Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net

Ha fatto tappa anche nel teatro ''Claudio Abbado'' il tour dedicato alle musiche della rock band

The Wall & Pink Floyd greatest hits

servizio di Edoardo Farina

Pubblicato il 25 Maggio 2025

20250525_Fe_00_TheWallPinkFloyd_RobertoMolinelliFERRARA - Nuovo spettacolo ideato e curato dal direttore d’orchestra e violista marchigiano Roberto Molinelli (Ancona, 1963), dopo I sogni son desideri – un secolo di emozioni Disney andato in scena il 14 dicembre scorso in un fiabesco concerto teatral-musicale natalizio che ha unito suoni, immagini e parole esaltando la magia di pellicole senza tempo della cinematografia d’animazione Disney attraverso il racconto dei primi 100 anni di storia e il sorprendente Barcelona Opera rock della primavera precedente, questa volta è la musica psichedelica dei Pink Floyd ad avere fatto il sold out  attraverso un inedito omaggio in versione orchestrale all’intramontabile band londinese più importante del mondo, seguita solo dai Rolling Stones e i Beatles, (o viceversa, a seconda delle opinioni) dopo avere lasciato il loro nome scritto a caratteri cubitali nella storia della musica del nostro tempo. Penultimo appuntamento dei quattordici in cartellone relativi alla ricca programmazione del Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” nell’ambito della Stagione Opera/Balletto 2024-2025, otto tra questi direttamente o in coproduzione, il 17 maggio ne è stata tenuta la conferenza di introduzione “Prima della Prima” nella sala del Ridotto del Teatro Comunale.

20250525_Fe_01_TheWallPinkFloyd_FrancescoPavan_phMarcoCaselliNirmal20250525_Fe_02_TheWallPinkFloyd_AndreaBau_phMarcoCaselliNirmal

20250525_Fe_03_TheWallPinkFloyd_panoramica_phMarcoCaselliNirmal

Ancora una volta, per l'incontro con il pubblico nel Ridotto, c'era un ospite d’eccezione, Pierfrancesco Pacoda, critico musicale e saggista esperto in linguaggi, culture e stili di vita giovanili illustrando attraverso diversi video i loro gloriosi esordi a partire dalle origini di Syd Barret al contesto socio culturale dell’epoca, formatisi musicalmente nel 1965 dopo un tirocinio rock e rhythm and blues nella capitale inglese con denominazioni diverse (Abdabs, Ramblers, Mottos) e formazioni irregolari, prendendo il nome di Pink Floyd (derivato da due musicisti blues, Pink Anderson e Floyd Council) e Marcello Corvino, Direttore Artistico, in qualità di presentatore e moderatore, per andare in scena con The Wall $ Pink Floyd greatest hits la sera stessa e in replica il pomeriggio successivo proposto da l’Orchestra “Città di Ferrara”, l’Accademia Corale “Vittore Veneziani” diretta dal maestro Teresa Auletta, più un cast eccezionale supportato da una band rock formata da Francesco Pavan – chitarra solista, Stefano Maniero - batteria, Gioel Stradiotto (tastiere, pianoforte e voce), Michele Lavarda (basso), Michael Grillo (chitarra e cori), Daniela Boem e Dioletta Pellizzer (coriste), inseriti nel gruppo dei Pink Sonic, poi Marinella Dell’Eva (direttore di scena), il tutto diretto da Molinelli che ne ha sapientemente curato anche gli arrangiamenti.

20250525_Fe_04_TheWallPinkFloyd_DanielaBoemDiolettaPellizzerFrancescoPavan_phMarcoCaselliNirmal

