Pubblicato il 30 Giugno 2022
Ospite quasi irrinunciabile del Ravenna Festival la Budapest Festival Orchestra trionfa ancora
Iván Fischer bacchetta che incanta servizio di Attilia Tartagni

20220630_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra-IvanFischer_phZani-CasadioRAVENNA -La Budapest Festival Orchestra con il concerto del 28 giugno al Pala De André ha confermato, se mai ve ne fosse bisogno, l’importanza della presenza delle grandi orchestre nella manifestazione ravennate, dando vita a un concerto di qualità e gradevolezza incentrato su due classici: la Terza Sinfonia di Johannes Brahms e la Suite sinfonica “Sheherazade” di Nikolaj Rimsky-Korsakov, ispirato ai racconti delle “Mille e una notte”. Sono due capolavori del tardo Ottocento che rappresentano gli apici raggiunti nell’evoluzione del linguaggio sinfonico ed esaltano da una parte la sensibilità introspettiva mitteleuropea; e dall’altra l’anima fantastica russa; due momenti diversi ma ugualmente affascinanti che hanno permesso al pubblico, entusiasta, di assaporare fino in fondo l’insuperabile attrazione della musica dal vivo.
Dietro l’effluvio di applausi seguito a ogni esibizione, con lunghe richieste finali di bis, ci sono la grande intesa e la coesione raggiunte da una delle dieci maggiori orchestre internazionali, creata nel 1983 del maestro ungherese Iván Fischer che continua a dirigerla con lo stesso appassionato trasporto, orientandola verso scelte poliedriche con l’intento di allargare la platea dei fruitori.
«I professori d'orchestra non mi chiamano Maestro, ma semplicemente Iván...», ama dichiarare Fischer e certamente i professori della Budapest Festival Orchestra esprimono tutta la professionalità e la coesione conquistate negli anni di attività sul territorio e in giro per il mondo. Saranno quaranta, nel 2023, un bel traguardo. Iván Fischer ha un’intesa particolare con i suoi musicisti, scelti fin dall’inizio anche per un una comune visione musicale e oggi diventati un esercito di una ottantina di elementi con una sterminata avanguardia di archi.

20220630_Ra_01_BudapestFestivalOrchestra-IvanFischer_facebook_phZani-Casadio

20220630_Ra_02_BudapestFestivalOrchestra-IvanFischer_phZani-Casadio

La serata è fluita meravigliosamente sciorinando immortali pagine di musica che godono di una fama particolare, plasmate sul podio dall’instancabile direttore che alla fine, per accontentare il pubblico, ha offerto fuori programma due Danze ungheresi del primo Brahms, quando il compositore era più che mai sensibile alla musica popolare. Dovette giungere all’età di 43 anni, Brahms, per affrontare la sua prima sinfonia. La terza, datata 1883, ha anche una sua originalità nel fatto che, concluso l’incanto melodico del terzo movimento il cui celebre tema fu usato come colonna sonora dal regista americano Litvak per il film “Aimez-vous Brahms?” con Ingrid Bergman, Anthony Perkins e Yves Montand, si conclude non in modo eclatante come di rito, ma con quella che Luca Baccolini nella locandina del concerto definisce una “dissolvenza delicatissima”.
Se proprio vogliamo trovare delle analogie, anche la Suite sinfonica “Sheherazade” di Nikolaj Rimsky-Korsakov, dopo i tre movimenti che evocano fiabeschi personaggi orientali, vicende mirabolanti e tempeste marine attraverso continue esplosioni timbriche e orchestrali, si conclude con una sorta di pacificante Allegretto come un mare procelloso che dopo tanto sconquasso ritrova la calma, quasi a riflettere le esperienze marine del cadetto dell’Accademia Imperiale russa Rimsky-Korsakov.
Convinta che la musica è una forma di viaggio verso mondi “altri”,  definirei questa una serata empatica e di grande soddisfazione, un evento prezioso usufruito in diretta anche dal pubblico di Rai Radio 3, che ha trasvolato geografie e atmosfere lontane per poi tornare alle amate origini, la musica popolare cara ai musicisti e al direttore. La Danza ungherese n.6 di Brahms, inaspettata, ha chiuso il concerto in un tripudio di tensione, di ritmo e di incanto sonoro esaltando la musica popolare come il più autentico linguaggio del popolo ungherese. Respirare all’unisono con gli artisti, sentirli improvvisare dei fuori-programma, vedere materializzato il reciproco entusiasmo, dal vivo è possibile.
Nessuna registrazione, per quanto perfetta e rinomata, può dare altrettanto: questa è la lezione della serata.
(La recensione si riferisce al concerto di martedì 28 giugno 2022)

