|
|
Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net
|
|
Bellissima regia di Manu Lalli per la prima opera ''esotica'' scritta da Giacomo Puccini |
Butterfly e la simbologia degli alberi |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 09 Agosto 2025 |
TORRE DEL LAGO (LU) - Madama Butterfly di Giacomo Puccini è il quarto titolo a susseguirsi sul palcoscenico del Festival Puccini di quest’anno. Per la sua 71ª edizione, la rassegna ha affidato la regia a Manu Lalli, che propone una lettura capace di andare oltre la mera rappresentazione scenica, trasformando il linguaggio visivo e simbolico in un elemento narrativo essenziale: la “sua” Madama Butterfly non è un’operazione nostalgica o puramente tradizionale, ma un dialogo attuale e pregnante con temi di grande rilevanza contemporanea, tra cui l’ecologia, i diritti delle donne e la riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura. Gli elementi cardine di questa messinscena - la regia, la scenografia e i costumi - si rivelano strumenti potentissimi per cogliere la profondità di un’opera che parla a molteplici livelli: emotivo, simbolico e filosofico. La visione registica di Manu Lalli, definita, si caratterizza per una forte impronta concettuale che trascende il realismo letterale. Lo spettatore viene trasportato in uno spazio teatrale psicologico e metaforico, dove la tragedia scorre fluida tra piani temporali e realtà differenti. Questa dimensione onirica favorisce un linguaggio simbolico intenso e coinvolgente, trasformando Madama Butterfly da semplice racconto di tradimento in un manifesto sociale.



La vulnerabilità di Cio-Cio-San diventa metafora universale della fragilità della natura e dell’oppressione femminile, in una visione che intreccia consapevolmente tematiche socio-ambientali e di genere. L’opera del 1904 viene così riletta come commento attuale e urgente, capace di parlare a un pubblico contemporaneo oltre la cerchia degli appassionati d’opera, stimolando riflessioni su sfruttamento, vulnerabilità e degrado ambientale. La messa in scena si fonda su un uso mirato del simbolismo e di un linguaggio visivo archetipico. Scenografia e costumi sono pensati come veicoli di significato, attingendo a esperienze umane universali e a un legame primordiale con la natura. “Ombra, bosco e natura” - concetto richiamato dalla stessa regista - non sono semplici elementi scenici, ma presenze vive che amplificano il senso del dramma. Fulcro visivo dello spettacolo è una foresta di alberi veri, elemento immediato e tangibile che rende l’ambientazione viva e immersiva. Questi alberi, quali “individui” scenici, partecipano alla narrazione con un’evoluzione dinamica: verdi e rigogliosi nel primo atto, simbolo di vitalità e speranza, si presentano secchi e aridi nei successivi, incarnando degrado e desolazione. Questo mutamento riflette in parallelo il percorso emotivo e psicologico della protagonista, trasformando la scenografia in un personaggio attivo che racconta, senza parole, la perdita di linfa vitale e di speranza. Il parallelismo tra deterioramento ambientale e sofferenza di Butterfly rafforza il legame fra diritti delle donne e tutela della natura, in un’ottica profondamente umanista. La trasformazione scenica, lungi dall’essere un espediente estetico, agisce come potente strumento narrativo, permettendo di “leggere” la storia anche attraverso un paesaggio che evolve insieme ai sentimenti e agli eventi. In questo modo, il linguaggio visivo trasmette temi complessi in maniera diretta e potente, evitando semplificazioni didascaliche e offrendo un’esperienza teatrale ricca di stratificazioni. Coerentemente con la visione simbolica, i costumi adottano una palette essenziale ma densa di significati. Bianco e rosso, archetipi universali, dominano la scena: Cio-Cio-San incarna questa dualità di purezza e passione, forza e sacrificio; Pinkerton indossa toni che ne suggeriscono superficialità e distacco; Sharpless e Suzuki vestono tonalità intermedie, a riflettere il loro ruolo di mediatori e testimoni. L’uso mirato del colore diventa parte integrante della drammaturgia, aggiungendo un ulteriore livello di racconto.

