Pubblicato il 30 Settembre 2020
Presentata la stagione concertistica 2020-2021 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Abbado
Ripartire da Pollini servizio di Athos Tromboni

200930_Fe_00_StagioneFerraraMusica2020-2021_FrancescoMicheliFERRARA - Ripartire da Maurizio Pollini dopo il periodo di confinamento della musica (e della vita di tutti) è segno benaugurale per la stagione 2020/2021 di Ferrara Musica, perché nelle sue due altre apparizioni nel cartellone del Teatro Comunale (1999, recital pianistico; e 2012,  concerto per pianoforte e orchestra, sul podio Claudio Abbado a capo della Lucerne Festival Orchestra) fu un meritato trionfo per il pianista milanese. Dunque è un ritorno, il più prestigioso della "prima parte" della nuova stagione di Ferrara Musica, presentata alla stampa oggi, 30 settembre 2020. Alla conferenza stampa sono intervenuti l'assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, il presidente di Ferrara Musica, Francesco Micheli, e il direttore artistico Enzo Restagno. Dopo il saluto dell'assessore Gulinelli («Felice di affiancarmi, come amministratore, a personalità quali quelle di Micheli e Restagno, per presentare questo cartellone di alta qualità artistica») hanno preso la parola il presidente e il direttore artistico, parlando dello spirito che li ha animati e li anima nell'assolvere le funzioni istituzionali loro attribuite.
Oltre al cartellone "prima parte" della stagione prossima, sono uscite dagli interventi di Micheli e Restagno pure alcune anticipazioni sulla "seconda parte" del cartellone, con date già fissate: il 13 maggio  2021 saranno presenti a Ferrara i prestigiosi Tallis Scholars impegnati nella rinascimentale Missa "Herculesdux Ferrariae" di Josquin Desprez, evento di significativo impatto culturale che prelude all'intenzione di Restagno di progettare per il futuro, nella sua funzione di musicologo e direttore artistico, un accentuato impegno nel proporre a Ferrara altri concerti dei compositori fiamminghi che furono attivi alla corte dei Duchi Estensi.
E altra notizia significativo, di impatto mediatico, è stata l'anticipazione, per bocca del presidente Micheli, della presenza di Yuri Temirkanov sul podio dell'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo (21 maggio del prossimo anno).
Nel merito della "prima parte" del cartellone 2020-2021, sono calendarizzati da ottobre 2020 a gennaio 2021, otto concerti sinfonici e da camera; i contenuti spaziano dal classicismo alla contemporaneità, con un occhio di riguardo al 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven.
«Ferrara Musica - ha detto il presidente Micheli - nell’immaginazione di chiunque ami la musica d’arte è sicuramente un ricordo e un richiamo unico, un marchio di qualità inconfondibile che merita di essere riportato allo splendore delle origini. Tutti noi ora ci stiamo impegnando in questa direzione.»
«L’apertura di martedì 20 ottobre - ha detto a sua volta Restagno - è affidata a un programma-manifesto degli interessi culturali di Maurizio Pollini, che accosterà alla Sonata Hammerklavier op. 106 di Beethoven, i  Drei klavierstücke op.11 di Arnold Schönberg e  … Sofferte onde serene ... composizione di Luigi Nono dedicata proprio a Pollini nel 1976.»
La stagione prosegue mercoledì 11 novembre quando sarà la volta di Alexander Lonquich che proporrà in una sola serata tutti i cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven, nel ruolo di solista e direttore dell’Orchestra da Camera di Mantova.
Sarà presente per la prima volta nel cartellone di Ferrara Musica, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, guidata da Philipp von Steinaecker, e approderà al Teatro Comunale Abbado lunedì 16 novembre portando alla ribalta il violinista Stefan Milenkovich, considerato uno dei migliori solisti della sua generazione.

