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Rotte d'arte un Navigare sicuro per la stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova

Opera tra tradizione e novitā

redatto da Simone Tomei

Pubblicato il 03 Luglio 2025

20250703_Ge_00_StagioneCarloFelice_MicheleGalliGENOVA - È un viaggio simbolico e culturale quello che il Teatro Carlo Felice di Genova propone per la stagione 2025-2026, presentata ufficialmente alla stampa lo scorso 2 luglio. Un viaggio che coinvolge artisti e pubblico come naviganti di una stessa rotta, guidati da una bussola che punta al repertorio lirico più amato, ma non rinuncia a esplorare nuovi approdi e sperimentazioni.
Il cartellone si apre con la potenza seduttiva del Don Giovanni di Mozart e si dipana attraverso capisaldi dell’opera ottocentesca come La Bohème di Puccini, Tristan und Isolde di Wagner, Il trovatore e Macbeth di Verdi, fino alla verista Cavalleria rusticana di Mascagni. Accanto a questi grandi titoli, trova spazio anche il recupero della commedia musicale Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari e il debutto scenico di Il nome della rosa di Francesco Filidei, tratto dal celebre romanzo di Umberto Eco. Inoltre uno spazio dedicato alla danza, con Coppélia e un ciclo di undici concerti che completano una stagione ricca e ambiziosa, pensata per intrecciare il linguaggio universale della musica con le domande del presente.
Ecco di seguito il comunicato stampa.
Il Teatro Carlo Felice di Genova presenta la Stagione di Opera, Balletto e di Concerti 2025/2026: una programmazione che segna l’inizio di un nuovo percorso, caratterizzato non solo dal rinnovamento della guida istituzionale e artistica - con il nuovo sovrintendente Michele Galli e il nuovo direttore artistico Federico Pupo - ma anche da un’idea di teatro sempre più vivace, accogliente, fecondo.
La prima rotta è tracciata: si parte da Don Giovanni a ottobre 2025 e si approda a La bohème a giugno 2026, due capolavori che aprono e chiudono una stagione fatta di scelte, ritorni d’autore e nuove tappe.
È il tempo dei Naviganti, di coloro che cercano nessi di significato lungo l’intero tragitto, non solo quando giungono alla meta. Sulla mappa si succedono i grandi titolidel repertorio e voci meno frequenti della contemporaneità.
«La nuova stagione del Teatro Carlo Felice è un vero e proprio viaggio, un navigare tra tradizione e innovazione, radici e orizzonti nuovi, in cui il teatro diventa uno spazio vivo, inclusivo e generativo, aperto a tutte le voci e a tutte le storie - ha commentato la sindaca di Genova Silvia Salis - e il nostro Teatro si conferma come un luogo di incontro, di comunità e di crescita, dove artisti, cittadini e giovani trovano uno spazio per condividere emozioni e riflessioni. In questo senso, il cartellone è pensato come una carta nautica, con punti cardinali e rotte possibili, che invita tutti a salire a bordo e a scoprire insieme le meraviglie di un teatro che si apre al mondo. Voglio ringraziare il nuovo sovrintendente Michele Galli e il direttore artistico Federico Pupo per aver immaginato questa stagione come un racconto in più tappe, un viaggio tra epoche e linguaggi diversi, un’occasione per ascoltare, sognare e dialogare.»
«Il Teatro Carlo Felice è da sempre simbolo dell’eccellenza ligure in Italia e nel mondo. La programmazione 2025‑2026 - sottolinea il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci - conferma il ruolo del teatro come motore culturale e volano economico, tra opera, balletto, concerti sinfonici: espressioni di un’identità viva, proiettata verso l’internazionalizzazione. Grazie al sostegno della Regione Liguria, il Carlo Felice è oggi un polo che genera valore attivando collaborazioni, occupazione, turismo e ricadute concrete sul territorio. La cultura è anche impresa, perché non solo ispira, ma costruisce economie per i giovani. Per questo la Regione continuerà a investire con convinzione, perché investire nella cultura significa cooperare per il futuro e la crescita della Liguria.»

