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Pubblicato il 14 Settembre 2026
Successo a Padova per l'opera centrale del ''Trittico'' di Giacomo Puccini
Suor Angelica a Palazzo Liviano
servizio di Athos Tromboni
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PADOVA - Ottimo risultato per l'allestimento dell'opera Suor Angelica di Giacomo Puccini andata in scena a Piove di Sacco, Teatro Filarmonico (con accompagnamento di pianoforte), il 10 settembre 2026 come "anteprima"; e successivamente il 12 e 13 settembre a Padova, Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, con il maestro Nicola Simoni sul podio della Venice Chamber Orchestra e la regia ideata da Luca Baracchini. L'allestimento del Circolo della Lirica di Padova, sponsorizzato dalla Fondazione Ferrari Salimbeni, è stato il risultato finale della sedicesima masterclass "Opera Studio" dove sono stati docenti Carlos Natale, Alessandro Trebeschi, Silvia Dalla Benetta, Massimo Pizzi Gasparon Contarini, e gli stessi Nicola Simoni e Luca Baracchini. Abbiamo assistito alla recita a Palazzo Liviano dove con una breve introduzione, e i saluti al numeroso pubblico, la presidente del Circolo della Lirica Nicoletta Scalzotto ha riassunto il percorso fatto dalle giovani cantanti che sarebbero andate in scena di lì a poco.
Suor Angelica di Puccini, allestita in prima esecuzione a New York nel 1918, rappresenta uno dei vertici più raffinati e, per lungo tempo, sottovalutati della produzione pucciniana. Seconda parte del celebre Trittico (racchiusa tra le tinte fosche de Il tabarro e la comicità dissacrante di Gianni Schicchi), l'opera si distingue per essere un dramma psicologico interamente al femminile, ambientato in un convento di clausura alla fine del XVII secolo. La drammaturgia di Suor Angelica (su libretto di Giovacchino Forzano) è costruita come un lungo e calibrato crescendo emotivo che si sviluppa in due macro-blocchi ideali: la prima parte (incentrata sulla quotidianità claustrale) descrive la vita del convento con toni apparentemente idilliaci, bozzettistici e quasi infantili: questa sezione serve a creare un'atmosfera di quiete apparente che isola il segreto tormento di Angelica, un tempo giovane principessa, reclusa da ormai sette anni perché ragazza madre di un bambino che non ha mai potuto conoscere ma di cui conserva nel cuore un appassionato affetto materno. La seconda parte si trasforma in scontro e catastrofe, con l'arrivo della Zia Principessa, uno scontro che spezza violentemente la dimensione atemporale del convento; il dramma subisce qui un'accelerazione brutale, trasformando la composizione da elegia mistico-religiosa a tragedia umana viscerale. Dal punto di vista musicale, Suor Angelica è forse il lavoro in cui il compositore lucchese (grazie anche al perfetto libretto di Forzano) sperimenta con maggiore audacia la tavolozza dei colori orchestrali, concentrando la strumentazione e l'orchestrazione sul fatto che mancano del tutto le voci maschili e ricreando un'atmosfera sospesa, quasi impressionista. Tanto per esemplificare: la celebre aria «Senza mamma» del soprano - una volta appresa la morte del figlioletto - è un capolavoro di economia espressiva: il dolore non viene gridato, ma distillato attraverso una melodia di straziante purezza, supportata da un'armonia moderna e audace per quegli anni.

La regia di Baracchini ha realizzato l'opera dentro una scena essenziale, tavoli e sedie come in un refettorio, ora distese ora raccolta per lasciare spazio al palco. Le suore, anche nella prima parte dell'opera (quella che abbiamo definita "quotidianità claustrale") sembrano tutt'altro che timorate di Dio - alcune addirittura fumano spinelli di nascosto - e le trasgressioni al Credo e alla Regola trasformano l'ambiente in un cenacolo di disubbidienza: solo Suor Angelica, la più penitente di tutte, non partecipa allo sconcio ideato da regista. Nella seconda parte l'idea rientra dentro il solco della drammaturgia vera, con lo scontro fra la Zia Principessa e la nipote reclusa, ma poi nel finale tutto torna trasgressivo, fino al suicidio di Angelica con il veleno da lei stessa preparato. La concertazione di Nicola Simoni (la partitura era quella per orchestra da camera realizzata da Giuseppe Renzetti) si è mostrata puntale, precisa e assolutamente presente... a volte anche a copertura delle voci (ma non si può giudicare appieno, vista l'acustica della Sala dei Giganti e la dislocazione dell'orchestra allo stesso livello del palco); comunque il polso del maestro concertatore si è apprezzato per i tempi adottati e il gesto continuo a sostegno delle cantanti. Su tutte ha letteralmente trionfato Marianna Martirosyan (Suor Angelica), bella intonazione, sicurezza negli acuti e voce possente, al punto che sarà interessante vederne il prosieguo in carriera nei ruoli anche verdiani come Abigaille (Nabucco), Leonora (La forza del destino), Aida; e perché no, anche la Kundry del Parsifal di Wagner o la Elektra di Richard Strauss. Interessante il timbro e la postura drammaturgica (cioè la capacità di gesto scenico) dell'altra grande protagonista dell'opera, il mezzosoprano (contralto?) Maryna Kulikova (Zia Principessa) i cui affondi nel grave sono difficilmente udibili in altre celebrate protagoniste del registro mezzosopranile e la sua facilità della salita al medio-acuto e all'acuto ha dimostrato quale preziosa gamma di colori abbia la sua vocalità.