Crediti fotografici: Zani-Casadio per il Ravenna Festival 2022
Nella miniatura in alto e al centro: il direttore Iván Fischer
Sotto: panoramica di Zani-Casadio sul concerto nel Pala De André





Pubblicato il 30 Aprile 2022
Chiusa la stagione concertistica di Ferrara Musica nel Teatro Comunale
Esa-Pekka Salonen e l'Orchestre de Paris servizio di Edoardo Farina

20220430_Fe_00_OrchestreDeParis-EsaPekkaSalonen_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Il penultimo concerto del filone orchestrale-sinfonico ospitato nella programmazione invernale 2021-2022 di “Ferrara Musica”, ha offerto il podio a uno dei più importanti direttori d’orchestra sulla scena internazionale, Esa-Pekka Salonen alla guida della ”Orchestre de Paris” presso il Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”, rappresentando la significativa tappa centrale italiana di un tour che ha toccato dapprima la città di Torino nell’ambito dei Concerti di “Lingotto Musica” e in seguito la data inserita nella Stagione del “Teatro alla Scala” di Milano. Direttore innovativo, rinomato intellettuale, curioso e convinto promotore della musica ove è difficile definirne la personalità poliedrica, “gigante della bacchetta” come è stato definito dalla critica internazionale, si tratta di un gradito ritorno dopo la presenza nel teatro estense già avvenuta nel 2010 al vertice della “Mahler Chamber Orchestra”, mentre per la celebre orchestra francese si è trattato di un debutto assoluto. 63enne nato a Helsinki, (Esa di origine medievale tradotto come Isaia, Pekka starebbe per Peter mentre Salonen è tra i cognomi più diffusi in Finlandia) ha studiato presso la “Sibelius Academy” della sua città corno, composizione e direzione d'orchestra con Jorma Panula, avendo come compagni di classe Jukka-Pekka Saraste e Osmo Vänskä. Si è dedicato in seguito alla scrittura perfezionandosi con Franco Donatoni, Niccolò Castiglioni e Einojuhani Rautavaara. Difficile sintetizzare l’enorme esperienza artistica: in breve, il primo esordio come direttore fu nell’ “Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese” nel 1979 con la lirica Wozzeck di Berg eseguita alla “Royal Opera di Stoccolma”. Sebbene l’attività sia sempre stata quella di compositore, attualmente è direttore musicale della “San Francisco Symphony”, quindi direttore onorario della “Los Angeles Philharmonic” (avendola diretta dal 1992 al 2009), della londinese “Philharmonia Orchestra” e dell’”Orchestra Sinfonica della Radio Svedese”.
Ricercatore instancabile di molteplici collocazioni per la musica classica nel nuovo millennio, interprete di riferimento del periodo novecentesco, ha avuto un ruolo fondamentale come revisore nella valorizzazione della musica di oggi applicata alle moderne tecnologie digitali emergenti, ricevendo importanti riconoscimenti tra cui il Premio Rostrum dell’UNESCO per l’opera Floof e il “Premio Siena” dell’”Accademia Musicale Chigiana”.
20220430_Fe_03_OrchestreDeParis-EsaPekkaSalonen_phMarcoCaselliNirmal
Principale orchestra sinfonica francese, l’”Orchestre de Paris” svolge in ogni stagione circa un centinaio di concerti con in organico ben 119 musicisti, alla “Philharmonie de Paris” o in tournée internazionali. Erede della “Société des Concerts du Conservatoire” fondata nel 1828 su impulso di Luigi Cherubini e François-Antoine Habeneck, ha tenuto il debutto inaugurale nel 1967 sotto la direzione di Charles Munch, succeduto da Herbert von Karajan, Sir Georg Solti, Daniel Barenboim, Semyon Bychkov, Christoph von Dohnányi, Christoph Eschenbach, Paavo Järvi e Daniel Harding. La strategia preposta pone le attività nella linea diretta della discendenza della tradizione musicale nazionale compiendo un ruolo fondamentale al servizio sia dei repertori appartenenti dal periodo romantico in avanti così come della creazione contemporanea attraverso l’accoglienza di diversi musicisti in residenza, quindi le prime di numerose opere e la presentazione di cicli dedicati alle figure tutelari del secolo scorso.
E proprio per il carattere peculiare che ha connotato l’esibizione a capo della compagine parigina, venendo all’appuntamento ferrarese del 28 aprile 2022, ove la densità sonora espressa ha trovato una risposta acustica efficace da parte di una sala per l’occasione totalmente gremita, il cui palcoscenico è stato interamente occupato dai componenti dell’orchestra in numero talmente elevato da dovere smontare la camera acustica senza però perdere volume e presenza in alcun modo. Un dato che, oltre alla prerogativa rappresentata da una dimensione tendenzialmente raccolta e non dispersiva, avvalendosi del vantaggio di restituire in maniera immediata la trascinante reattività di una formazione strumentale estremamente coesa, sia dal punto di vista dinamico sia da quello timbrico-strumentale dovuto soprattutto alla compattezza orchestrale data dalla perfetta fusione tra archi e ottoni, contesto sempre difficile da abbinare nel giusto bilanciamento esaustivo. Tipologie emerse fin dalla prima parte dell’attrattiva serale, protagonisti di una scelta che comprende decenni di musica, sospesi tra Ottocento e Novecento inoltrato, aperto dall’esecuzione della Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel (1875-1937) brano dalla struttura molto semplice costruito sul modello di una danza rinascimentale di corte e soggetta a numerose trascrizioni destinate a svariati strumenti; composta nel 1899 nella versione per pianoforte dedicata al salotto di Winnaretta Singer (mecenate statunitense