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Il Festival Donizetti di Bergamo e un cast di ottimo livello dentro il trionfo del capolavoro romantico |
Un eccellente Roberto Devereux |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 24 Novembre 2024 |
BERGAMO - La versione napoletana del Roberto Devereux inaugura la decima edizione del Donizetti Opera Festival 2024. Il capolavoro di Gaetano Donizetti fin dalla sua prima rappresentazione al Teatro di San Carlo di Napoli nel 1837 ha riscosso grande successo. Ghiotta occasione per il festival bergamasco che la presenta nell’edizione critica curata da Julia Lockhart e pubblicata nel 2022. Si tratta di una scelta significativa, poiché solitamente viene eseguita la versione rivista da Donizetti per il pubblico parigino negli anni successivi. Le differenze più significative tra le due edizioni, sebbene non numerose, includono modifiche alla cabaletta del duetto tra Roberto ed Elisabetta e l'assenza della sinfonia. La trama dell’opera intreccia realtà storica e finzione drammatica, mettendo in scena un complesso quadrilatero amoroso che ruota attorno alla figura di Elisabetta I Tudor. Nonostante il titolo evochi il conte di Essex, il vero fulcro della vicenda è la sovrana inglese, ormai avanti negli anni e innamorata perdutamente di Roberto Devereux. Il sentimento, tuttavia, non è ricambiato: il cuore del conte appartiene segretamente a Sara, moglie del duca di Nottingham, amico fidato di Roberto e leale servitore della regina. Gli eventi precipitano quando Elisabetta e Nottingham scoprono il tradimento grazie a un dettaglio rivelatore: una sciarpa azzurra ricamata da Sara, osservata di nascosto dal marito, e donata a Roberto come simbolo d’amore. In cambio, il conte Roberto le regala un anello che la regina gli aveva offerto, capace di garantirgli la salvezza qualora l’avesse restituito nelle sue mani in caso di pericolo. Il tradimento viene svelato quando la sciarpa viene trovata tra gli oggetti di Devereux.


Furiosa e ferita, Elisabetta firma la condanna a morte del conte. Nel disperato tentativo di salvarlo, Sara cerca di consegnare l’anello alla regina come supplica di grazia, ma viene bloccata dal duca di Nottingham. L’esecuzione ha così luogo, segnando il tragico epilogo di questa intricata vicenda di amore, gelosia e vendetta. Lo spettacolo in scena a Bergamo, diretto da Stephen Langridge, si distingue per un'estetica essenziale e d'impatto, che punta su simbolismi potenti e atmosfere cariche di tensione. La collaborazione con la scenografa e costumista Katie Davenport ha dato vita a un’ambientazione dominata da contrasti visivi e suggestioni elisabettiane, dove il coro, osservatore onnipresente, si erge sopra la scena come un implacabile tribunale. Gli stalli neri in stile rinascimentale incorniciano l’azione, mentre teschi e arredi in rosso segnano il destino incombente dei protagonisti. Un elemento centrale nella lettura registica è la figura di Elisabetta I Tudor, affiancata costantemente da un’inquietante proiezione della sua stessa mortalità: un pupazzo scheletrico, mosso con maestria da due mimi, che ne incarna il doppio spettrale (la regia animazione del pupazzo è stata curata da Poppy Franziska). Questo simbolo di decadenza e morte perseguita la sovrana, ricordandole la differenza d’età con l’amato Roberto e la fragilità del tempo che scorre. Sul palcoscenico, la presenza ossessiva di clessidre e teschi rafforza il leitmotiv della caducità. Il grande letto rosso, simbolo di passione e desiderio, diventa il contrappunto visivo allo spettro di una morte ormai imminente, dominando la scena in varie configurazioni. Sempre presente, fluttua nello spazio come un testimone silenzioso delle relazioni tra i personaggi, comparendo sia nei momenti che vedono protagonista Sara, sia in quelli che coinvolgono la regina. L’intimità e il desiderio irrompono anche attraverso le proiezioni dei versi delle lettere di Roberto, che risplendono sullo sfondo spoglio, interrompendo l’austerità con parole cariche di emozione. Un ruolo di rilievo nella narrazione è giocato dalla corte inglese, rappresentata dal coro, il quale assume il doppio volto di popolo e giudice. Disposto in alto, alle spalle dei protagonisti, il coro osserva e giudica, avvolto in un’atmosfera severa sottolineata dalle fredde luci di neon sospesi, curate da Peter Mumford. Questa presenza opprimente evoca l’idea di un’arena senza uscita, dove ogni personaggio è costretto a confrontarsi con il proprio destino sotto lo sguardo impassibile della collettività. Langridge riesce, con una messa in scena priva di eccessi, ad evocare efficacemente l’epoca di Elisabetta I, mantenendo un’impronta teatrale sostanzialmente classica. La cornice luminosa che separa il palcoscenico in aree pubbliche e private amplifica il senso di confine tra i diversi piani narrativi, ma la sua intensità visiva, pur efficace dal punto di vista simbolico, tende a distrarre e ad abbagliare il pubblico in alcuni momenti.


