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Il pianista Carlo Bergamasco in un recital molto applaudito nel Teatro ''Claudio Abbado'' di Ferrara |
L'indiscreto fascino dell'antico |
servizio di Athos Tromboni |
| Pubblicato il 29 Marzo 2026 |
FERRARA - Il pianista Carlo Bergamasco si dedica di preferenza al repertorio del Novecento e alla musica pianistica contemporanea. Per come lo conosciamo e per quanto l'abbiamo seguito nei suoi numerosi concerti tenuti nella città estense, le sue scelte vengono motivate oltre che dalle attitudini personali, anche dalla volontà di una funzione divulgativa rispetto a compositori e pagine pianistiche che raramente sono repertorio consolidato nel panorama cameristico italiano. Anche oggi, per i "Concerti al Ridotto" di Ferrara Musica nel Teatro Comunale "Claudio Abbado", l'impaginato di Begamasco non si discostava da quella preferenza che abbiamo enunciato: il Novecento. Infatti il concerto aveva come titolo "L'indiscreto fascino dell'antico" e come autori vedeva Ottorino Respighi, Sergej Rachmaninov e Maurice Ravel, praticamente coevi perché il più vecchio dei tre era Rachmaninov, classe 1873, seguito da Ravel (nato nel 1875) e Respighi (1879). Quindi due autori (Respighi e Rachmaninov) che nella loro produzione hanno trovato ispirazione anche dalla musica antica, essendone studiosi meritevoli, e un autore (Ravel) che rappresenta per definizione e storia l'innovazione novecentesca della musica pianistica apparsa immediatamente dopo Debussy. Prima di sedersi alla tastiera, Bergamasco ha spiegato al folto pubblico dei "Concerti al Ridotto" che il programma tesseva «... un fll-rouge tra epoche distanti, esplorando come il Novecento abbia guardato al passato non con nostalgia accademica, ma come ad una sorgente vitale di nuove forme e colori...»: forme e colori che si sono manifestate moderne, affini all'estetica della musica novecentesca, senza però tradire la loro fondamentale natura di musiche dei secoli passati. Il concerto è iniziato con le Antiche danze ed arie per liuto di Ottorino Respighi: sebbene concepite inizialmente per orchestra, Carlo Bergamasco ha spiegato che la versione per pianoforte curata dallo stesso autore «... ne ha esaltato la purezza melodica.»

Respighi, infatti, non si è limitato - in questo lavoro - a trascrivere brani dei secoli XVI e XVII, ma li ha rivestiti di una novecentesca eleganza timbrica. Così, nell'esecuzione di Bergamasco, si è colto pienamente che il pianoforte ha compiuto una traslitterazione più timbrica che melodica, perché la frase melodica spesso "cantava" come se fosse il liuto a fare le note, ma il colore evocato dal pianista ha fatto capire chiaramente che si trattava di Novecento ispirato al Cinquecento, in quanto la modernità "aggiunta" risiedeva proprio nella gamma dei colori che la tastiera ha saputo proporre. Soprattutto in sezioni come l'iniziale Conte Orlando o la frizzante Gagliarda, per non dire della tellurica Passacaglia, molto impegnativa dal punto di vista del virtuosismo richiesto all'esecutore. Carlo Bergamasco si è successivamente dedicato all'esecuzione che, a nostro parere, è stata la migliore del concerto: le Variazioni su un tema di Corelli op.42 di Sergej Rachmaninov: già il pianismo dell'autore russo è per sua natura una parete ripida e scoscesa da scalare, se non si ha il talento giusto: poi le "Variazioni" musicologicamente intese, sono un genere pianistico che esige sensibilità, cognizione di causa, acquisizione intellettuale, rispetto proprio al genere e alla sua funzione estetica: nel Novecento la "Variazione" - per la letteratura pianistica che ci è dato conoscere - si è perlopiù cimentata come esplorazione delle possibilità armoniche e dinamiche (piuttosto che timbriche) del tema originario. Così, con una scelta di coerenza, Bergamasco ha eseguito un Rachmaninov che ha trasformato la frase melodica ricorrente della "Follia" presente nella Sonata op.5 n.12 di Arcangelo Corelli, in una citazione pianistica continuamente modificata nella successione di accordi, arpeggi e trilli, ma depositata dentro a inquietudini espressive e armonie audaci che sono patrimonio d'elezione della musica neoromantica novecentesca. Bravissimo il pianista, nel dare significato ai diversi momenti della sua performance, con parti periodicamente altalenanti fra melodia di richiamo a Corelli e ripiegamenti nel lirismo malinconico affine allo spirito del neoromanticismo del primo Novecento e con reiterato ricorso - sul filo delle note e della dinamica - alla iconoclastica scelta di una rottura con la tradizione del passato. Tutto questo lo si è potuto rilevare (e comprendere) durante l'esecuzione di ottimo livello offerta da Bergamasco. Infine, per terminare il concerto, un brano novecentesco originale, senza riferimenti all'antico: le esoteriche musiche di Ravel per Le tombeau de Couperin: il musicista francese compose Le Tombeau tra il 1914 e il 1917, come omaggio agli amici francesi caduti nella Grande Guerra del 1914-1918. Presentando il brano, il pianista Bergamasco ha sottolineato come «... nonostante la tragicità del contesto ...» la musica sia pervasa da una trasparenza cristallina e una grazia quasi apollinea «... incarnando perfettamente l'ideale neoclassico di un'arte che, pur soffrendo, sceglie la perfezione formale.»

E il suo Ravel è stato, nell'esecuzione, nei suoni uditi, nel timbri cercati e nelle dinamiche scelte, più volitivo che sericeo, più realistico nei temi che trasognato nelle gamme delle colorature: insomma, un Ravel che Bergamasco ha fatto suo, assumendosi il rischio di apparire più un pianista concreto che un pianista fedele alle prassi esecutive che vanno per la maggiore. Molto apprezzato il concerto dal numeroso pubblico del Ridotto, che ha insistentemente chiamato il pianista alla ribalta, finché non ha ottenuto il richiesto bis, anzi un fuori programma in tutti i sensi: il Settecento, Mozart, la Fantasia in Re minore che è una cavallo di battaglia per tanti pianisti.

Per la soddisfazione di tutti i presenti, che sono usciti dal Ridotto del Teatro Comunale col sorriso sulle labbra. (la recensione si riferisce al concerto di sabato 29 marzo 2026)
Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm Nella miniatura in alto e nella sequenza successiva: il pianista Carlo Bergamasco
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