naturalizzata francese) Principessa di Polignac, poi rielaborata per piccola  orchestra nel 1910, è segnata da una compostezza di accenti migrati dagli ottoni agli altri fiati fino ad arrivare agli archi seguendo quel caratteristico filo melodico che lega con misura dolce e un poco malinconica una solenne pagina dell’artista originario della città basca di Ciboure. La forma del brano, articolata in cinque brevi sezioni, ne segue il disegno coreografico attraverso un tema che ritorna ogni volta dopo l’inciso, rappresentante la spina dorsale del lavoro, come afferma anche nelle note di sala il musicologo Oreste Bossini. La voce nostalgica e romantica del corno, immerge sin dall’inizio la nobile melodia in una luce vespertina che conferisce al piccolo capolavoro il fascino misterioso di un’ironica elegia dal tono malinconico senza tempo.
Una misura che ha trovato nel brano successivo un territorio sinfonico dal carattere decisamente differente, nel quale l’eloquente gestualità di Salonen si è inoltrata con passo risoluto restituendo quella sorta di progressione espressiva incardinata su una cifra virtuosistico-orchestrale con la Suite da concerto tratta dalla pantomima espressionista Un Mandarino meraviglioso  basata su un racconto di Melchior Lengyel (o forse più correttamente Un Mandarino miracoloso) di Béla Bartók (1881-1945) straniante ritratto della malavita di una periferia metropolitana composta tra l’ottobre del 1918 e il maggio successivo nel drammatico immediato dopoguerra, concepito in origine in forma di pantomima. La musica aspra e violenta è scaldata da una profonda compassione che solo un autore di spessore artistico e spirituale quale era il pianista ed etnomusicologo ungherese poteva sentire in maniera così sconvolgente e al tempo stesso rigorosa dal punto di vista formale. Bartók, tra gli esponenti dell’Espressionismo e la seconda Scuola di Vienna dalle forme atonali, dissonanze e sperimentalismi, rimane fedele a quell’ossessiva esplorazione del proprio inconscio che aveva rappresentato il carattere peculiare delle più importanti composizioni di quegli anni ove le note ne ripercorrono la vicenda in una sequenza di scene di sconvolgente forza espressiva. Egli sfrutta le risorse della grande orchestra con abilità magistrale, traendo un impressionante repertorio di gesti ed effetti sonori dalle cavità degli strumenti in un efficace accavallarsi di timbri incisi e ritmi pulsanti ossessivamente ripetuti, qui bene espressi dalla dinamica e sonorità sapientemente regolate. L’insieme si chiude nella parossistica scena che costituisce il culmine drammatico della esposizione tramite un valzer quasi immobile che si carica gradualmente di inquieta e stravolta sensualità, fino a travolgere gli animi in una violenta tempesta di suono e bruciante energia ritmica.
L’apice della parte conclusiva viene raggiunta attraverso i cinque tempi intrisi di ispirata suggestione, trovando proprio nell’intreccio serrato delle battute finali la restituzione cristallina assieme della coesione dinamico-strumentale della formazione parigina. Un dato poi ribadito in maniera più distesa e dilatata, abitata dalle diverse declinazioni connesse dalle sezioni che compongono la Symphonie fantastique op. 14 (Episodio della vita di un artista) di Hector Berlioz (1803-1869). Una sorta di affresco sinfonico la cui riconosciuta varietà di accenti ha preso forma in una materia sinfonica che l’Orchestre de Paris ha tratteggiato con una misura al tempo stesso sofisticata e pregnante, plasmata dallo stesso Salonen attraverso una lettura caratterizzata da una agogica misurata ma sinuosa e da una densità timbrica policroma ma lucida, sostiene il critico Alessandro Rigolli.
Per lo scrittore Stefano Jacini, invece, il direttore “ha proposto una coerente interpretazione lucidissima, asciutta, i passaggi sognanti sempre trattenuti, con precisione assoluta ed effetti sonori di raro ascolto. L'impressione che se n'è ricavata è però di una quasi totale mancanza di irrazionalità, fondamentale alla carica visionaria di Berlioz. Tutto è risultato logico, sistematico, coerente, equilibratissimo, come un raffinato esercizio di stile. L'orchestra ha risposto mirabilmente a questa impostazione di raro ascolto, ma alla fine è rimasta la sensazione di aver visitato una interessante mostra di pittura cubista, della quale si sono apprezzati gli accostamenti delle forme, ma sempre con qualche difficoltà a poter cogliere la figura intera”. Terminata nell’arco di tre mesi all’inizio del 1830, il più importante lavoro sinfonico apparso dopo la Nona Sinfonia di Beethoven, detta fantastica, ossia di fantasia in quanto la partitura è legata a un programma narrativo scritto dallo stesso autore, fu eseguita la prima nella sala del Conservatorio di Parigi il 5 dicembre del medesimo anno riscuotendo un clamoroso successo anche se all’epoca suscitò parallelamente diverse reazioni controverse. Vita e letteratura si mescolano in maniera indissolubile in quest’opera, la forma e il linguaggio in realtà non si discostano dal modello beethoveniano, ove egli riversa in maniera geniale la massa di esperienze e impressioni stratificate nella sua coscienza, conferendo nella partitura una serie di materiali musicali provenienti da lavori precedenti e di suggestioni letterarie disparate creandone il carattere bizzarro, eccessivo, anticonformista e visionario della musica, concentrandosi soprattutto nella sfera sonora esprimendone un’acuta sensibilità emotiva, sempre secondo Bossini.

