Pubblicato il 16 Ottobre 2025
Angela Nisi ed Enrica Ruggiero in sala d'incisione con i Canti dell'esilio di Porrino
Disco che celebra un grande Autore recensione di Simone Tomei

20251016_CD_00_EnnioPorrino_ritrattoEnnio Porrino
I Canti dell'esilio (Songs of Exile)
Angela Nisi soprano - Enrica Ruggiero pianoforte
Brilliant Classics 2025
Il compositore sardo Ennio Porrino (1910-1959) appare oggi come un autore al tempo stesso elegante e complesso, il cui percorso creativo è segnato dalla tensione fra la ricerca delle radici identitarie e il desiderio di modernità. Nato a Cagliari nel 1910, diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma nel 1932 e allievo di Ottorino Respighi, Porrino si impose presto all’attenzione con opere come l’ouverture Tartarin de Tarascon e soprattutto con il poema sinfonico Sardegna, divenuto simbolo del suo legame con la terra natia. Il repertorio ufficiale, oggi consultabile nel sito a lui dedicato, testimonia la varietà di una produzione che spazia dall’opera all'orchestra, dalla musica sacra a quella da camera, includendo anche un ricco corpus di liriche per voce e pianoforte. Fra queste si collocano i Canti di stagione e i Canti dell’esilio, pagine che racchiudono la sostanza più intima del suo linguaggio e che il presente progetto discografico restituisce per la prima volta in forma integrale.
20251016_CD_01_EnnioPorrino_discoGuardare alla produzione porriniana significa riconoscere una ferma volontà di mediazione: da un lato il sentimento melodico, l’ispirazione classica e il legame con il mondo mediterraneo; dall’altro una consapevolezza tecnica che, pur senza estremismi, apre al lessico novecentesco. Questo doppio registro, lirico e modernamente sobrio, ha determinato nel tempo una posizione ambigua: non abbastanza d’avanguardia per le correnti del dopoguerra, ma neppure semplice epigono della tradizione.
L'adesione di Ennio Porrino al fascismo, testimoniata anche da alcune composizioni ufficiali commissionate dal regime, contribuì a un lungo oblio nell'Italia nata dalla Resistenza: ma la coerenza della sua scrittura e la profondità del suo pensiero musicale rendono oggi necessaria una rilettura priva di pregiudizi, capace di restituire la ricchezza di un autore che seppe trasformare la memoria in forma sonora.
Il progetto discografico Ascesa, apogeo, oblio di Ennio Porrino, ideato dal soprano Angela Nisi e dalla pianista Enrica Ruggiero, ha il merito di riportare alla luce il volto più intimo del compositore, quello del canto da camera. I due cicli scelti, Canti di stagione e Canti dell’esilio, rappresentano stagioni opposte della sua esistenza, la giovinezza luminosa e la maturità segnata da isolamento e riflessione, ma uniti da un’unica tensione poetica verso la parola e il suono.
Angela Nisi affronta questo repertorio con una voce duttile e pienamente controllata, capace di passare con naturalezza da un registro all’altro, rivelando una notevole ecletticità e una profonda intelligenza interpretativa. Il fraseggio è sempre sorvegliato, la linea vocale cesellata con cura, la dinamica modellata in funzione del testo: una musicalità elegante e mai compiaciuta, che illumina le pieghe più sottili delle partiture. La sua interpretazione, intensa e partecipe, restituisce la varietà dei toni, dal lirismo solare alla meditazione più raccolta, con un equilibrio raro tra rigore e comunicazione emotiva.
Di pari pregio l’accompagnamento di Enrica Ruggiero, che imprime ai brani il loro carattere eclettico valorizzandone i contrasti ritmici e la finezza armonica. Il pianismo, limpido e sensibile, non si limita a sostenere la voce ma ne diventa interlocutore paritetico: scandisce il respiro delle frasi, mette in luce i dettagli nascosti dello spartito, restituisce la varietà timbrica e le stratificazioni emotive di una scrittura tutt’altro che semplice. È un dialogo vero e vivo, quello fra le due interpreti, fondato su un’intesa profonda e su un comune senso di misura.

20251016_CD_02_EnnioPorrino_AngelaNisiEnricaRuggiero_Facebook

Con questo disco, Ennio Porrino riconquista il posto che gli spetta nella storia musicale italiana: non un reperto d’archivio, ma una voce ancora attuale, che sa parlare al nostro tempo con forza poetica e sincerità. L’operazione del duo Nisi–Ruggiero non è soltanto un atto di riscoperta, ma un gesto di giustizia culturale, che restituisce a un compositore dimenticato la sua dimensione più autentica, quella di un artista che, fra ascesa e oblio, ha saputo trasformare la memoria in musica e la musica in testimonianza.
A completare il pregio dell’iniziativa si aggiunge la finezza editoriale della pubblicazione Brilliant Classics, curata con particolare attenzione alla resa sonora e alla qualità del supporto, e l’accuratezza del libretto d’accompagnamento, ricco di note introduttive e didascalie puntuali che guidano l’ascolto con rara competenza e sensibilità critica.