L’interpretazione vocale si pone in perfetto dialogo con la regia, risultando coerente con la linea simbolica e drammatica tracciata. Maria Agresta, nel ruolo di Cio-Cio-San, ha affrontato una serata complessa, con alcune difficoltà nella zona acuta, sia nel duetto finale del primo atto sia nella celebre aria "Un bel dì vedremo". Tuttavia, come accade con un professore di matematica che esegue correttamente nove operazioni su dieci, ma di cui tutti si soffermano sull’unica sbagliata, non mi piace ridurre la valutazione a pochi momenti critici. L’artista ha infatti dimostrato una solida preparazione vocale e una profonda intesa con il personaggio, confermandosi interprete affidabile e coinvolgente. Gli accenti sono calibrati con precisione, le intenzioni espressive chiare, e il fraseggio trova sempre un modo personale e sentito per comunicare i sentimenti di Cio-Cio-San. Come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, alcune imprecisioni nelle note non devono oscurare la qualità complessiva di una lettura di grande valore, che la confermano una sublime artista. Non posso però non segnalare con rammarico un episodio spiacevole che ha segnato la serata: come già successo nella precedente opera "La Bohème", una persona in platea - che definirei senza mezzi termini un cafone - ha urlato all’inizio del secondo atto «Maria studia!», riferendosi proprio all’interprete principale. Questi comportamenti, che oltrepassano ogni forma di rispetto verso l’artista, sono indegni e, francamente, fanno ribrezzo. Vincenzo Costanzo interpreta Pinkerton con una vocalità seducente e spavalda, che mette in risalto la superficialità e il ruolo di “predatore inconsapevole” voluto dalla regia. La sua voce incisiva nei centri rafforza efficacemente la contrapposizione tra fascino e irresponsabilità, rendendo tangibile il disprezzo che il personaggio prova per Butterfly e per la natura. Il ruolo è stato affrontato con intensa partecipazione emotiva, anche se in alcuni passaggi acuti si percepisce a tratti una tendenza a “strafare”, con suoni talvolta troppo veementi, quasi urlati. Tuttavia, l’interprete ha saputo controbilanciare queste occasioni con momenti di grande raffinatezza vocale, come le bellissime mezze voci nel duetto finale del primo atto. Particolarmente degno di nota è stato il fraseggio accurato e la partecipazione emotiva intensa mostrati nell’aria "Addio, fiorito asil", che hanno confermato la profondità espressiva nel delineare un Pinkerton complesso e credibile. Chiara Mogini, nei panni di Suzuki, si impone come un solido pilastro emotivo grazie a un fraseggio caldo e partecipe, che funge da ponte tra la protagonista e il mondo circostante, mettendo in rilievo la sottile dicotomia tra cura e possesso. Tuttavia, nella sua interpretazione, ho riscontrato una certa difficoltà nel percepire una netta differenziazione di registro rispetto alla protagonista. Il suo timbro, infatti, appare piuttosto chiaro, suscitandomi qualche dubbio sulla vocalità di mezzo-soprano. Pur offrendo un canto impeccabile per musicalità, intonazione e precisione, le è forse mancato quel timbro più denso e avvolgente che avrebbe potuto differenziarla maggiormente dalla protagonista. Questa lieve carenza è apparsa con particolare evidenza nel duetto dei fiori, a conclusione del secondo atto. Luca Micheletti interpreta Sharpless con un timbro nobile e una gestione sapiente del canto, assumendo il ruolo di una voce critica e consapevole all’interno dell’opera. La sua presenza sottolinea con naturalezza la drammaturgia del vuoto e il peso delle responsabilità morali che gravano sul personaggio, conferendo profondità alla sua figura. La prova dell’artista si distingue per una musicalità raffinata e una vocalità precisa, caratterizzate da un fraseggio e una modulazione sonora attenti che riescono a trasmettere con efficacia le emozioni e i sentimenti, delineandone un ritratto umano, credibile e partecipato