La potenza del rock, in una grandiosa performance divisa in due tempi nettamente distinti, il primo consacrato interamente a The Wall, leggendario album doppio dei Pink Floyd uscito nel 1979, esposto in versione teatrale con la riproduzione di quasi tutti i brani in esso contenuti, mentre la seconda parte è stata dedicata come da titolo, alla riproposizione dei capolavori inossidabili che tutti gli amanti del rock o meno non possono non avere riconosciuto. Grande musica degli ultimi decenni del Novecento, ove negli anni ’70 impazzava la Disco Music in “concorrenza” discografica con il Rock, poi la “New Wave – per cambiare colore al Rock”, come citava un noto slogan radiofonico prodotto dalla casa discografica americana CBS, vivendone una netta contrapposizione tra o ritmi da sballo e il genere impegnato, introspettivo, “serio” quello destinato agli intellettuali del tempo, avendo visto tante evoluzioni e rivoluzioni di generi artistici. All’inizio del secolo scorso, lo spettacolo popolare per eccellenza era il melodramma italiano, poi con la scomparsa dei grandi compositori del suo genere, quali ad esempio Cilea, Mascagni, Puccini, gli ultimi autori di questa grande epopea nata in Italia all’inizio del Seicento, tramonta una tradizione che diventa generativa per forme diversificate tra loro, come il musical, il cinema e l’opera rock. Alla medesima tipologia appartiene anche la nuova produzione di The Wall, prendendo vita a sua volta dallo storico lungometraggio omonimo nella sua grandiosità, con l’intenzione di portare sul grande schermo non solamente le musiche ma anche la trama del celeberrimo film che fu realizzato dal regista Alan Parker uscito nelle sale cinematografiche nel 1982,  tema tra l’altro ampiamente utilizzato e tornato incredibilmente e simbolicamente attuale quando nel 1989 fu abbattuto il muro di Berlino concludendo anche il lungo periodo della Guerra Fredda; ma anche spettacolo teatrale dai numerosi dialoghi solisti tra i vari attori dove, se da una parte la sceneggiatura si è rivelata volutamente non propriamente identica alla trama preposta, la tematica si è presentata nelle sue forme metaforiche e didascaliche nella loro entità connessa con la solitudine dell’uomo moderno. “Pink, qui interpretato da Jacopo Trebbi vuole porsi come un alter ego di Roger Waters, per la drammaturgia di Emanuele Aldrovandi partendo dalle sue stesse dichiarazioni, dai suoi diari, dai racconti e dalle interviste che vennero rilasciate durante la produzione di The Wall per costruire un mondo altro in cui egli vive. È anche uno fra i più importanti rock concept album che siano mai stati realizzati, per questo sul palcoscenico abbiamo costruito un progetto composito, ricco sfaccettato che possa rendere le suggestioni del capolavoro dei Pink Floyd attraverso una lettura e linguaggi contemporanei originali.

20250525_Fe_05_TheWallPinkFloyd_balletto1_phMarcoCaselliNirmal

20250525_Fe_07_TheWallPinkFloyd_balletto3_phMarcoCaselliNirmal

20250525_Fe_06_TheWallPinkFloyd_balletto2_phMarcoCaselliNirmal

Una rock band, l’orchestra sinfonica, un coro, una compagnia di danza-tori, un attore, video proiezioni, strumenti al servizio del massaggio profondo e chiaro di questo album: proviamo ad abbattere quel muro di solitudine e aprirci in mondo” – sostiene il regista Manuel Renga. Assai suggestive le scene, i colori delle proiezioni scenografiche, in primis l’aereo caccia bombardiere della Seconda Guerra Mondiale, musiche forti e penetranti…anche se il disatteso rombo dell’elicottero all’inizio di Another brick in the wall è stata una piccola mancanza… quasi trascurabile. Ma il brano parla comunque da sé, una marcia, “Hey, teacher, leave them kids alone” – (Ehi, insegnante, lascia in pace quei ragazzi), non era solo un ritornello ma un grido generazionale. La cosa sconvolgente non fu solo il messaggio ma il fatto che una band di rock progressivo aveva creato un successo con un mix ballabile e un coro infantile, vietato nelle scuole britanniche divenendo un inno contro l’oppressione scolastica. Altri governi la censurarono ma era troppo tardi, il muro si era già incrinato, dimostrando i Pink Floyd che il rock poteva essere anche pedagogico e che una canzone essere anche più potente di un intero discorso. In varie teorie storiografiche, l’Opera Rock nasce come un'evoluzione dello stesso in cui tutte o brani contribuiscono a dare un significato nel loro insieme, spesso ruotando attorno a un unico tema presentando notevoli affinità con il musical, al quale viene assimilata dando inoltre origine a realtà analoghe legate ai più svariati stilemi compositivi, portando alla nascita, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni Novanta del Novecento, di creazioni classificabili come opera metalopera rap e opera hip hop che, nella loro natura di opera album, seguono principi analoghi con il Rock Sinfonico ove i maggiori artefici di tale genere sono stati, solo per citarne alcuni, sicuramente i Tangerine Dream, i Genesis, Mike Oldfield soprattutto con i tre Tubular Bells e naturalmente la psichedelia dei Pink Floyd o i Kraftwerk ove la stesura armonica è sempre composta da una suite solitamente dalla durata al massimo di venticinque minuti per parte, tanta ne poteva essere allora la capienza di un vinile. L'elemento caratteristico è invece la sua chiara struttura drammatica, in cui i brani musicali non soltanto sono legati da un tema o un argomento comune, ma presentano una precisa sequenza narrativa, con tanto di scene e personaggi. Per queste sue caratteristiche essa si presta frequentemente a essere esposta in forma di oratorio o dramma in una natura spiccatamente musicale, la cui rappresentazione in forma scenica, divenendo così un musical a tutti gli effetti, collocandosi verso una forma del tutto autonoma e opzionale. Malgrado ciò, comunque, gran parte delle scelte, soprattutto in tempi recenti, vengono ideate sin dall'inizio per essere portate sul palco come visto in numerose performance di successo quali ad esempio Jesus Christ Superstar ed Evita, non presentando generalmente momenti di prosa o recitativi, ma una sequenza ininterrotta di canzoni, in cui la componente teatrale e coreografica risulta di secondaria importanza. Negli ultimi anni, soprattutto in Italia, il termine è stato spesso assimilato a quello di Opera popolare, della quale le recenti stesure ne rappresenterebbero un sottogenere, complice una mancanza di idee...