Nella miniatura in alto: il compositore sardo Ennio Porrino
Al centro: la copertina del CD edito da Brilliant Classics
Sotto, da sinistra: Angela Nisi ed Enrica Ruggiero





Pubblicato il 13 Luglio 2023
Un ottimo disco con numerosi compositori antichi eseguiti con strumenti d'epoca
Barocco francese per La Chapelle recensione di Ramón Jacques

20230710_Dischi_00_LesFablesDeLaFontaine-LaChappelleHarmoniqueLes Fables de la Fontaine – La Chapelle Harmonique
Opere di Louis-Nicolas Clérambault, François Couperin, Etienne Moulinié, Louis de Caix d'Hervelois, Gabriel Bataille, Michel Lambert, Jean-Baptiste Lully (1632-1687), Antoine Boësset. Solisti: Marie-Claude Chappuis, mezzosoprano; Thierry Peteau, attore; La Chapelle Harmonique - Geneviève Pungier (flauto traverso); Benjamin Narvey (tiorba) Bérengère Sardin (arpa) Valentin Tournet, viola e direzione. 1 CD Registrato dal vivo nell'ottobre 2021. Durata: 69:00. Etichetta: B Records

Questa nuova e accattivante registrazione discografica è stata pubblicata alla fine del 2022 dall'etichetta B Records, con musiche del repertorio barocco francese, dal gruppo specializzato La Chapelle Harmonique, fondato nel 2017, che, sotto la guida del suo fondatore, il giovane violista da gamba Valentin Tournet e per la varietà e l'originalità nella scelta dei suoi programmi, che includono esecuzioni di grandi opere francesi come Les Indes Galantes o Les Paladins di Rameau, si è già fatto un nome tra gli eccellenti ensemble francesi di strumenti antichi.
Il disco intitolato Les Fables de la Fontaine (Le favole di La Fontaine) si basa sull'opera dello scrittore e poeta francese Jean de la Fontaine, e consiste in una raccolta di 243 favole, scritte sotto forma di poema tra il 1668 e il 1679, i cui protagonisti sono animali con caratteristiche umane e che si concludono con una morale. Cinquant'anni dopo la loro creazione e, dopo la morte del poeta, il compositore Louis-Nicolas Clérambault (1676-1749), organista e membro della corte reale, ha messo in musica le favole, attenendosi il più possibile al loro spirito comico e moraleggiante.
La Chapelle Harmonique ha utilizzato molti di questi pezzi comici e, oltre alle favole di Clérambault lette e cantate, si apprezzano Airs de cour (forma predominante di composizione vocale secolare in Francia durante il regno di Luigi XIII) di compositori come Michel Lambert (1610 -1696) e Antoine Boësset (1587-1643) oltre a Chansons à boire (dal carattere allegro e festoso) di compositori quali Gabriel Bataille (1574-1630) e Etienne Moulinié (1599-1676), nonché arie di Louis de Caix d' Hervelois (1677-1759) e del celebre Jean- Baptiste Lully (1632-1687) creatore della tragedia lirica e dell'opera in Francia, e di François Couperin (1668-1733), da cui sono state prese in prestito le parti strumentali.
Tournet ha ideato un autentico spettacolo con le favole recitate e lette con la grazia e il buon stile del cantante e attore Thierry Peteau, e con le parti vocali cantate dal mezzosoprano svizzero Marie-Claude Chappuis, che ha esibito una musicalità, un carattere puro e suono cristallino, legato con naturalezza allo stile del canto barocco e della sua comicità, e soprattutto attento al testo cantato e all'espressività, creando uno spettacolo che naviga tra recitazione, canto e pezzi strumentali, immergendoci nella poesia e nell'atmosfera immaginaria dei giardini di Versailles.

