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Pubblicato il 25 Marzo 2026
Accolto con grande successo nel Comunale di Ferrara il musical dei Queen ''We will rock you''
Il rock sconfigge la distopia
servizio di Athos Tromboni
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FERRARA - Che cos'è la distopia? È l'esatto contrario dell'utopia: se quest'ultima rappresenta il modello di vita ideale che potrebbe rendere libera e felice la vita di uomini e donne, la distopia invece narra di una straniante realtà immaginaria del futuro; un futuro prevedibile sulla base di tendenze del presente, percepite come altamente negative. La distopia presagisce sempre delle esperienze di vita, delle forme di organizzazione sociale, delle condizioni umane, tutte indesiderabili o spaventose per le società del futuro. Fra i tanti libri divenuti bestseller che vengono definiti distopici ne citiamo principalmente tre: Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1932); 1984 di George Orwell (1949); e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1953). Sono libri-capolavoro, di cui si consiglia la lettura, più per capire il mondo di oggi che per favoleggiare il mondo di domani. Di questi tempi (anzi dal 2002) anche il musical ha un suo capolavoro distopico: di tratta di We will rock you, scritto da Ben Elton in collaborazione con alcuni membri della band dei Queen: Roger Taylor e Brian May. Lo spettacolo è diventato negli anni un vero e proprio cult internazionale. Dal debutto, la produzione ha conquistato milioni di spettatori nel mondo, grazie a una formula scenica che fonde teatro, ironia e potenza musicale, costruendo una storia originale sulle note dei più celebri successi della band inglese, band tuttora attiva ma all'apogeo del successo nell'ultimo trentennio del Novecento. Ben Elton, in questo musical, s'immagina un futuro distopico in cui l’omologazione culturale ha cancellato ogni forma di creatività; immagina cioè un sistema che controlla gusti, linguaggi e immaginazione: è palese la sommatoria - in We will rock you - dei contenuti che sono spina narrativa dei romanzi di Huxley, Orwell e Bradbury. Ma quei contenuti sono stati interpolati con ironia e intelligenza.


Nel mondo completamente interconnesso immaginato da Elton, il pianeta Terra non si chiama più così, bensì Pianeta Mall; ed è controllato dittatorialmente dalla fantomatica "Globalsoft Corporation" che utilizza gli algoritmi informatici in sostituzione della creatività umana. Sul Pianeta Mall la musica dal vivo è stata messa al bando e la memoria del rock è ormai quasi scomparsa. In tale scenario emerge un gruppo di ribelli, i Bohemians, custodi clandestini di una cultura musicale dichiarata proibita, ma pronti a sfidare il potere per restituire al mondo la libertà di espressione. Il viaggio dei protagonisti diventa così una metafora della resistenza culturale e del bisogno umano di autenticità. Le canzoni dei Queen, eseguite in lingua originale e suonate dal vivo, non sono semplici inserti musicali, ma veri e propri motori drammaturgici che accompagnano lo sviluppo della storia, trasformando il palcoscenico in uno spazio in cui racconto teatrale e parte musicale si fondono continuamente. Qui, perciò, il rock diviene simbolo di ribellione, creatività e libertà. Come dire: un'utopia che si prefigge di sconfiggere la distopia. Se le canzoni dei Queen hanno dovuto essere necessariamente cantate in inglese, i dialoghi dei Bohemians sono in italiano e si compongono di molte citazioni di titoli ed estratti di testi da canzoni italiane: i due protagonisti bohemians, Galileo e la sua "compagna" d'avventura Scaramouche, ma anche gli altri personaggi del musical, non fanno altro che citare frasi rese popolari dai dischi di Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Rita Pavone, Jimmy Fontana, Antonello Venditti, Fabrizio De André e tanti altri del gotha canzonettistico nazionale. La recitazione dei cantanti-attori scorre via con speditezza e ironia, coinvolgendo spesso il pubblico come coro o come accompagnamento delle musiche con il battito di mani, e lo spettacolo diventa via via più coinvolgente ed entusiasmante. Merito anche delle canzoni dei Queen eseguite dai bravi cantanti-attori che hanno dimostrato una grande preparazione musicale e un lodevole versatilità: come non riconoscere che brani quali Radio Ga Ga, I want to breack free, Somebody to love, Killer Queen, A kind of magic, la stessa We will rock you e capolavori come We are the champions, Crazy little thing called love, Bohemian Rhapsody sono da emozioni che fanno venire tutt'oggi la pelle d'oca. Molto belle anche le coreografie affrontate ed eseguite con un dinamismo da... opera rock.