 

20220430_Fe_01_OrchestreDeParis-EsaPekkaSalonen_facebook_phMarcoCaselliNirmal

20220430_Fe_02_OrchestreDeParis-EsaPekkaSalonen_phMarcoCaselliNirmal

Ne troviamo risonanze tipiche del teatro d’opera, persino delle chiese parigine dove era ancora viva la tradizione del canto gregoriano, delle parate militari, soprattutto nell’esecuzione del penultimo tempo della Marcia dove le trombe, i rimanenti fiati poi i timpani, appaiono in un unisono trionfale perfetto, in grado di raggiungere spettacolari sontuosità dall’impatto coinvolgente.
L’interpretazione offerta da Salonen (non avendo lanciato in aria la bacchetta su un finale fortissimo come sorprendentemente usava fare in passato) è stata indubbiamente caratterizzata da una sorta di luminosa essenzialità, gesto plastico, sicurezza negli attacchi dotati di grande precisione; assecondata con reattiva densità espressiva da l’Orchestre de Paris, la formazione è apparsa compatta ed efficace nonostante il numero elevato dei componenti anche alla luce dei due bis da lui stesso annunciati in un discreto italiano proposti fuori programma e rappresentati da Le jardin féerique tratto da Ma mère l’oye  di Ravel e Vorspiel dall’atto III° del Lohengrin di Wagner, pagine che hanno confermato la lucida e trascinante vivacità di lettura del direttore finlandese, salutato assieme alla compagine orchestrale parigina da un bel successo suffragato dai calorosi, ribaditi e convinti applausi del pubblico presente – associandomi di nuovo e in parte alle parole di Rigolli.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica
Nella miniatura in alto: il direttore Esa-Pekka Salonen
Sotto: Esa-Pekka Salonen e l'Orchestre de Paris nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara





Pubblicato il 26 Aprile 2022
Bellissimo concerto dell'Orchestra Nuova Assonanza nella Chiesa dei Servi di Lucca
Marzadori e Freiles Animando Wolf Ferrari... servizio di Gianluca La Villa

