Pubblicato il 27 Maggio 2019
Il Maestro di Cappella di Cimarosa e il Gianni Schicchi di Puccini hanno chiuso con successo la stagione
Un Dittico curioso ma divertentissimo servizio di Simone Tomei

190527_Vr_00_GianniSchicchi__FotoEnneviVERONA - Chiude bene. Chiude cioè con ilarità e comicità la stagione del Teatro Filarmonico di Verona che ha messo in scena due componimenti buffi molto distanti tra loro - sia per periodo compositivo che per tempo legato al dipanarsi delle vicende - ma che hanno in comune il paradosso come divertimento, unito ad una musicalità entusiasmante.
Il Maestro di Cappella di Domenico Cimarosa dà il via alle danze in questo pomeriggio di maggio. “Si presume che l’abbia composto tra il 1786 e il 1791 a Pietroburgo, dov’era stato invitato dalla zarina Caterina II. Non si conosce un autografo della musica, né un libretto. Un’unica fonte tramanda il brano, uno spartito per canto e piano edito a Lipsia da Hofmeister intorno al 1813, che lo definisce “ein burleskes Intermezzo” (intermezzo burlesco)… Il maestro di cappella è un intermezzo anomalo. L’azione è continuata (ossia non è articolata nelle consuete due parti da collocare negli intervalli di un’opera in tre atti). Ha un solo personaggio cantante. Il contrasto non è di natura erotico-matrimoniale, bensì artistico-tecnica: un direttore d’orchestra – denominato all’epoca ‘maestro di cappella’ non solo in chiesa ma anche in teatro e in sala da concerto – se la vede con una compagine di suonatori particolarmente riottosa e bisbetica… Nel tema, questo lavoro fa capo al filone del ‘teatro nel teatro’, in voga nel ’700: le mille piccole traversie dell’allestimento di un’opera diventano il soggetto metateatrale di uno spettacolo che mette in mostra sé stesso. La trama è rudimentale. Il maestro vuol provare con l’orchestra un’aria «in stil sublime» (ossia un’aria da opera seria). L’avvio delle prove è un disastro: gli strumentisti attaccano al momento sbagliato. Il maestro deve allora canterellare i motivi di ciascuna parte dell’orchestra, affinché gli esecutori li apprendano e li assimilino a uno a uno. L’addestramento funziona: alla fine, i musicisti sono pronti per cimentarsi in un pezzo di bell’effetto.” (Nicola Badolato, Oh che armonico fracasso, in Musica Docta. Rivista digitale di Pedagogia e Didattica della musica, pp. 71-81).
Protagonista assoluto il fantomatico ed esuberante Maestro di Cappella alle prese con un’orchestra indisciplinata sul palcoscenico guidata concretamente dal M° Alessandro Bonato. Tutti, orchestrali, concertatore, mimi e lo stesso protagonista indossano abiti rigorosamente d’epoca curati da Silvia Bonetti, mentre le scene di Michele Olcese riproducono un salotto “bene” dell’epoca illuminato dai colori e dalle luci di Paolo Mazzoni.
La regista Marina Bianchi costruisce sull’unica scena un discorso più corale, rispetto al solito one man show, attribuendo ai mimi un alter ego degli strumenti indisciplinati; quasi in maniera onomatopeica i movimenti scimmiottano le intemperanze dei musicisti creando un quadretto di elegante e piacevole visione.
Il Maestro di Cappella alias il baritono Alessandro Luongo dipana con sicumera la partitura con una vocalità elegante, sinuosa e talvolta canzonatoria, senza cadere nel ridicolo interagendo disinvoltamente con il concertatore “vero” che ottiene le giuste sonorità dal piccolo ensemble, ma che qualche volta sembra diventare un po’ “isterico” nei tempi di esecuzione; improvvise impennate in accelerando prendono il posto di tempi più rilassati e distesi conferendo una sorta di disomogeneità al costrutto musicale. Soffre di questa intemperanza soprattutto la parte finale che scivola in “allegro troppo vivace” con la pecca di trovarsi scollato con l’unica voce cantante.
Sono solo venti minuti di spettacolo, ma la musica di Domenico Cimarosa si conferma una perla preziosa nell’alea del Teatro d’opera.

190527_Vr_01_IlMaestroDCappella_FotoEnnevi 190527_Vr_02_IlMaestroDCappella_FotoEnnevi

Nella seconda parte del pomeriggio si va avanti nel tempo relativamente al periodo compositivo, ma ci spostiamo indietro di qualche secolo per il periodo drammaturgico con il Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.
Siamo nell’Inferno dantesco canto XXX 31, 42-45: “... sostenne,/Per guadagnar la donna de la torma, (cioè la mula più bella della stalla/Falsificare in sé Buoso Donati/Testando e dando al testamento norma”, senza ignorare un'altra fonte, più minuziosa e doviziosa di particolari anch’essi tutti finiti nel libretto che risulta di estremo interesse: si tratta di un brano tratto dal Commento alla Divina Commedia D'Anonimo fiorentino del secolo XIV ora per la prima volta stampata a cura di Pietro Fanfani, tomo I (Bologna, Romagnoli, 1866); di questo ed altro ci parla in un saggio molto interessante dal titolo La modernità retrospettiva del Trittico, Virgilio Bernardoni, Membro del Comitato scientifico del Centro Studi Giacomo Puccini di Lucca: “… Forzano, librettista dell’opera trova bell’e pronta l’articolazione del libretto dell’ultima parte del Trittico nel commento dantesco. …  ... là dove si narra nel dettaglio la vicenda del vero Schicchi e si fa cenno alla preoccupazione dei famigliari del morente Buoso Donati, che paventano un testamento a loro sfavorevole, all’occultamento del cadavere e al travestimento, particolare della ‘cappellina’ compreso, al timore di svelare la truffa che frena l’impulso ribelle dei parenti, allorché il falso legato volge palesemente a loro danno, nonché alla consistenza della parte più appetibile dell’eredità di Buoso, di cui s’appropria il testatore fraudolento. Il libretto – uno dei prodotti di miglior riuscita di Forzano per le trovate buffe e per il congegno drammatico felicissimo che le produce – trova la propria forza propulsiva nella contrapposizione tra la scaltrezza del burlatore e la credulità dei gabbati. Motivo che si tinge anche di vaghissime risonanze sociali nel confronto impari tra la «gente nova», scesa in Firenze dal contado con un bagaglio vincente di energia e d’intelligenza, e le vecchie casate cittadine, piombate in uno stato imbarazzante e risibile di decadenza.