Ben preparate, infine, tutte le giovani cantanti meritevoli di citazione: Giulia De Stasio (Suor Genovieffa), Francesca Molfetta (La suora zelatrice), Marcela Vidra (La maestra delle novizie), Maria Teresa Becci (La suora infermiera), Mia Malesia (Prima cercatrice), Francesca Civerra (Seconda cercatrice), Anastasia Pirogova (La badessa), Silvia Ghirardini (Prima conversa), Maria Baldo (Seconda conversa), Geraldine Martinez (Una novizia), Nikoleta Kapetanidou (Suor Dolcina), Romina Ristagno (Suor Osmina) e poi Francesca Contò, Laura Rampin, Daria Robertson, Diana Suciu, Hailin Tang (altre suore). Una nuova andata in scena è prevista per il Gran Teatro La Fenice di Venezia (Sale Apollinee) il prossimo 16 settembre. Successo caloroso di pubblico a Palazzo Liviano e applausi prolungati soprattutto per le due principali protagoniste. (la recensione si riferisce alla recita di domenica 13 settembre 2026)

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Circolo della Lirica di Padova Nella miniatura in alto: il direttore Nicola Simoni Al centro: Marianna Martirosyan (Suor Angelica); Maryna Kulikova (Zia Principessa); i saluti del cast al termine della recita Sotto: foto ricordo di tutto il cast e del management: al centro del gruppo la presidente Nicoletta Scalzotto
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Pubblicato il 20 Giugno 2023
Grazie all'associazione ŦAnimando Luccaŧ riproposto un raro concerto per violino e orchestra
Il divino Pergolesi risorge
servizio di Gianluca La Villa
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LUCCA, Chiesa dei Servi 18 giugno 2023 - Ultimo concerto settecentesco della stagione di “Animando Lucca”: il divino Giovan Battista Pergolesi (1710-1736) è risorto col suo Concerto in Si bebolle maggiore per violino e orchestra per l’arco di Christian Sebastianutto con l’Ensemble Animando diretto da Gianmaria Griglio. Che dire, un concerto meraviglioso già prediletto dalla grande Pina Carmirelli, e mai udito in decenni di frequentazioni concertistiche in Italia. E questo dimostra la grettezza, la pigrizia, il provincialismo di chi ha in mano le sorti della musica classica nello Stivale. I tre tempi del concerto, Allegro-Largo Siciliano-Allegro, hanno aperto sole e cielo azzurro sulla ritmica e un po’ la secchezza delle musiche barocche, accendendo davvero di fantasia e varietà di frase, nonché di inventiva violinistica, la mente degli ascoltatori puranco dopo i due celeberrimi concerti per violino di Bach, rispetto ai quali l’ingegno di Pergolesi svetta giovane e brillante, e con un fascino pari o anco superiore ai costruiti concerti per violino di Mozart! E le prime note del "Siciliano" Largo sono nientemeno che le note di inizio della strafamosa Sérénade di Schubert! Ma poichè chi giovane muore è amato dagli Dei, a 26 anni il divino Pergolesi morì.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm Nella miniatura in alto: ritratto di Giovan Battista Pergolesi Sotto: Christian Sebastianutto durante l'esecuzione del 18 giugno alla Chiesa dei Servi (Lucca)
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Pubblicato il 25 Aprile 2023
Nella Chiesa dei Servi a Lucca prezioso appuntamento con due concerti per violino e orchestra
Viotti e Brahms per Animando Lucca
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LUCCA - Un concerto che muovendo da Giovanni Battista Viotti per arrivare a Johannes Brahms farà testa sulla figura del grande violinista Joseph Joachim, nume del violino di fine Ottocento e ispiratore dei grandi concerti di Brahms e Bruch. Brahms adorava il Concerto in La minore op.22 di Viotti, al punto di farne citazione di alcune battute nel primo tempo del suo grande Concerto per violino in Re maggiore op.77 che fu proprio Joachim a eseguire in prima assoluta. La musica di Viotti affascina, rapisce, avvince nel concatenarsi delle sue melodie e delle sue arcate. A questo fascino Brahms non si sottrasse, se è vero che proprio dall’amico Joachim si faceva eseguire il Concerto di Viotti molte volte. A testimonianza dell'ammirazione del compositore di Amburgo per quel lavoro di Viotti c'è anche una lettera del 1878 all'amica Clara Schumann, nella quale Brahms così scriveva: «Il Concerto in La minore op.22 di Viotti mi ha particolarmente entusiasmato e credo lo abbia scelto per me! Il concerto è una meraviglia di virtuosismo e libertà di invenzione; si direbbe che sia una improvvisazione, mentre tutto è gia concepito e scritto magistralmente.» Il 14 maggio prossimo a Lucca, nella Chiesa dei Servi alle ore 18, si avrà modo di ascoltare questi due capolavori, entrambi con le cadenze di Joachim, per i nobili archi di Laura Bortolotto in Viotti; e di Christian Saccon in Brahms.