Il M° Riccardo Frizza, sul podio dell’Orchestra Donizetti Opera, dimostra la sua profonda affinità con il repertorio belcantistico, restituendo al pubblico una lettura tesa e vibrante del Roberto Devereux. Il direttore bresciano affronta la partitura con straordinaria cura, dando vita a un racconto musicale ricco di sfumature, capace di alternare con naturalezza momenti di drammaticità a passaggi lirici di delicata introspezione. Ogni scelta rispetta l’equilibrio tra orchestra e voci, con una sensibilità che valorizza i cantanti senza mai sovrastarli. Frizza non si limita a seguire la scrittura donizettiana: la esalta, scavando nelle pieghe dell’orchestrazione con una lettura attenta alle minime sfumature. La sua direzione restituisce un Roberto Devereux denso di tensione emotiva, sostenuto da una precisione ritmica che dà forma teatrale alla struttura dell’opera. I cambi di tempo, improvvisi e incalzanti, emergono con una chiarezza che contribuisce a costruire un clima espressivo vibrante, dove ogni contrasto dinamico sembra amplificare il tumulto interiore dei personaggi. Il suono dell’orchestra si fa talvolta scarno, tagliente, con ritmo serrato e nervoso che incornicia le passioni e i conflitti dei protagonisti, ma mai privo di calore. I colori orchestrali, sempre calibrati, delineano con nitidezza il carattere cupo di questo capolavoro, mentre la linea melodica si dispiega con struggente bellezza. Il direttore, dal podio, modella l’orchestra seguendo la voce e il respiro dei cantanti, costruendo un dialogo costante tra buca e palcoscenico che arricchisce l’intera esecuzione. Fondamentale anche l’apporto del coro dell’Accademia del Teatro alla Scala, preparato da Salvo Sgrò, che aggiunge ulteriore profondità all’insieme con una prestazione solida e incisiva. Debuttare nei panni di Elisabetta I è una sfida che Jessica Pratt ha accolto con coraggio e consapevolezza, conoscendo le insidie di un ruolo che storicamente si sposa con vocalità più drammatiche. Il soprano australiano – ben nota per la sua maestria nel belcanto in ruoli come Lucia, Amina, Gilda e Regina della Notte – ha saputo infondere nuova vita alla sovrana donizettiana, tracciando un ritratto vibrante di fierezza e fragilità. Il M° Frizza, sostenitore convinto della scelta di Pratt per questo ruolo, ha dichiarato che la voce della Ronzi De Begnis – prima interprete di Elisabetta – presentava caratteristiche non dissimili da quelle della Pratt: agilità straordinaria e leggerezza, ma con una vena drammatica capace di scolpire i passaggi più intensi.