190527_Vr_03_GianniSchicchi_FotoEnnevi190527_Vr_04_GianniSchicchi_FotoEnnevi190527_Vr_05_GianniSchicchi_FotoEnnevi190527_Vr_07_GianniSchicchi_facebook_FotoEnnevi

Insomma, è il comico come dinamismo di forze, in cui il dato lirico-sentimentale si neutralizza e il dato caricaturale e macchiettistico – quello che un tempo Puccini praticava con disinvoltura nel Benoit della Bohème, nel Sagrestano della Tosca e nello zio Yakousidé della Butterfly – finisce relegato in posizione marginale.”
Una scena unica curata da Saverio Santoliquido e Claudia Boasso ci ha di fatto introdotto in una camera arredata in stile borghese del primo novecento fiorentino con una scala che porta su di un terrazzino da quale si pensa possibile ammirare la città rinascimentale; ottima e di gusto la ripresa registica di Matteo Anselmi che subentra all’ideatore primiero Vittorio Borrelli (lo spettacolo è importato dal Teatro Regio di Torino), che è riuscito a infondere vita e carattere ad ogni personaggio con fedele attenzione al testo evitando manierismi ormai fuori luogo.
Egregia la prova di Alessandro Luongo nel ruolo eponimo che anche in questo contesto si è sicuramente fatto valere per vocalità rotonda e precisa, dando maggior spazio al cinico sadismo ed alla scaltrezza che non all’esuberanza. Una piccola nota che mi preme: non credo che le inflessioni troppo esagerate dell’accento toscano giovino alla resa complessiva dello spettacolo, ma probabilmente qualcuno ha imposto questa interpretazione che alla lunga risulta noiosa e stridente con la partitura… bravo comunque.
Barbara Massaro è un’amabile Lauretta che sprigiona freschezza e profuma di buono come il sentimento che l’accompagna.
Frizzante bizzarra e adeguatamente caratterizzata la Zita di Rossana Rinaldi che emerge tanto nella veste attoriale - per la quale avrei osato ancora di più - quanto per quella vocale dove il timbro uniforme e ben proiettato emerge energicamente nei vari momenti di assieme e caratterizza ancor di più la goffaggine del personaggio; scherzosamente dico sempre che la Zita si “misura” sulla parola Ladro pronunciata dopo la beffa dello Schicchi… ebbene: super, super, super… un ladro da manuale con una a tenuta magistralmente.
Rinuccio è impersonato dal giovane Matteo Mezzaro che serve sul piatto  di portata uno squillo argentino ed un colore molto gradevole dando vita e corpo alla suadente aria Firenze, è come un albero fiorito.
Encomio anche per il bravissimo Alessandro Busi nel doppio impegno quale Maestro Spinelloccio e Ser Amantio di Nicolao, sicuro ed affidabile caratterista.
E veniamo adesso a tutti gli altri parenti: buono il Gherardo, Ugo Tarquini; frizzante, squillante e stizzosamente “sdegnosa” la Nella di Elisabetta Zizzo che trova sempre il modo di emergere per spigliatezza e per pasta vocale con acuti ben piazzati ed eccellente servizio alla parola scenica; Betto di Signa è appannaggio di un ficcante Dario Giorgelè; il Simone di Mario Luperi non porta a casa un risultato troppo convincente fallando numerosi attacchi e mettendo in luce un’emissione opaca e spesso forzata con acuti al limite e note gravi svuotate; Marco è incarnato da un bravo Roberto Accurso e La Ciesca, per voce di Alice Marini tende a dare vita ad un personaggio troppo marcato vocalmente con accenti ed inflessioni poco in linea con la leggerezza e la goliardia del contesto.
Completavano con piacevolezza il cast il calzolaio Pinellino, Maurizio Pantò  ed il tintore Guccio Nicolò Rigano mentre il piccolo Gherardino era lo scanzonato Leonardo Vargas Aguilar.
La direzione del M° Alessandro Bonato, giovane di belle speranze, è da encomiarsi per una salda tenuta del rapporto con il palcoscenico con il quale, grazie ad un gesto marcato e preciso, ha intessuto un rapporto di fiducia e stima; l’esuberanza della bacchetta ha avuto come effetto contrario quello di eccedere spesso in sonorità troppo marcate che hanno tolto quel senso di leggera frivolezza che la partitura porta in sé; tutta la prima parte, almeno per quello che riguarda la restituzione del suono a metà platea, è risultata totalmente appannata dalla mole di suono che veniva dalla buca ed ha fatto perdere molte peculiarità delle voci; un po’ incerti e vacui anche i tempi eseguiti che spesso incedevano in andamenti piuttosto lenti e pesanti: le due arie solistiche ed altri momenti che avrebbero richiesto vita ed enfasi, hanno sofferto per questa scelta metronomica. Un giovane che si sta facendo le ossa per il quale la pasta e la verve non mancano… diamogli il tempo per maturare ed il frutto sarà dolce e sugoso.