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Altro debutto a Ferrara Musica sarà quello di Andrea Lucchesini in veste di solista: a due Sonate di Beethoven (la “Tempesta” op.31 n.2 e l'avveniristica - per l'epoca - Sonata op. 111); nel mezzo delle due Sonate beethoveniane Lucchesini eseguirà la Fantasia op.17 di Robert Schumann, uno dei capolavori assoluti del pianoforte romantico.
Beethoveniani saranno anche i due appuntamenti a cura del violinista Marco Rizzi in duo con il pianista Roberto Arosio (30 novembre) e del Trio di Parma (18 dicembre); sono rispettivamente in programma con Rizzi/Arosio tre Sonate per violino e pianoforte (per la precisione: l’op.23, l’op.96 e la popolarissima “Kreutzer” op.47); mentre il Trio di Parma (violino violoncello pianoforte) chiuderà il 2020 di Ferrara Musica eseguendo il Trio “Arciduca” op.97 di Beethoven, cui farà seguito il Trio di Maurice Ravel.
Importante finestra sulla contemporaneità sarà quella aperta dal Quartetto di Cremona (9 dicembre, dopo il Duo e prima del Trio di Parma) con due composizioni di Fabio Vacchi, presentate per la prima volta al pubblico di Ferrara: Movimento di quartetto e quartetto n.3; il programma del 9 dicembre vedrà il suo completamento con l’esecuzione del famoso Quartetto D.810 “La Morte e la Fanciulla” di Franz Schubert, forse la composizione da camera più famosa del repertorio della musica colta.
La "prima parte" della stagione si concluderà il 18 gennaio 2021 con un omaggio ad Astor Piazzolla, nel centenario della nascita, quando al Quintetto dei Solisti Aquilani si affiancherà “il re della fisarmonica” Richard Galliano, tra i più apprezzati solisti al mondo di questo strumento, con musiche (oltre che di Piazzolla), di Michel Legrand e dello stesso Galliano.
Per quanto riguarda le informazioni di biglietteria, a causa della capienza limitata della sala teatrale legata all’emergenza sanitaria, per questa stagione non sono previste le consuete formule di abbonamento. È stata prevista invece una sorta di carnet a 8 concerti: ci sarà una finestra temporale di prelazione riservata agli ex abbonati, che dall' 1 al 7 ottobre potranno acquistare il carnet. Per questo pacchetto la scontistica dedicata agli abbonati è in media del 20 per cento; gli abbinati che vorranno usufruire di questa prelazione e della relativa scontistica, potranno recarsi direttamente in biglietteria o contattarla tramite mail (biglietteria@ferraramusica.it ) o telefono (0532 202675).
Dall' 8 al 10 ottobre la prelazione riguarderà invece i biglietti per i singoli concerti, in vendita a prezzo pieno o con le consuete riduzioni. Dall' 11 ottobre 2020 la vendita sarà estesa a tutto il pubblico.
Per informazioni: www.ferraramusica.it

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Crediti fotografici: gli Amici della Musica.Net; e Cosimo Filippini e Cecopato Photography per l'Ufficio stampa di Ferrara Musica
Nella miniatura in alto: il presidente di Ferrara Musica, Francesco Micheli
Al centro, da sinistra: il presidente Micheli, l'assessore Marco Gulinelli e il direttore artistico Enzo Restagno
Sotto, in sequenza: Maurizio Pollini, Alexander Lonquich e Andrea Lucchesini





Pubblicato il 21 Settembre 2020
Ecco la Stagione di Prosa 2020/2021 del Teatro Comunale 'Claudio Abbado' di Ferrara
Il 'range' da Shakespeare a Dario Fo servizio di Athos Tromboni

200921_Fe_00_StagioneDiProsa2020_MarioRescaFERRARA - Il presidente del Teatro Abbado, Mario Resca (in collegamento Zoom da Milano), gli assessori comunali Marco Gulinelli (Cultura) e Matteo Fornasini (Turismo), insieme a Marino Pedroni e Marcello Corvino hanno presentato oggi alla stampa la nuova Stagione di Prosa 2020/2021 che si articola in quattordici titoli molto vari, comprendenti diverse estetiche e periodi storici: un "range" che va da Shakespeare a Dario Fo: "Mutevolmente in atto" era lo slogan lanciato nella presentazione della Stagione di Danza, la settimana scorsa, ed è anche lo slogan che vuole caratterizzare la Stagione di Prosa.   All'inizio della conferenza stampa sia il presidente Resca che il coadiutore artistico Corvino hanno annunciato che il 22 settembre si svolge a Milano una conferenza stampa con la presenza, oltre che degli stessi Resca e Corvino, anche di Vittorio Sgarbi (presidente di Ferrara Arte) e Francesco Micheli (presidente di Ferrara Musica) per lanciare in campo nazionale quello che è stato definito il Sistema Culturale di Ferrara a beneficio del Paese Italia.
