Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net

Ottimo allestimento a Torre del Lago dell'opera western di Puccini. Con dedica alla memoria

Fanciulla nel segno di Antonino Fogliani

servizio di Simone Tomei

Pubblicato il 30 Agosto 2026

20260830_TorreDelLago_00_LaFanciullaDelWest_AnnaPirozzi_phGiorgioAndreuccettiTORRE DEL LAGO (LU) - Quando si entra nel mondo de La fanciulla del West è difficile non lasciarsi catturare dalla grandiosità della scrittura di Giacomo Puccini. Nella sua parentesi americana il compositore lucchese sperimenta nuove armonie, nuovi impasti e soluzioni che guardano già alle opere successive, firmando pagine di una bellezza che ancora oggi sorprende per audacia e modernità. Dimitri Mitropoulos, negli anni Cinquanta del Novecento, arrivò a eseguire la partitura senza le voci per far emergere l’autonomia sinfonica dell’orchestra: un esperimento significativo, che per contrasto rende ancora più evidente quanto il rapporto tra orchestra, canto e azione resti decisivo negli equilibri teatrali dell’opera.
In La fanciulla del West Puccini sperimenta infatti una nuova idea di teatro musicale: non è soltanto il canto a raccontare la storia, ma è l’orchestra a farsi narratrice, mentre sostiene un impressionante apparato di personaggi formato dai tre protagonisti, dalla moltitudine dei cercatori d’oro e dal coro maschile, immersi in una realtà sociale aspra, virile e spesso brutale.
20260830_TorreDelLago_04_LaFanciullaDelWest_Facebook_phGiorgioAndreuccetti
Il canto, inoltre, non si presenta quasi mai disteso nella forma tradizionale della romanza: la voce si piega alla parola scenica e all’azione, mentre le note, le cellule ritmiche e i colori orchestrali suggeriscono ciò che accade e spesso lo anticipano. Ogni incipit ritmico sembra mettere in moto il tempo teatrale, quasi fosse una didascalia sonora che precede o prolunga il gesto scenico.
Ne nasce una fantasia ritmica complessa, mobile, continuamente cangiante, tanto da fare della Fanciulla, a mio giudizio, una delle opere tecnicamente più ardue da dirigere.
Non è soltanto una questione di precisione: bisogna tenere insieme una moltitudine di elementi, dare respiro all’orchestra senza consentirle di schiacciare le voci, sostenere il palcoscenico e nello stesso tempo restituire l’autonomia di una scrittura strumentale raffinatissima. Non sorprende, allora, l’attenzione riservata a questa partitura da musicisti di primo piano: Maurice Ravel ne raccomandava lo studio e Anton Webern, in una lettera al proprio maestro Arnold Schönberg, ne elogiava la strumentazione.
Sabato 29 agosto il Festival Puccini di Torre del Lago ha affidato proprio a questo titolo, tra i più ostici e insieme più seducenti del catalogo pucciniano, il congedo della propria edizione 2026: un finale di stagione tutt’altro che scontato per un’opera che, debuttata al Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910, ancora oggi conserva qualcosa di sfuggente e di modernissimo: non il Puccini delle grandi arie da ricordare e portare a casa, ma un teatro costruito per accumulo, per continui impulsi ritmici, per un fraseggio che nasce dall’azione.

20260830_TorreDelLago_01_LaFanciullaDelWest_RobertoAronica_phGiorgioAndreuccetti20260830_TorreDelLago_02_LaFanciullaDelWest_ClaudioSguraAnnaPirozzi_phGiorgioAndreuccetti20260830_TorreDelLago_03_LaFanciullaDelWest_ClaudioSgurai_phGiorgioAndreuccetti