190527_Vr_06_GianniSchicchi_FotoEnnevi

Il pubblico non troppo numeroso ha partecipato con attenzione all’insolito dittico ed ha apprezzato l’esibizione con calorosi applausi.
(La recensione si riferisce alla recita di domenica 26 maggio 2019)
Crediti fotografici: Foto Ennevi per il Teatro Filarmonico – Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura il alto: il giovane tenore
Matteo Mezzaro (Rinuccio in “Gianni Schicchi”)





Pubblicato il 19 Maggio 2019
Applaudita produzione della celebre opera di Umberto Giordano ottimamente diretta da Carminati
Chénier lo spirito dell'Umanitā servizio di Rossana Poletti

190520_Ts_00_AndreaChenier_KristianBenedikt TRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena in questi giorni e fino al 26 maggio 2019 al Teatro Verdi di Trieste l’Andrea Chénier di Umberto Giordano. «Questo titolo viene definito generalmente come una grande storia d’amore. Nella mia visione la ricerca della libertà e della conoscenza unita alla forza della parola daranno come risultato amori e amicizie senza fine». Queste sono le parole con cui la regista, Sarah Schinasi, illustra in sintesi la sua personale interpretazione dell’opera. Nella realtà Giordano e Luigi Illica, che scrisse il libretto, traendolo dalla biografia del poeta francese Andrea Chénier, pongono la loro attenzione sulla povertà, sull’ingiustizia, temi cari al Verismo, genere letterario e musicale che domina la scena di fine Ottocento. L’opera punta i riflettori sulle tante luci ed ombre della Rivoluzione francese. Lo fa raccontando una struggente storia d’amore e morte. Meridionale come il verista Verga, Umberto Giordano è colpito dai tanti lati oscuri che fanno ombra ad un movimento che pose fine al dominio di una nobiltà fiacca, improduttiva e parassita, dapprima in Francia per poi diffondersi universalmente.
Se nella rivoluzione, sotto il segno dell’Illuminismo, “Liberté, Égalité, Fraternité” sono i principi che ispirano ad un profondo cambiamento sociale, il potere e la sua gestione diventano infatti con Robespierre il regime del terrore: il vedere cioè nemici e oppositori ovunque, la cui eliminazione si fa ossessione fanatica.

190520_Ts_01_AndreaChenier 190520_Ts_02_AndreaChenier
190520_Ts_03_AndreaChenier_facebook

Nella prima scena dell’opera si raccontano le ingiustizie che indussero il popolo alla rivolta. L’interno è quello di una casa nobiliare, si riceve in uno stucchevole rituale di danze, salamelecchi ed inchini. Gérard è il figlio di un servitore anziano, che alle soglie della morte è costretto a lavorare. Si definisce con furore “progenie di servi”; la padrona di casa, la Contessa di Coigny, fa un’affermazione assai rivelatrice di un’ottusa mentalità, che non contribuì a salvare la sua stirpe dalla ghigliottina. Afferma la donna «Ah quel Gérard! L’ha rovinato il leggere! Credetemi. Fu l’Enciclopedia! Ed io che tutti i giorni facevo l’elemosina…», la frase è la conseguenza dell’irruzione in casa di un gruppuscolo di affamati.
«E’ sua Grandezza la Misera» aveva detto Gérard con soddisfazione. Ritroviamo poi il servitore, fattosi cittadino, nel bel mezzo della rivoluzione ormai conclusa, a colloquio con una delle tante spie che osservano i traditori del popolo, coloro che, appartenendo a fazioni diverse della rivoluzione, sono considerati una minaccia per il nuovo ordine statale, e i nobili che si sono salvati, magari cambiando identità e mescolandosi tra la folla. E’ questo il caso di Maddalena, figlia della Contessa di Coigny, salvatasi dal rogo della sua casa, aiutata dalla fedele Bersi, che si prostituirà per far sopravvivere entrambe. Maddalena incontra Chénier, si innamorano perdutamente, purtroppo però quest’ultimo è caduto in disgrazia, Robespierre lo vuole morto.
Gérard è anch’egli da sempre preso dalla donna, da quando crebbero assieme nella casa, ora può averla e questo lo porterà a duellare con il poeta. Ferito, non lo tradirà, chiedendogli di salvare la giovane. Una denuncia successiva al tribunale del popolo farà arrestare Chénier e a quel punto non ci sarà più nulla da fare. Maddalena sceglierà di sostituirsi segretamente ad una nobile mandata a morte pur di restare con il suo amato.
«Questo capolavoro - ha dichiarato il maestro Fabrizio Maria Carminati - incarna lo spirito dei più alti ideali dell’Umanità, posti in musica dalla grande esperienza musical teatrale di Umberto Giordano. Ho sempre correlato la raffinatezza musicale dell'Andrea Chénier all’emozionante visione dei quadri di Bruegel dove la visione dei minimi dettagli è al centro dell’attenzione con un’ininterrotta continuità. L’elenco dei molteplici personaggi della trama dell’opera - ha concluso Carminati - evidenzia un preciso spaccato della società del tempo in cui è ambientata la vicenda. La Rivoluzione Francese, madre dei più eclatanti sconvolgimenti storici Europei, è delineata dai due fratelli d’arte, Giordano e Illica, con una giustezza e perfezione molto rare.»
La musica di Giordano è “un fiume in piena”, così la definisce Carminati, che dirige egregiamente l’orchestra attraverso la partitura diversamente piena di colori e ombre, in sintonia con la narrazione.
Vero protagonista in scena è Gérard, interpretato da Devid Cecconi, che suscita un entusiasmo colmo di applausi da parte del pubblico. Il personaggio di Carlo Gérard è ispirato al rivoluzionario Jean-Lambert Tallien, divenuto al tempo ministro delle finanze; incarna i sentimenti dell’intera opera, il bene e il male, l’amore ma anche la spietatezza con cui, denunciandolo, condannerà a morte il poeta. Dotato di una naturale vena poetica nella voce il baritono toscano affronta con disinvoltura e potenza, con forza e sofferenza il suo monologo del terzo quadro, Nemico della patria?!, nel quale racconta di essere rimasto un servo, del nobile padrone prima e di una rivoluzione ora, per la quale ha smarrito il “sognato destino”.
Il Chénier del tenore Kristian Benedikt è apprezzabile soprattutto nel primo quadro, la sua voce esprime la giusta passione per un ruolo che racconta di ideali, di arte, di un grande amore e della sua conclusione tragica.
Il terzo personaggio è Maddalena, che il soprano Svetla Vassileva interpreta con proprietà sia nella parte della nobile civettuola, sia in quella successiva della fuggitiva donna innamorata.