LA STAGIONE DI PROSA. Dal 16 ottobre 2020 al 30 aprile 2021 saranno quattordici i titoli ad arricchire il cartellone. La nuova Stagione di Prosa, a cura del coadiutore artistico della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Marcello Corvino, si sviluppa su cinque diverse aree tematiche, che fanno riferimento ai grandi capolavori letterari, ai grandi titoli del repertorio teatrale, agli autori-attori che si fanno interpreti di loro stessi, al filone "rosa" e a due produzioni originali, nuove, del Teatro Abbado.
L’eterogeneità è voluta e sarà sempre più radicata, per comprendere un ampio spettro di pubblico, e incuriosire anche chi a teatro non c’è mai stato. Il Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” porta in scena le grandi opere letterarie nazionali e internazionali, come Furore di John Steinbeck, Se questo è un uomo di Primo Levi, Zorro di Margaret Mazzantini, Il nipote di Wittgenstein di Bernhard, Le leggi della gravità di Teulé; e poi gli autori che interpretano loro stessi. Giacomo Poretti (del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo), che racconta al pubblico della sua vita precedente, quando era un infermiere e il suo palcoscenico erano le corsie d’ospedale; e ancora, Ascanio Celestini, cantastorie dei nostri tempi; e l’onirico Antonio Rezza. Non mancheranno le quote rosa: un racconto al femminile sarà quello che porta a Ferrara Marina Massironi, con Le verità di Bakersfield, e Lella Costa, che fa suo il testo dello spettacolo La vedova Socrate della indimenticabile Franca Valeri.
L’impegno del Teatro Abbado per la città e il suo pubblico riguarda anche le produzioni: due prime nazionali saranno firmate dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, quella di Corrado Augias, prima assoluta prevista per il Giorno della Memoria, e quella nata in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame. Al Teatro Comunale di Ferrara andrà in scena il Mistero buffo di Dario e Franca, spettacolo dalla gioiosa intelligenza, capolavoro del teatro che ha da poco compiuto cinquant’anni. Il Teatro Abbado, per la prima volta, unirà di nuovo, idealmente sul palco, i due volti del Mistero buffo. Lo spettacolo sarà infatti ‘ricongiunto’ della sua parte femminile e della sua parte maschile. Infine, spazio alle grandi pièce teatrali, con Shakespeare e le ‘sue’ Allegri comari di Windsor e Peachum, la brechtiana Opera da tre soldi nella versione di Paravidino.

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Ecco la sintesi degli interventi alla conferenza stampa:
Mario Resca presidente della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara: «Inauguriamo la Stagione 2020/21 di Prosa con modalità diverse dagli anni precedenti, dettate dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenti disposizioni normative vigenti nel nostro Paese. Per ora, infatti, non ci sarà la disponibilità di tutti i posti presenti in sala:attualmente circa 350 su 946. Per questo non sarà possibile strutturare le Stagioni con i tradizionali turni di abbonamento. Abbiamo però voluto premiare chi da tempo segue il Teatro, riservando per gli abbonati della precedente Stagione una scontistica agevolata, in un periodo di prelazione, con l’apertura della biglietteria per l'acquisto di biglietti dei singoli spettacoli di Prosa.»
