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Pubblicato il 18 Marzo 2026
Nel primo dei tre ''Family Concert'' il celebre violinista incanta un pubblico prevalentemente giovane
Uto Ughi fa il pienone
servizio di Edoardo Farina
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FERRARA - Dopo il clamoroso successo di Angelo Branduardi, ancora un atteso concerto domenica 15 marzo 2026 nell’ambito della stagione di Ferrara Musica del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, con il primo dei tre “Family Concert” alle ore 17,00 anziché le consuete 20,30, ove Uto Ughi, figura leggendaria del violinismo internazionale, si è esibito insieme all’Orchestra I Virtuosi Italiani in un appuntamento nato dalla volontà di abbattere le barriere tra la grande consuetudine colta e un interesse più giovanile, offrendo un’esperienza d’ascolto di altissimo profilo in un’atmosfera conviviale e pomeridiana. Biglietti esauriti da tempo per il felice ritorno nella città estense di Bruto Diodato Emilio, nato a Busto Arsizio nel 1944, a suo tempo enfant prodige avendo iniziato giovanissimo («6 - 7 anni» dice lui stesso) lo studio della musica e l'apprendimento delle tecniche violinistiche presso la scuola di musica “Giovanni Battista Pergolesi” di Varese sotto la guida di Ariodante Coggi, debuttando al Teatro Lirico di Milano imponendosi subito all'attenzione della critica e del pubblico come uno straordinario talento.

Annoverato tra i maggiori virtuosi del nostro tempo e tra i massimi esponenti e interpreti contemporanei, già a dodici anni veniva considerato un artista tecnicamente ed espressivamente maturo, erede di quella tradizione musicale che ha visto nascere e fiorire le prime grandi scuole violinistiche italiane, mostrando una strepitosa predisposizione esibendosi nei più importanti teatri del mondo e nei principali festival. «... La musica è un linguaggio, che deve arrivare soprattutto ai più giovani - afferma Ughi - e alla carriera di esecutore, ho sempre accompagnato una forte propensione all’impegno sociale, soprattutto nella salvaguardia del patrimonio artistico nazionale e all’attenzione verso le nuove generazioni cercando di divulgare la “classica” per combatterne il suo decadimento.» Programma variegato tra barocco e primo classicismo fornendo dotte spiegazioni riguardo la tipologia e forme musicali, rivolto anche a chi del suo genere lo ignora facilmente e come spesso ripete «... la musica va ascoltata, non va capita …», alternando pagine di grande notorietà attraverso la scelta di una scaletta musicale cambiata improvvisamente addirittura poche ore prima dell’esecuzione con nuova e immediata stampa dei programmi di sala. Considerando sempre che al vasto numero di spettatori, soprattutto se inesperto, piace solitamente ascoltare le opere conosciute non sapendone a volte l’appartenenza dell’autore, come il Concerto di Antonio Vivaldi Alla Rustica in Sol maggiore RV 151 eseguito in introduzione ovvero dalla sola orchestra, preannunciando la sua presenza subito dopo con il Concerto per violino, archi e basso continuo in La minore BWV 1041 di Johann Sebastian Bach, riuscendo a coinvolgere tramite una grande capacità narrativa e comunicativa semplice e comprensibile, dote che trapela non solo dall’archetto ma anche dalle sue parole, così come durante le varie dichiarazioni che non disdegna rilasciare … o come spesso avviene nel firmare autografi trattenendosi anche a lungo amichevolmente con i presenti nei foyer dei teatri in attesa o al termine della performance. Tempo unico dalla durata complessiva di un’ora o poco più, ha proseguito con la Ciaccona in Sol minore per violino e orchestra d’archi di Tommaso Antonio Vitali, poi di nuovo orchestra sola per l’esecuzione della Sinfonia in Re maggiore n. 1 G 503 di Luigi Boccherini per concludere ufficialmente con il Preludio e Allegro in Mi minore di Fritz Kreisler, per violino e orchestra, nello stile del torinese Gaetano Pugnani appartenente anch’egli alla prima metà del XVIII secolo. Esecuzione di grande pregio e interamente a memoria, nonostante qualche perdonabile cedimento riguardo l’intonazione dovuto inevitabilmente all’età, Uto Ughi non ha comunque deluso le aspettative dimostrando più che mai un dinamismo connesso con una inossidabile forza, energia e capacità espressiva supportato da un celebre ensemble, formatosi nel 1989 spaziando dal rigore della prassi esecutiva del Settecento ai nuovi stilemi contemporanei e d’avanguardia, qui senza l’ausilio di un direttore ma avvalendosi solo del primo violino concertatore dal rigore e precisione assoluta, in una versione assai convincente nella lettura degli autori proposti.