Variopinti i costumi, stupende le luci, splendida l'esecuzione musicale dal vivo ad opera di Riccardo Di Paola (tastiere e direzione), Antonio Torrella (tastiere), Roberto Raschellà e Federica Pellegrinelli (chitarre), Alessandro Cassani (basso elettrico) e Martino Malacrida (batteria). Impegnativa, impegnata, vincente la regia di Michaela Berlini. Lo spettacolo, diviso in 2 tempi, è filato velocemente per oltre tre ore. Applausi e ovazioni per tutti al termine, da un pubblico che ha riempito platea e palchi come si meritavano (e si meritano) i leggendari Queen e soprattutto le loro canzoni. (la recensione si riferisce alla recita di martedì 24 marzo 2026)
Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara Nella miniatura in alto: la regista Michaela Berlini Sotto, in sequenza: immagini da We will rock you in scena nel Teatro "Claudio Abbado" di Ferrara
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Pubblicato il 12 Maggio 2024
Grande successo per il Musical di Richard Rogers e Oscar Hammerstein II in Texas
The Sound of Music a Houston
servizio di Ramón Jacques
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HOUSTON ,Texas (USA) - Wortham Theater Center. Tradizionalmente pochissimi teatri d'opera americani sono stati interessati a programmare Musical come parte integrante delle loro stagioni. C'è una linea molto labile che divide questo genere, il Musical, e l'opera lirica, che nella sostanza sono simili in quanto entrambi richiedono cantanti competenti, buone scene e costumi, recitazione, orchestra e coro - anche se tradizionalmente la convinzione è sempre stata altra rispetto a coloro che producevano Musical. La Houston Grand Opera è uno dei teatri d’opera importanti - in un elenco a cui si è aggiunta la Lyric Opera di Chicago - che programma regolarmente opere di "lirica americana" se il termine è consentito, ed è proprio il celebre The Sound of Music con musiche di Richard Rogers e testi di Oscar Hammerstein II, lo spettacolo che il teatro texano ha scelto per concludere la propria attività in questa stagione. Nel corso della sua storia, l'amministrazione della compagnia ha avuto la missione di commissionare e presentare in anteprima almeno un'opera all'anno, soprattutto di compositori americani, sebbene tale elenco includa due opere in spagnolo di Daniel Catán; nonché l'impegno a rappresentare titoli di compositori americani, anche se non commissionati dal teatro. I Musical rientrano in quest'ultima categoria, nell'ambito di uno stretto rapporto che il teatro ha battezzato come “Broadway at the Houston Grand Opera” e che il teatro ha voluto evidenziare allestendo nella hall e nei corridoi del teatro una esposizione completa e dettagliata che conteneva documenti interessanti, programmi, spartiti, costumi, ecc. sui Musical qui presentati, durante la prima di The sound of music.