Marco Gulinelli assessore alla Cultura del Comune di Ferrara: «La prosa merita una piccola riflessione, in quanto risulta essere quel genere di spettacolo da tutti gli altri in qualche modo “utilizzato”; la definizione del termine “prosa” non è semplice e immediata, Detto ciò, il teatro di prosa potrebbe chiamarsi o essere definito in qualsiasi modo, tanto da trascendere la sua vera natura. Ma è necessario ricordare invece che molto probabilmente di tutte le forme teatrali esistenti, soltanto la prosa deriva dal concetto base di teatro, che mette in primo piano la relazione attore-spettatore per mezzo di un filo conduttore. Gli attori ci fanno dei regali antropologici, dei regali immensi, ci fermano cioè per un po’ dalla nostra vita frenetica e ci dicono “adesso io ti racconto una bella storia!”: e te la raccontano con il linguaggio della parola. Ecco quindi in che modo e perché gli altri generi di spettacolo sono collegati alla prosa: tutte le forme altre concorrono all’espressione della parola, del racconto, ognuna attraverso i propri mezzi a disposizione, quali la gestualità e il movimento nella danza o il linguaggio musicale della lirica, fatto anche di parole che raccontano una storia e trasmettono emozioni e suggestioni. A Ferrara, al Teatro Comunale Claudio Abbado facciamo distribuzione, promozione e formazione, e questo è il nostro dettato per i prossimi anni: proposte di spettacoli, rassegne, progetti cercando di dare un servizio completo e attento agli spettatori.»
Matteo Fornasini assessore al Turismo del Comune di Ferrara: «Il nostro Teatro è un patrimonio straordinario, che dopo il lockdown si è subito aperto alle collaborazioni e si è messo a disposizione della città, per la promozione turistica di Ferrara.Portando il Teatro Comunale fuori dai propri spazi abituali, con iniziative di successo in Castello e in Gad come quelle avvenute durante l’estate, si è instaurato un nuovo tipo di collaborazione tra Comune e Teatro Comunale, volto a rilanciare insieme l’immagine di Ferrara.»
Marino Pedroni direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara: «Ringrazio gli abbonati e tutto il pubblico che sta sostenendo il nostro teatro; abbiamo avuto molti che hanno rinunciato a chiedere il rimborso per gli spettacoli non fruiti in conseguenza della chiusura per Covid-19. La prosa, che presentiamo oggi, ha sempre avuto il maggior numero di abbonati e di spettatori, quindi abbiamo investito in questa attività, con la presenza di figure di primo piano del panorama nazionale, attori, registi e compagnie stabili che vanno per la maggiore. Il cartellone di Danza contemporanea che abbiamo presentato la settimana scorsa l'ho principalmente coordinato io, perché avevamo fatto accordi con le compagnie prima del cambio di amministrazione del Teatro Comunale; mentre invece la stagione di Prosa l'ha coordinata Marcello Corvino. Posso solo dire, concludendo, che la stagione ha gli stessi crismi di quelle passate, con molta attenzione e il coinvolgimento di attori registi e compagnie di primo piano, fra le migliori del panorama nazionale.»
Marcello Corvino coadiutore artistico della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara: «Durante la quarantena abbiamo tutti scoperto quanto siano necessarie per il nostro benessere psichico, per la qualità della nostra vita, tutte le forme artistiche di cui è capace la creatività umana: il conforto della musica, della letteratura, del teatro, del cinema, di tutto quello che definiamo ‘arte’. Come Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, abbiamo perciò ritenuto necessario fare uno sforzo eccezionale per contribuire al rilancio della nostra comunità cittadina e del suo benessere, proponendo le eccellenze della produzione teatrale del nostro Paese. La nuova Stagione, dunque, è volutamente eterogenea per repertori, stili interpretativi, modalità espressive, periodi storici, riferimenti letterari e scrittura del testo teatrale, perché riteniamo la molteplicità e la diversificazione dei linguaggi un valore aggiunto da offrire a una platea di spettatori che ci auguriamo sia ampia e plurale. Sono 14 appuntamenti che sono nati come antidoto culturale e artistico al Covid, come balsamo per alleviare tutte quelle distanze sociali che il virus ha comportato.»