20220425_Lu_00_MarzadoriEFreiesAnimandoWolfFerrari_AlanFreilesLUCCA - «Un concerto per lei, solo per lei» ... così Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948) dedicava nel 1943 a Guila Bustabo, violinista prodigio e sua ninfa Egeria della vecchiaia, il Concerto in re maggiore op.26 per violino e orchestra. E a distanza di quasi 80 anni l’afflato lirico che permea quasi ogni rigo di questo concerto è stato colto ed espresso da colei che a Ferrara nel 2012 realizzò la prima italiana della composizione: Laura Marzadori.
A Lucca il 24 aprile 2022 nella bella risonante Chiesa dei Servi, per iniziativa di Animando Lucca, ancora una volta la brillante violinista ora ‘konzertmeisterin’ della Orchestra della Scala ha dimostrato, sotto la direzione di Alan Freiles Magnatta e con la diversa Orchestra Nuove Assonanze, di avere nelle dita e nel cuore questo concerto come una “pièce de chevet”, padroneggiandola e sviluppandola in tutti i risvolti interiori e i passi virtuosistici: basti la cadenza di quasi 10 minuti scritta dalla Bustabo per sé.
Il violino Fiorini-Poggi del 1925, suonato dalla Marzadori, messo a punto perfettamente dal liutaio Carstens, faceva fluire da tutte le corde e posizioni un suono il più perfettamente adeguato a questa composizione. Grande successo.
Ma la serata riservava altre novità. Innanzitutto il Concerto per violoncello e orchestra op.31 “Invocazione” scritto dal Wolf-Ferrari nel 1945 e testimone di una canto lirico triste e tormentato come erano quegli anni e il presentimento della fine di Wolf-Ferrari, che morirà solo e povero a Venezia tre anni dopo. Ma che nell’ultimo movimento scintilla con una brillante Tarantella auspicio di leggerezza e sorti più felici. Splendida interprete del brano Erica Piccotti, violoncellista di 23 anni con la magìa di un fraseggio ed espressione che più trascinanti non sapremmo. Un concerto che pare cucito su misura per la sua cavata.

20220425_Lu_01_MarzadoriEFreiesAnimandoWolfFerrari_LauraMarzadori_facebook.JPG 20220425_Lu_02_MarzadoriEFreiesAnimandoWolfFerrari_EricaPiccotti.JPG

Al termine della serata il poema sinfonico Ero e Leandro di Alfredo Catalani (1854-1893), una pagina tanto stupenda e dimenticata quanto è costante la insipienza di coloro che dovrebbero e potrebbero farla conoscere nei vari teatri, ormai gestiti per fenomeni di attrazione da baraccone, non per cultura e passione vera.
Come poteva questo programma Novecentesco entrare nella programmazione di Animando Lucca, dedicata al Settecento musicale? Ma con il brano introduttivo, la Ouverture de “Le Nozze di Figaro”, i cui personaggi sono tra l’altro la Contessa di Almaviva e la Susanna, fidanzata di Figaro, riassunti da Wolf-Ferrari, il più mozartiano dei compositori Novecenteschi, nella Contessa Susanna, protagonista della fortunata opera “Il segreto di Susanna”.
Chiuderemo con una frase riportata nel libro del compianto Alberto Cantù a Wolf-Ferrari dedicato nel 2011 per la prima italiana di Ferrara (“Ermanno Wolf-Ferrari, la Musica, la Grazia, il Silenzio”, Gabrielli ed.) : «Il futuro non ci insegna niente perché non esiste; è invece al futuro che si insegna con ciò che si fa di nuovo.»

Crediti fotografici: Ufficio stampa Associazione Animando Lucca
Nella miniatura in alto: il direttore Alan Freiles Magnatta
Sotto, in sequenza: Laura Marzadori (violino) e Erica Piccotti (violoncello) durante il loro concerto






< Torna indietro

Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
Pipistrello bello ma non tutto fila
intervento di Rossana Poletti FREE

20220715_Ts_00_IlPipistrello_NikolasNageleTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. L’operetta è genere brillante ma impervio. Richiede grandi doti canore, perché i compositori che vi ci sono cimentati non risparmiano salite verticali a soprani e tenori e altrettante discese. Per riuscire esige dagli artisti qualcosa di più, il sapere stare in scena, con molto brio e con una recitazione piuttosto eccellente, in molti ruoli anche recitazione comica, e saper far ridere è sempre difficile. L’operetta, che è indubbiamente tanta musica con alcune arie straordinarie e Il Pipistrello scritto da Johann Strauss jr.né è uno dei massimi esempi, in Italia è considerata dal FUS (Fondo unico per lo spettacolo) alla stregua di commedia, musicale ma pur sempre commedia, e non viene riconosciuta nei programmi dei teatri lirici, che pur hanno orchestre, coro e balletto,
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Personaggi
Alessandra Volpe si confida
intervista di Ramón Jacques FREE

20220730_00_Personaggi_AlessandraVolpeCon una lunga e interessante carriera che l'ha portata a calcare importanti palcoscenici di vari paesi europei come Italia, Spagna, Germania, Svizzera, Norvegia, Inghilterra, Portogallo eccetera, e in Nord America negli Stati Uniti, Canada o Messico, in ruoli diversi nel belcanto, nei ruoli verdiani e rossiniani, solista in varie opere orchestrali, e soprattuttocon la Carmen di Bizet
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Tappe dell'opera: l'Ottocento e il Novecento
servizio di Giuliano Danieli FREE

MARTINA FRANCA (TA) - Facciamo seguito alle precedenti recensioni già publicate su questa testata giornalistica on-line (per leggere il servizio premere qui), pubblicando la seconda parte delle nostre cronache musicali dal Festival della Valle d'Itria di Martina Franca.