  
Il risultato è una regina intensa e tormentata, in bilico tra l’austerità del trono e gli scoramenti di una donna ferita. Pratt affronta la partitura con vocalità adamantina, cesellando ogni frase con raffinatezza; la tecnica solida fa da scudo alla gestione dei centri e dei gravi senza fare emergere discrepanze marcate rispetto alla brillantezza degli acuti. Le puntature e le agilità emergono con la consueta sicurezza, mentre l’attenzione meticolosa al fraseggio e la sensibilità musicale danno forma a un personaggio che è capace di commuovere e persino affascinare. Il finale, apice drammatico dell’opera, vede l’artista australiana protagonista di un crescendo emotivo straordinario. Con il sostegno di un tempo orchestrale molto appropriato, “Quel sangue versato” si trasforma in una confessione struggente, in cui ogni parola risuona come un monito e ogni pausa si carica di tensione. La regina, ormai sconfitta dagli eventi, emerge con tutta la sua grandezza tragica, grazie a un uso sapiente del legato e a pianissimi di eterea delicatezza. John Osborn incarna un Roberto Devereux di straordinaria intensità, confermandosi interprete di riferimento per il repertorio belcantistico. La sua voce, leggera ma potente, scivola senza sforzo lungo le ardue tessiture del ruolo, regalando acuti luminosi e una linea di canto impeccabile. Il tenore americano dipinge un Devereux sfaccettato, sospeso tra l’ardore dell’eroe romantico e le fragilità di un uomo in bilico tra onore e passione non limitandosi ad incarnare il favorito della regina con sfrontata eleganza, ma scavando con profondità nei tormenti interiori del personaggio, aggiungendo una dimensione intima e melanconica che emerge nell'aria “Come uno spirto angelico”. Raffaella Lupinacci si distingue con una Sara intensa e vibrante; dona al personaggio una statura di grande spessore, affrontando con padronanza la tessitura complessa del ruolo ed esibendo acuti sicuri e penetranti che si innestano su un registro grave caldo e avvolgente. La sua voce, omogenea e ben proiettata, scivola con naturalezza tra le sfumature dinamiche, offrendo un’interpretazione che coniuga raffinatezza vocale e profondità emotiva. Il canto sulla parola, curato e incisivo, scolpisce ogni frase con intensità drammatica, donando al personaggio una dimensione vibrante e appassionata. Siamo di fronte a una figura femminile tormentata tra l'amore e il dovere, in grado di esprimere con genuinità il dramma interiore di una donna disposta a sacrificarsi per salvare l'uomo che ama. Completa egregiamente il quartetto dei protagonisti il baritono Simone Piazzola, che sa incarnare un Duca di Nottingham di straordinaria intensità, dando vita a un personaggio complesso e sfaccettato; la sua voce baritonale, calda e corposa, risuona con autorevolezza, alternando accenti nobili e appassionati a esplosioni di rabbia feroce scolpendo ogni frase con cura e restituendo con maestria il tormento interiore di un uomo diviso tra amicizia, amore e tradimento. Il colore ricco e vellutato del suo timbro si impone con naturalezza, conferendo spessore aristocratico al duca, ma quando la vicenda precipita, il baritono non esita a liberare una collera implacabile, sottolineata da una potenza vocale capace di riempire la scena. L’eleganza del fraseggio lascia spazio a una spietata risolutezza, rendendo il duca una figura tanto raffinata quanto temibile.

Eccellenti, senza se e senza ma, tutti gli interpreti dei ruoli di fianco: David Astorga (Lord Cecil), Ignas Melnikas (Sir Gualtiero Raleigh) e Fulvio Valenti (Un familiare di Nottingham e Un cavaliere). La platea in tripudio decreta un successo incontrastato per tutti. (La recensione si riferisce alla recita del 23 novembre 2024)
Crediti fotografici: Gianfranco Rota per il Festiva Donizetti di Bergamo Nella miniatura in alto: una eccellente Jessica Pratt nel ruolo di Elisabetta I Tudor Al centro in sequenza: ancora Jessica Pratt; Raffaella Lupinacci (Sara) e John Osborn (Roberto Devereux); Simone Piazzola (Duca di Nottingham) e Raffaella Lupinacci Sotto in sequenza: panoramiche su scene e costumi e primi piani sui protagonisti dell'opera
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Parliamone
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Tutto il nero del Macbeth
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FIRENZE - Macbeth di Giuseppe Verdi, decima opera del compositore e la prima ispirata a Shakespeare, debutta proprio a Firenze il 14 marzo 1847 al Teatro della Pergola. Verdi tiene moltissimo a questo suo dramma musicale: scrive di considerarlo «l'opera che io stimo sopra tutte le mie altre» e, perfezionista com’è, fa provare il celebre duetto del primo atto agli interpreti per oltre 150 volte pur di ottenerne un’esecuzione impeccabile. Oggi questo capolavoro giovanile verdiano rivive al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in un nuovo allestimento firmato dal regista Mario Martone, con scene di Mimmo Paladino (realizzate da Barbara Bessi), costumi di Ursula Patzak, luci e video di Pasquale Mari (video design di Alessandro Papa ) e coreografie di Raffaella Giordano. La visione registica di Martone, nonostante la fama di autore tradizionalista, sorprende per la scelta di uniformarsi a una tendenza attuale che spesso stravolge il libretto con scelte estreme di discutibile gusto e scarsa logica drammaturgica.