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«Con questa stagione - dichiara il sovrintendente Michele Galli - il Teatro Carlo Felice inaugura un nuovo corso, che parte dal riconoscimento delle proprie radici per aprirsi al futuro con visione, responsabilità e condivisione. Abbiamo scelto di immaginare la programmazione come un viaggio comune: Naviganti, appunto, su rotte nuove ma tracciate sulla scia della grande tradizione musicale. In questa immagine - quella della navigazione, dell’orizzonte, della luce di un faro che guida e protegge - si riflette anche il senso più profondo del nostro teatro. Un luogo che accoglie e restituisce, che illumina e orienta. La torre che si accende nelle sere di spettacolo è molto più di un simbolo: è un punto di riferimento visibile, fisico ed emotivo, nel paesaggio urbano e nella vita culturale della città.»
«Abbiamo pensato questa programmazione in continuità con quella che abbiamo ereditando, facendo alcuni cambiamenti - afferma il direttore artistico Federico Pupo - ed è un racconto in più tappe, una traversata tra epoche, linguaggi, emozioni. Ogni titolo ha un’identità forte, ogni produzione è frutto di un’idea chiara di teatro musicale. Dall’inaugurazione con Don Giovanni, che esplora il confine tra eros e colpa, fino alla conclusione con La bohème, che affida ai giovani dell’Accademia il compito di chiudere il cerchio, attraversiamo paesaggi sonori molto diversi ma uniti da un filo coerente: la voce come centro dell’espressione, il repertorio come spazio aperto, il teatro come luogo di cittadinanza attiva. In questo senso, Il nome della rosa di Francesco Filidei è una tappa simbolica: un’opera contemporanea che nasce da un grande romanzo italiano e che parla di verità, fede e linguaggio. Anche questo è “navigare”: attraversare la complessità con strumenti nuovi, senza perdere la rotta.»
Per Genova, navigare è molto più che un’immagine evocativa: è un codice genetico che la città e la sua storia portano impresso sulle pietre, nel vento, nel profilo del porto, nella mobilità dell’orizzonte. È la sua vocazione: partire, tornare, attraversare. Il Teatro Carlo Felice - posto nel cuore della città, accanto a Piazza De Ferrari che ne è snodo e salotto - incarna da sempre questa dimensione; l’edificio stesso, nella sua architettura, si offre al paesaggio come torre-faro: visibile, severa e rassicurante al contempo. Nelle sere di spettacolo, la torre si accende, scandisce il tempo della comunità che la circonda e le indica nuovi orientamenti e nuovi approdi dell’espressività.

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È da questa immagine che nasce la metafora dei Naviganti: gli artisti che oggi mettono in discussione i confini dell’interpretazione; gli spettatori che nella stagione vedono una serie di suggestivi approdi immaginari; o giovani che salgono per la prima volta su un palcoscenico o i veterani che tornano per fare musica insieme; i cittadini che abitano periodicamente questo luogo come uno spazio comune e familiari insieme a quelli che vi entrano per la prima volta.
In questo spirito, la nuova stagione - otto opere liriche, un balletto e undici concerti - non si limita a proporre spettacoli, ma intende evocare visioni tanto agli spettatori più assidui quanto agli sporadici curiosi. Ai più giovani, cui è dedicata La bohème con i solisti dell’Accademia, e ai cultori del teatro d’opera, che troveranno in Tristan und Isolde e Don Giovanni occasioni di ascolto e riflessione più rare e complesse.
Agli appassionati del melodramma italiano, che vedranno alternarsi Il trovatore, Macbeth e Cavalleria rusticana, e a chi cerca nel teatro anche la sfida della contemporaneità, come accade con Il nome della rosa.
La programmazione si configura così come una carta nautica da esplorare, con punti cardinali e rotte possibili. Il Teatro Carlo Felice invita la sua città a salire a bordo.