Altri ruoli, Kate Pinkerton (Francesca Paoletti), Goro (Nicola Pamio), Yamadori (Manuel Pierattelli), Zio Bonzo (Andrea Tabili), Yakusidé (Francesco Auriemma), il Commissario Imperiale (Roberto Rabasco), l’Ufficiale del Registro (Francesco Lombardi), la Madre (Maria Salvini), la Zia (Claudia Belluomini), la Cugina (Irene Celle) e Dolore (Valentin Dall’Amico Brambach) contribuiscono a costruire un tessuto sonoro e drammatico ricco e articolato, supportando le linee principali della narrazione con caratterizzazioni precise e funzionali. Il coro qui assume un ruolo di spicco, agendo come una sorta di coscienza collettiva e presenza ambientale; il suo intervento non si limita a supportare vocalmente la vicenda, ma si espande in un’efficace rappresentazione corale che amplifica le atmosfere naturali e simboliche del bosco, diventando eco e specchio delle emozioni e delle tensioni dei protagonisti. La direzione del coro, affidata al M° Marco Faelli, si distingue per precisione e cura dinamica, integrandosi perfettamente nella concezione registica. Sostituendo l’indisposto Antonino Fogliani, il M° Francesco Ivan Ciampa ha assunto la direzione dell’Orchestra del Festival Puccini con una maestria che ha superato la semplice funzione tecnica, trasformandosi in una vera e propria interpretazione drammaturgica della partitura. La sua bacchetta, sicura e versatile, ha saputo far emergere con grande precisione e sensibilità la ricchezza timbrica e la complessità dell’orchestrazione pucciniana, che in quest’opera si presenta come un tessuto sonoro stratificato, ricco di dettagli espressivi e simbolici.

La direzione di Ciampa si è distinta per una cura maniacale delle dinamiche e delle sfumature, valorizzando ogni piano sonoro: i pianissimi sono stati trattati con un’attenzione quasi tattile, fondendosi in maniera evocativa con le ombre e i colori della scenografia, creando un’atmosfera rarefatta e sospesa. Al contrario, i momenti di forte intensità orchestrale hanno esploso una potenza dirompente, capace di scuotere lo spazio teatrale e di sottolineare con forza la tensione drammatica che attraversa la vicenda. Un elemento centrale della sua lettura è stato il bilanciamento impeccabile tra buca e palcoscenico, cruciale in un’opera come questa, in cui la sovrapposizione tra orchestra e canto rischia spesso di sovrastare le voci. Grazie a un controllo attento del fraseggio e della dinamica, ha permesso alle voci soliste, e in particolare a quella di Cio-Cio-San, di emergere nella loro piena bellezza lirica, senza mai sacrificare la ricchezza sonora dell’accompagnamento orchestrale, che anzi si è presentato come un tessuto caldo e avvolgente, di sostegno e dialogo continuo con il canto. La sua interpretazione ha dunque elevato la musica da semplice accompagnamento a “protagonista aggiuntivo” del racconto, un elemento narrativo autonomo e carico di tensione emotiva. La direzione ha saputo tessere con maestria il filo conduttore che lega i vari momenti drammatici, anticipandone le svolte e sostenendo con energia il profondo tormento interiore della protagonista, contribuendo così a una lettura complessiva coinvolgente e coerente. La capacità del musicista avellinese di adattarsi con prontezza alle contingenze della produzione, unita a una visione interpretativa personale ma sempre rispettosa della partitura originale, si è rivelata determinante per il successo dello spettacolo. Ha dimostrato come un direttore d’orchestra, con il proprio stile e sensibilità, possa ridefinire e arricchire l’esperienza teatrale nel suo complesso, contribuendo a far risuonare in modo nuovo e appassionante un capolavoro del repertorio lirico. Questa Madama Butterfly si è rivelata un’esperienza artistica completa, un vero e proprio invito alla consapevolezza. Come il bosco che lentamente muore e come la protagonista che si sacrifica, anche il nostro mondo reclama attenzione e cura. Un messaggio universale, racchiuso nella bellezza senza tempo di un capolavoro. E, come sottolinea la regista nelle sue note di regia: «... Butterfly, così come la terra, non può vivere senza amore. Lei ci chiama: la sua voce è un grido silenzioso, un appello che tenta di arginare i nostri poteri sul mondo. La musica dell’opera ci guida. È giunto il momento di ascoltare.» Teatro esaurito in ogni ordine e grado con applausi per tutti. (La recensione si riferisce alla recita di venerdì 8 agosto 2025)