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FERRARA - Dmitrji Shostakovic era nato a San Pietroburgo (seconda città della Russia per numero di abitanti, "ribattezzata" col nome di Leningrado sotto il regime staliniano) nel 1906 ed è deceduto a Mosca nel 1975: ha dunque attraversato come uomo e come musicista tutto il periodo sovietico e soprattutto il periodo più buio dell'oppressione comunista
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FERRARA - Si intensifica l'attività concertistica per il prossimo inverno/primavera del Comitato per i Grandi Maestri fondato e diretto da Gianluca La Villa: ben sette concerti cameristici, dei quali 3 organizzati da Ferrara Musica nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" su indicazione proprio del Comitato per i Grandi Maestri, e 4 concerti del calendario
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Il labirinto mentale di Lucrezia Borgia
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FIRENZE - A oltre quarantacinque anni dall’ultima rappresentazione fiorentina, Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti è tornata al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dove mancava dal 1979. La nuova produzione andata in scena domenica 9 novembre 2025 ha riportato sul palcoscenico un capolavoro donizettiano di intensa forza drammatica, tratto
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Le ossessioni carnali di Salome
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Classica
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Taverna per Prokofiev
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FERRARA - Il corpus dei cinque concerti per pianoforte e orchestra e delle nove sonate per pianoforte, oltre a vari pezzi minori, testimonia l'impegno di Sergej Prokofiev per i tasti bianconeri. Tutti i più grandi pianisti si sono cimentati (e continuano a cimentarsi) nei concerti per pianoforte di Prokofiev, con assoluta predominanza - almeno
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Ballo and Bello
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ROVIGO - In occasione del centenario della nascita di Dietrich Fischer-Dieskau, prestigioso baritono e raffinato interprete della grande tradizione Liederistica e operistica internazionale, Rovigo ha dedicato una masterclass presso il conservatorio cittadino e una giornata speciale al suo lascito musicale e intellettuale, con eventi di altissimo profilo
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Donizetti Opera apre il sipario
redatto da Athos Tromboni FREE
BERGAMO - Quella che qui presentiamo è la prima edizione del Donizetti Opera 2025 firmata dal direttore d'orchestra Riccardo Frizza, nella doppia veste di direttore artistico e musicale. È un festival da tempo riconosciuto a livello internazionale come irrinunciabille appuntamento annuale dedicato al celebre compositore bergamasco Gaetano
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BUSSETO (PR) – «Penso che l’attrazione di Verdi per Shakespeare fosse legata più alla sua convinzione di poter trasformare in musica la grande letteratura che non ad affinità personali. Sicuramente aveva un istinto formidabile per l’Arte con la a maiuscola. Ma se oggi, come allora, nessuno sa nulla della vita di Shakespeare, è innegabile che Verdi
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redatto da Athos Tromboni FREE
ROMA - La stagione di Opera, Danza e Concerti 2006 firmata dalla nuova sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Elisabetta Riva e dal direttore artistico Pierangelo Conte si chiama “Verso Itaca”: è un appellativo che racconta metaforicamente l’ultima tappa del viaggio della fondazione lirico-sinfonica felsinea verso il rientro
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TORINO - C’è un destino che sembra non conoscere oblio: quello di Francesca da Rimini, eroina sospesa tra colpa e innocenza, tra desiderio e condanna, che continua a esercitare il suo fascino attraverso i secoli e i linguaggi. Quando il sipario del Teatro Regio di Torino si alza sull’opera di Riccardo Zandonai, aprendo la stagione lirica 2025/2026, non
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ROVIGO - Zeus e le sue metamorfosi alla caccia delle femmine: così lo scenografo e costumista Milo Manara (al suo debutto sulle scene dell'opera) ha illustrato Così fa tutte di Wolfgang Amadeus Mozart per l'inaugurazione della 210.ma stagione lirica del Teatro Sociale di Rovigo, venerdì 17 ottobre 2025. L'allestimento si è rivelato giocoso,
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Cosė fan tutte commedia della menzogna
di Athos Tromboni FREE
ROVIGO - In una lettera senza data, inviata prima del 17 giugno 1788, Mozart scriveva a Michael Puchberg, facoltoso commerciante di stoffe e fratello massone appartenente alla sua loggia, la seguente lettera: «Venerabile fratello, carissimo, amatissimo amico! La convinzione che lei mi sia veramente amico e che mi conosca come uomo d'onore
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Dischi in Redazione