Anche se appartenente a una tecnica violinistica oramai sorpassata avendo subìto come tutti gli strumenti una ampia evoluzione nel corso dei decenni, occorre tenere presente e ricordare che a Ughi si deve il grande merito di avere portato inoltre la conoscenza della storia della musica ai primi neofiti italiani già a partire dagli anni Settanta del Novecento, quando il mercato editoriale, radiotelevisivo, concertistico e discografico era rappresentato quasi esclusivamente da violinisti quali Piero Toso de I Solisti Veneti di Claudio Scimone, il giovane Giuliano Carmignola, Salvatore Accardo o la forte “alternativa” dell’americano di origine ebraica Yehudi Menuhin forse allora il migliore del mondo, come il russo David Fëdorovič Ojstrach. E, nel concedere alcuni fuori programma, dialogando scherzosamente con la platea: «... Vorremmo eseguire un altro brano…ma abbiamo dimenticato le parti…anzi no… mi dicono di averle trovate proprio in questo momento!» racconta altri aneddoti e curiosità sempre dal tono amichevole e conviviale dalla bella presenza, spesso cercando violinisti in sala con cui instaurare un’eventuale ulteriore complicità, usando fare domande su «…cosa volete ascoltare adesso…» dalla falsa retorica in quanto alla fine sa perfettamente quanto di diverso intende ulteriormente suonare «…invece vi proponiamo…» Chiusura di sipario con i tempi Largo da l’Inverno e il Presto da l’Estate tratti notoriamente dalle Quattro Stagioni di Vivaldi, il primo dall’interpretazione un po’ incerta, riscattandosi con il secondo eseguito in maniera molto più “pirotecnica”, per usare un termine un po’ azzardato, citando ampiamente le forme onomatopeiche, espressive e narrative a cui l’illustre compositore veneziano si è ispirato, intervallati dal celeberrimo Capriccio n. 24 di Paganini eseguito interamente da solista e dalla tecnica estremamente virtuosistica con variazioni di bravura. Ricordo avere incontrato Uto Ughi diversi anni fa al termine di un concerto al Teatro Bonci di Cesena, presente una emittente televisiva ove un giornalista inesperto gli pose numerose domande probabilmente assai banali, tra cui quante ore studia al giorno o inerenti al numero e il valore dei violini posseduti, autentica impertinenza che nessun musicista gradirebbe confermare. Indispettito dalla tipologia dell’intervista, inveì rispondendo «…ma scusi, ma perché non mi chiede riguardo i problemi della musica in Italia e le scuole di insegnamento o le collocazioni dei giovani violinisti nelle orchestre sinfoniche, anziché queste sciocchezze!??» - alterandosi nervosamente chiudendo bruscamente l’incontro, forse rimasto a un tempo in cui effettivamente nel nostro Paese tale mancanza era molto più evidente rispetto oggi, situazione per fortuna decisamente evoluta.