190520_Ts_04_AndreaChenier

Tutti i protagonisti “minori” dell’opera si rivelano capaci di rendere vocalmente e scenicamente il personaggio rappresentato: dalla Madelon di Isabel De Paoli alla Contessa di Coigny di Anna Evtekhova, e poi ancora  Albane Carrère (La mulatta Bersi), Francesco Musinu (Roucher), Saverio Pugliese (Un Incredibile e L’abate poeta), Gianni Giuga (Pietro Fléville e Il sanculotto Mathieu), Giuliano Pelizon (Schmidt e ll Maestro di casa), Giovanni Palumbo (Fouquier Tinville) e Francesco Paccorini (Dumas).
Le scene di William Orlandi raccontano di un’architettura neoclassica che si muove per dar spazio agli ambienti diversi dei quattro quadri. I cambi scena rallentano musica ed azione, ma sembrano inevitabili.
Sfarzosi i costumi del primo quadro di Jesus Ruiz, raccontano di una nobiltà che non bada a spese, mentre il popolo straccione fa la fame. La contrapposizione è ben evidenziata. La regista, Sarah Schinasi, è stata scelta per questa coproduzione internazionale con il Teatro Opera SNG di Maribor (Slovenia), è agevolata come sempre dal coro del Verdi, diretto da Francesca Tosi, capace di calarsi nei tanti ruoli e momenti che l’opera richiede.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Teatro Verdi Trieste
Nella miniatura in alto: il tenore Kristian Benedikt (Andrea Chénier)





Pubblicato il 19 Marzo 2019
Il regista Victor García Sierra gioca con forme e colori vestendo l'opera buffa di Donizetti
Elisir come un quadro di Botero servizio di Rossana Poletti

190319_Ts_00_ElisirDAmore_FrancescoCastoroTRIESTE - Teatro Verdi. Il regista venezuelano Victor García Sierra ha deciso di ambientare L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, in scena al Verdi di Trieste, in un mondo pittorico circense attinto da Botero, che dipinse una serie di quadri dedicata proprio al circo nel 2008. Le scene e i costumi appaiono conformi a quelle che sono le peculiarità dell’artista , che ama le forme insolite, dilatate e i colori distesi, mai sfumati con i contorni precisi e delineati. E allora innamorati, truffatori, bellimbusti, creduloni, ragazze capricciose, personaggi senza tempo e senza luogo, vivono su una scena in cui troneggia un tendone giallo del circo che ruota, mostrando nel suo interno due vere acrobate, i trampolieri altissimi, ci sono poi i carrozzoni, il villaggio e i suoi abitanti festosi, i bambini, una mongolfiera, il cui pallone è a forma di gattone, realizzato da Botero come scultura a Barcellona, che alla fine si porterà via Dulcamara, quando ormai la storia d’amore si è risolta e lui non teme più di essere scoperto nel suo imbroglio del finto elisir.
L’operazione è riuscitissima, propone una rappresentazione divertente, colorata, piena di trovate fantasiose che aggiungono qualità ad un’opera che già di per sé è perfetta. Botero, colombiano, è figlio della sua terra, il Sudamerica, i cui artisti raccontano da sempre mondi reali soffusi di magia, dai “Cent’anni di solitudine” di Garcia Marquez al “Gabriella, garofano e cannella” di Jorge Amado, a cui appartiene evidentemente il regista Sierra, capace di ricostruire questa magia anche sul palco dell’opera.
Magia, allegria e malinconia in scena si rincorrono in un mix che gli artisti riescono a proporre senza cadute e senza che la festosità generale si tramuti in grottesco. Nemorino è un giovane innamorato, molto timido e ingenuo, credulone canta il suo amore non corrisposto con il dolore ma anche con la speranza che la sua gioventù gli consente.

190319_Ts_01_ElisirDAmore_ClaudiaPavoneLeonKim190319_Ts_02_ElisirDAmore_FrancescoCastoroBrunoDeSimone
190319_Ts_03_ElisirDAmore_scena1

Il tenore Francesco Castoro, che lo impersona, è atteso alla prova del fuoco con l’aria più importante e sicuramente la più nota dell’intera composizione, “Una furtiva lacrima”. La esegue vestito da Pierrot con il fagotto in mano, lo strumento che dà le sottolineature al canto di Nemorino. Impeccabile fino alla fine, intellegibile nelle parole, con un bel timbro limpido suscita gli applausi scroscianti del pubblico, soprattutto per la sua emozionante interpretazione.
Anche l’Adina del soprano Claudia Pavone propone un’ottima esecuzione del suo personaggio, ragazza civettuola e lievemente perfida che sfuma poi nella giovane pentita e amorosa. Raggiunge, senza mostrare alcuna difficoltà, acuti di notevole intensità.
E’ vigoroso nella voce e nell’interpretazione del personaggio il Belcore di Leon Kim, gradasso ma non troppo, si propone con molta disinvoltura e con una dicitura di buona qualità.
Bruno de Simone propone un Dulcamara furbo, istrionesco: “Udite, udite, o rustici, attenti non fiatate” e ancora “Benefattor degli uomini, riparator dei mali, in pochi giorni io sgombero, io spazzo gli spedali”; alle donne poi “O voi matrone rigide, ringiovanir bramate? Le vostre rughe incomode con esso cancellate”: è tutta qua la contemporaneità del suo messaggio che attraverso l’incantamento e il raggiro propone illusori rimedi per tutti i mali, anche all’assenza d’amore. Un elisir per tutte le stagioni e per tutti i bisogni.