  

Fu proprio l'Opera di Houston a spingere molti teatri d'opera americani verso il Musical, e l'innesco avvenne nel 1982 con Show Boat (1927) di Jerome Kern e Oscar Hammerstein II, la cui produzione originaria del teatro di Houston ebbe un successo tale da essere portata in tournée in varie città e teatri negli Stati Uniti e all'estero, oltre ad un periodo di successo a Broadway. Questo spettacolo contribuì a stabilire il Musical classico come una forma d'arte indiscutibilmente americana che giustamente si guadagnò il suo posto nei teatri d'opera. Tra i Musical che si sono visti su questo palcoscenico, alcuni più volte, possiamo citare: Porgy and Bess di George Gershwin, Hello, Dolly! di Jerry Hermann, Sweeney Todd di Stephen Sondheim, Carousel di Richard Rogers e Oscar Hammerstein II, My Fair Lady di Frederick Loewe, A Little Night Music di Stephen Sondeheim e West Side Story con musiche di Leonard Bernstein e Stephen Sondheim, che fa già parte della stagione del prossimo anno, tra gli altri titoli. The sound of music ha debuttato a Broadway nel novembre del 1959 ed è basato sulle memorie di Maria von Trapp (La storia dei cantanti della famiglia Trapp) del 1949: nell’ Austria del 1938, Maria Reiner, la protagonista, governante di una numerosa famiglia con figli, decide di entrare in convento, finendo per innamorarsi e sposare il capitano von Trapp, padre di famiglia vedova, fuggendo dall'Austria appena prima dell’Anschluss, l'annessione dell'Austria alla Germania.


Gli ambienti descritti dal racconto come le foreste e le montagne innevate, visibili negli enormi dipinti sul sipario posto in fondo alla scena, un convento, l'opulento soggiorno e la camera da letto di una casa, hanno ispirato Peter J. Davison, scenografo, Francesca Zambello, regista, e i costumi d'epoca di Aleš Valášek per creare e offrire nella sua preparazione uno spettacolo visivamente estetico, suggestivo e di buon gusto. L’allestimento, una coproduzione tra il teatro di Houston e il Glimmerglass Festival di New York, di cui Zambello è direttore artistico, ha debuttato nell'estate del 2022. L'orchestra e il coro del teatro, che hanno dato il loro contributo per creare una atmosfera magica e spensierata, suonando il celebri brani Musicali con cui hanno confezionato uno spettacolo di pregio, sono stati diretti entrambi dalla guida entusiasta del maestro Riccardo Bado, direttore con una carriera quarantennale all’interno della compagnia nella quale ha ricoperto diversi incarichi, come preparatore e direttore del coro. L’ampio cast era guidato dal mezzosoprano Isabel Leonard, che non ha risparmiato risorse a livello vocale e interpretativo per incarnare un'affabile e affettuosa Maria Rainer, cantando con chiarezza, buona dizione, passione e sentimento. Si sono distinti anche il baritono Alexander Birch Elliott nel ruolo del Capitano Georg von Trapp, il soprano Katie Van Kooten nel ruolo della Madre Superiora, il soprano Tori Tedeschi Adams nel ruolo di Liesl, il baritono Daniel Belcher nel ruolo di Max Detweiler, il mezzosoprano Megan Marino nel ruolo di Elsa Schraeder e il resto dei cantanti e i bambini che hanno interpretato bene ognuno dei loro personaggi. Le nove recite in programma sono state gremite dal pubblico che ha applaudito calorosamente e si è divertito ad ascoltare brani famosi come Edelweiss, Climb Ev'ry Mountain, My Favorite Things e ovviamente The Sound of Music, alcuni tra i brani famosi di un’opera Musicale unica. (la recensione si riferisce alla recita di Venerdì 10 maggio 2024)
Crediti fotografici: Michael Bishop / Houston Grand Opera Nella miniatura in alto: Isabel Leonard (nel ruolo di Maria Rainer) Al centro in sequenza: Daniel Belcher (Max Detweiler) e Megan Marino (Elsa Schraeder); Isabel Leonard; Katie Van Kooten (Madre Superiora) e Isabel Leonard; istantanea su un assieme Sotto: panoramiche su scene e costumi