20230710_Dischi__01_LesFablesDeLaFontaine-LaChappelleHarmonique_facebook 

La struttura dell'opera è fluida, con le parti strumentali eseguite da un piccolo ensemble cameristico di soli quattro strumenti (viola da gamba, tiorba, arpa e flauto traverso), che creano un'atmosfera e una cornice musicale di sottile poesia, piacevole per la recitazione, per il canto e per chi ascolta la registrazione, con un cenno ai notevoli e importanti interventi di Geneviève Pungier al flauto traverso e della viola da gamba dello stesso Valentin Tournet.
I brani compongono una sequenza che unisce la favola recitata seguita da quella cantata, e si intrecciano con le arie e i brani cantati degli altri compositori, alcuni con temi simili a quelli delle favole. L'opera è stata realizzata per commemorare il quarto bicentenario della nascita di La Fontaine con manifestazioni in varie città della Francia, in particolare da segnalare il concerto del 6 ottobre 2021 nella sala L'Estren nella città di Guidel, in Bretagna, dove è stata effettuata la registrazione di questo album. La registrazione dal vivo, in cui solo alla fine si sente l'applauso del pubblico, rafforza il carattere teatrale, giocoso e spontaneo di ogni brano eseguito. Il concerto si conclude dolcemente con l'aria di Lambert "Charmante nuit" con la voce di Marie-Claude Chappuis che inizia a cappella con tiorba e arpa che si uniscono impalpabilmente, creando un momento emozionante, regalato anche con altri brani come Goûtons a doux repos dello stesso Lambert, e molti dei trentatré brani contenuti nel CD.

Nella miniatura in alto: la copertina del compact-disc
Sotto: foto di repertorio, il Quatour de La Chapelle Harmonique





Pubblicato il 26 Marzo 2023
Sonetti e canti dugenteschi da cui si puō partire per il futuro della musica d'improvvisazione
Manuzzi ovvero le radici del jazz italico recensione di Athos Tromboni

20230326_Dischi_00_RobertoManuzzi-ArsAntiquaWorldJazzEnsembleRoberto Manuzzi conductor
Ars Antiqua World Jazz Ensemble
L'amore è una fiamma - Overstudio Records 2023
Se la musica afroamericana si è affermata nel mondo riscoprendo e proponendo ritmi e maniere risalenti all'Africa (la terra dei padri), la musica europea d'improvvisazione (e in particolar modo quella italiana) perché non dovrebbe partire dalle radici della lingua per affermare una sua specificità del tutto originale? Ci ha pensato il compositore e direttore d'ensemble jazz (ma anche di banda filarmonica tradizionale) Roberto Manuzzi, docente di musica jazz nel Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" di Ferrara, nonché musicista che per la versatilità delle sue competenze (suona praticamente tutti gli strumenti ad ancia, l'armonica a bocca, la fisarmonica...) è stato ed è sideman di grandi cantautori italiani, primo fra tutti Francesco Guccini.
Dunque Manuzzi parte dalla Sicilia del XIII Secolo, la vera culla della lingua "profana" italiana già prima della letteratura volgare toscana, e armonizza - anzi organizza - su quei testi (in particolare i canti amorosi di Jacopo da Lentini, l'inventore del sonetto come forma di quella poesia strofica poi diffusasi in tutta Europa) un accompagnamento (accompagnamento? forse è un po' limitante dire "accompagnamento" ma il termine anche se improprio rende bene l'idea) che diventa poi il concerto cui partecipano alcuni nomi importanti del panorama jazzistico e soprattutto i suoi studenti del Conservatorio; il concerto si svolge nel 2021 nel Torrione San Giovanni del Jazz Club Ferrara (potete leggere qui la recensione di quel concerto) e pochi mesi fa è diventato un CD di grande suggestione e godibilità.

 

20230326_Dischi_01_RobertoManuzzi-ArsAntiquaWorldJazzEnsemble 20230326_Dischi_02_RobertoManuzzi-ArsAntiquaWorldJazzEnsemble_RacheleAmorePaolaTagliani

 