20220731_ValleDItria_00_MicheleSpotti_phMarcoBorrelliVincenzo Bellini
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Tappe dell'opera: il Barocco e il Settecento
servizio di Giuliano Danieli FREE

20220729_ValleDItria_00_EkaterinaProtsenko_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 21-27 luglio 2022 – Per la prima edizione del Festival della Valle d’Itria sotto la sua egida, il direttore artistico Sebastian F. Schwarz ha selezionato cinque titoli rari o inediti in grado di rappresentare alcune delle tappe fondamentali della storia dell’opera, dal Seicento ai giorni nostri. Questa scelta asseconda con giusto rispetto le logiche decennali di una rassegna
...prosegui la lettura

Personaggi
Anja Harteros compie cinquant'anni
servizio di Fabiana Crepaldi FREE

20220723_Personaggi_00_AnjaHarterosQuesto 23 luglio 2022, Anja Harteros, uno dei più grandi soprani dell'inizio di questo secolo, compie cinquant'anni. L'appuntamento è scandito dal silenzio della diva, sempre discreta nella sua vita personale, ma sempre sfolgorante sul palco. Figlia di padre greco e madre tedesca, Anja Harteros è nata a Bergneustadt, in Germania, nella regione di Colonia. La sua
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
Concerto Grosso per Luis Bacalov
servizio di Athos Tromboni FREE

20220716_FE_00_ConcertoGrossoPerLuisBacalov_RosannaPavariniFERRARA - Un celebre compositore di canzoni e musica da film e due donne protagoniste del revival che lo riguarda: questo il sunto dello spettacolo musicale Concerto Grosso per Luis Bacalov che il Teatro Comunale “Claudio Abbado” ha prodotto coinvolgendo l’Orchestra Città di Ferrara (primo violino concertante e direttore Antonio Aiello) e il gruppo un po’ pop, un po’ rock
...prosegui la lettura

Eventi
Lirica danza concerti Venezia riparte
redatto da Giuliano Danieli FREE

20220714_Ve_00_StagioneLiricaESinfonica2022-2023_FortunatoOrtombinaVENEZIA - La Stagione Lirica e Balletto e la Stagione Sinfonica 2022-2023 del Teatro La Fenice sono state presentate mercoledì 13 luglio 2022 dal sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina e dal direttore generale Andrea Erri. Così il sovrintendente Ortombina: «Quattordici titoli d’opera, due di balletto e diciotto appuntamenti sinfonici
...prosegui la lettura

Operetta and Musical
Qualcosa di marcio Shakespeare!
servizio di Athos Tromboni FREE

20220710_Fe_00_QualcosaDiMarcio_RiccardoRossiniFERRARA – Trionfo di pubblico nel Teatro Comunale “Claudio Abbado” per il musical Qualcosa di Marcio (Something Rotten), libretto di Karey Kirkpatrick e John O’Farrell, musica di Wayne Kirkpatrick, in scena per la prima europea proprio sul palcoscenico di Ferrara con tre rappresentazioni: la sera di sabato 9 luglio 2022 e due repliche oggi, domenica 10 luglio (ore 16 e 21).
...prosegui la lettura

Prosa
Destinatario sconosciuto ossia la rivalsa
servizio di Athos Tromboni FREE

20220707_Fe_00_FerraraOff-MariaPaiatoFERRARA - Quattro modi per scrivere lettere. Quattro appuntamenti nel cortile e nel parco della Biblioteca Ariostea di via Scienze 17. Si tratta di una rassegna teatrale ideata da Ferrara Off, con testi scelti da Giulio Costa, Monica Pavani e Margherita Mauro. In pratica è un modo (riuscito) di fare teatro affidandosi solamente a dialoghi epistolari.
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Don Giovanni domatore tra le fiere
servizio di Athos Tromboni FREE

20220704_Fe_00_DonGiovanni_AdrianSchvarzsteinFERRARA - Il Don Giovanni di Mozart ha debuttato al Teatro Comunale "Claudio Abbado" venerdì 1 luglio, 2022 con replica domenica 3 luglio. Entrambe le rappresentazioni hanno visto il teatro gremito fino al tutto esaurito. Il progetto partiva da lontano: affidare al maestro Leone Magiera il compito di selezionare e preparare giovani cantanti per
...prosegui la lettura