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Pubblicato il 13 Dicembre 2023
L'operetta di Johann Strauss figlio in scena con successo nel Teatro Sociale del capoluogo polesano
Bella la notte a Venezia
servizio di Athos Tromboni
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ROVIGO - Venezia, nell'immaginario collettivo dell'Ottocento e del secolo scorso, ma anche nei tempi attuali, ha sempre condiviso la sua immagine reale con un'immagine oleografica: quella della città dell'eleganza, delle frivolezze che animano vicoli e calli, delle bellezze architettoniche e artistiche, della fiorente attività commerciale di tessuti e spezie, dell' amore romantico che si spande sulla laguna al chiaro di luna, città degli intrighi e delle trame politiche, ma anche e soprattutto degli intrallazzi amorosi. Insomma, un'urbe unica dove il fascino che sa catturare le emozioni non si arrende alla morale, ma naviga comodo e splendente nella marea del libertinaggio. Johann Strauss figlio non poteva sottrarsi a quella immagine oleografica quando accettò di musicare l'operetta Una notte a Venezia che dopo alterne fortune al debutto a Berlino, conobbe a Vienna (un po' rimaneggiata... ma quale autore non rimaneggiò propri lavori che non ottennero successo alla prima esecuzione assoluta? Verdi, Puccini, Wagner, eccetera, scrissero e rimaneggiarono alcune loro partiture) un gradimento di pubblico e critica che tuttora perdura. La trama di Una notte a Venezia è semplice: ambientata nel Settecento, c'è un ballo in maschera che viene organizzato dal Duca di Urbino proprio a Venezia, per onorare i senatori della Repubblica veneziana. Ma lo scopo del Duca è quello di incontrare Barbara, moglie del senatore Bartolomeo Delacqua, che egli non conosce di persona ma di cui ha sentito parlare come donna bellissima e fascinosa. Il senatore subodora le vere intenzioni del Duca, per cui spedisce Barbara a Murano dalla zia, e si presenta al ballo con la sua cameriera, Ciboletta, facendo credere che sia Barbara. Ma a complicare l'intrigo ci si mette Caramello, il barbiere del senatore, che anziché accompagnare in gondola Barbara dalla zia, la scarica alla festa in maschera organizzata dal Duca.
  


Anche la pescivendola Annina, amata da Caramello, venendo a sapere della festa si presenta mascherata spacciandosi per Barbara, così il Duca si trova accanto a tre Barbare mascherate, la qual cosa non lo scompone affatto, perché se le porta in camera (da letto) tutte quante. Ma c'è il lieto fine, perché tutti perdonano tutte e tutte perdonano tutti, al punto che l'operetta si conclude in letizia e allegria. Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto. L'allestimento visto a Rovigo era quello dell'associazione emiliana Fantasia in Re di Stefano Giaroli, direttore in buca a capo dell'Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane e del Coro dell'Opera di Parma. I danzatori (ottimi) erano quelli del Corpo di Ballo Novecento con le coreografie di Salvatore Loritto. L'adattamento dei dialoghi parlati è opera di Silvia Felisetti (soprano, interprete di Barbara), mentre l'allestimento è nato dalla fantasia e dalla professionalità indubbia del regista Alessandro Brachetti (in scena anche nelle vesti del barbiere Caramello). I dialoghi parlati, ammodernati con spiritosi richiami all'attualità della cronaca d'oggi, hanno originato una narrazione ironica e comica, attraverso un testo moderno ma non stravolgente né invasivo; l'ironia e il sapore buffo erano affidati soprattutto ai personaggi di Caramello e del pizzaiolo napoletano Pappacoda interpretato dal bravo Marco Falsetti, ma anche il senatore Bartolomeo Delacqua (interpretato da Fulvio Massa) ci ha messo molto del suo per rendere frizzante la recitazione. dimostrando al pubblico di Rovigo tutte le capacità attoriali e canore quale bravo baritono che ha esperienza consolidata dai ruoli cantati nel teatro d'Opera.


