Parma. Un brillantissimo curriculum di studi ed esibizioni, dunque. A Ferrara ha dimostrato che quel curricolo che abbiamo riportato sopra non rende nella sua algida oggettività, tutto sommato, giustizia a questa giovane e brava pianista. Lei, sia nelle frenesia del virtuosismo (di cui è pieno il pezzo di Bach, soprattutto là dove improvvisato; e altrettanto pieno di virtuosismo è il pezzo di Skrjabin) sia nella cantabilità più lirica, ha saputo padroneggiare il suono, timbricamente e (in senso più lato) musicalmente piegando le note, le scale, gli arpeggi, gli accordi a una concezione dell'interpretazione che si è dimostrata in sintonia con la voglia di meravigliare, eccitare, commuovere. Insolito e seduttivo il pezzo di Ligeti perché (scrive nel programma di sala il musicologo Pasquale Spinelli) «esso rappresenta il tentativo del compositore di costruirsi un linguaggio totalmente nuovo ripartendo dalle basi minime dell'arte musicale... è una raccolta di undici studi dove il primo pezzo è costruito con due note delle dodici disponibili (il La e solamente in coda il Re), il secondo brano ne aggiunge una terza e così via, con progressive aggiunte fino all'undicesimo studio che esaurisce il totale della scala cromatica.» Cioè, fuor del linguaggio tecnico, se non ci fosse una (o un) eccellente interprete a dare vita a quella sequenza "in augmentazione" dei suoni dodecafonici, sarebbe un patimento starli ad ascoltare, così privi di melodia quali sono. Ricercato e seduttivo il pezzo di Bach trascritto dalla Vacatello, e non aggiungiamo altro, se non meraviglia e piena gioia dell'ascolto. Con Skrjabin si potrebbe ripetere la sequela di aggettivi usati per le esecuzioni precedenti. Ma quel che più ha interessato gli spettatori e anche il critico (perché finalmente qui esistono incisioni di riferimento, per cui è possibile - almeno emotivamente con l'ascolto dal vivo - fare paragoni e tentar confronti) è stata l'esecuzione della Sonata op. 58 di Chopin: e allora diciamo che la Vacatello ha dato l'impressione di possedere la sensibilità di Nikita Magaloff (suono rotondo e pieno, illuminate pause espressive, più attenzione al lirismo che al virtuosismo) e la pulizia di diteggiatura di Maria Tipo.

In particolare vogliamo riferire di una sua stupenda esecuzione del terzo tempo della Sonata chopiniana, un "Largo" che si fa largo (scusate il bisticcio di parole) in mezzo a una marcia lenta, come un pensiero elegiaco che non si stanca (e non stanca) di fluttuare nell'aria facendosi suono senza sosta, senza fine, senza meta: vogliamo riportare qui a ulteriore specificazione dell'effetto, la frase del bel libro di Jean-Jacques Eigeldinger, «Chopin visto dai suoi allievi» là dove si racconta che Madame Roubaud nel corso delle 18 lezioni frequentate a Parigi presso il polacco, quel "Largo" suonato una volta da Chopin stesso, fece piangere l'allieva. E veramente l'interpretazione della Vacatello, a Ferrara, ha suscitato - per quel "Largo" - la commozione in chi scrive e forse non solo in chi scrive... dimostrandosi una musicista che sa emozionare. Ovvio perciò il grande successo di pubblico, purtroppo non numeroso, a cui la Vacatello ha donato (visto che gli applausi erano copiosi, calorosi e interminabili) ben tre bis fuori programma: un pezzo di Alberto Ginastera e due perle ancora di Chopin.
Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica - Teatro Comunale Claudio Abbado
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La musica di Roberto Manuzzi
intervento di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Una piccola antologia di significative composizioni a-jazz, il lancio di un crowdfunding per favorire la produzione d'un prossimo compact-disc del gruppo Ars Antiqua World Jazz Ensemble, una coinvolgente prima esecuzione assoluta d'una sonata per flauto e pianoforte: questo il succo del concerto "Paesaggi sonori - La musica di Roberto Manuzzi" che si è svolto nella Sala Stefano Tassinari dell'Associazione Musicisti di Ferrara (Scuola di Musica Moderna) di via Darsena, ieri pomeriggio. Pubblico strabocchevole, tanto che dentro la Sala Tassinari molti spettatori hanno trovato posto a sedere... solo sul pavimento. Ma si sa, i frequentatori della musica jazz (e anche quelli della musica a-jazz) non hanno problemi ad accovacciarsi ovunque sia possibile, l'importante è essere presenti al concerto, condividere le pulsioni che la musica,
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Tutte le direzioni riparte
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GENOVA - Applausi lunghi e calorosi accolgono, venerdì 13 febbraio 2026, il debutto del titolo più atteso e impegnativo della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: Tristan und Isolde di Richard Wagner. Quasi cinque ore di musica e vertigine emotiva che scorrono come un unico respiro, dissolvendo il tempo e lasciando lo spettatore
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LUCCA - C’è un istante nella vita di ogni istituzione culturale in cui la programmazione cessa di essere mero esercizio di organizzazione e diventa atto interpretativo della storia. Quando il Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" ha dovuto rinunciare momentaneamente all’Otello verdiano inizialmente previsto, il vuoto lasciato in cartellone avrebbe
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TORINO - Carlo Vistoli è al momento il controtenore italiano più richiesto all'estero (considerato un interprete di riferimento di Händel) e sta avendo una carriera in grandissima ascesa: ha vinto il Premio "Abbiati" 2024 della critica musicale italiana come miglior cantante per Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera
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SAN FRANCISCO (California, USA) - War Memorial Opera House. Con Rigoletto, opera in tre atti con musica di Giuseppe e libretto in italiano di Francesco Maria Piave (1810-1876), è iniziata una nuova stagione dell'Opera di San Francisco, la numero 103 della sua storia. Sebbene l'opera sia entrata formalmente nel repertorio di
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