D - The Wall è considerato l’album di svolta dei Pink Floyd, undicesimo dei trentadue tra studio e live, uscito dopo due anni di attesa da Animals, molto diverso dai precedenti per il grande lirismo sinfonico e le tematiche riportate, forse angoscianti più di ogni altra tipologia sociale. Quali difficoltà riscontriamo prevalentemente nel riproporlo oggi? – chiedo a Roberto Molinelli al termine della replica e ultimo spettacolo - e quanta ricerca è stata necessaria per creare un’imitazione musicalmente e in pratica perfetta della proposta anche se in parte volutamente diversa negli stili e abitudini originali?
R - “Realizzare The Wall in versione sinfonica è stato uno dei sogni e desideri più importanti della mia vita di musicista, ove per essere giunti a un risultato il più possibile esatto sono occorsi tanti anni di studio e attenzione onde evitare grottesche caricature ed errori, cosa che avviene da parte di gruppi poco esperti ove ci si limita all’esecuzione delle sole canzoni alla meno peggio, trascurando molto spesso tutta la parte coreografica e di immagine. Consideriamo che insieme ai Beatles, i Pink Floyd oggi sono emulati da migliaia di gruppi cover nel mondo alcuni arrivati a un livello tale dove in certi casi è davvero difficile riconoscerli dagli originali. Ma nel nostro contesto da me proposto vuole essere tutto molto diverso per la varietà dei brani in versione orchestrale ad archi, complice il fatto che la loro musica non è mai in qualche maniera divertente ma portata al dramma umano nelle sue varie forme introspettive, quindi nella fattispecie già considerata estremamente impegnativa”.
D - Come già constatato nelle nostre precedenti interviste, al di là del tempo assistiamo infatti nuovamente al fenomeno delle cover band in modo direi felicemente preoccupante e ciò significa una mancanza di idee, di nuove formazioni dovute a un certo senso al problema congiunto con la musica tonale finita, come dissero a suo tempo Ennio Morricone e prima ancora Strawinskij, o solo a una sorta di nostalgia rapportata a un paragone con una qualità attuale probabilmente non nelle condizioni di giungere ai livelli di allora, per lo meno riguardo coloro che appartengono alla nostra generazione… e quanto è rischioso, inoltre, assumersi la responsabilità relativa al confronto con un gruppo originale così noto?                                                                                         
R - “Indubbiamente c’è il rischio del confronto critico in tutto ciò, essendo vero che negli ambienti rock le cover band e le tribute band a volte vengono ignorate e citate con sufficienza se non addirittura disprezzate. Di solito, le prime rappresentano dei musicisti in grado di suonare un repertorio di altri autori, appunto di cover, mentre le seconde sono una formazione dedita esclusivamente all’esecuzione di un unico artista o formazione, che si tratti di Freddy Mercury o gli U2. Le motivazioni che adducono i refrattari non sono mai del tutto chiare: è ovvio che nessuno può interpretare per fortuna o sfortuna le star nell’identico modo; se artisticamente può essere poco interessante imitarne i vari “complessi” di allora, così infatti erano chiamati, di conseguenza non avrebbe senso neppure proporre al pubblico un concerto di tale tipologia; quindi, tanto varrebbe ascoltare il disco originale e nulla di più. Con una tale confusione mentale si nega l’evidenza riguardo al fatto che la musica è eterna essendo sempre un linguaggio scritto rimanendone a disposizione l’esecuzione da parte di qualcuno leggendo la partitura… e va da sé che oggi possiamo godere delle sinfonie classiche o del repertorio cameristico dei secoli passati grazie a tutto ciò nonostante gli autori siano defunti da secoli. Verissimo che molti artisti rock suonano a imitazione senza conoscere la notazione ma le loro opere vengono comunque immediatamente trascritte, depositate e pubblicate dai vari editori. Poi alcuni sostengono che la maggiore parte dei gruppi cover sono a volte molto meglio degli originali…affermazione un po’ azzardata, anche se noi cerchiamo di non essere da meno nel ricreare la medesima configurazione del suo tempo ove la soddisfazione maggiore è rappresentata dall’essere riusciti ad avvicinarsi in maniera possibilmente autentica. È logico che da parte nostra, per via di una orchestrazione classica così come viene rappresentata, non vi è l’intenzione plausibile di reiterare in maniera ferrea e filologica, sarebbe praticamente irrealizzabile, ma cercare di offrire una versione sinfonica e comunque originale, di sicuro effetto e coinvolgimento emotivo”.
D - Progetti per il futuro? Qualche anteprima riguardo quali performance ci attendono nel 2026?
R - “Dal prossimo anno, accantonato questo progetto, comincerò a lavorare per un altro storico spettacolo, anche se ancora incerto riguardo le definizioni avendo in mente una rosa di scelte piuttosto ampia e come tale al momento preferisco non fornire alcuna anticipazione!"