190319_Ts_04_ElisirDAmore_scena2
190319_Ts_05_ElisirDAmore_facebook

Divertentissima la scena del duetto in cui Nemorino scopre che Dulcamara può risolvere il suo problema amoroso “Ardir! Ha forse il cielo mandato espressamente per mio bene quest’uom miracoloso nel villaggio” a cui Dulcamara risponde “La mia saccoccia è di Pandora il vaso”. Imbonirà Adina, essendo consapevole che la giovane è realmente innamorata di Nemorino, fino alla partenza finale nel tripudio generale della folla che ha veramente creduto agli effetti sorprendenti del suo elisir, con il coro che canta a gran voce “Viva il grande Dulcamara, la Fenice dei dottori: con salute, con tesori possa presto a noi tornar”.
Una particolare menzione va proprio al Coro del Teatro Verdi, diretto da Francesca Tosi, che la fa da padrone sul palco dell’ Elisir d’amore, ha un’ottima presenza musicale a cui si aggiunge un riuscito lavoro registico che impone un’efficace “movimentazione delle masse”. L’Orchestra del Verdi imprime il giusto brio e vivacità all’opera di Donizetti, diretta dal maestro Simon Krečič che, unica nota dissonante, forse nell’emozione della prima esecuzione, soprattutto nella prima parte, sembra trattenere l’andamento brillante della composizione.
L’opera è considerata il capolavoro di Donizetti, composta su libretto di quel grande poeta che fu Felice Romani, con cui il compositore non andò mai molto d’accordo. Realizzata in pochissimo tempo, come spesso accadde per tante opere, arrivò a conclusione non con pochi dissidi tra i due artisti e con una certa presunzione del librettista, che riteneva importante al pari della musica il suo lavoro letterario. Subì l’inserimento della “furtiva lacrima”, aria composta in precedenza e di altre arie melodiche, che sono la forza del successo di Donizetti, che però poco conciliavano con Le philtre di Eugene Scribe adattato da Romani.
La prima esecuzione ebbe luogo al Teatro della Cannobiana di Milano nel maggio del 1832.
In scena al Teatro Verdi di Trieste fino al 23 marzo prossimo.

Crediti fotografici: Fabio Parenzan per il Teatro Verdi di Trieste
Nella miniatura in alto: il tenore Francesco Castoro (Nemorino)
Al centro in sequenza: Claudia Pavone (Adina) con Leon Kim (Belcore); ancora Francesco Castoro con Bruno de Simone (Dulcamara)
Sotto: immagini di scena dell'allestimento curato dal regista Victor García Sierra






< Torna indietro

Dal Nord-Ovest Dal Nord-Est Dal Centro-Nord Dal Centro e Sud Dalle Isole Dall' Estero


Parliamone
Per l'alto mare aperto, umanamente
intervento di Athos Tromboni FREE

190606_Ra_00_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - «Apparent rari nantes in gurgite vasto» (Sparsi naufraghi appaiono a nuoto nel vasto gorgo)… prendiamo a prestito un verso dell’Eneide del poeta latino Virgilio e anche un verso dialettale del drammaturgo e poeta romagnolo contemporaneo Nevio Spadoni «… e’ mêr … ch’l’argheta, u n’in pö piò, ch’lè strach d’avdé dal bras a spindculun, oc ad babî che j à armis-cê al lêgrum a i cavalon!» (… il mare … che rigetta, non ne può più, che è stanco di vedere braccia penzoloni, occhi di bambini che hanno mescolato le lacrime ai cavalloni!), per rendere ancor più significativo il tema della trentesima edizione del Ravenna Festival, “… per l’alto mare aperto …” (anche questo è poesia, un verso della “Divina” di Dante Alighieri).
Non c’è esegesi che possa essere più chiara delle tre citazioni poetiche qui riportate, bastano da sole per significare non metaforicamente l’aspirazione umana e umanitaria di un festival che fa, promuove, propone musica
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Opera dal Nord-Ovest
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly
servizio di Athos Tromboni FREE

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Passerella di belle voci a Bagnara
servizio di Attilia Tartagni FREE

190611_Bagnara_00_ConcertoLirico_EnricoZuccaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - «Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso...» scriveva Lucio Dalla nella sua celeberrima “Caruso”. Gli appassionati di lirica (anche Dalla lo era), per quanto possano  trovare inverosimili storie e situazioni, sono sedotti dalla verità della perfetta unione fra musica - versi - interpretazione. Prendiamo
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Suggestioni di van Hoecke per i Pink
servizio di Attilia Tartagni FREE

190610_Ra_00_ShinePinkFloyd_MichaVanHoeckeRAVENNA - Viaggio nel mondo della luna con Micha VAN Hoecke, i Pink Floyd Legend e la Compagnia Daniele Cipriani. «Il canto è una danza che si sente, ma non si vede; la danza è un canto che si vede, ma non si sente», lo afferma  il  coreografo e regista Micha von Hoecke che ha fatto di “SHINE! Pink Floyd moon”  un’opera rockrappresentata
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Flórez, Des Grieux in scena
servizio di Francesco Lora FREE

190607_Wien_00_Manon_AndreiSerbanVIENNA, 5 giugno 2019 – Alla Staatsoper di Vienna sono frequenti i cicli di recite che tengono un piede nella routine di tutti i giorni e l’altro nell’evento da non perdere. Esemplare è l’ultima ripresa della Manon di Massenet, con le sue quattro rappresentazioni dal 1° al 13 giugno. L’allestimento scenico è quello varato nel 2007, con regìa
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
La Turandot č avveniristica e provocatoria
servizio di Simone Tomei FREE

190607_Bo_00_Turandot_AnaLucreciaGarcia_phRoccoCasaluciBOLOGNA - È proprio vero che spesso la realtà riesce a superare di gran lunga la fantasia, ma, quando si odono reazioni sconvolte a qualche nuovo allestimento operistico, si spera sempre che tali resoconti siano frutto dell’aver preso certe situazioni un po’ troppo “di pancia” o dell’aver visto le cose con un occhio “antico” e poco adattabile alla
...prosegui la lettura

Diario
Trent'anni di radicamento nel territorio
Attilia Tartagni FREE

190606_Ra_00_IncipitFestival_CristinaMazzavillaniMutii_phSilviaLelliRAVENNA - Tremilacinquecento sono stati gli spettatori della serata inaugurale del Ravenna Festival 2019, evento amplificato dalla presenza di due colossi: il direttore d’orchestra Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra in residence Giovanile Luigi Cherubini e il M° Maurizio Pollini al pianoforte nei Concerti per pianoforte e orchestra KV 449 e KV 466
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Un altro stile esotico
servizio di Francesco Lora FREE

190602_Fi_00_ZubinMehtaFIRENZE, 2 giugno 2019 - L’anno scorso, 28 e 30 maggio, i cittadini della musica erano corsi al Maggio Musicale Fiorentino per abbracciare Zubin Mehta: egli che dirigeva ogni giorno musica nuova in una città diversa e presso un’istituzione differente, sempre infaticabile, aveva cancellato mesi e mesi interi di impegni per affrontare a testa bassa
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Pagliacci sė, Cavalleria proprio no
servizio di Simone Tomei FREE