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IL PROGRAMMA. All’area dei grandi classici teatrali va ascritto lo spettacolo che inaugura la stagione, il 16 ottobre, Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare per la regia di Serena Sinigaglia e l’adattamento di Edoardo Erba. Nella stessa zona tematica troviamo la riscrittura dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht a opera di Fausto Paravidino, con “Peachum, un’opera da tre soldi” (22, 23 e 24 gennaio), In scena lo stesso Paravidino e Rocco Papaleo.
Alla grande letteratura nazionale e internazionale è dedicata la maggior parte dei titoli della stagione. In ordine cronologico nel calendario di appuntamenti, dal 6 novembre va in scena “Il nipote di Wittgenstein, storia di un’amicizia” dello scrittore austriaco Thomas Bernhard, interpretato da un gigante del teatro italiano, Umberto Orsini. Dal 29 gennaio uno spettacolo del regista e attore Valter Malosti, fondamentale per la potenza letteraria e l’impegno civile della fonte ispiratrice, porta in scena “Se questo è un uomo” di Primo Levi, nell’adattamento di Domenico Scarpa e Valter Malosti. Dal 5 marzo sarà la volta di un grande attore celebre sia nel mondo cinematografico che teatrale, Sergio Castellitto, che porterà in scena il romanzo “Zorro” di Margaret Mazzantini. Dal 12 marzo un’altra star tra cinema e teatro, Massimo Popolizio, darà voce a un testo fondamentale della letteratura americana “Furore” di John Steinbeck, accompagnato dalla musica dal vivo di Giovanni Lo Cascio. Chiude la sezione dedicata alla letteratura Gabriele Lavia, altro big dei palchi teatrali, che dal 9 aprile con la sua interpretazione tratta dal libro di Jean Teulé, “Le leggi della gravità”. Saranno tre gli appuntamenti che hanno come comune denominatore la figura poliedrica dell’autore, attore e narratore. Ci sarà il componente del celebre trio Aldo Giovanni e Giacomo, Giacomo Poretti, con il suo “Chiedimi se sono di turno” per la regia di Andrea Chiodi, che andrà in scena dal 12 febbraio. Seguirà dal 25 febbraio uno dei protagonisti più interessanti e acclamati del teatro di ricerca, Antonio Rezza autore e interprete di “Fratto_X” messo in scena con l’imprescindibile e preziosissima Flavia Mastrella. Chiude la serie degli autori-attori, dal 14 aprile, un grande e celebrato esponente del teatro di narrazione, Ascanio Celestini, con il suo spettacolo di successo “Barzellette”.
Due gli spettacoli che mettono in primo piano le donne, impegnate in ruoli e modalità espressive eterogenee. Da venerdì 18 dicembre “La vedova Socrate”, testo della meravigliosa e indimenticabile Franca Valeri, interpretato da un’attrice che a pieno titolo può essere considerata una sua degna e celebrata erede, Lella Costa. La regia è di Stefania Bonfadelli. Dal 15 gennaio 2021 sarà invece protagonista un’altra delle migliori attrici nostrane, Marina Massironi, che al fianco di Roberto Citran porterà sul palco una pièce esilarante dello statunitense Stephen Sachs, per la regia di Veronica Cruciani.
Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, andrà in scena in prima nazionale un progetto teatrale prodotto dal Teatro Comunale “Claudio Abbado”, scritto e interpretato sul palco da una delle firme più autorevoli e prestigiose del nostro Paese, lo scrittore e giornalista Corrado Augias. “A cosa serve la memoria” è al tempo stesso un viaggio nella vicenda autobiografica (la famiglia Augias dovette rifugiarsi in un convento di suore per fuggire ai rastrellamenti nazifascisti scatenati dell’entrata in vigore delle leggi razziali) e una profonda riflessione sulla necessità che il continuo esercizio della memoria costituisca un argine fondamentale, invalicabile, imprescindibile contro la barbarie. È la conoscenza, lo studio e la memoria di quei fatti che difenderà l’umanità dal ritorno di quei tragici fatti. La regia e le immagini sono affidate ad Angelo Generali.