Il CD reca i titoli degli 11 brani (fra cui anche una bonus-track, La tarantella) i nomi dei musicisti partecipanti e un QR code che rimanda a un sito internet dove ci sono i testi sia in lingua volgare dell'epoca sia la traduzione in italiano moderno, i curricula dei musicisti, e la dichiarazione d'intenti dello stesso Manuzzi, che spiega: «...   stiamo attraversando una specie di nuovo medioevo...» riferendosi alla messa in crisi dei diritti civili da parte di governanti e movimenti d'opinione ultraconservatori se non addirittura reazionari che dominano in tanti paesi del nostro globo terracqueo. «È sulla base di queste considerazioni - prosegue Manuzzi - che ho scelto il tema di questo lavoro discografico, che ho creato con l'aiuto dei meravigliosi allievi del mio corso "musica di insieme jazz" del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara...» una sorta di rivalutazione etica di momenti in cui la lingua contribuiva a unificare le popolazioni della penisola anche grazie a «... sonetti scritti nella Sicilia del XIII Secolo...» principali ispiratori di «... spunti melodici originali e frammenti di musiche del passato e di improvvisazioni, che sembrano parlare di cose che ci riguardano molto da vicino. E tutto questo per me è molto JAZZ. »
La voce cantante del CD è della bravissima Rachele Amore (anche percussionista nel disco) mentre l'ospite d'eccezione invitato dell'ensemble e presente in sala d'incisione è il magnifico bassista Ares Tavolazzi, guest-star proprio per La tarantella. questa la dichiarazione pubblica di Tavolazzi: «È stato un vero piacere per me aver dato il mio contributo musicale a questo ultimo lavoro discografico dell'amico Roberto Manuzzi, che ha saputo riunire con maestria questo ensemble di giovani ed ottimi musicisti del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" di Ferrara. Ne risulta una musica di piacevolissimo ascolto, che pur rispettosa del testo e del contenuto musicale dell'epoca si avvale dell'apporto di sonorità e strumenti moderni.»
L'ensemble suona in 8 degli 11 brani, mentre tre brani (tracce 5, 6 e 7) sono affidati al canto e pianoforte, dove Rachele Amore viene accompagnata dalla concertista classica Paola Tagliani. E qui, più che di improvvisazione di stampo jazzistico, si può parlare di ammodernamento del canto antico (grazie alle sonorità del pianoforte rese ora morbide ora incalzanti dalla perfetta diteggiatura della Tagliani), musica in grado di imprimere emozioni e struggimenti alla sensibilità di quell'ascoltatore d'oggi che sappia apprezzare i colori stupendi della voce intonata e del pianismo armonicamente più raffinato.
Non tutti i testi sono di Jacopo da Lentini; vengono reinterpretati dall' Ars Antiqua World Jazz Ensemble sotto la guida di Manuzzi anche testi e musiche di Martin Codax (XIII Secolo) e Cristoforo Caresana (XVII Secolo): da qui l'idea e la necessità di inserire nell'ensemble jazzistico anche suonatori di strumenti d'epoca.
Manuzzi, nel CD, oltre che dirigere l'ensemble, suona il sax tenore e il sopranino in Mi bemolle. Gli altri bravi componenti dell'Ars Antiqua World Jazz Ensemble sono:  Stefano Melloni (clarinetto, flauto a becco, figulino); Erica Ruggiero (piano acustico ed elettrico, clavicembalo, cori); Davide La Rosa (chitarra acustica ed elettrica); Pietro Boarini (chitarra elettrica); Raffaele Guandalini (basso elettrico e contrabbasso); Davide Zabbari (viola da gamba); Stefano Guarisco (batteria); Antonio Stragapede (mandolino); e Fausto Negrelli (vibrafono, percussioni etniche).
Le melodie sono in generale attinenti alla tradizione italiana antica; le atmosfere jazzistiche che vengono inserite nella melodia, trasformandola, sviluppandola, ricomponendola per poi scomporla in puro linguaggio jazz, richiamano quella tradizione europea che ha metabolizzato perfettamente il linguaggio musicale degli stili afroamericani (improvvisazioni, assoli, ruolo degli ottoni, ecc.)
Il CD è ottimo come presa e spazializzazione del suono, addirittura eccellente come trasparenza ed equilibrio dinamico fra strumenti e voce. Raccomandatissimo. Info e prenotazioni robertomanuzzi.com@gmail.com 

20230326_Dischi_03_RobertoManuzzi-ArsAntiquaWorldJazzEnsemble_facebook

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm
Nella miniatura in alto: il compositore e polistrumentista Roberto Manuzzi
Al centro, in sequenza: la copertina del CD intitolato L'amore è una fiamma; la cantante Rachele Amore con la pianista Paola Tagliani
Sotto: l'Ars Antiqua World Jazz Ensemble ripresa durante il concerto al Torrione San Giovanni del 2021






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Dischi in Redazione Dvd in Redazione Libri in Redazione


Parliamone
La musica di Roberto Manuzzi
intervento di Athos Tromboni FREE

20260215_Fe_00_ConcertoRobertoManuzziFERRARA - Una piccola antologia di significative composizioni a-jazz, il lancio di un crowdfunding per favorire la produzione d'un prossimo compact-disc del gruppo Ars Antiqua World Jazz Ensemble, una coinvolgente prima esecuzione assoluta d'una sonata per flauto e pianoforte: questo il succo del concerto "Paesaggi sonori - La musica di Roberto Manuzzi" che si è svolto nella Sala Stefano Tassinari dell'Associazione Musicisti di Ferrara (Scuola di Musica Moderna) di via Darsena, ieri pomeriggio.
Pubblico strabocchevole, tanto che dentro la Sala Tassinari molti spettatori hanno trovato posto a sedere... solo sul pavimento.
Ma si sa, i frequentatori della musica jazz (e anche quelli della musica a-jazz) non hanno problemi ad accovacciarsi ovunque sia possibile, l'importante è essere presenti al concerto, condividere le pulsioni che la musica,
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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