Solitamente utilizza un violino Guarneri del Gesù del 1744 dal suono caldo e timbro scuro, forse uno dei più belli esistenti e uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” in quanto appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven ha dedicato la famosa Sonata n. 9 in La maggiore, molto spesso eseguita nelle sue scelte espositive… che se anche in parte oramai ampiamente discutibili riguardo tecnica e approccio, rimane annoverato a una figura indubbiamente carismatica, nota, affermata, degna di una tradizione conosciuta alla massa per via soprattutto del suo pregresso strepitoso e ancora di sicuro effetto, in grado di riempire immancabilmente qualsiasi teatro, dalle ovazioni acclamanti e sempre lunghissime. (La recensione si riferisce al concerto di domenica 15 marzo 2026)
Crediti fotografici: Ludovico Guglielmo Nella miniatura in alto e sotto: il violinista Uto Ughi durante il concerto a Ferrara
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Pubblicato il 14 Novembre 2025
Varato il calendario degli appuntamenti cameristici a Ferrara per il periodo inverno/primavera 2025/2026
Comitato per i Grandi Mastri nuova stagione
servizio di Athos Tromboni
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FERRARA - Si intensifica l'attività concertistica per il prossimo inverno/primavera del Comitato per i Grandi Maestri fondato e diretto da Gianluca La Villa: ben sette concerti cameristici, dei quali 3 organizzati da Ferrara Musica nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" su indicazione proprio del Comitato per i Grandi Maestri, e 4 concerti del calendario vero e proprio dello stesso Comitato proposto a Palazzo Roverella, sede del Circolo Negozianti (Corso Giovecca 47 - Ferrara). Ecco nello specifico di che si tratta.
Ferrara Musica - dalla rassegna Concerti al Ridotto
Domenica 7 dicembre 2025 ore 10.30 Christian Sebastianutto (violino), Umberto Jacopo Laurete (pianoforte): Sonate di Johannes Brahms
Domenica 14 dicembre ore 10.30 Lavinia Soncini (violino solo): musiche di Giuseppe Tartini, Nicola Matteis, Georg Philipp Telemann e Johann Sebastian Bach
Domenica 21 dicembre 2025 ore 10.30 Lucilla Rose Mariotti Banwell (violino), Alessio Enea (pianoforte): musiche di Edward Elgar, Alfredo d'Ambrosio, Sergeji Rachmaninov, Claude Debussy e Juliette Nadia Boulanger
Comitato per i Grandi Maestri - Palazzo Roverella Ferrara

Sabato 13 dicembre 2025 ore 17.30 Laura Bortolotto (violino), Matteo Andri (pianoforte): musiche di Cesar Franck (Sonata in La maggiore) e di Leone Sinigaglia (Sonata in Sol maggiore op.44). Celeberrima la Sonata di Frank, dedicata a Ysaye, poi interpretata da tutti i più grandi violinisti del Novecento e anche dei giorni nostri. Una "chicca di rara esecuzione" invece, oggi, quella di Sinigaglia: la Sonata in Sol maggiore op. 44 per violino e pianoforte dedicata e battezzata dal grande violinista Arrigo Serato nel 1933 a Torino, mostra ad avviso del musicologo Alessandro Zignani «... un compositore al termine del proprio percorso esistenziale: lo racconta la condotta nostalgica, quasi 'straniata', del discorso musicale,dove le variazioni tematiche vanno alla ricerca della loro idea germinativa,come un figlio esule, tornando dopo tanto tempo alla casa natale, cerca la madre. Sonata oscuramente cromatica, memoria di quella giovanile di Richard Strauss simile rassegna di ciò che la Mitteleuropa stava perdendo per l’odio tra i popoli, è una delle pagine più alte, per questo organico, di tutto il Novecento». Per questa sonata Leone Sinigaglia fu ammesso tra i membri onorari dell'Accademia di Santa Cecilia nel 1936. Due anni dopo vennero promulgate le leggi razziali del fascismo e la sua voce fu soffocata.