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Disco che celebra un grande Autore
recensione di Simone Tomei FREE
Ennio Porrino I Canti dell'esilio (Songs of Exile) Angela Nisi soprano - Enrica Ruggiero pianoforte Brilliant Classics 2025 Il compositore sardo Ennio Porrino (1910-1959) appare oggi come un autore al tempo stesso elegante e complesso, il cui percorso creativo è segnato dalla tensione fra la ricerca delle radici identitarie
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Opera dal Nord-Ovest
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Don Giovanni claustrofobico
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - C’è qualcosa di emblematico nel vedere il Don Giovanni di W.A. Mozart intrappolato in un labirinto di pareti rotanti; forse è il destino stesso di certe regie nate come provocazione e finite per diventare autocitazione. Al Teatro Carlo Felice di Genova, l’allestimento firmato da Damiano Michieletto (produzione della Fenice di Venezia datata
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Classica
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Gibboni e Mariotti bella accoppiata
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Brahms presentato (le sue Sinfonie), Brahms eseguito (la Sinfonia n.4): così si è aperta lunedì 6 ottobre la stagione 2025/2026 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale "Claudio Abbado", dopo l'anteprima del 14 settembre scorso dell'Ensemble Nova Ars Cantandi presso la Pinacoteca Nazionale di Palazzo Diamanti. Per approfondire la
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Jazz Pop Rock Etno
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Ferrara in Jazz primo week-end
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il 3 ottobre scorso il Jazz Club Ferrara ha dato avvio alla prima parte dei concerti della nuova stagione "Ferrara in Jazz" che si svolgerà ogni fine settimana (il venerdì, il sabato e la domenica) fino al 21 dicembre 2025. L'appuntamento d'apertura, nel Torrione San Giovanni, ha visto in pedana il sassofonista Piero Bittolo Bon con Alessandro
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Eventi
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Partenza con le canzoni di Guccini
servizio di Francesco Franchella FREE
FERRARA - Alla volta dei primi freddi (o freschi) settembrini, il mondo si divide: chi si dà già ai pranzi autunnali vestendosi come se fosse il 1° di gennaio; chi ogni weekend, nostalgico del caldo, chiede al coniuge di fare “l’ultima” gita al mare; chi guarda in continuazione le mail, per sapere quando inizieranno le prime serate della stagione
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Personaggi
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Porto in scena le parole che non scrisse
servizio di Ludovica Zambelli FREE
FERRARA - Al Teatro Abbado andrà in scena lo spettacolo Concerto a due per Puccini, con Alessio Boni e Alessandro Quarta, regia di Boni stesso e Francesco Niccolini ("prima" lunedì 29 settembre, replica sabato 30 settembre 2025 ore 20,30); è uno spettacolo con parole e musica, che si incontrano per restituire la complessità di un compositore che
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Echi dal Territorio
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Ferrara in Jazz si parte!
redatto da Athos Tromboni FREE
FERRARA - È giunta alla 27.esima edizione la stagione del Jazz Club Ferrara, presso il Torrione San Giovanni di via Rampari di Belfiore incrocio di via Porta Mare: a partire da venerdì 3 ottobre 2025, proprio il Torrione riapre le porte di Ferrara in Jazz con il programma della prima parte di stagione (ottobre-dicembre 2025), dove sono in calendario
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Classica
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Saccon-Genot e fanno tre
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il Comitato per i Grandi Maestri fondato e presieduto da Gianluca La Villa ha organizzato un concerto cameristico a Palazzo Roverella, sede del Circolo Negozianti di Ferrara, in memoria del prof. Luigi Costato: protagonisti del concerto sono stati due musicisti già noti e molto apprezzati nella città estense, il violinista Christian Joseph
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Ballo and Bello
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Ecco le Stanze della Danza
FREE
ROVIGO - Per due giorni, sabato 27 e domenica 28 settembre 2025, Rovigo diventa una finestra sul panorama della danza contemporanea. È stato presentato il 19 settembre scorso allo spazio Fs del Censer, in conferenza stampa, la prima edizione del festival Le stanze della Danza, un itinerario di performance che si inaugurerà alle ore 17,00 di
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Opera dal Centro-Nord
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Una perla i Pescatori di perle