Molto brava vocalmente e teatralmente Silvia Spruzzola, soprano nel ruolo di Annina, e lodevole la prestazione di Elena Rapita che vestiva i panni di Ciboletta. Buona la prestazione di Antonio Colamorea che ha dato vita all'ironia del Duca di Urbino. Nel cast anche il giovane tenore Alessandro Garuti nel ruolo di Enrico Piselli, l'amante vero del personaggio di Barbara. Molto buona la prestazione dell'orchestra, sotto la bacchetta attenta e precisa di Stefano Giaroli, applauditissimo dal pubblico che gremiva il teatro al suo apparire sul proscenio a fine recita. Le scene ideate da Artemio Cabassi erano pertinenti alla Venezia oleografica di cui si è detto; le luci essenziali ma molto efficaci hanno fatto il resto per coronare l'ambiente di favola spiritosa che ha connaturato questo allestimento. Resta da dire dei costumi, anche questi disegnati da Cabassi: siamo di fronte non a un "costumista" ma ad uno stilista che sa il fatto suo in materia di eleganza: dire che i costumi sono bellissimi non è sufficiente. Sono una parte fondamentale nell'opera di seduzione che ha catturato il pubblico del Teatro sociale di Rovigo. Operetta, esempio di "teatro leggero"? Sì, se vengono traguardati i contenuti drammaturgici. Ma non è detto che il "teatro leggero" (nella cui locuzione vengono compresi anche il musical e la commedia musicale) sia facile da fare. anzi, è impegnativo tanto quanto il teatro musicale per eccellenza, l'Opera lirica. E ha bisogno di essere fatto bene, in maniera non raffazzonata e dozzinale ma professionale, pena il suo confinamento nel ghetto delle cose da dimenticare. (la recensione si riferisce alla recita di domenica 10 dicembre 2023)

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Sociale di Rovigo Nella miniatura in alto: il regista Alessandro Brachetti (Caramello) Sotto, in sequenza: Silvia Felisetti (Barbara); Silvia Spruzzola (Annina); Elena Rapita (Ciboletta); Alessandro Brachetti e Antonio Calamorea (Duca di Urbino); Marco Falsetti (Pappacoda) e Fulvio Massa (senatore Bartolomeo Delacqua); Fulvio Massa e Alessandro Garuti (Enrico Piselli); Alessandro Brachetti e Silvia Felisetti Al centro: panoramica su scene e costumi In fondo: il Duca di Urbino contornato dalla tre Barbare mascherate; saluti finali di tutto il cast
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Parliamone
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La musica di Roberto Manuzzi
intervento di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Una piccola antologia di significative composizioni a-jazz, il lancio di un crowdfunding per favorire la produzione d'un prossimo compact-disc del gruppo Ars Antiqua World Jazz Ensemble, una coinvolgente prima esecuzione assoluta d'una sonata per flauto e pianoforte: questo il succo del concerto "Paesaggi sonori - La musica di Roberto Manuzzi" che si è svolto nella Sala Stefano Tassinari dell'Associazione Musicisti di Ferrara (Scuola di Musica Moderna) di via Darsena, ieri pomeriggio. Pubblico strabocchevole, tanto che dentro la Sala Tassinari molti spettatori hanno trovato posto a sedere... solo sul pavimento. Ma si sa, i frequentatori della musica jazz (e anche quelli della musica a-jazz) non hanno problemi ad accovacciarsi ovunque sia possibile, l'importante è essere presenti al concerto, condividere le pulsioni che la musica,
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Operetta and Musical
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Il rock sconfigge la distopia
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Che cos'è la distopia? È l'esatto contrario dell'utopia: se quest'ultima rappresenta il modello di vita ideale che potrebbe rendere libera e felice la vita di uomini e donne, la distopia invece narra di una straniante realtà immaginaria del futuro; un futuro prevedibile sulla base di tendenze del presente, percepite come altamente negative. La distopia presagisce
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Opera dal Centro-Nord
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C'č un Castello dove la Voix humaine...