Sabato 17 gennaio 2026 ore 17,30 Archos Quartet (due violini, viola, violoncello): musiche di Alfredo d'Ambrosio (Quartetto op.42), Johannes Brahms (Quartetto op.67 n.3 Si bemolle maggiore) e Igor Stravinskji (Concertino "Dédié au quatuor Flonzaley") Il Quartetto di Alfredo d'Ambrosio è un' altra perla di rara esecuzione, composto da un Autore riscoperto a Ferrara proprio grazie al Comitato per i Grandi Maestri. Nel Quartetto in Si bemolle maggiore di Brahms, composto nel 1875, il discorso viene approfondito dall'Autore e diventa più elaborato nella scrittura delle parti concertanti, come è possibile rilevare fin dall'esuberante Vivace iniziale, ricco di spunti tematici legati fra di loro da una diversità di tempi (dal 6/8 al 2/4) con inflessioni accentuatamente sentimentali. L'Andante è tipicamente brahmsiano nella sua pensosa linea melodica: la frase fondamentale non si discosta sotto il profilo inventivo da altri temi consimili inseriti nelle sinfonie di questo Autore e nel Doppio concerto in La minore op. 102 per violino, violoncello e orchestra. Il terzo movimento (Agitato) è più frastagliato ritmicamente e caratterizzato da motivi e accenti di danza, in un clima psicologico di affettuosa poesia autunnale. Nell'ultimo tempo, così rapsodico e irrequieto nei lontani ricordi magiari, Brahms dispiega tutta la sua abilità estrosa nel misuratissimo gioco delle variazioni, un'arte di cui egli fu maestro indiscusso e insuperato. Il Concertino (Dédié au quatuor Flonzaley) scritto da Igor Stravinskji nell'estate del 1920 su invito di Alfred Pochon, violino del Quartetto ginevrino Flonzaley, e dal primo violino Adolfo Betti soddisfa la richiesta di questi due eccellenti musicisti che volevano inserire un pezzo contemporaneo nel proprio repertorio. Il Concertino di Stravinskij reca questo nome per il ruolo nettamente solistico del primo violino, la cui parte è anche arricchita da una cadenza. La composizione ha un carattere incisivo, a tratti graffiante, ben esemplificato dal «motto» politonale d'esordio, che ricorre nei punti salienti: un motivo costituito dalla sovrapposizione delle scale di Do e di Si maggiore, dall'effetto tagliente. Il brano è in un solo movimento ed è, stando allo stesso Stravinskij «... realizzato in forma libera di Allegro di sonata». Le parole dell'autore sono da intendersi in senso molto lato. Elementi del sonatismo classico sono da rintracciare, forse, nel principio del contrasto dialettico: dunque nell'opposizione tra due zone contrastanti: una sezione fondata su motivi nervosi e ritmicamente incisivi e quella successiva, basata su un motivo più disteso e cantabile. Per il resto, costituiscono momenti rilevanti l'ampia cadenza del primo violino, tutta impostata sulle doppie corde; il climax che coincide con una serie di accordi ribattuti «très mordant» con gli accenti continuamente spostati, dall'effetto quasi brutale; il frammento melodico che emerge a un certo punto e che riecheggia vagamente un'aria popolare russa.
Sabato 28 marzo 2026 ore 17,30 Germana Porcu (violino), Massimiliano Génot (pianoforte): musiche di Antonio Bazzini (Sonata in Mi minore op.55), Josef Slavik (Variazioni su "Il pirata" di Vincenzo Bellini), Heinrich Wilhelm Ernst (Elégie op.10) Il programma propone la rara Sonata per violino e pianoforte in Mi minore Op.55 di Antonio Bazzini, virtuoso violinista bresciano. Nella prima parte della sua carriera, Antonio Bazzini si dedicò prevalentemente all'attività concertistica, che lo portò in Germania, Danimarca, Francia, Spagna e Polonia. All'estero ebbe modo di approfondire la conoscenza con la musica strumentale europea. Rientrato in Italia, si dedicò alla composizione, mettendo a