La Orchestra Nuove Assonanze diretta da Alan Freiles Magnatta darà sostanza alle magnifiche parti orchestrali di questi due concerti, che ascoltare uno dopo l’altro da archi così vividi è una assoluta novità e rarità. Il concerto è stato impaginato da Gianluca La Villa per la stagione musicale di “Animando Lucca”. I biglietti si acquistano sul sito di Animando Lucca. (a.t.)
Nella miniatura in alto: il direttore Alan Freiles Magnatta Sotto in sequenza: Laura Bortolotto e Joseph Christian Saccon
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Dido and Aeneas da manuale
intervento di Athos Tromboni FREE
SPOLETO - Per parlare della Dido and Aeneas, opera lirica di Henry Purcell (1659-1695) completata da Riccardo Panfili (compositore vivente), allestimento inaugurale della 80.ma stagione lirica del Teatro di Spoleto, bisogna partire da lontano. E dunque partiamo da lontano, introducendo un concetto: il rapporto tra significato e significante costituisce da sempre il segno linguistico di una data cultura o di una data età storica; e può essere esemplificato paragonandolo a un foglio di carta con frasi scritte davanti e dietro. Non si può ritagliare quel che sta scritto davanti senza che venga contemporaneamente ritagliato quel che sta scritto dietro. Questo perché l'uno dipende dall'altro, lo completa ma lo definisce anche... E - con questo - stiamo già parlando di semiotica, scienza dell'interpretazione dei linguaggi (o delle lingue, ad libitum) che può essere applicata alla recensione musicale di uno spettacolo vecchio/nuovo (vecchio: Purcell - nuovo: Panfili)
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Ecco la stagione d'Opera del Teatro Abbado
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FERRARA - Una stagione più ricca di titoli di tutte le precedenti: così si presenta il cartellone 2026/2027 di Opera e Danza del Teatro Comunale "Claudio Abbado". Si tratta di titoli che propongono l'allestimento di grandi classici della lirica, di nuove creazioni (musica del novecento e contemporanea) con una significativa presenza anche del
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Suor Angelica a Palazzo Liviano
servizio di Athos Tromboni FREE
PADOVA - Ottimo risultato per l'allestimento dell'opera Suor Angelica di Giacomo Puccini andata in scena a Piove di Sacco, Teatro Filarmonico (con accompagnamento di pianoforte), il 10 settembre 2026 come "anteprima"; e successivamente il 12 e 13 settembre a Padova, Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, con il maestro Nicola Simoni sul podio
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TORRE DEL LAGO (LU) - Nell’ambito del 72° Festival Puccini di Torre del Lago va in scena Tosca, uno dei titoli più intimamente legati alla concezione pucciniana del teatro musicale: un’opera nella quale il dramma procede senza soluzione di continuità attraverso musica, parola e azione, e in cui la dimensione sentimentale si intreccia
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VERONA - Ci sono serate che appartengono alla cronaca di uno spettacolo e altre che, quasi naturalmente, finiscono per appartenere alla memoria. Assistere a Turandot nell’anno del suo centenario, nel cuore dell’Arena di Verona gremita in ogni ordine di posti, è già di per sé un’esperienza destinata a lasciare il segno: la più
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La coerenza d'una Madama Butterfly
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TORRE DEL LAGO (LU) - Nella luce sospesa delle afose sere estive del Festival Puccini, quando il lago sembra trattenere il respiro e restituire ogni suono con una delicatezza quasi irreale, ha preso vita una nuova Madama Butterfly. Siamo al Gran Teatro all’aperto di Torre del Lago, un luogo che non è soltanto palcoscenico ma memoria viva,