190603_Ge_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_GiuseppeFinziGENOVA - Al Teatro Carlo Felice il dittico per eccellenza del melodramma italiano: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Un allestimento che vede il Teatro ligure impegnato in coproduzione con il Teatro del Maggio di Firenze dove, tra l’altro, il titolo del compositore livornese è andato già in scena e del quale
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Danza: energia incontri libertā liberazione
redatto da Athos Tromboni FREE

190602_Fe_00_Danza2019-2020_MarinoPedroniFERRARA - La stagione di Danza 2019/2020 del Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata pubblicamente ieri, 1 giugno: il cartellone si aprirà il 22 ottobre con il Nuovo Balletto di Toscana, struttura produttiva di rigoroso impianto professionale sorta sull’esperienza più che decennale dello Junior Balletto di Toscana. Il debutto ferrarese di
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Un Dittico curioso ma divertentissimo
servizio di Simone Tomei FREE

190527_Vr_00_GianniSchicchi__FotoEnneviVERONA - Chiude bene. Chiude cioè con ilarità e comicità la stagione del Teatro Filarmonico di Verona che ha messo in scena due componimenti buffi molto distanti tra loro - sia per periodo compositivo che per tempo legato al dipanarsi delle vicende - ma che hanno in comune il paradosso come divertimento, unito ad una musicalità entusiasmante.
...prosegui la lettura

Eventi
Amore passione follia al Cantiere
redatto da Athos Tromboni FREE

190524_Montepulciano_00_Cantiere2019_RolandBoerMONTEPULCIANO (SI) - Giunto alla 44.esima edizione, il Cantiere Internazionale d’Arte è dedicato quest'anno al tema Amore Passione Follia. Il calendario scandisce 45 appuntamenti dal 12 al 28 luglio 2019, tra Montepulciano e la Valdichiana Senese. Sono numerose le celebrità che collaborano con i giovani talenti, nella formula
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
La Straniera tra horror e trash
servizio di Simone Tomei FREE

190520_Fi_00_LaStraniera_SalomeJicia_phMicheleMonastaFIRENZE - Prosegue con grande partecipazione l’ottantaduesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino che dopo la “prima” dedicata al compositore contemporaneo Aribert Reimann autore di Lear, vede in scena La straniera di Vincenzo Bellini: melodramma in due atti che Felice Romani trasse dal romanzo L’Étrangère di Charles-Victor Prévost
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Chénier lo spirito dell'Umanitā
servizio di Rossana Poletti FREE

190520_Ts_00_AndreaChenier_KristianBenedikt TRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena in questi giorni e fino al 26 maggio 2019 al Teatro Verdi di Trieste l’Andrea Chénier di Umberto Giordano. «Questo titolo viene definito generalmente come una grande storia d’amore. Nella mia visione la ricerca della libertà e della conoscenza unita alla forza della parola daranno come risultato amori e
...prosegui la lettura

Prosa
La classe operaia secondo Di Paolo
servizio di Athos Tromboni FREE

190510_Fe_00_LaClasseOperaiaVaInParadiso_LinoGuanciale_phGiuseppeDiStefanoFERRARA - Nel 1972 furono due film italiani a vincere ex-aequo a Cannes la Palma d’Oro: La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, e Il caso Mattei di Francesco Rosi. In entrambi i film protagonista più che esuberante fu l’attore Gian Maria Volonté. Il primo film tentava (riuscendoci in buona parte) di coniugare la commedia all’italiana con il cinema di
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Un Re Lear esagerato
servizio di Simone Tomei FREE

190507_Fi_00_Lear_FabioLuisi_phMicheleMonastaFIRENZE - William Shakespeare incontra il Teatro d’opera con la sua opera King Lear attraverso le “note” di Aribert Reimann che con il “suo” Lear avrebbe voluto fornire un supporto musicale alla vicenda tra l’altro ben costruita, da un punto di vista librettistico, per mano di Claus H. Henneberg; queste parole introduttive con virgolette e tempo
...prosegui la lettura

Eventi
Ferrara Musica nel segno di Beethoven
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_FerraraMusicaStagione2019-2020_MarshallMarcusFERRARA - La stagione concertistica 2019/2020 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado celebrerà, fin da quest’autunno, il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrazione che si intensificherà nel corso del prossimo anno, vera tappa della ricorrenza. Lo hanno annunciato sia il direttore artistico di Ferrara Musica, Dario
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Le nozze di Figaro come 'Le Nozze'
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_NozzeDiFigaro_FrancescoBellottoFERRARA - L’ultima opera della corrente stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado ha riportato sulle tavole del massimo teatro ferrarese un titolo amato proprio dal maestro Abbado che nel 1991 ne diresse un’edizione viennese (poi portata anche a Ferrara) divenuta esecuzione di riferimento al punto che la critica più accreditata la definì come
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Antonio Malinconico a Musi Jam
servizio di Edoardo Farina FREE

190415_00_Fe_AntonioMalinconicoFERRARA - Dopo gli ultimi appuntamenti dell’estate scorsa svoltisi nel giardino della loggia rinascimentale nell’ambito di “Musica a Marfisa d’Este” ove non sono mancati bravi interpreti, è tornata la “chitarra sola” a Ferrara con un prestigioso esecutore di origine partenopea e appartenente al panorama internazionale Antonio Malinconico,  nel primo
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
La Tosca in Castello Estense
servizio di Athos Tromboni FREE

190503_Fe_00_ToscaLiricaInCastello_MariaCristinaOstiFerrara – La Sala dei Comuni di Castello Estense ha ospitato oggi la conferenza stampa per la presentazione di “Lirica in Castello”: sarà la Tosca di Giacomo Puccini, uno dei titoli più popolari della storia dell’Opera italiana, ad andare in scena nel cortile del Castello Estense giovedì 4 luglio 2019alle 21.15, nella nuova produzione che anche quest’anno vede impegnata l’Orchestra
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
L'arco della Mariotti incanta ai Servi
servizio di Gianluca La Villa FREE