frutto la sua esperienza internazionale e contribuendo a dare impulso alla rinascita della musica strumentale in Italia. Da giovane fu incoraggiato da Niccolò Paganini (che influenzò il suo stile); successivamente fu elogiato da Schumann e Mendelssohn. Al suo strumento dedicò cinque Concerti e numerosi pezzi virtuosistici. Bazzini compose la Sonata per violino e pianoforte che verrà eseguita a Palazzo Roverella, nel 1872 mentre era docente di composizione al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano: da non dimenticare che Bazzini annovera tra i suoi allievi Giacomo Puccini. Il brano è dedicato “A Donna Ida Corsini Martellini, Marchesa di Tresana” Il brano successivo in programma è di Josef Slavík (Variazioni per la quarta corda su "Il pirata" di Vincenzo Bellini): composto nel 1832, queste pagine risultano paganiniane all'ennesima potenza. Per la forma tipica di Paganini, fatta di introduzione cantabile (un Adagio, pieno di scabrose volatine) e, dopo un Tempo di marcia usato come transizione, il canonico Tema variato: un Andante con moto dove a un moto perpetuo (Prima variazione) s'accodano suoni naturali e suoni armonici a dialogo tra loro (Seconda variazione). Brano con cui la Variazione settecentesca trasborda verso la Fantasia ottocentesca come pot-pourri di motivi dall'opera: «... lo dimostrano (ha scritto il musicologo Alberto Cantù) dopo le Variazioni, un Lento lamentoso nuovamente a dialogo di timbri, più un ampio e agilissimo Finale in varie sezioni di straordinario impegno per la mano sinistra, con altro diluvio d'armonici, volate à ricochet (con l'arco a rimbalzo), ampi sbalzi con nota ripetuta al grave o all'acuto, scatenati andamenti di moto perpetuo con fuoco e glissando cromatici.» Infine un'altra perla preziosa (di cui esiste in rete una rara registrazione del violinista ungherese Carl Flesch, datata1936): si tratta della Elegia op.10 di H. W. Ernst che reca il sottotitolo “... sur la mort d’un objet cheri”. Veramente imperdibile, per i cultori delle novità.

Venerdì 15 maggio 2026 ore 18.00 Mauro Tortorelli (violino), Angela Meluso (pianoforte): musiche di Alfredo d'Ambrosio Interamente dedicato a questo compositore napoletano (1871-1814) l'ultimo appuntamento della Stagione inverno/primavera del Comitato per i Grandi Maestri: d'Amobrosio lo ha riscoperto e fatto conoscere a Ferrara e in altre città italiane e straniere proprio il Comitato. Ecco l'impaginato completo del concerto 1. A Sarasate: Mazurka op.11 2. A Auguste Wilhelmj: Caprice Sérénade op.31 3. A Jacques Thibaud: Orientale op.24 4.A Hugo Heermann: Strimpellata op.12 5. A Jan Kubelik: Aria op.22 6. A Jaroslaw Kocian: Cavatina op.13 7. A Edy Reynolds: Introduction et Humoresque op.25 8. A Achille Simonetti: Aveu 9. A Vittorio Monti: Ballade op.39 10. A Mario Frosali: Aubade op.56 11. A Gabriele Bonincontro: Napoli Sérénade op.54 12. A Fernand Monge: Serenatella op.50 13. A Eugène Gandolfo: Canzonetta op.6 14. Deuxième Canzonetta op.28 15. A Susanne Decourcelle: Troisième Canzonetta op.47
Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal e Fototeca gli Amici della Musica Uncalm Nella miniatura in alto: il violinista Christian Sebastianutto che sarà protagonista nei "Concerti al Ridotto" domenica 7 dicembre 2025 Al centro: la violinista Laura Bortolotto che inaugurerà la nuova stagione del Comitato per i Grandi Maestri a Palazzo Roverella sabato 13 dicembre 2025 Sotto: la facciata di Palazzo Roverella in Corso Giovecca 47 a Ferrara
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Pubblicato il 26 Settembre 2025
Presentato il cartellone di ottobre-dicembre 2025 in pedana nel Torrione di San Giovanni
Ferrara in Jazz si parte!