Crediti fotografici: Giorgio Andreuccetti per il Festival Puccini 2025 Nella miniatura in alto: il soprano Maria Agresta (Cio-Cio-San) Sotto, in sequenza: Maria Agresta e Chiara Mogini (Suzuki); Vincenzo Costanzo (F.B. Pinkerton); Francesca Paoletti (Kate Pinkerton); ancora Maria Agresta; Luca Micheletti (Sharpless); Vincenzo Costanzo con Luca Micheletti Al centro, in sequenza: Chiara Mogini, Maria Agresta e Luca Micheletti; belle panoramiche di Giorgio Andreuccetti su scene e costumi Sotto: la scena finale con l'harakiri di Cio-Cio-San
|
< Torna indietro
|
Parliamone
|
Il lago dei cigni secondo Bespalova
intervento di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Le presenze del Russian Classical Ballet al Teatro Comunale "Claudio Abbado" nelle rappresentazioni di fine anno, o inizio anno nuovo, sono diventate ormai consuetudine. La compagnia diretta da Evgeniya Bespalova e veicolata nei teatri italiani da Futura Produzioni ha proposto un classico del proprio repertorio, Il lago dei cigni di Piotr Ilic Cajkovskij, facendo riempire ieri sera, 30 dicembre, il teatro in ogni ordine di posti: intere famiglie con bambini e bambine al seguito, ma anche amanti e habitué del balletto classico, che hanno tributato allo spettacolo molti applausi a scena aperta e anche ovazioni al termine della rappresentazione. Pubblico soddisfatto: quindi tutto bene? L'orecchio del cronista non può che registrare il successo di pubblico. L'occhio del critico - invece - ha il compito di esprimere qualcosa nel merito.
...prosegui la lettura
|
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Ecco a voi la Tosca di Scarpia...
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - Con Tosca Giacomo Puccini realizza una delle sintesi più lucide del proprio teatro musicale: un’opera senza vere pause, costruita come un flusso drammatico continuo in cui la musica coincide con l’azione. Viene meno la tradizionale alternanza fra numeri chiusi e raccordi, sostituita da una trama serrata di motivi brevi e ricorrenti che
...prosegui la lettura
|
|
|
Personaggi
|
Ho la sensazione di far parte d'una storia pių grande
intervista a cura di Ramón Jacques FREE
TORINO - Carlo Vistoli è al momento il controtenore italiano più richiesto all'estero (considerato un interprete di riferimento di Händel) e sta avendo una carriera in grandissima ascesa: ha vinto il Premio "Abbiati" 2024 della critica musicale italiana come miglior cantante per Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
La perdurante attualitā di Nabucco
servizio di Simone Tomei FREE
LUCCA - Dopo un’assenza che si protraeva da quasi un quarto di secolo, Nabucco di Giuseppe Verdi torna al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, inaugurando il 2026 con due recite che riportano in scena uno dei titoli fondativi del teatro verdiano. L’opera che nel 1842 segnò la definitiva affermazione del compositore continua a imporsi come
...prosegui la lettura
|
|
|
Vocale
|
Concerto del primo dell'anno
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Inaugurare l’anno nuovo a teatro condividendo il rito collettivo del Concerto di Capodanno, non è soltanto una consuetudine mondana o un appuntamento rituale del calendario musicale: è un gesto culturale carico di valore simbolico, un augurio affidato al suono capace di dare forma e senso al tempo che comincia. Giovedì 1° gennaio
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dall Estero
|
Rigoletto felice ritorno all'Opera House
servizio di Ramón Jacques FREE
SAN FRANCISCO (California, USA) - War Memorial Opera House. Con Rigoletto, opera in tre atti con musica di Giuseppe e libretto in italiano di Francesco Maria Piave (1810-1876), è iniziata una nuova stagione dell'Opera di San Francisco, la numero 103 della sua storia. Sebbene l'opera sia entrata formalmente nel repertorio di
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Est
|
La sempiterna freschezza dell'Occasione
servizio di Athos Tromboni FREE
ROVIGO - È stata una prima esecuzione assoluta per il Teatro Sociale, quella di L'occasione fa il ladro di Gioachino Rossini su libretto di Luigi Previdali; una prima esecuzione ben 213 anni dopo la prima mondiale del 1812 (avvenuta nel Teatro San Moisè di Venezia); e poi - nella stessa serata rodigina - anche un debutto per il vincitore del Concorso
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Ecco la Cenerentola dei giovani
servizio di Simone Tomei FREE