190430_Lu_00_LucillaRoseMariottiLUCCA - Sabato 27 aprile 2019, a Lucca, la Chiesa dei Servi, luogo ormai dedicato con la sua acustica quasi perfetta ai programmi concertistici di “Animando Lucca”, ha ospitato un concerto in collaborazione con il “Comitato per i Grandi Maestri”, di Ferrara, e la violinista giovanissima e ferrarese di adozione Lucilla Rose Mariotti, come il suo maestro Marco
...prosegui la lettura

Vocale
Exultate Jubilate in San Giorgio fuori le Mura
servizio di Athos Tromboni FREE

190429_Fe_00_BalderiMarcoAntiquaEstensis_AmaliaScardellatoFERRARA - Non è stato solo un concerto devozionale quello che si è svolto nella basilica di San Giorgio fuori le Mura, domenica 28 aprile 2019, quale “ringraziamento per il restauro del convento di Santa Maria dell’Olivo in Maciano di Pennabilli (Rimini)”. No, non solo devozionale, ma anche carico di solidarietà umana e – perché no? – anche di curiosità per il ritorno nella propria città
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Aguilera propone l'Otello d'Amore
servizio di Simone Tomei FREE

190426_MonteCarlo_00_Otello_GregoryKunde_phAlainHanelMONTE-CARLO - Tante sono le motivazioni che spingono a parlare di Otello come un (se non addiritutta "il") capolavoro del Cigno di Busseto dove lo stigma  più evidente, quello della gelosia, diventa l'indiscusso motore dell'azione scenica, ma... proprio durante l'ascolto dell'opera nell'affascinante Salle Garnier dell'Opéra di Montecarlo la
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Vivaldi e Bach per l'Antiqua Estensis
FREE

190424_Fe_00_AntiquaEstensisStefanoSquarzinaFERRARA - Per festeggiare la ricorrenza del 23 aprile, giorno di San Giorgio, patrono della città di Ferrara, il Polo Museale dell'Emilia Romagna ha ospitato nella bellissima sala delle carte geografiche, in Palazzo Costabili (ma i ferraresi preferiscono chiamarlo da sempre "Palazzo Ludovico il Moro"), un concerto barocco dell'ensemble d'archi Antiqua
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
Katër i Radës inferno mediterraneo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190419_Ra_00_KaterIRades_AdmirShkurtajRAVENNA - Il tema di Katër i Radës. Il naufragio, ultimo appuntamento del 18 aprile 2019  della corrente stagione d’opera e danza del Teatro Alighieri di Ravenna,  è un viaggio di imbarcati clandestini verso l’Italia  finito tragicamente a cui la cronaca ci ha assuefatto. Aspirazione dello spettacolo è smuovere le coscienze coinvolgendole nel dramma
...prosegui la lettura

Prosa
Vieni qui bella juventina che ti sistemo!
servizio di Athos Tromboni FREE

190419_Fe_00_IlReAnarchico_PaoloRossiFERRARA - Irriverente, sarcastico, ironico, buffo; come sempre. Il funambolico Paolo Rossi, uno degli attori fra i più fantasiosi ed incisivi nel panorama dei comici italiani, ha proseguito a Ferrara, nel Teatro Comunale Claudio Abbado per la stagione di prosa, il suo personale itinerario intorno al pianeta Molière; ha portato in scena nella città estense
...prosegui la lettura

Eventi
Carmina per Bosso in Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

190417_Bo_00_CarminaBurana_EzioBossoBOLOGNA - Sarà un debutto areniano, quello del maestro Ezio Bosso, quello di domenica 11 agosto 2019 quando salirà sul podio di coro e orchestra della Fondazione Arena di Verona, e dei cantanti solisti scritturati, per dirigere i Carmina Burana di Carl Orff: il maestro Bosso ha già diretto i Carmina in altre occasioni, ma mai con un'orchestra e un
...prosegui la lettura

Classica
Euyo e l'incognita Brexuyo
servizio di Athos Tromboni FREE

190414_Fe_00_Euyo_VasilyPetrenko_facebookFERRARA - Secondo concerto primaverile, sabato 13 aprile 2019, della European Union Youth Orchestra nel Teatro Comunale Claudio Abbado per Ferrara Musica. Un altro successo di pubblico (teatro tutto esaurito) per i giovani strumentisti della Euyo guidati dal loro "chief conductor" Vasily Petrenko. Il programma era tutto incentrato sull'orchestra,
...prosegui la lettura

Classica
Euyo e Opolais carte vincenti
servizio di Athos Tromboni FREE

190412_Fe_00_EuyoVasilyPetrenkoKristineOpolais_phMarcoBorggreveFERRARA - E chiediamoci perché la tonalità di Mi minore sia così poco usata dai grandi compositori dell'Ottocento e del primo Novecento: si contano sulle dita di una mano le sinfonie in Mi minore: ne scrisse una Chajkovskij (la sua più bella, la Quinta sinfonia), poi una ciascuno Brahms, Dvoràk, Sibelius, e Sostakovic. E basta. Anche Haydn
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Chénier dalla concitazione alla lentezza
servizio di Simone Tomei FREE

190408_Pr_00_AndreaChenier_MartinMuehle_phRobertoRicciPARMA - Dopo aver girato il circuito teatrale dell’Emilia Romagna, Andrea Chénier di Umberto Giordano approda al Teatro Regio di Parma, coinvolto nella produzione dell’allestimento insieme al Teatro Comunale di Modena, alla Fondazione Teatri di Piacenza, alla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, alla Fondazione Ravenna Manifestazioni e all’Opéra di Toulon. Un progetto
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Cronaca di una serata pop-jazz
FREE

190406_Fe_00_SophisticatedPopQuintet_PaolaBaccagliniFERRARA - Abbinare i sapori di un bravo cuoco e la popolarità della migliore musica pop trattata come jazz è una "ricetta" che funziona sempre. Così è successo anche sabato 6 aprile 2019 nel Ristorante Piper del campo aeroportuale del Club Volo a Vela di Ferrara, uno spazio verde alla periferia della città ma raggiungibile dal centro
...prosegui la lettura