È dentro questa materia tutt’altro che docile che il M° Valerio Galli ha dovuto misurarsi con la partitura, chiamato all’ultimo momento a sostituire l’indisposto Daniel Oren. Il direttore toscano ha risposto alla chiamata con mestiere e attenzione, soprattutto nei passaggi in cui Puccini frammenta la linea melodica e la consegna a un’orchestra che deve sembrare un organismo unico.
In Fanciulla non basta accompagnare le voci: bisogna respirare con esse, seguire ciò che avviene sulla scena e lasciare che la buca partecipi direttamente alla costruzione drammatica. Galli ha seguito questa logica con una lettura vigile, curando gli attacchi, le dinamiche, la mobilità del fraseggio e la varietà degli impasti timbrici.
Particolarmente riuscita è la restituzione di quel “colore locale” musicale che in Puccini cambia geografia ma non funzione. Come in Madama Butterfly e, più tardi, in Turandot, anche qui un mondo lontano dalla tradizione europea diventa materia sonora; soltanto che questa volta è l’America a entrare nella partitura. Affiorano melodie di ascendenza indiana, ragtime, sincopi, canti popolari e inflessioni locali che danno alla musica un timbro immediatamente riconoscibile. Non si tratta di semplici ornamenti esotici: questi elementi concorrono alla definizione dell’ambiente e della psicologia collettiva.
Galli ne valorizza le diverse componenti con un lavoro di cesello, mantenendo una solida intesa con gli strumentisti e con le voci e riuscendo in quella non semplice quadratura del cerchio nella quale energia ritmica, trasparenza orchestrale e sostegno al canto devono convivere.
La serata ha assunto però anche una tonalità più dolorosa per la notizia, arrivata proprio il 29 agosto, dell’improvvisa scomparsa del M° Antonino Fogliani: il Festival Puccini lo aveva visto sul podio soltanto un mese prima, il 25 luglio, per una recita di Bohème che, senza che nessuno potesse immaginarlo, si è rivelata il suo ultimo impegno artistico a Torre del Lago. La Fondazione Festival Puccini ha voluto ricordarlo affidando all’Orchestra la pagina pucciniana dei Crisantemi. È stato un momento breve e potentissimo, accolto da un pubblico commosso e partecipe, consapevole di assistere non soltanto a un omaggio, ma al saluto a un musicista la cui scomparsa ha colpito profondamente il mondo della lirica internazionale. Per qualche minuto il teatro ha assunto un’altra dimensione: la musica è diventata memoria.

20260830_TorreDelLago_05_LaFanciullaDelWest_RobertoAronica_phGiorgioAndreuccetti 20260830_TorreDelLago_06_LaFanciullaDelWest_ClaudioSguraRobertoAronica_phGiorgioAndreuccetti

20260830_TorreDelLago_07_LaFanciullaDelWest_scena_phGiorgioAndreuccetti 20260830_TorreDelLago_08_LaFanciullaDelWest_ClaudioSguraAnnaPirozzi_phGiorgioAndreuccetti

20260830_TorreDelLago_09_LaFanciullaDelWest_scena_phGiorgioAndreuccetti 20260830_TorreDelLago_10_LaFanciullaDelWest_scena_phGiorgioAndreuccetti

20260830_TorreDelLago_11_LaFanciullaDelWest_scena_phGiorgioAndreuccetti 20260830_TorreDelLago_12_LaFanciullaDelWest_scena_phGiorgioAndreuccetti

L’allestimento di questa Fanciulla del West firmato da Angelo Bertini per regia e scene, con i costumi di Bianca Bertini e le luci di Valerio Alfieri, sceglie una linea tradizionale e sostanzialmente fedele all’ambientazione suggerita dal libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini. È una scelta che non cerca l’aggiornamento a tutti i costi e che proprio per questo lascia respirare la vicenda. La Sierra californiana prende corpo attraverso grandi sequoie innevate, che dominano il palcoscenico quasi come una cattedrale naturale, mentre le costruzioni umane, la Polka e gli altri elementi della frontiera appaiono volutamente fragili e provvisori. L’ambiente resta coerente con il libretto e sostiene la narrazione senza sostituirsi ad essa.
La frontiera di Bertini non è soltanto geografica, ma diventa frontiera dello spirito, uno spazio nel quale colpa, perdono e redenzione si incrociano continuamente. La Polka, il saloon nel quale si raccoglie la comunità dei minatori, assume quasi il carattere di una chiesa non consacrata: è lì che Minnie legge la Bibbia a uomini ruvidi e soli e introduce un’idea di perdono estranea alla legge del West. La grande croce innevata attraversa i tre atti come un segno simbolico, una sorta di faro etico che contrasta la violenza della comunità.
Anche la tempesta di neve del secondo atto non rimane semplice sfondo, ma invade concretamente la scena e accompagna la celebre partita a poker, nella quale Minnie bara per salvare Johnson. Il finale, poi, rifiuta qualsiasi soluzione consolatoria: la partenza dei due protagonisti lascia i minatori soli, privati di quella donna che per loro era stata madre, maestra e guida. Un commiato sospeso e malinconico che rende ancora più evidente la modernità del teatro pucciniano.
20260830_TorreDelLago_13_LaFanciullaDelWest_scena_phGiorgioAndreuccetti