3 ottobre 2025: Don Giovanni
Ad aprire la stagione, dal 3 al 12 ottobre 2025, sarà appunto Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart nell’allestimento di Damiano Michieletto, con scene di Paolo Fantin, costumi di Carla Teti e luci di Fabio Barettin, che arriva dal Teatro La Fenice di Venezia.
Sul podio il maestro Constantin Trinks che dirige un cast internazionale guidato da Simone Alberghini e Gurgen Baveyan nel ruolo del protagonista. Accanto a loro, in alternanza Desirée Rancatore e Irina Dubroskaya (Donna Anna), Jennifer Holloway e Monica Zanettin (Donna Elvira), Ian Koziara / David Ferri Durrà (Don Ottavio), Giulio Mastrototaro e Bruno Taddia (Leporello) e ancora Mattia Denti (Il Commendatore), Alex Martini e Chiara Fiorani (Masetto e Zerlina).
L’opera, fulcro della trilogia mozartiana con Lorenzo Da Ponte, si muove tra leggerezza e abisso, tra commedia e dannazione. Michieletto ne esplora la dimensione psicologica e sociale con uno sguardo contemporaneo, che accosta al cinismo del protagonista la fragilità delle relazioni e delle identità.

14 novembre 2025: Cavalleria rusticana
Segue, dal 14 al 23 novembre, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, in un allestimento in coproduzione con il Maggio Musicale Fiorentino, firmato da Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi con scene di Federica Parolini.
Il maestro Davide Massiglia sul podio, Marta Torbidoni e Valentina Boi, Luciano Ganci e Leonardo Caimi si alternano nei personaggi di Santuzza e Turiddu mentre Gezim Myshketa e Massimo Cavalletti in quello di Alfio; Mamma Lucia sarà Manuela Custer, Nino Chikovani isarà Lola.
La regia, intensa e teatrale, sottolinea la ritualità del dramma verista, dove il contrasto tra le ragioni del sentimento e la ferocia del contesto sociale diventano elemento scenico. In musica, Mascagni innesta sui moduli operistici tradizionali una scrittura orchestrale modernissima per tensione e colore, restituendo al canto un’espressività radicale.

19 dicembre 2025: Coppelia
Il balletto torna protagonista a dicembre con Coppélia di Leo Delibes, dal 19 al 21. La storica coreografia di Amedeo Amodio, su scene originali di Emanuele Luzzati e costumi di Luisa Spinatelli, rinnova un titolo classico con vitalità narrativa. La partitura di Delibes, trasparente e melodica, sostiene la leggerezza ironica del racconto e accoglie nuove contaminazioni sonore, in un clima onirico e festoso che trasforma il meccanismo in danza. Sul podio il maestro Paolo Paroni, mentre in scena ci saranno le stelle e il corpo di ballo della Daniele Cipriani Entertainment.

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15 gennaio 2026: Il trovatore
Dal 15 al 23 gennaio 2026 va in scena Il trovatore di Giuseppe Verdi, capolavoro del repertorio romantico italiano. Il maestro Giampaolo Bisanti dirige un cast vocale di grande rilievo - con Erika Grimaldi, Clémentine Margaine, Fabio Sartori e Ariunbaatar Ganbaatar come protagonisti (in alternanza con Iwona Sobotka, Chiara Mogini, Samuele Simoncini e Leon Kim) - in un allestimento del Carlo Felice firmato da Marina Bianchi con scene e costumi di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov.
Dramma popolare e metafisico, dominato dal fuoco, Il trovatore è costruito come un racconto epico: duelli, notti stregate, vendette, bambini rapiti; ma Verdi lo imposta come un’opera interiore, affidando alla voce e al colore orchestrale il compito di mettere in scena i drammi assoluti dell’umanità.