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE – Ci sono accostamenti che rivelano più di quanto promettano. Il dittico che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha portato in scena non è semplicemente una scelta di repertorio felice: è una tesi interpretativa, quasi un saggio scenico sul tema dell’impossibilità del dialogo tra un uomo e una donna. Béla Bartók e Francis Poulenc si
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Opera dal Nord-Ovest
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Un campiello veneziano a Genova
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Ci sono opere che il repertorio ha trattato con una certa ingratitudine, relegate in quella zona grigia tra il raramente eseguito e il mai del tutto dimenticato. Il Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari appartiene a questa categoria e ogni sua ripresa diventa perciò un’occasione preziosa: per rimisurare la qualità di una partitura che non ha
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Opera dal Nord-Est
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Un Trovatore in nero
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. In scena al Teatro Verdi di Trieste l’allestimento de Il Trovatore, che è frutto della coproduzione con l’Opéra de Saint-Étienne/Città di Marsiglia-Opera, si veste di un cast stellare. Partendo dal principale protagonista Yusif Eyvazov che, folgorato da una diretta televisiva di Montserrat Caballé dal Bol'šoj,
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Opera dal Centro-Nord
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Pagliacci e Cavalleria dittico riprogettato
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - Ci sono serate in cui esci dal teatro e senti che qualcosa dentro di te si è spostato. Non necessariamente tutto ha funzionato, non necessariamente sei d’accordo con ogni scelta che ti è stata proposta, ma qualcuno ti ha parlato davvero. Quella con il regista Robert Carsen è una di
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Opera dal Centro-Nord
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Macbeth da manuale
servizio di Simone Tomei FREE
LIVORNO - Vi sono opere che il tempo non consuma, ma affina. Il Macbeth di Giuseppe Verdi è tra queste: ogni nuova produzione che ne rimetta in scena la sostanza drammatica sembra interrogarlo da capo, come se il dramma non avesse ancora esaurito ciò che ha da dire su di noi, sul potere, sull’oscura geometria del destino. E quando
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Classica
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Musica Amoris 2026
servizio di Nicola Barsanti FREE
LIVORNO - Il Teatro Goldoni accoglie nel weekend di San Valentino "Musica Amoris 2026" in un clima di attesa calorosa e partecipe. Il titolo scelto per il concerto non è casuale: l’amore, nelle sue molteplici declinazioni, è il filo rosso che unisce le due grandi pagine in programma, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle minore
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Jazz Pop Rock Etno
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Tutte le direzioni riparte
servizio di Francesco Franchella FREE
FERRARA - Girovagando tra le etrusche valli padane, alla ricerca di una nuova casa (vista la chiusura dello "Spirito" di Vigarano Mainarda), la carovana del Gruppo dei 10 ha trovato due importanti collaborazioni per una sosta prolungata all’insegna della musica e del divertimento. Saranno infatti la Scuola di Musica Moderna
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Opera dal Nord-Ovest
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Tristan un Isolde viaggio nell'amore
servizio di Nicola Barsanti FREE
GENOVA - Applausi lunghi e calorosi accolgono, venerdì 13 febbraio 2026, il debutto del titolo più atteso e impegnativo della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: Tristan und Isolde di Richard Wagner. Quasi cinque ore di musica e vertigine emotiva che scorrono come un unico respiro, dissolvendo il tempo e lasciando lo spettatore
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Classica
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Mehta e Mozart suprema bellezza
servizio di Simone Tomei FREE
LUCCA - C’è un istante nella vita di ogni istituzione culturale in cui la programmazione cessa di essere mero esercizio di organizzazione e diventa atto interpretativo della storia. Quando il Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" ha dovuto rinunciare momentaneamente all’Otello verdiano inizialmente previsto, il vuoto lasciato in cartellone avrebbe
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Opera dal Centro-Nord
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Rigoletto rinnovato senza tradimenti
servizio di Simone Tomei FREE
AREZZO - Nel cuore del Teatro Petrarca di Arezzo la produzione di Rigoletto di Giuseppe Verdi si conferma un evento che va oltre la pura rappresentazione lirica, trasformandosi in un manifesto culturale vivo e consapevole. L’edizione nasce dall’incontro virtuoso tra formazione d’eccellenza, identità territoriale e audace innovazione
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Jazz Pop Rock Etno
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Campus dei Campioni la cultura diventa comunitā
servizio di Francesca De Giovanni FREE
SAN LAZZARO DI SAVENA (BO) - Sold out dal mattino. Sala gremita. Energia viva. Pensiero in movimento. L’aperitivo filosofico-musicale andato in scena sabato sera al Campus dei Campioni, nell’ambito delle attività della Scuola dei Concetti, si è aperto con un dato simbolico prima ancora che numerico: evento
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Opera dal Nord-Est
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Mahagonny vicenda tortuosa
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny è in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi: in italiano Ascesa e caduta della città di Mahagonny presenta più di altre opere la necessità di analizzare sia il compositore che l’autore del libretto. Bertold Brecht fu indubbiamente uno dei grandi innovatori del teatro del
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Una Carmen molto bella
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ROVIGO - Abbiamo assistito a una Carmen di Bizet con una regia molto bella. Per questo è utile cominciare il racconto dell'opera andata in scena nel Teatro Sociale di Rovigo dalle note del regista Filippo Tonon: «Proprio nell’anno del 150° anniversario della prima esecuzione di Carmen (la prima rappresentazione avvenne all’Opéra-Comique di
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Opera dal Nord-Ovest
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Trovatore opera di passioni estreme
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - All'interno della stagione lirica 2025-2026 del Teatro Carlo Felice Il trovatore di Giuseppe Verdi torna in scena come uno dei titoli più emblematici e, al tempo stesso, più problematici del repertorio ottocentesco. Opera di passioni estreme, di memorie che divorano il presente e di un destino che si compie attraverso il sangue e il fuoco
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Opera dal Centro-Nord
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Ecco a voi la Tosca di Scarpia...