Ed è proprio qui che la protagonista trova il proprio spazio naturale: il soprano Anna Pirozzi affronta Minnie con una sicurezza che si impone fin dalle prime battute. Il suo è un canto sempre a fuoco, nitido, cristallino e deciso, sostenuto da un volume notevole ma governato con intelligenza. Le difficoltà della tessitura vengono attraversate con sicurezza e senza ostentazione. Minnie non è un ruolo semplice da abitare: Puccini non le concede una grande aria nel senso tradizionale, ma dissemina lungo l’opera una quantità di momenti solistici che richiedono una tempra vocale fuori del comune, alternando il canto d’insieme, il declamato e aperture liriche improvvise. La forza della sua interpretazione sta soprattutto nel non fermarsi alla Minnie energica e determinata. Nei momenti più intimi emerge una ragazza capace di candore e di abbandono. Nel dialogo del primo atto con Jack Rance, in Laggiù nel Soledad, la musica si fa poesia e la voce acquista una qualità struggente; lo stesso accade in Io non son che una povera fanciulla, dove la passione ha ormai avuto la meglio sull’apparente rudezza della giovane donna. Sono pagine nelle quali il lirismo non è una parentesi, ma la rivelazione della parte più fragile e autentica del personaggio.
Poi la tensione raggiunge il culmine nel finale del secondo atto, nella grande scena della partita a poker, vero banco di prova anche sul piano scenico dove l’artista deve far coincidere canto, recitazione e azione, trasformando ogni battuta in una mossa della strategia con cui Minnie tenta di salvare Johnson. Voce e gesto procedono insieme e la vocalità, omogenea lungo tutta l’estensione, conserva spessore e al tempo stesso una notevole duttilità. È forse qui che la Minnie della Pirozzi trova la misura più completa, fra grinta, fragilità, autorità e abbandono.
Roberto Aronica, chiamato a subentrare a Yusif Eyvazov nel ruolo di Dick Johnson, alias Ramerrez offre un contraltare di peso. La voce è salda, generosa, schietta, a tratti leggermente ruvida ma sempre ben a fuoco, capace di gestire i volumi e di delineare i diversi colori del personaggio.
Fin dalle prime battute, Chi c’è, per farmi i ricci?, emerge una sicurezza quasi spavalda, adatta alla fibra nerboruta del bandito; ma Johnson non può restare soltanto il fuorilegge dal passato ingombrante. Sotto quella superficie deve comparire l’uomo che tenta di cambiare vita e cerca nell’amore una possibilità di riscatto.
Aronica riesce a dare forma a entrambe le dimensioni. Nei passaggi più concitati prevale la fibra del tenore, mentre nelle pagine più liriche il canto si distende, trovando nel fiato e nella parola un’altra misura espressiva. Ch’ella mi creda libero e lontano riassume la conversione del personaggio e diventa uno dei momenti più riusciti della serata: il legato è ben sostenuto, il fraseggio elegante e l’accento privo di enfasi gratuita. La pagina arriva al cuore proprio perché non viene forzata.
20260830_TorreDelLago_14_LaFanciullaDelWest_scena_phGiorgioAndreuccetti