redatto da Athos Tromboni
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FERRARA - È giunta alla 27.esima edizione la stagione del Jazz Club Ferrara, presso il Torrione San Giovanni di via Rampari di Belfiore incrocio di via Porta Mare: a partire da venerdì 3 ottobre 2025, proprio il Torrione riapre le porte di Ferrara in Jazz con il programma della prima parte di stagione (ottobre-dicembre 2025), dove sono in calendario un numero davvero consistente di concerti che porteranno sul palco grandi nomi del jazz internazionale; ma vi sarà anche ampio spazio dedicato ai giovani talenti. La seconda parte della programmazione (gennaio-maggio 2026) verrà presentata all’inizio del nuovo anno. Il ricco programma è stato presentato con il saluto dell'assessore comunale alla Cultura, Monumenti storici e Civiltà Marco Gulinelli, e con gli interventi del presidente dell'associazione culturale Jazz Club Ferrara Federico D'Anneo, del direttore artistico Ferrara In Jazz, Francesco Bettini, e la direttrice del dipartimento jazz del Conservatorio di Ferrara, Marta Raviglia. Presenti anche il direttore di Ascom, Davide Urban e Monica Baglioni di Endas. «... Come amministrazione - ha detto l'assessore Gulinelli - non possiamo prescindere dal lavoro che fa il Jazz Club Ferrara sul territorio. Non sono solo concerti, ma borse di studio e collaborazioni anche trasversali. Il jazz va oltre un genere musicale; è lingaggio universale e continua ricerca, con capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici. Quello che viene qui presentato è un cartellone straordinario, con grandi protagonisti internazionali, ma anche talenti emergenti e omaggi ai grandi che hanno fatto la storia. Il Jazz Club Ferrara per noi è un presidio culturale; e la rassegna è un'esperienza tutta da vivere per gli appassionati del genere, ma anche per tutte quelle persone, giovani e non solo, che hanno voglia di ascoltare musica di alto livello, facendosi coinvolgere, emozionare, sorprendere.»
Si parte dunque con PBB’s Slap & Fold (Piero Bittolo Bon, sassofoni, clarinetti e flauto; Alessandro Lanzoni, organo; Max Sorrentini, batteria); si prosegue sabato 4 con Guinga feat. Debora Dienstman (Guinga, chitarra e voce; Debora Dienstman, voce); e si chiude il primo week-end domenica 5 ottobre con con Fresh & Bold - in collaborazione con Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara - per la Frescobaldi Big Band in “¡Adelante, Corazón!”, per le musiche di Mercedes Sosa e della Liberation Music Orchestra (Roberto Manuzzi, direzione/arrangiamenti; guests Marta Raviglia, voce; Massimo Mondaini, corno francese; Stefano Melloni, sax soprano e tenore; Daniele Santimone, chitarra; Fabrizio Puglisi, pianoforte). Tutto il cartellone si presenta come un vero e proprio viaggio nella musica jazz contemporanea, attraversando stili, linguaggi e contaminazioni tra tradizione e sperimentazione, a testimonianza della costante evoluzione del genere. Il cartellone si articolerà in tre serate settimanali - dal venerdì alla domenica - con numerosi concerti seguiti da jam session per estendere l’esperienza musicale in un’atmosfera informale e coinvolgente. Saranno oltre trecento gli artisti coinvolti nei complessivi novanta appuntamenti previsti, molti dei quali saranno visibili anche in streaming sulla pagina Facebook del Jazz Club Ferrara. Il calendario intreccia le performance di affermati musicisti americani ed europei con quelle dei docenti e degli studenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, oltre ai vincitori di concorsi Conad Jazz Contest di Umbria Jazz e 7 Virtual Jazz Club. Completano la stagione le produzioni di importanti realtà musicali come Crossroads – Jazz e Altro in Emilia-Romagna, Bologna Jazz Festival e la ricca sezione curata dall’Associazione Istantanea, collettivo che comprende anche la Tower Jazz Composers Orchestra, orchestra residente del Jazz Club Ferrara, co-diretta da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon. Ad aprire la prima parte di stagione, un cartellone ricco di appuntamenti che vede protagonisti alcuni tra i più affermati artisti della scena jazz internazionale come: Guinga, Jason Palmer, Mark Turner, Jeff Ballard, Tom Ollendorff, Sullivan Fortner, Jonathan Blake, Tim Berne, Lage Lund, Uri Caine, Pete Roth Trio, Bill Bruford, Samuel Blaser, Marc Ducret, Aaron Parks, Paul Cornish, Ches Smith, Mary Halvorson, Darius Jones, Olivia Trummer, Martin Fondse. La scena italiana sarà invece rappresentata da Roberto Gatto, Piero Bittolo Bon, Alessandro Lanzoni, Dan Kinzeman, Fabrizio Puglisi, Nilza Costa, Simona Severini, Vittorio Solimene, Giulia Galliani, Marta Raviglia, Francesco Guerri, Francesco Cigana, Joe Remher e dai gruppi PDuRN, Guano Padano, Tellkujira, The Hidden Idea e She’Analog. Anche per questa edizione, una selezione di concerti sarà resa disponibile in modalità on demand sulla piattaforma digitale nippo-australiana Oh Jazz!, permettendo al pubblico di fruire delle performance in streaming. Ferrara in Jazz propone anche numerose iniziative multimediali. In questa prima parte di stagione: la proiezione del film “Just play and never stop. Un viaggio Spericolato nel jazz” di Jonny Costantino e l’esposizione collettiva “I fuoriclasse”, a cura di Rossella Di Laudo, con le opere degli alunni del Liceo Artistico e Musicale “Nervi-Severini” di Ravenna.