Opera dalle Isole
Tosca ottima dai due cast
servizio di Simone Tomei FREE

190406_Ca_00_Tosca_PierFrancescoMaestriniCAGLIARI - “Tosca, mi fai dimenticare Iddio” recita il barone Scarpia alla fine del primo atto. Vorrei fare mia questa frase, mutuandola alla luce del sentimento che mi accompagna : “Tosca, mi fai rimembrare Cagliari.” Vari impegni mi hanno fatto tardare nel resoconto della mia ultima trasferta in terra sarda, ma adesso, nel calmo pomeriggio di un tiepido
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Faber rivive coi suoi musicisti
redatto da Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_GruppoDei10_SerataFabrizioDeAndre_facebookFERRARA - I musicisti pop e jazz che suonarono con e per Fabrizio De André sia in concerto che in sala d'incisione si riuniranno giovedì 16 maggio 2019 alle ore 21 nel Teatro Comunale Claudio Abbado per un omaggio al cantautore genovese nel 20° anniversario della scomparsa. L'iniziativa, partita da un'idea del batterista ferrarese Ellade Bandini,
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
E Rosina č rinchiusa in voliera
servizio di Angela Bosetto FREE

190331_Pr_00_BarbiereDiSiviglia_AlessandroDAgostini_phRobertoRicciPARMA – Nell’uscire dalla storica cornice del Teatro Regio, dopo aver assistito alla recita de Il barbiere di Siviglia dello scorso 29 marzo 2019, viene quasi spontaneo ripensare ai versi di una poesia di Edmondo De Amicis. In Siviglia l’autore di Cuore vagheggia la città “Regina de la bella Andalusia” dalle “vie ridenti e profumate”, soffermandosi sulle casette
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
La prima volta di Rita Payés a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

190331_Vigarano_00_PayesRitaVIGARANO MAINARDA (FE) – E così lo Spirito di patron Stefano Pariali ha ospitato per il debutto ferrarese la trombonista e cantante spagnola Rita Payés, diciannovenne, astro emergente della scena mainstream, ma anche autrice dei brani che interpreta cantando o suonando il suo trombone.
Il Gruppo dei 10, guidato dal direttore artistico Alessandro
...prosegui la lettura

Prosa
Domata la bisbetica Verona applaudirebbe
servizio di Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_LaBisbeticaDomata_WilliamShakespeareFERRARA - Nell'Inghilterra di Elisabetta Tudor le compagnie teatrali non potevano ammettere le donne sul palco a recitare. Neanche Shakespeare era, in fondo in fondo, dispensato da questa "regola"; i ruoli femminili erano di norma affidati a un giovane uomo en-travesti (come si direbbe oggi con termine tecnico) magari con voce acuta, naturale
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
E Tito incoronō la sua statua
servizio di Simone Tomei FREE

190328_Fi_00_ClemenzaDiTito_FedericoMariaSardelli_phMicheleMonastaFIRENZE - Con l’ultima opera seria di Wolfgang Amadeus Mozart si chiude la stagione lirica 2018-2019 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La clemenza di Tito approda nel capoluogo toscano con una produzione dell’Opéra National de Paris firmata da Willy Decker (con scene e costumi di John Macfarlaine e luci di Hans Toelstede) e ripresa per
...prosegui la lettura

Eventi
Donizetti Opera 2019 il programma
redatto da Athos Tromboni FREE

190328_Bg_00_DonizettiOpera2019_FrancescoMicheliBERGAMO - È pronto il calendario dell'edizione 2019 del "Donizetti Opera", festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli: prima novità di questa edizione è la programmazione prolungata, grazie anche a un terzo titolo operistico; in questo modo si rafforza ulteriormente la formula
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Il ratto dal... Treno
servizio di Simone Tomei FREE

190326_MonteCarlo_00_RattoDalSerraglio_RebeccaNelsen_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il mito del viaggio rappresenta sempre un elemento particolare da proporre sul palcoscenico. Si tratta infatti di un’idea che in alcuni casi rischia di risultare bislacca o forzata, mentre in altri può intrecciarsi amabilmente con la trama operistica, riuscendo a fondere con intelligenza l’inventiva registica a quella musicale nel
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Aci, Galatea, il coro e il sublime
servizio di Athos Tromboni FREE

190322_Fe_00_AciAndGalatea_AlessandroQuartaFERRARA - Una vera perla barocca per la stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado: giovedì 21 marzo i due turni di abbonamento abbinati (recita unica) hanno assistito ad Acis and Galatea di Georg Friedrich Händel, masque in due atti su testo inglese del 1718 di John Gay, Alexander Pope e John Hughes tratto dalle Metamorfosi di
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Bel concerto della Neri con la Trapani
servizio di Edoardo Farina FREE

190320_Fe_00_LauraTrapaniFERRARA - Riprendono le attività dell’Orchestra a plettro “Gino Neri”, dopo il ricchissimo calendario 2018 in occasione delle celebrazioni per il 120° dalla fondazione e il consueto prestigioso Concerto di Capodanno presso il Teatro “Claudio Abbado” di Ferrara, il secondo appuntamento del 2019, organizzato dall’Associazione Amici della Musica
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Antologia Yacobson una meraviglia
servizio di Attilia Tartagni FREE

190320_Ra_00_BallettoYacobsonSanPietroburgoRAVENNA - Una straordinaria serata di gala, di quelle che ci affascinano regolarmente al Ravenna Festival  nel popoloso contenitore del Pala De André,  ha sedotto, nell’aristocratica cornice del Teatro Alighieri il 16 e il 17 marzo 2019, gli amanti del balletto classico declinato anche in formule nuove coniugate ai grandi Bellini, Mozart e Rossini.  Non
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Elisir come un quadro di Botero
servizio di Rossana Poletti FREE

190319_Ts_00_ElisirDAmore_FrancescoCastoroTRIESTE - Teatro Verdi. Il regista venezuelano Victor García Sierra ha deciso di ambientare L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, in scena al Verdi di Trieste, in un mondo pittorico circense attinto da Botero, che dipinse una serie di quadri dedicata proprio al circo nel 2008. Le scene e i costumi appaiono conformi a quelle che sono le peculiarità dell’artista
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310