Claudio Sgura, nei panni dello sceriffo Jack Rance, evita a sua volta la caricatura del cattivo da melodramma. Rance è duro, cinico, possessivo e pienamente consapevole del potere che esercita, ma Sgura lo affronta in maniera più sottile, senza cedere all’atteggiamento rude e truculento che potrebbe essere la soluzione più immediata. Preferisce un’eleganza scenica e interpretativa misurata, ma non per questo meno efficace, sostenuta da un canto sempre a fuoco, da un’intonazione sicura e da un pieno dominio delle dinamiche.
Il risultato è un Rance che inquieta proprio perché non esibisce continuamente la propria violenza. Quando la vocalità si rasserena, il canto può diventare persino più cinico, quasi beffardo, e proprio qui emerge l’arguzia interpretativa di Sgura. Ne esce un antagonista caparbio, vendicativo e pienamente consapevole del proprio potere nel quale il desiderio per Minnie si confonde con un senso di possesso e con l’incapacità di accettare la sconfitta.
Intorno ai tre protagonisti si muove una compagnia numerosa e ben assortita, elemento indispensabile in un’opera nella quale la collettività dei minatori è parte integrante della drammaturgia. Paolo Antognetti è un Nick efficace e presente, Volodymyr Morozov offre ad Ashby la necessaria autorevolezza, Sergio Vitale dà consistenza e anima a Sonora e Andrea Galli veste i panni di Trin.
Con loro Paolo Ingrasciotta come Sid, David Cosa Garcia come Bello, Nicola Pamio come Harry, Cristiano Olivieri come Joe, Matteo Mollica come Happy, Hayk Tigranyan come Larkens e Adriano Gramigni come Billy Jackrabbit. Alessandra Della Croce è Wowkle, Min Kim è Jake Wallace, mentre Diego Maffezzoni e Murat Can Güven completano il cast nei ruoli di José Castro e del Postiglione.
Sempre importante il contributo del Coro del Festival Puccini, preparato dal M° Marco Faelli, quella massa maschile che non è mai semplice fondale sonoro ma parte viva della scena.
Come ultimo titolo del Festival Puccini 2026, La fanciulla del West lascia infine un’impressione che va oltre il successo della serata. Il finale non è un trionfo senza ombre: Minnie e Johnson possono allontanarsi verso una nuova vita, ma i minatori restano privati della donna che per loro era diventata guida, maestra, quasi madre e soprattutto coscienza, come anche precedentemente sottolineato: la salvezza dei due protagonisti coincide con una perdita collettiva e il commiato assume così una malinconia che appartiene profondamente al teatro pucciniano.
Quando si spengono definitivamente le luci, grandi ovazioni per tutti, in un autentico tripudio di applausi. È il saluto a una serata riuscita e, insieme, il congedo di un’edizione del Festival che affida proprio alla Fanciulla del West la sua ultima parola.
Oltre all’entusiasmo finale rimane la forza di una partitura nella quale Puccini porta il melodramma verso un territorio nuovo: un’opera in cui l’orchestra non si limita ad accompagnare la voce, ma racconta, commenta, anticipa e talvolta sembra sapere già ciò che la scena deve ancora rivelare.
Una Fanciulla che continua così a mostrare, senza bisogno di retorica, quanto moderno e vivo possa essere ancora oggi il teatro di Giacomo Puccini.
(La recensione si riferisce alla recita del 29 agosto 2026)

Crediti fotografici: Giorgio Andreuccetti per il Festival Puccini 2026
Nella miniatura in alto: il soprano Anna Pirozzi (Minnie)
Al centro, in sequenza: scena della cattura di Ramerrez (al secolo, Roberto Aronica); ancora Roberto Aronica (Ramerrez o Dick johnsson); poi Claudio Sgura (Jack Rance) con Anna Pirozzi; e ancora Claudio Sgura e Roberto Aronica
Sotto, in sequenza: belle panoramiche di Giorgio Andreuccetti su azione, scene e costumi di Fanciulla del West andata in scena al Festival Puccini 2026 






< Torna indietro

Dal Nord-Ovest Dal Nord-Est Dal Centro-Nord Dal Centro e Sud Dalle Isole Dall' Estero


Parliamone
Se l'Idillio diventa arte dei suoni
intervento di Athos Tromboni FREE

20260918_Fe_00_OrchestraMozart-DanieleGatti_phMarcoBorggreve_FERRARA -  Può succedere: si va serenamente a un concerto di Ferrara Musica stimolati dal celebrato e conosciutissimo Beethoven (Ouverture del "Coriolano" op. 62) e anche per la prova (ennesima) d'appello concessa al sinfonismo di Robert Schumann (Sinfonia n.3 in Mi bemolle maggiore "Renana" op.97) e si esce convinti che il capolavoro d'esecuzione della serata è il brano forse meno eseguito nelle sale da concerto italiane, rispetto agli altri qui citati: quel Siegfried-Idyll che Richard Wagner compose nel 1870 come regalo di compleanno e di ringraziamento per la moglie Cosima Liszt che l'anno precedente aveva dato alla luce Sigfrido, il loro terzo figlio. Ecco l'antefatto: la mattina del 25 dicembre 1870 una piccola orchestra da camera, fatta venire segretamente dal compositore, si dispose sulle scale dell'abitazione dei coniugi Wagner a Tribschen (Svizzera) ed eseguì il pezzo a sorpresa, proprio durante il risveglio di Cosima: il titolo originale privato era infatti "Tribute to Cosima" successivamente e ufficialmente re-intitolato Idillio di Sigfrido,
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Opera dal Centro-Nord
Wozzeck pių attuale che mai
servizio di Simone Tomei FREE