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FERRARA - Fra i cartelloni musicali estivi patrocinati dal Comune di Ferrara, i concerti gratuiti organizzati nel "Parco Coletta" prospiciente la stazione ferroviaria sono fra i più seguiti: per cinque serate il parco stesso si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per tanta musica dal vivo. Giovedì 6 agosto, in piena calura estiva, il palco ha
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TORRE DEL LAGO (LU) - Giunto alla sua settantaduesima edizione, il Festival Puccini di Torre del Lago-Viareggio conferma il proprio ruolo di appuntamento internazionale della lirica estiva italiana, nel luogo che vide Giacomo Puccini vivere e comporre gran parte del proprio catalogo, sulle rive del lago di Massaciuccoli. Venerdì 31 luglio
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TORRE DEL LAGO (LU) – Nel luogo che più di ogni altro custodisce la memoria artistica di Giacomo Puccini, il 72° Festival intitolato al compositore lucchese ripropone La bohème, una delle pagine più amate del repertorio operistico, capace ancora oggi di commuovere per l’immediatezza del linguaggio teatrale e la profonda umanità dei suoi
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CARBONIA - Il Teatro Lirico di Cagliari ha scelto la strada più antica e insieme più rischiosa per portare l'opera fuori dalle sue mura: quella dell'aria aperta, dove il canto non ha più il sostegno di un'acustica costruita a tavolino e deve misurarsi, nudo, con il vento e con le distanze. È la scommessa di Rotte Sonore Summer 2026, la stagione
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VERONA – Come ricorda la sovrintendente Cecilia Gasdia, la 103ª edizione dell’Arena Opera Festival è un’edizione ricca di ricorrenze e celebrazioni. È innanzitutto il Festival più lungo della storia dell’anfiteatro veronese, con ben cinquantatré serate distribuite nell’arco di tre mesi, e coincide con i 150 anni dalla nascita del tenore veronese
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FERRARA - Penultimo concerto di Un fiume di musica 2026 e primo concerto di Tutte le direzioni in summertime... and more 2026 organizzato dal Gruppo dei 10: così i due cartelloni si sono incrociati ieri sera sulla riva del Po di Volàno, dove l'Associazione Musicisti di Ferrara ha accolto nella propria rassegna di successo la performance della
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PISA - Al Teatro di Pisa una ricca stagione artistica 2026-2027 con Opera, Prosa Danza, spettacoli speciali e per le famiglie. Emerge l’offerta lirica con cinque titoli, una prima mondiale assoluta, importanti collaborazioni e coproduzioni con i teatri italiani e grandi nomi del panorama lirico internazionale. Saranno sette mesi intensi di
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FERRARA - Una conferenza stampa fiume stamattina nel rinomato ristorante "Marinai in coperta" di via Otello Putinati 24 per presentare la programmazione estiva di Tutte le direzioni in Summertime... and more 2026, dove sono intervenuti Massimo Cavalleretti (presidente del Gruppo dei 10), Alessandro Mistri (direttore artistico), il batterista Ellade
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Gli spettacoli tornano a casa
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BOLOGNA - Tante storie un filo comune. La frase ha l'apparenza di uno slogan, invece è il titolo vero con cui la città felsinea e il suo maggior teatro si apprestano a far tornare nelle sale del Bibbiena le stagioni di opera, danza, musica sinfonica e cameristica. L'annuncio delle Tante storie è stato dato nella conferenza stampa del 25 giugno scorso,
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FERRARA - Il Circolo di Cultura Musicale dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” è sempre caratterizzato da un considerevole calendario di eventi come oramai avviene da diversi anni, alcuni già realizzati altri da concretizzarsi tra il 2025-2026 quali, oltre la consueta attività concertistica, varie iniziative connesse alle conferenze e i pomeriggi
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