LUCCA - È curioso come, nel mare magnum del repertorio rossiniano, ci siano opere che più di altre resistono al tempo non perché raccontano una storia nota, ma perché custodiscono una verità che continua a parlarci. La Cenerentola appartiene a questa categoria rara: non è solo una fiaba, non è soltanto un congegno teatrale fulmineo, né
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Est
|
Quando il Barbiere va alle Nozze
servizio di Simone Tomei FREE
TRIESTE - Riunire Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini e Le nozze di Figaro di W.A.Mozart all’interno di un unico progetto teatrale significa restituire alle due opere la continuità per la quale Beaumarchais le aveva pensate: un unico arco narrativo, sentimentale e politico in cui i personaggi della trilogia si sviluppano, si trasformano,
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Alberti fra Vacchi e Dallapiccola
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - La rassegna "Il Pianoforte Contemporaneo" di Ferrara Musica è proseguita domenica 30 novembre con il terzo appuntamento nel Ridotto del Teatro Comunale “Claudio Abbado”: ospite il pianista Alfonso Alberti - figura di spicco nel panorama musicale italiano, la cui attività si divide equamente tra la tastiera, la scrittura di libri e
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Ovest
|
Cavalleria rusticana con alti e bassi
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Ritornare a Cavalleria rusticana al Teatro Carlo Felice significa ripercorrere una strada ormai consolidata con l’allestimento firmato dalla compagnia Teatrialchemici, Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, con scene di Federica Parolini, costumi di Agnese Rabatti e luci di Luigi Biondi. Un progetto che ho già seguito da vicino in due occasioni nel 2019
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
E María Dueņas incanta i ferraresi
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Continua la ricca programmazione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara luogo simbolo della tradizione culturale locale, con in scena il 18 novembre nell’ambito della Stagione Ferrara Musica la Chamber Orchestra of Europe e Sir Antonio Pappano, uno dei più attesi concerti dal sold-out in programma attraverso anche la
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Shostakovic per altri tre
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Dmitrji Shostakovic era nato a San Pietroburgo (seconda città della Russia per numero di abitanti, "ribattezzata" col nome di Leningrado sotto il regime staliniano) nel 1906 ed è deceduto a Mosca nel 1975: ha dunque attraversato come uomo e come musicista tutto il periodo sovietico e soprattutto il periodo più buio dell'oppressione comunista
...prosegui la lettura
|
|
|
Echi dal Territorio
|
Comitato per i Grandi Mastri nuova stagione
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Si intensifica l'attività concertistica per il prossimo inverno/primavera del Comitato per i Grandi Maestri fondato e diretto da Gianluca La Villa: ben sette concerti cameristici, dei quali 3 organizzati da Ferrara Musica nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" su indicazione proprio del Comitato per i Grandi Maestri, e 4 concerti del calendario
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Il labirinto mentale di Lucrezia Borgia
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - A oltre quarantacinque anni dall’ultima rappresentazione fiorentina, Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti è tornata al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dove mancava dal 1979. La nuova produzione andata in scena domenica 9 novembre 2025 ha riportato sul palcoscenico un capolavoro donizettiano di intensa forza drammatica, tratto
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Shostakovic per tre
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Si chiama "Il pianoforte contemporaneo" la rassegna della domenica mattina dedicata al pianoforte del Novecento e primi anni del Terzo Millennio, inserita nel calendario 2025/2026 del Concerti al Ridotto programmati da Ferrara Musica nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" con la collaborazione del Conservatorio Girolamo Frescobaldi.