20261001_Fi_00_Wozzeck_ThomasGuggeis_phMicheleMonastaFIRENZE - Mercoledì 30 settembre Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: in cartellone c'è Wozzeck di Alban Berg in un allestimento che arriva da Londra, dove è nato per la Royal Opera House. Ci sono andato con una domanda in testa, la stessa che questo titolo rivolge a ogni generazione da cent'anni a questa parte: fin dove siamo disposti a
...prosegui la lettura

Eventi
Nuovo Cartellone del Sociale
redatto da Athos Tromboni FREE

20260926_Ro_00_Stagione2026-2027ROVIGO - Un fiore di stagione. Questo il cosiddetto payoff della stagione 2026/2027 del Teatro Sociale di Rovigo. La presentazione del cartellone è stata fatta in Piazza Garibaldi, davanti allo stesso teatro, dove hanno trovato posto, oltre alle autorità e ai giornalisti, anche molti cittadini che hanno voluto presenziare all'evento, sia sedendosi nelle sedie
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Arena impressioni di fine festival
servizio di Simone Tomei FREE

20260914_Vr_00_Nabucco_SebastianoRolliVERONA - Il 103° Festival dell’Arena di Verona si è chiuso con quattro serate, dal 9 al 12 settembre 2026, che hanno offerto un piccolo ma significativo attraversamento del grande repertorio operistico: Nabucco, Aida, Turandot e La Traviata. Siamo ormai lontani dalle torride serate di luglio e agosto: l’aria si è fatta più fresca, il caldo afoso
...prosegui la lettura

Eventi
Ecco la stagione d'Opera del Teatro Abbado
servizio di Athos Tromboni FREE

20260915_Fe_00_OperaEDanza2026-2027_CarloBergamascoFERRARA - Una stagione più ricca di titoli di tutte le precedenti: così si presenta il cartellone 2026/2027 di Opera e Danza del Teatro Comunale "Claudio Abbado". Si tratta di titoli che propongono l'allestimento di grandi classici della lirica, di nuove creazioni (musica del novecento e contemporanea) con una significativa presenza anche del
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Suor Angelica a Palazzo Liviano
servizio di Athos Tromboni FREE

20260914_Pd_00_SuorAngelica_NicolaSimoniPADOVA - Ottimo risultato per l'allestimento dell'opera Suor Angelica di Giacomo Puccini andata in scena a Piove di Sacco, Teatro Filarmonico (con accompagnamento di pianoforte), il 10 settembre 2026 come "anteprima"; e successivamente il 12 e 13 settembre a Padova, Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, con il maestro Nicola Simoni sul podio
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Fanciulla nel segno di Antonino Fogliani
servizio di Simone Tomei FREE

20260830_TorreDelLago_00_LaFanciullaDelWest_AnnaPirozzi_phGiorgioAndreuccettiTORRE DEL LAGO (LU) - Quando si entra nel mondo de La fanciulla del West è difficile non lasciarsi catturare dalla grandiosità della scrittura di Giacomo Puccini. Nella sua parentesi americana il compositore lucchese sperimenta nuove armonie, nuovi impasti e soluzioni che guardano già alle opere successive, firmando pagine di una bellezza
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Una Tosca normale
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260823_TorreDelLago_00_Tosca_ChiaraIsotton_phGiorgioAndreuccettiTORRE DEL LAGO (LU) - Nell’ambito del 72° Festival Puccini di Torre del Lago va in scena Tosca, uno dei titoli più intimamente legati alla concezione pucciniana del teatro musicale: un’opera nella quale il dramma procede senza soluzione di continuità attraverso musica, parola e azione, e in cui la dimensione sentimentale si intreccia
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Turandot centenario in Arena
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260809_Vr_00_TurandotCentenarioInArena_AnnaPirozziVERONA - Ci sono serate che appartengono alla cronaca di uno spettacolo e altre che, quasi naturalmente, finiscono per appartenere alla memoria. Assistere a Turandot nell’anno del suo centenario, nel cuore dell’Arena di Verona gremita in ogni ordine di posti, è già di per sé un’esperienza destinata a lasciare il segno: la più
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
La coerenza d'una Madama Butterfly
servizio di Simone Tomei FREE