13 febbraio 2026: Tristano e Isotta
Febbraio è il mese di Tristan und Isolde, di Richard Wagner, in scena dal 13 al 22 con un nuovo allestimento del Teatro Carlo Felice diretto dal maestro Donato Renzetti. La regia di Laurence Dale con le scene e i costumi di Gary McCann, affrontano il dramma wagneriano per eccellenza: l’amore che si fa destino, il tempo che si spezza, la notte che vince sul giorno. Con Tilmann Unger, Marjorie Owens e Daniela Barcellona tra gli interpreti principali, l’opera diventa un’esperienza quasi sacrale. La musica - di inarrivabile continuità senza fine - scioglie ogni legame con la tradizione per aprirsi al flusso continuo.

13 marzo 2026: Il campiello
Dal 13 al 18 marzo, Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari in una produzione della Fondazione Arena di Verona con la regia di Federico Bertolani e la direzione del maestro Francesco Ommassini per riscoprire una commedia musicale raffinata, che fonde la Venezia settecentesca di Goldoni con una scrittura novecentesca vivace e coloratissima. Bianca Tognocchi, Gilda Fiume, Benedetta Torre e Paola Gandina sono le interpreti femminili di un cast numerosissimo tutto italiano.
L’arguzia del libretto si sposa a una partitura luminosa, teatrale, piena di motivi popolari che omaggia la tradizione della commedia dell’arte.

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10 aprile 2026: Il nome della rosa
In aprile, dal 10 al 19, debutta a Genova Il nome della rosa nuova opera di Francesco Filidei, tratta dal romanzo di Umberto Eco che ha avuto la prima assoluta a Milano, con grande successo, alcune settimane fa. La commissione e l’allestimento sono frutto di una coproduzione con il Teatro alla Scala e l’Opéra di Parigi; Damiano Michieletto firma regia, con scene di Paolo Fantini, costumi di Carla Teti e drammaturgia di Mattia Palma; sul podio uno specialista della musica contemporanea come il maestro Tito Ceccherini. Fanno parte del cast numerosissimo nomi celebri come Daniela Barcellona, Luca Tittoto, Fabio Maria Capitanucci, Giulio Pelligra e Filippo Mineccia.
Filidei per la musica e Michieletto per quanto riguarda lo spettacolo costruiscono un racconto denso, fatto di silenzi, fughe, invocazioni, in cui l’enigma e l’eresia diventano temi sonori e visivi di un’opera che si interroga il senso della verità e della conoscenza.

15 maggio 2026: Macbeth
A maggio, dal 15 al 24, va in scena Macbeth di Giuseppe Verdi in un nuovo allestimento coprodotto con un gruppo di teatri che comprende anche quelli di Pisa, Reggio Emilia e Ferrara. La regia di Fabio Ceresa lavora sul tema dell’ambizione e dell’ossessione, con la direzione musicale del maestro Sesto Quatrini e protagonisti George Gagnidze e Lidia Fridman.
La scrittura verdiana, ricca di sperimentazioni, cerca nel ritmo e nel timbro l’espressione del potere e del suo rovescio. Il coro diventa presenza collettiva, mentre la voce di Lady Macbeth - antieroina senza pace - traccia una linea nuova per la vocalità e il teatro ottocentesco.

16 giugno 2026: La bohème
Infine, dal 16 al 21 giugno, La bohème di Giacomo Puccini conclude la stagione con una produzione che coinvolge i giovani cantanti dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale del Carlo Felice. Sul podio il maestro Donato Renzetti, la regia è di Augusto Fornari con scene e costumi di Francesco Musante.
Ambientata in una Parigi che pulsa di sogni e di miseria, l’opera racconta la fragilità della giovinezza con la chiarezza narrativa e musicale che ha fatto di Puccini il più grande operista italiano del suo tempo. Una chiusura affidata a chi, domani, sarà chiamato a tenere viva la fiamma dell’opera.