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dalle Isole
|
Le ossessioni carnali di Salome
servizio di Simone Tomei FREE
SASSARI - L’opera di Richard Strauss, Salome apre la Stagione Lirico-Sinfonica Autunnale 2025 del Teatro Comunale di Sassari. Accostarsi a questo capolavoro significa entrare in un universo febbrile, sensuale e lucidamente spietato, dove la materia musicale e quella drammatica coincidono in un vortice di immagini sonore e pulsioni
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Lü Jia perfetta intesa con Pagano
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - La sera del 30 ottobre 2025 il Teatro Carlo Felice ha inaugurato la Stagione Sinfonica 2025/26 con un concerto interamente dedicato alla musica francese fra Ottocento e primo Novecento, affidato alla direzione di Lü Jia e alla partecipazione del giovane violoncellista Ettore Pagano, accompagnato dall’Orchestra della Fondazione.
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Taverna per Prokofiev
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il corpus dei cinque concerti per pianoforte e orchestra e delle nove sonate per pianoforte, oltre a vari pezzi minori, testimonia l'impegno di Sergej Prokofiev per i tasti bianconeri. Tutti i più grandi pianisti si sono cimentati (e continuano a cimentarsi) nei concerti per pianoforte di Prokofiev, con assoluta predominanza - almeno
...prosegui la lettura
|
|
|
Ballo and Bello
|
Centenario di Dietrich Fischer-Dieskau
servizio di Athos Tromboni FREE
ROVIGO - In occasione del centenario della nascita di Dietrich Fischer-Dieskau, prestigioso baritono e raffinato interprete della grande tradizione Liederistica e operistica internazionale, Rovigo ha dedicato una masterclass presso il conservatorio cittadino e una giornata speciale al suo lascito musicale e intellettuale, con eventi di altissimo profilo
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Donizetti Opera apre il sipario
redatto da Athos Tromboni FREE
BERGAMO - Quella che qui presentiamo è la prima edizione del Donizetti Opera 2025 firmata dal direttore d'orchestra Riccardo Frizza, nella doppia veste di direttore artistico e musicale. È un festival da tempo riconosciuto a livello internazionale come irrinunciabille appuntamento annuale dedicato al celebre compositore bergamasco Gaetano
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Macbeth ancestrale e misterico
servizio di Angela Bosetto FREE
BUSSETO (PR) – «Penso che l’attrazione di Verdi per Shakespeare fosse legata più alla sua convinzione di poter trasformare in musica la grande letteratura che non ad affinità personali. Sicuramente aveva un istinto formidabile per l’Arte con la a maiuscola. Ma se oggi, come allora, nessuno sa nulla della vita di Shakespeare, è innegabile che Verdi
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Bologna va 'Verso Itaca'
redatto da Athos Tromboni FREE
ROMA - La stagione di Opera, Danza e Concerti 2006 firmata dalla nuova sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Elisabetta Riva e dal direttore artistico Pierangelo Conte si chiama “Verso Itaca”: è un appellativo che racconta metaforicamente l’ultima tappa del viaggio della fondazione lirico-sinfonica felsinea verso il rientro
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Ovest
|
Francesca da Rimini tra forza e fragilitā
servizio di Simone Tomei FREE
TORINO - C’è un destino che sembra non conoscere oblio: quello di Francesca da Rimini, eroina sospesa tra colpa e innocenza, tra desiderio e condanna, che continua a esercitare il suo fascino attraverso i secoli e i linguaggi. Quando il sipario del Teatro Regio di Torino si alza sull’opera di Riccardo Zandonai, aprendo la stagione lirica 2025/2026, non
...prosegui la lettura
|
|
|
Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.
Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310
|
|