20260807_Torre_00_MadamaButterfly_SeleneZanetti_phAndreuccettiTORRE DEL LAGO (LU) - Nella luce sospesa delle afose sere estive del Festival Puccini, quando il lago sembra trattenere il respiro e restituire ogni suono con una delicatezza quasi irreale, ha preso vita una nuova Madama Butterfly. Siamo al Gran Teatro all’aperto di Torre del Lago, un luogo che non è soltanto palcoscenico ma memoria viva,
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Ambra my favorite flutist
servizio di Athos Tromboni FREE

20260808_Fe_00_AmbraBianchi&SilkRoadFERRARA - Fra i cartelloni musicali estivi patrocinati dal Comune di Ferrara, i concerti gratuiti organizzati nel "Parco Coletta" prospiciente la stazione ferroviaria sono fra i più seguiti: per cinque serate il parco stesso si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per tanta musica dal vivo. Giovedì 6 agosto, in piena calura estiva, il palco ha
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
E Tosca strozza Scarpia
servizio di Simone Tomei FREE

20260801_TorreDelLago_00_Tosca_EwaPlonka_phAndreuccettiTORRE DEL LAGO (LU) - Giunto alla sua settantaduesima edizione, il Festival Puccini di Torre del Lago-Viareggio conferma il proprio ruolo di appuntamento internazionale della lirica estiva italiana, nel luogo che vide Giacomo Puccini vivere e comporre gran parte del proprio catalogo, sulle rive del lago di Massaciuccoli. Venerdì 31 luglio
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
La bohčme che ti aspetti
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260727_Torre_00_LaBoheme_MariangelaSicilia_phAndreuccettiTORRE DEL LAGO (LU) – Nel luogo che più di ogni altro custodisce la memoria artistica di Giacomo Puccini, il 72° Festival intitolato al compositore lucchese ripropone La bohème, una delle pagine più amate del repertorio operistico, capace ancora oggi di commuovere per l’immediatezza del linguaggio teatrale e la profonda umanità dei suoi
...prosegui la lettura

Opera dalle Isole
Cavalleria rusticana in piazza come nel libretto
servizio di Simone Tomei FREE

20260720_Carbonia_00_CavalleriaRusticana_RacheleStanisci_phAngeloCuccaCARBONIA - Il Teatro Lirico di Cagliari ha scelto la strada più antica e insieme più rischiosa per portare l'opera fuori dalle sue mura: quella dell'aria aperta, dove il canto non ha più il sostegno di un'acustica costruita a tavolino e deve misurarsi, nudo, con il vento e con le distanze. È la scommessa di Rotte Sonore Summer 2026, la stagione
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
La traviata Aida La bohčme
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260712_Vr_00_LaTraviataAidaLaBoheme_CeciliaGasdiaVERONA – Come ricorda la sovrintendente Cecilia Gasdia, la 103ª edizione dell’Arena Opera Festival è un’edizione ricca di ricorrenze e celebrazioni. È innanzitutto il Festival più lungo della storia dell’anfiteatro veronese, con ben cinquantatré serate distribuite nell’arco di tre mesi, e coincide con i 150 anni dalla nascita del tenore veronese
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Denise King cantante simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

20260711_Fe_00_GruppoDei10-ConcertoDeniseKingFERRARA - Penultimo concerto di Un fiume di musica 2026 e primo concerto di Tutte le direzioni in summertime... and more 2026 organizzato dal Gruppo dei 10: così i due cartelloni si sono incrociati ieri sera sulla riva del Po di Volàno, dove l'Associazione Musicisti di Ferrara ha accolto nella propria rassegna di successo la performance della
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Novitā e conferme al Verdi di Pisa
redatto da Athos Tromboni FREE

20260711_Pi_00_Stagione2026-2027_MarcoTutino_phKiwiPISA - Al Teatro di Pisa una ricca stagione artistica 2026-2027 con Opera, Prosa Danza, spettacoli speciali e per le famiglie. Emerge l’offerta lirica con cinque titoli, una prima mondiale assoluta, importanti collaborazioni e coproduzioni con i teatri italiani e grandi nomi del panorama lirico internazionale. Saranno sette mesi intensi di
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310