   
   
   
   
   
Anche per questa stagione sarà assegnata la borsa di studio “Bravò”, intitolata all’indimenticabile Emanuele Rossi. Giunta ormai alla sua quarta edizione, la borsa di studio offre a giovani musicisti l’opportunità di partecipare ai Seminari Internazionali Estivi di Siena Jazz nel corso del prossimo anno. La rassegna è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, di Endas Emilia-Romagna e con la collaborazione di numerosi partner privati. Tutti gli eventi si svolgeranno nella straordinaria cornice del Torrione San Giovanni, bastione rinascimentale riconosciuto come bene UNESCO e selezionato come location cinematografica dalla Emilia-Romagna Film Commission. Info: www.jazzclubferrara.com - jazzclub@jazzclubferrara.com È possibile cenare al Torrione prima dei concerti: informazioni e prenotazione cena 331 4323840 (tutti i giorni dalle 12.00 alle 22.00)

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Jazz Club Ferrara Nella miniatura in alto: Federico D'Anneo, presidente del Jazz Club Ferrara A destra: l'assessore Marco Gulinelli, Federico D'Anneo, Marta Raviglia e Francesco Bettini Sotto, in sequenza, alcuni dei principali protagonisti della prima parte di stagione: Piero Bittolo Bon; Guinga; Roberto Manuzzi; Dan Kinzelman; Jason Palmer; Sullivan Fortner; Johnathan Blake; Nilza Costa; Lage Lund; Uri Caine; Pete Roth Trio; Samuel Blaser; Aaron Parks; Simona Severini; Paul Cornish; Guano Padano; Darius Jones; Olivia Trummer; Roberto Gatto; TellKujira
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Un Trovatore in nero
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. In scena al Teatro Verdi di Trieste l’allestimento de Il Trovatore, che è frutto della coproduzione con l’Opéra de Saint-Étienne/Città di Marsiglia-Opera, si veste di un cast stellare. Partendo dal principale protagonista Yusif Eyvazov che, folgorato da una diretta televisiva di Montserrat Caballé dal Bol'šoj,
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Opera dal Centro-Nord
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Pagliacci e Cavalleria dittico riprogettato
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - Ci sono serate in cui esci dal teatro e senti che qualcosa dentro di te si è spostato. Non necessariamente tutto ha funzionato, non necessariamente sei d’accordo con ogni scelta che ti è stata proposta, ma qualcuno ti ha parlato davvero. Quella con il regista Robert Carsen è una di
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Opera dal Centro-Nord
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Macbeth da manuale
servizio di Simone Tomei FREE
LIVORNO - Vi sono opere che il tempo non consuma, ma affina. Il Macbeth di Giuseppe Verdi è tra queste: ogni nuova produzione che ne rimetta in scena la sostanza drammatica sembra interrogarlo da capo, come se il dramma non avesse ancora esaurito ciò che ha da dire su di noi, sul potere, sull’oscura geometria del destino. E quando
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Classica
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Musica Amoris 2026
servizio di Nicola Barsanti FREE
LIVORNO - Il Teatro Goldoni accoglie nel weekend di San Valentino "Musica Amoris 2026" in un clima di attesa calorosa e partecipe. Il titolo scelto per il concerto non è casuale: l’amore, nelle sue molteplici declinazioni, è il filo rosso che unisce le due grandi pagine in programma, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle minore
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Jazz Pop Rock Etno
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Tutte le direzioni riparte
servizio di Francesco Franchella FREE
FERRARA - Girovagando tra le etrusche valli padane, alla ricerca di una nuova casa (vista la chiusura dello "Spirito" di Vigarano Mainarda), la carovana del Gruppo dei 10 ha trovato due importanti collaborazioni per una sosta prolungata all’insegna della musica e del divertimento. Saranno infatti la Scuola di Musica Moderna