Eventi
La Filarmonica di Suvereto ha due secoli
FREE

20220704_Suvereto_00_LaFilarmonicaDiSuveretoHaDueSecoli_PeppeServilloSUVERETO (LI) - Si inaugurano sabato 9 luglio 2022 alle 21.30 nel giardino della Rocca Aldobrandesca le celebrazioni per il Bicentenario della Società Filarmonica di Suvereto, a cura dell’Ente Musicale e Culturale Filarmonica “G. Puccini”, che ne raccoglie la storia e l’identità. È, infatti, proprio dal 1823 che la Società Filarmonica lavora
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Omaggio a Franco Battiato
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220704_Ra_00_OmaggioAFrancoBattiato_NicolaCisterninoRAVENNA - Al Pala De Andrè il 2 luglio 2022 si è compiuto un riuscito “Omaggio a Franco Battiato” con l’evocazione di una delle sue tante anime spese nella Musica, quella più intima e profonda dell’artista siciliano nato nel 1945 e scomparso nel 2021. Come ha dichiarato fra una canzone e l’altra il poliedrico Simone Cristicchi che se ne ritiene
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Notte rosa in Certosa
servizio di Athos Tromboni FREE

20220703_Fe_00_NotteRosaInCertosa_Smith_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Quando si parla di Piazza San Pietro a Roma e del colonnato del Bernini si dice che quel semicerchio architettonico significhi un grande abbraccio. Anche la Certosa di Ferrara, col suo austero tempio di San Cristoforo e lo sviluppo laterale a semicerchio delle ali, può essere inteso come un grande abbraccio. In più (diciamo in più, non
...prosegui la lettura

Eventi
Prosegue con successo il Varignana Festival
FREE

20220701_00_VarignanaMusicFestival_AlexanderRomanovskyVARIGNANA (BO) - Si sono conclusi tra gli applausi dei numerosi spettatori i primi due appuntamenti dell'VIII edizione del Varignana Music Festival, andati in scena presso la Terrazza Belvedere e l'Anfiteatro sul Lago di Palazzo di Varignana il 29 e 30 giugno 2022. Protagonisti del tradizionale Grand Opening l'Orchestra e il Coro del
...prosegui la lettura

Classica
Iván Fischer bacchetta che incanta
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220630_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra-IvanFischer_phZani-CasadioRAVENNA -La Budapest Festival Orchestra con il concerto del 28 giugno al Pala De André ha confermato, se mai ve ne fosse bisogno, l’importanza della presenza delle grandi orchestre nella manifestazione ravennate, dando vita a un concerto di qualità e gradevolezza incentrato su due classici: la Terza Sinfonia di Johannes Brahms e la
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Peter Grimes sbarca in laguna
servizio di Giuliano Danieli FREE

20220627_Ve_00_PeterGrimes_JuraiValcuhaVENEZIA - La Fenice è stata certamente fra le istituzioni europee più ricettive nei confronti della produzione di Benjamin Britten. Qui nel 1954 è stata data la prima assoluta di The Turn of the Screw, riproposto nei decenni seguenti per ben 4 volte; e nel settembre 1973 ancora la Fenice di Venezia ha ospitato la prima “continentale” di Death
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
In principio era ŦLe Willisŧ
servizio di Simone Tomei FREE

20220621_Lu_00_LeWillis_SeleneZanetti_phImaginariumCreativeStudio.jpegLUCCA - Il genio compositivo giovanile di Giacomo Puccini si cimentava nel concorso Sonzogno con un libretto di Fernando Fontana dal sottotitolo “Le Willis - leggenda in un atto e due parti”. Il componimento teatrale del venticinquenne compositore lucchese non fu ritenuto all’altezza di figurare tra i cinque lavori degni di menzione; ebbero
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
Let's Prog che spettacolo!
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220621_Ra_00_LetSProg_GiovanniSollima_phMarcoBorrelliRAVENNA - Non l’avevamo dimenticata, l’invasione della città nel Ravenna Festival 2016 a opera di una schiera di violoncellisti ossessionati dal proprio strumento con cui coinvolgere e trascinare il pubblico donando emozioni e creando nuove sensibilità. A volte ritornano e chissà se sono ancora gli stessi di sei anni fa. Di certo non sono cambiati
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Saccon e Génot un gioiello di esecuzione
servizio di Gianluca La Villa FREE

20220619_Lucca_00_SacconGenotLUCCA - Chiesa dei Servi, 18 giugno 2022. Raramente abbiamo partecipato e assistito a un concerto per violino e pianoforte con un programma così fascinoso, coinvolgente, stimolante il duo degli artisti a realizzare una naturale e viva comunicazione al pubblico della loro arte.
È successo con il violinista Christian Joseph Saccon e il
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Carmen torna accolta dal tripudio
servizio di Athos Tromboni FREE