La stagione di Prosa si concluderà nei giorni 28-29-30 aprile con un’altra prima nazionale di un progetto speciale ideato dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame dal titolo “Il Mistero di Dario e Franca”. Il Mistero Buffo di Dario Fo nelle sue parti maschili veniva recitato dal premio Nobel, mentre Franca Rame interpretava i racconti che avevano come protagonista una donna. Per la prima volta dalla scomparsa di Dario e Franca, sia i racconti maschili che quelli femminili saranno proposti all’interno di un unico spettacolo. L’attore Mario Pirovano (designato dallo stesso Fo suo erede artistico) e la straordinaria attrice Lucia Vasini, si alterneranno sul palco per raccontare le parti maschili e le parti femminili dell’opera che valse il Nobel a Dario Fo.
DUE NOVITÀ. Agli abbonati della scorsa Stagione è riservata una scontistica particolare. L’acquisto agevolato può essere effettuato esclusivamente in biglietteria nei consueti giorni e orari di apertura, mentre la prenotazione può essere effettuata sia telefonicamente al numero 0532.202675, che via email all’indirizzo biglietteria.teatro@comune.fe.it
Da giovedì 1° ottobre avrà inizio la vendita dei biglietti per tutti gli spettacoli. Inoltre, da quest’anno saranno presenti in sala Posti PRIME in platea e nei palchi centrali, individuati tra i posti più confortevoli per visuale e acustica.
CONTATTI e ORARI BIGLIETTERIA
Telefono 0532.202675 / Mail biglietteria.teatro@comune.fe.it - lunedì-venerdì 15.30-19 / sabato 10-12.30 / 15.30-19 / domenica e festivi riposo - Info e acquisto biglietti online www.teatrocomunaleferrara.it
PREZZI e RIDUZIONI: Info in biglietteria e sul sito. Altre riduzioni sui biglietti per under 30 anni, over 65 anni, e gruppi.
IL PROGETTO GRAFICO DELLA NUOVA STAGIONE. Per la Stagione di Prosa, il progetto grafico gioca sul concetto di Terra, elemento naturale che racconta la concretezza, la realtà, ma anche la poesia, in forte connessione con gli altri elementi, trasversale a essi. Proposto da Creativite, la nuova scelta grafica del Teatro Comunale di Ferrara interpreta i tempi, mai come quest’anno entrati in contatto con il cambiamento, il mutamento, la connessione e la trasversalità. Per mutare, però, bisogna conoscere le proprie origini, la nostra natura essenziale. Parte da qui il coinvolgimento degli elementi naturali, associati alle nuove Stagioni del Teatro, e che saranno declinati su tutti i canali comunicativi. La volontà è quella di utilizzare e reinterpretare il logo, che richiama la Rotonda Foschini simbolo della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, ma anche sinonimo di evoluzione e trasformazione.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net e Ufficio stampa del Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara
Nella miniatura in alto: il presidente Mario Resca
Sotto: il tavolo della conferenza stampa: da sinistra, Marcello Corvino, Marco Gulinelli, Matteo Fornasini e Marino Pedroni
Al centro e sotto, in sequenza. alcuni protagonisti della Stagione di Prosa: Corrado Augias, Rocco Papaleo, Umberto Orsini, Sergio Castellitto





Pubblicato il 15 Settembre 2020
Annunciato il concerto della 'Cherubini' con musiche di Dvorák, Martucci, Bossi e Busoni
Muti unisce Ravenna Bologna e Ferrara servizio di Athos Tromboni

200915_Bo_00_ConcertoMutiOrchestraCherubini_TizianaFerrari.JPGBOLOGNA - La necessità di contrastare anche sul piano delle attività culturali (oltre che sanitario) la pandemia da Covid-19 è stata richiamata da tutti gli interventi dei relatori nella conferenza stampa svoltasi presso Confindustria Emilia, durante la quale è stato presentato il doppio appuntamento concertistico (Bologna PalaDozza e Ferrara Teatro Comunale Abbado, 9 e 10 ottobre 2020) e le prove aperte e gratuite riservate agli studenti universitari (Ravenna Teatro Alighieri, 7 e 8 ottobre) di Riccardo Muti e dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. L'auspicio alla collaborazione fra le varie istituzioni culturali fra loro e con le imprese emilianoromagnole  è stato sottolineato con forza da una "non addetta ai lavori musicali" quale la direttora generale proprio di Confindustria Emilia, Tiziana Ferrari, nel suo breve intervento di saluto, oggi, 15 settembre.