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Opera dal Nord-Ovest
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Tristan un Isolde viaggio nell'amore
servizio di Nicola Barsanti FREE
GENOVA - Applausi lunghi e calorosi accolgono, venerdì 13 febbraio 2026, il debutto del titolo più atteso e impegnativo della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: Tristan und Isolde di Richard Wagner. Quasi cinque ore di musica e vertigine emotiva che scorrono come un unico respiro, dissolvendo il tempo e lasciando lo spettatore
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Classica
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Mehta e Mozart suprema bellezza
servizio di Simone Tomei FREE
LUCCA - C’è un istante nella vita di ogni istituzione culturale in cui la programmazione cessa di essere mero esercizio di organizzazione e diventa atto interpretativo della storia. Quando il Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" ha dovuto rinunciare momentaneamente all’Otello verdiano inizialmente previsto, il vuoto lasciato in cartellone avrebbe
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Opera dal Centro-Nord
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Rigoletto rinnovato senza tradimenti
servizio di Simone Tomei FREE
AREZZO - Nel cuore del Teatro Petrarca di Arezzo la produzione di Rigoletto di Giuseppe Verdi si conferma un evento che va oltre la pura rappresentazione lirica, trasformandosi in un manifesto culturale vivo e consapevole. L’edizione nasce dall’incontro virtuoso tra formazione d’eccellenza, identità territoriale e audace innovazione
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Jazz Pop Rock Etno
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Campus dei Campioni la cultura diventa comunitā
servizio di Francesca De Giovanni FREE
SAN LAZZARO DI SAVENA (BO) - Sold out dal mattino. Sala gremita. Energia viva. Pensiero in movimento. L’aperitivo filosofico-musicale andato in scena sabato sera al Campus dei Campioni, nell’ambito delle attività della Scuola dei Concetti, si è aperto con un dato simbolico prima ancora che numerico: evento
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Opera dal Nord-Est
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Mahagonny vicenda tortuosa
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny è in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi: in italiano Ascesa e caduta della città di Mahagonny presenta più di altre opere la necessità di analizzare sia il compositore che l’autore del libretto. Bertold Brecht fu indubbiamente uno dei grandi innovatori del teatro del
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Opera dal Nord-Est
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Una Carmen molto bella
servizio di Athos Tromboni FREE
ROVIGO - Abbiamo assistito a una Carmen di Bizet con una regia molto bella. Per questo è utile cominciare il racconto dell'opera andata in scena nel Teatro Sociale di Rovigo dalle note del regista Filippo Tonon: «Proprio nell’anno del 150° anniversario della prima esecuzione di Carmen (la prima rappresentazione avvenne all’Opéra-Comique di
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Opera dal Nord-Ovest
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Trovatore opera di passioni estreme
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - All'interno della stagione lirica 2025-2026 del Teatro Carlo Felice Il trovatore di Giuseppe Verdi torna in scena come uno dei titoli più emblematici e, al tempo stesso, più problematici del repertorio ottocentesco. Opera di passioni estreme, di memorie che divorano il presente e di un destino che si compie attraverso il sangue e il fuoco
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