Stagione sinfonica
Anche la Stagione Sinfonica 2025-2026 si collega alla suggestione dei Naviganti, proponendo un itinerario tra pagine fondamentali del repertorio, sguardi sul Novecento e rarità contemporanee. Undici appuntamenti da ottobre a giugno, con l’Orchestra e anche il Coro del Teatro Carlo Felice, insieme a direttori e solisti di rilievo.
Il Concerto inaugurale (30 ottobre 2025), diretto dal maestro Lü Jia, ospita uno dei più apprezzati solisti italiani di oggi, il violoncellista Ettore Pagano, poco più che ventenne, è acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo. Programma interamente di musiche francesi con Debussy, il concerto di Saint-Saëns e Franck.
Il 20 novembre 2025 è la volta di Russia & America, un programma che intreccia Čajkovskij e Borodin con il Concerto di Barber affidato ad un un’altra solista di fama internazionale come la violinista Francesca Dego e la direzione del maestro Christopher Franklin.
Il 27 novembre 2025, con Berio 100, la stagione festeggia l’anniversario della nascita del compositore ligure, affiancando il suo Rendering da Schubert a una prima genovese del brano di Enrico Scaccaglia, vincitore del Concorso Internazionale di Composizione “Luciano Berio” 2022, quindi si approda sul repertorio più consolidato con la Prima Sinfonia di Brahms; sul podio uno specialista della musica di oggi come il maestro Marco Angius.
Nel periodo natalizio, l’ 11 dicembre 2025, una monumentale pagina sacra, Elias di Mendelssohn, affidata alla lettura del maestro Diego Fasolis.
Il pomeriggio del 1° gennaio 2026 il Teatro Carlo Felice aprirà le sue porte per un grande augurio alla città con il Gran Concerto di Capodanno diretto dal maestro Hartmut Haenchen e un programma di pagine da opere e operette celebri.
Il 19 febbraio 2026 il maestro Donato Renzetti è impegnato in un concerto dal titolo Byron & Shakespeare, in cui si ascolteranno l’Ouverture per Manfred di Schumann e le musiche per Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn.
l 16 aprile 2026 sarà Beethoven 199: in attesa delle grandi celebrazioni per il bicentenario del compositore di Bonn, un programma costruito attorno a Ouverture e Sinfonie giovanili sotto la bacchetta del maestro Federico Maria Sardelli.
Il 24 aprile 2026 il pianista Alexander Gadjiev - già finalista del Concorso Chopin - affronta il celebre e virtuosistico Concerto n. 2 di Rachmaninov accanto alla Quinta Sinfonia di Šostakovič, con il maestro Samuel Lee (vincitore della Malko Competition) sul podio.
Il 21 maggio 2026 il maestro Sesto Quatrini guida Generazione 80, un concerto dedicato a due compositori italiani appunto della cosiddetta “generazione dell’Ottanta”, cioè Respighi e Casella.
Il 28 maggio 2026 il compositore e violoncellista Giovanni Sollima firma un programma originale tra Haydn e pagine proprie.
Appuntamento conclusivo della stagione sinfonica 2025-2026 sarà quello del 25 giugno 2026 con il maestro Donato Renzetti sul podio per la Sesta Sinfonia di Mahler, una delle opere più imponenti e visionarie della storia sinfonica del Novecento.

La campagna di rinnovo abbonamenti e di acquisto dei nuovi partirà il 4 luglio 2025, mentre i biglietti per i singoli spettacoli e i concerti saranno disponibili dal 21 luglio 2025.
Info: telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 - e-mail: biglietteria@carlofelice.it

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Carlo Felice di Genova
Nella miniatura in alto: il sovrintendente Michele Galli
Sotto, in sequenza: foto di scena del Don Giovanni di Mozart che aprirà la Stagione 2025-2026; Cavalleria rusticana; Coppelia; Il campiello; Il trovatore; Il nome della rosa; bozzetto per Tristano e Isotta di Wagner






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Shostakovic per altri tre
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20251117_Fe_00_PianoforteContemporaneo_DmitrjiShostakovicFERRARA - Dmitrji Shostakovic era nato a San Pietroburgo (seconda città della Russia per numero di abitanti, "ribattezzata" col nome di Leningrado sotto il regime staliniano) nel 1906 ed è deceduto a Mosca nel 1975: ha dunque attraversato come uomo e come musicista tutto il periodo sovietico e soprattutto il periodo più buio dell'oppressione comunista
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