La conferenza stampa si è svolta alla presenza di Maddalena da Lisca (sovrintendente di Bologna Festival), Mario Resca (presidente del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara), Antonio De Rosa (sovrintendente di Ravenna Festival), Giorgia Boldrini (in rappresentanza di Matteo Lepore assessore alla Cultura del Comune di Bologna) e Marco Gulinelli (assessore alla Cultura del Comune di Ferrara).
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Dunque Venerdì 9 ottobre ore 20.30 al PalaDozza di Bologna e Sabato 10 ottobre ore 20.30 al Teatro Comunale di Ferrara, Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini nella Sinfonia “dal nuovo mondo” di Antonin Dvorák e pagine di Giuseppe Martucci (Notturno op.70), Marco Enrico Bossi (Serenatina) e Ferruccio Busoni (Berceuse élégiaque op.42).
Due concerti straordinari nati dalla collaborazione tra Ravenna Festival, Bologna Festival e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e realizzati grazie al sostegno di sponsor quali Alfasigma e Bper Banca, sponsor ufficiali del concerto di Bologna, Bonifiche Ferraresi main sponsor del concerto di Ferrara cui si uniscono Econocom e Banco Bpm.
Dapprima i saluti dei rappresentanti istituzionali Giorgia Boldrini («In questi mesi di pandemia ci siamo sentiti e coordinati di più fra istituzioni regionali e mi auguro che questa sia l'eredità a lungo termine che ci viene lasciata proprio dal Covid-19» e Marco Gulinelli («Sapevamo di affrontare qualcosa che mai era successa prima, ma l'energia per ripartire ci ha motivato e anch'io auspico di essere all'inizio di un nuovo percorso di collaborazione. Cercheremo di cogliere questa contingenza come un'opportunità.»
Poi la parola è passata a Mario Resca: «La Fondazione Teatro Comunale di Ferrara accoglie Riccardo Muti per la prima volta in concerto nella nostra città. Una ricorrenza particolare, perché cent’anni fa, sempre a Ferrara, venne per l’ultima volta un altro immenso direttore d’orchestra, Arturo Toscanini. Dopo la chiusura prolungata di tutti gli spazi dedicati alla cultura per il lockdown, l’evento del 10 ottobre prossimo è una festa per la città di Ferrara, che diventa simbolo della ripartenza e che inaugura le nuove Stagioni al Teatro Comunale ‘Claudio Abbado’. Con le nuove disposizioni ministeriali, saranno 350 i posti disponibili per l’evento, nel teatro settecentesco, riconosciuto tra i 29 teatri di tradizione presenti in Italia. Quest’evento segna anche un altro importante traguardo: si tratta, infatti, di un progetto condiviso, che unisce attraverso la musica, le città di Bologna, Ferrara e Ravenna. Una prima collaborazione, nell’ottica di realizzare sempre più scambi e connessioni tra teatri e realtà regionali.»