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - Con Tosca Giacomo Puccini realizza una delle sintesi più lucide del proprio teatro musicale: un’opera senza vere pause, costruita come un flusso drammatico continuo in cui la musica coincide con l’azione. Viene meno la tradizionale alternanza fra numeri chiusi e raccordi, sostituita da una trama serrata di motivi brevi e ricorrenti che
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Personaggi
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Ho la sensazione di far parte d'una storia pių grande
intervista a cura di Ramón Jacques FREE
TORINO - Carlo Vistoli è al momento il controtenore italiano più richiesto all'estero (considerato un interprete di riferimento di Händel) e sta avendo una carriera in grandissima ascesa: ha vinto il Premio "Abbiati" 2024 della critica musicale italiana come miglior cantante per Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera
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Opera dal Centro-Nord
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La perdurante attualitā di Nabucco
servizio di Simone Tomei FREE
LUCCA - Dopo un’assenza che si protraeva da quasi un quarto di secolo, Nabucco di Giuseppe Verdi torna al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, inaugurando il 2026 con due recite che riportano in scena uno dei titoli fondativi del teatro verdiano. L’opera che nel 1842 segnò la definitiva affermazione del compositore continua a imporsi come
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Vocale
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Le Concert d'Astrée d'alto livello
servizio di Ramón Jacques FREE
BARCELLONA (ES) - Palau de la Musica Catalana, Catalogna. Nell'ambito di una lunga tournée che ha toccato diverse città della Francia e della Spagna, il rinomato e celebre ensemble strumentale e vocale francese specializzato nell'interpretazione della musica barocca Le Concert d'Astrée ha offerto un memorabile concerto nella pittoresca sala
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Vocale
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Concerto del primo dell'anno
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Inaugurare l’anno nuovo a teatro condividendo il rito collettivo del Concerto di Capodanno, non è soltanto una consuetudine mondana o un appuntamento rituale del calendario musicale: è un gesto culturale carico di valore simbolico, un augurio affidato al suono capace di dare forma e senso al tempo che comincia. Giovedì 1° gennaio
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Jazz Pop Rock Etno
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Branduardi Futuro Antico IX
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Attesissimo concerto del celebre cantautore milanese ma genovese di adozione, Angelo Branduardi, al di fuori della programmazione concertistica invernale del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara luogo simbolo della tradizione culturale locale, in scena l’11 dicembre 2025 nell’ambito di un evento promosso dal Comune di
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Opera dall Estero
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Rigoletto felice ritorno all'Opera House
servizio di Ramón Jacques FREE
SAN FRANCISCO (California, USA) - War Memorial Opera House. Con Rigoletto, opera in tre atti con musica di Giuseppe e libretto in italiano di Francesco Maria Piave (1810-1876), è iniziata una nuova stagione dell'Opera di San Francisco, la numero 103 della sua storia. Sebbene l'opera sia entrata formalmente nel repertorio di
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