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - La perfezione, si sa, non è di questo mondo. Eppure l’arte, nei suoi momenti più ispirati, ci consente di sfiorarne il mistero, in quella rara alchimia che fa dialogare la forza arcana della musica, la purezza del canto e la poesia della scena. È questa, precisamente, la sensazione che ho provato uscendo dal Teatro del Maggio Musicale
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Pagina Aperta
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Un luogo dove il cuore rimane giovane
redatto da Athos Tromboni FREE
ROVIGO - La platea del Teatro Sociale per la prima volta si è trasferita in piazza Giuseppe Garibaldi: l’evento dal titolo Sotto il cielo di Rovigo – Cult dove il cuore rimane giovane, a cura della regista Anna Cuocolo, ha voluto essere un incontro speciale della autorità locali e del management del teatro con il pubblico, per celebrare insieme a tutta la città,
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Echi dal Territorio
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Lucca nuova stagione d'Opera
redatto da Simone Tomei FREE
LUCCA - È stata presentata il 17 settembre 2025, nel Ridotto del Teatro del Giglio "Giacomo Puccini", la Stagione lirica 2025-2026 della quale vi portiamo a conoscenza attraverso il comunicato stampa dell’ente lucchese. La Stagione Lirica del Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" si presenta, per il 2025-2026, come un’autentica celebrazione del
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Vocale
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Concerto degli allievi di Magiera
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FERRARA - La presentazione della Stagione di Opera & Danza 2025/2026 del Teatro Comunale "Claudio Abbado" - avvenuta nella mattinata di martedì 16 settembre - ha avuto il suo epilogo alle ore 20,00 con un concerto lirico nel Ridotto del teatro, dove si sono esibiti i giovani allievi del corso di perfezionamento tenuto dal maestro Leone Magiera
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Eventi
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Ferrara nuova stagione d'Opera e Danza
redatto da Athos Tromboni FREE
FERRARA - Un "Concerto a due per Puccini" e dodici spettacoli di opera, danza, musical, sono la dote della Stagione d'Opera & Danza 2025/2026 del Teatro Comunale "Claudio Abbado" che si aprirà il prossimo 29 settembre per concludersi il 24 maggio del prossimo anno.
La conferenza-stampa
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Opera dal Centro-Nord
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L'amico Fritz fra sostenitori e detrattori
servizio di Simone Tomei FREE
LIVORNO - Dopo l’esplosione dirompente del successo di Cavalleria rusticana (1890), Pietro Mascagni si trovò davanti a una sfida tutt’altro che semplice: dimostrare di non essere l’autore “di un’opera sola”, consacrato dalla fortuna di un libretto tratto da Verga. Ed è in questo clima che nacque L’amico Fritz, andato in scena per la prima volta al
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Personaggi
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Cantami o Diva gli intrighi...
intervista a cura di Athos Tromboni FREE
Massimo Crispi è un tenore particolare, ribelle per molte cose e dal repertorio quanto mai vario. Vive una parte dell'anno a Palermo e l'altra parte dell'anno a Firenze. Vario - si diceva - il suo repertorio, ma varia è anche la sua maniera di essere artista. Da sempre ha infatti coltivato la scrittura, in ogni campo, e, oggi, non frequentando più
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Echi dal Territorio
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Frescobaldi Day a Palazzo Schifanoia
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FERRARA - Marina De Liso, mezzosoprano e docente di musica antica nel Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" nonché coordinatrice del "Concentus Musicus Fe' Antica" ha presentato ieri nella bella e confortevole sala pubblica di Palazzo Schifanoia il primo concerto della stagione 2025/26 di Ferrara Musica: quest'anno l'associazione concertistica
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Dalla romanza alla canzone napoletana
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PONTE A MORIANO (LU) - La serata del 12 settembre 2025 al Teatro Idelfonso Nieri di Ponte a Moriano si è chiusa l’edizione di "Un Teatro Sempre Aperto", confermando ancora una volta la qualità e la coerenza di una rassegna che, pur in assenza della storica sala cittadina del Teatro del Giglio, ha saputo mantenere viva la propria presenza sul
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Una Traviata trasposta nel Novecento
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BOGOTÀ (Colombia) - 24 agosto 2025, Teatro Mayor Julio Mario Santo Domingo. In occasione della quindicesima stagione del Teatro Mayor Julio Mario Santo Domingo, attualmente il palcoscenico più importante della Colombia, si è tenuta una nuova rappresentazione di La traviata. L’opera,
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