Nel suo intervento Antonio De Rosa ha espresso la propria soddisfazione per la collaborazione fra le tre città emiliane: «Sono felice di questo evento che unisce musicalmente Ravenna, Bologna e Ferrara nel segno del maestro Riccardo Muti e dei suoi giovani musicisti dell'Orchestra Cherubini. Un importante segnale di unione e di ripresa per il pubblico di Bologna Festival e del Teatro Comunale di Ferrara a cui si uniranno gli studenti del polo Universitario di Ravenna invitati alle prove al Teatro Alighieri. Se il maestro Muti. che si trova in vacanza, dovesse udire una sola parola di quello che ci stiamo dicendo qui, vorrei che la parola fosse grazie. ai ragazzi dell'orchestra e a lui che ha ideato un programma meraviglioso per il concerto, unendo la sinfonia di Dvorák a pagine di Martucci, Bossi e Busoni, compositori che hanno avuto forti legami con Bologna e che furono prescelti da Gustav Mahler per il programma del suo ultimo concerto diretto a New York nel 1911, riconoscimento tangibile del valore musicale di una produzione sinfonica di tradizione italiana vivissima anche oltreoceano.»

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Infine Maddalena da Lisca: «Riccardo Muti torna al Bologna Festival, dopo cinque anni dalla sua ultima apparizione, in un contesto che ricopre diversi significati, tutti rilevanti; ciò suggella una bella e amichevole operazione di coordinamento e dialogo tra realtà regionali che hanno creato un progetto artistico comune e condiviso. Si inserisce come un autorevole fuori programma nella stagione di Bologna Festival che riemerge con forza e vivacità dai mille ostacoli di questo anno tanto difficile, rinnovandosi negli spazi e nelle proposte artistiche, in una programmazione che risulta ricca di sorprese e novità per il pubblico. Infine, la cosa più importante per il Bologna Festival: questo concerto è un omaggio alla memoria di Mario Messinis, scomparso da pochi giorni. Mario era profondamente legato al nostro festival e agli amici che ha incontrato qui dopo quasi trent’anni di lavoro alla nostra direzione artistica. Sono felice che questo ricordo sia affidato ad uno dei massimi direttori di oggi come il maestro Riccardo Muti».

Per le prove aperte e gratuite riservate agli studenti universitari le informazioni vanno richieste a: universitari@teatroalighieri.org   mentre per info sui concerti ci si può rivolgere a info@bolognafestival.it e a biglietteria.teatro@comune.fe.it
I
biglietti sono già in vendita.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: la direttora generale di Confindustria Emilia, Tiziana Ferrari
Sotto in sequenza il tavolo della conferenza stampa con, da sinistra: Mario Resca, Marco Gulinelli, Giorgia Boldrini, Maddalena da Lisca e Antonio De Rosa






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201211_Fe_00_MoniOvadiaFERRARA - Teatro Comunale Claudio Abbado... lo spirito con il quale i promotori della conferenza stampa (tenutasi oggi, 11 dicembre 2020, nella Sala degli Arazzi della residenza municipale) per la presentazione del "teatrante" (come egli stesso si definisce)  Moni Ovadia quale nuovo direttore del principale teatro ferrarese, sembra essere quello dell'autunno 1989 quando, al Museo Poldi Pezzoli di Milano, venne presentato il "Progetto Abbado" dall'allora sindaco di Ferrara, Roberto Soffritti, insieme al management del Comunale e allo stesso direttore d'orchestra. Così nacque Ferrara Musica, associazione tuttora attiva, affiancata al Teatro - ma con una sua specifica autonomia - nella programmazione degli eventi concertistici in terra estense.
Quell'autunno 1989 e il decennio successivo videro lievitare l'interesse dei ferraresi
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Il parlatore eterno e Il tabarro
servizio di Angela Bosetto FREE

210305_Vr_00_IlParlatoreEternoIlTabarro_DanielOren_EnneviFotoVERONA – La luce e le tenebre, la gioia e la disperazione, l’amore e la morte, la leggerezza e la tragedia. Ecco una serie di accostamenti che potrebbero evocare cosa significhi comporre un dittico unendo Il parlatore eterno di Amilcare Ponchielli e Il tabarro di Giacomo Puccini. Eppure questa è stata l’inedita e vincente scommessa del Teatro Filarmonico, che, per il proprio
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