20220618_Vr_00_Carmen_ClementineMargaine_EnneviFotoVERONA – Doveva essere kolossal per celebrare il regista Franco Zeffirelli, e kolossal lo è stata questa Carmen inaugurale dell’Arena Festival 2022 perché al di là degli esiti ricercati da puristi e “intenditori”, o da filologi e “integralisti”, per la Fondazione veronese ciò che più conta (attenzione: diciamo ciò che più conta, non ciò che solo conta)
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Interno Verde e Interno con Traviata
servizio di Athos Tromboni FREE

20220614_Fe_00_PresentazioneDanza2022_CarolynCarlsonFERRARA - Presentato oggi il Festival di Danza Contemporanea 2022 del Teatro Comunale "Claudio Abbado" che prosegue anche per la prossima stagione nel solco delle novità e delle riconferme: negli anni questo Festival ferrarese è divenuto un punto di riferimento per tutto il panorana di danza italiano ed europeo, essendosi distinto proprio per
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Pagliacci e Al Mulino dittico interessante
servizio di Rossana Poletti FREE

20220600_Ts_00_Pagliacci_AmadiLagha_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Un dittico interessante quello proposto dal Teatro Verdi di Trieste, ultima rappresentazione della stagione, con i Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo e Al mulino di Ottorino Respighi, quest’ultima un’incompiuta del maestro, che completata si presenta quindi in prima esecuzione mondiale.
...prosegui la lettura

Eventi
Luglio a teatro 2022
servizio di Athos Tromboni FREE

20220607_Fe_00_LuglioATeatro2022_LeoneMagieraFERRARA - Finite le stagioni tradizionali di lirica, prosa, concertistica, danza, il Teatro Comunale Claudio Abbado non si ferma neanche a luglio; un po' per dare continuità a una stagione ricca di serate e novità, un po' per sperimentare anche il nuovo impianto di climatizzazione che l'amministrazione comunale, su insistenza del Teatro
...prosegui la lettura

Prosa
A teatro vive il sogno illuminista
servizio di Athos Tromboni FREE

20220531_Fe_00_PresentazioneProsa2022-2023_MichelePlacidoFERRARA - È stata presentata la stagione di prosa 2022-2023 del Teatro Comunale "Claudio Abbado": saranno 12 spettacoli in abbonamento che spaziano dai grandi classici, agli autori internazionali, alle nuove drammaturgie. A questi appuntamenti (in programma il venerdì e il sabato alle 20,30 e di domenica alle ore 16), si aggiungono anche i
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Omaggio ad Anna Lolli
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220531_Bagnara_00_OmaggioAdAnnaLolliBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - È stato un vero piacere domenica 29 maggio 2022 alle 17,30 ritrovarsi come prima della pandemia nell’Auditorium di Bagnara di Romagna,  noi abituali frequentatori del decentrato tempio della lirica e un bel numero di giovani, per il primo omaggio ufficialmente dedicato alla bagnarese Anna Lolli (10 settembre
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Le immagini parlanti di Costantini
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220531_Ra_00_Bruchure_GianlucaCostantiniRAVENNA - Da almeno due anni Ravenna Manifestazioni si augurava “il ritorno alla normalità”. E la normalità è tornata con la consuetudine della presentazione in presenza del 23 maggio 2022 della brochure in formato tascabile del calendario della XXXIII edizione del Ravenna Festival, impreziosita dalle immagini parlanti di Gianluca Costantini.
...prosegui la lettura

Approfondimenti
Progetto Lauter per i giovani
servizio di Edoardo Farina FREE

20220513_Fe_00_ProgettoLauter_NicolaBruzzoFERRARA - Ultimo appuntamento della Stagione concertistica 2021-2022 di “Ferrara Musica” nel Teatro Comunale “Claudio Abbado”: dopo lo strepitoso concerto tenuto dall’Orchestre de Paris sotto la direzione di Esa-Pekka Salonen dodici giorni prima, il 10 maggio 2022 è tornato sul palcoscenico il “Progetto Lauter”, fortunata formazione
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Rigoletto ottimo il cast, ma...
servizio di Rossana Poletti FREE

20220508_Ts_00_Rigoletto_DevidCecconi_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Rigoletto è un uomo buono e cattivo allo stesso tempo. Un profondo cambiamento da quel cliché, che vuole che bene e male siano ben distinti, avviene per mano delle scelte musicali e di libretto da parte di Verdi con quest’opera. Il melodramma vive una svolta grazie al compositore di Busseto che osa,
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Les nuits barbares ou premiers matins
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220502_Ra_00_LesNuitsBarbares_HerveKoubicRAVENNA - Secondo e ultimo appuntamento della stagione ravennate “Opera-Danza” 2021-2022 con le sorprendenti creazioni del coreografo franco algerino Hervè Koubi, nominato nel 2015 Chevalier des Ars et des Lettres per la visione innovativa introdotta con il suo progetto coreutico. I quattordici danzatori si muovono in scena con potenza
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310