20250525_Fe_08_TheWallPinkFloyd_aereo_phMarcoCaselliNirmal

Seconda parte molto più variegata, costituita dai noti e grandi successi della band ampiamente esposti da Molinelli in maniera specifica e approfondita tra aneddoti e curiosità, inframmezzando i brani tra racconti dal piacevole intrattenimento e dalla forma chiara ed esaustiva non tralasciando diversi esempi addirittura di armonia e composizione parlando di accordi e modulazioni tonali, ma solo per i più esperti, usate nelle partiture, in grado di attraversare gran parte sessant’anni di storia con brani indimenticabili come Shine On You Crazy Diamond, dallo strepitoso sassofono solista di Andrea Baù, tratto dal Wish You Were Here, in occasione anche dell’attuale cinquantesimo dalla pubblicazione. Album dedicato a Syd Barret non vuole essere solo una canzone ma un abbraccio a distanza, una lettera senza destinatario collocatosi inoltre come critica all'industria musicale rappresentato in modo specifico da Shine On sfumando senza soluzione di continuità in Welcome to the Machine, che comincia con l'apertura di una porta automatica - descritta da Waters come "simbolo di scoperta musicale e di progresso tradito dal mondo della musica, che è più interessato al successo e che si dimostra avido" finendo con i rumori di una festa per simboleggiare "la mancanza di contatti e sentimenti reali tra le persone". Poi ancora da The Division Bell, per citarne solo alcuni, considerato da loro stessi addirittura tra i meno riusciti, (avercene!) con il suggestivo High Hopes, dai suggestivi suoni delle campane in levare ambientate in una strana e tetra campagna invernale, brano conclusivo della seconda facciata LP, testo avente come tema centrale la perdita e il ritrovamento della felicità e della serenità dell'uomo durante la sua vita, quindi il lirismo di The Great Gig In The Sky mirabilmente interpretato dalle coriste Boem e Pellizzer in un’introspettiva sinergia dall’intonazione ed espressività perfettamente adeguata, alternando grinta, dolcezza, vocalità ed eloquenti modulazioni… e a chiusura di sipario, Money tratti entrambi dal celeberrimo The Dark Side of the Moon del 1973 album che rimase in classifica circa mille settimane, record assoluto. Un vero e proprio omaggio allo straordinario talento del gruppo corale ove non prevale mai un solista in quanto tale, tranne qui la grandiosa chitarra elettrica di Pavan ovvero “David Gilmour” dalla pulizia esemplare nelle note singole (ma guai sbagliarne una!), dal tono decisamente sorprendente e superiore alle aspettative per via di una dinamica e voce davvero molto simile all’interprete originale per tenuta e potenza, il tutto sotto la presente bacchetta di Molinelli dal look a tema e la direzione apparentemente scompigliata e stravagante ma in realtà attentissima. La perfetta e sincronica concertazione del coro diretto da Auletta e l’orchestra, ove nelle sezioni dei violini era presente anche lo stesso Corvino, le luci e le proiezioni multimediali su maxischermo per allestimento di Marco Cazzola hanno fatto il resto. Esecuzione dalla perfezione tecnica e sound supportato da una corretta amplificazione equilibrata e mai assordante, condizione non scontata come spesso avviene in questi casi, posta tra classicità e modernità nella forma e nella sostanza qui in prima assoluta, come ideato dai Pink Floyd di impostazione audio-video tratto dal progetto originale per proseguire dalla grande attesa a “Ravenna Festival” il mese successivo. Platea gremita dalla presenza di un pubblico entusiasta e non del tutto giovanissimo come era ampiamente prevedibile costituito in maggiore parte dai “rockettari” degli anni Settanta e i ragazzi degli anni Ottanta del secolo scorso, oggi over sessantenni nostalgici senza tempo della musica dei quattro pionieri del rock sinfonico, Barret a parte presente solo dalla fondazione al 1968 poi prematuramente scomparso, quindi Roger Waters, Nick Mason, David Gilmour e Richard Wright, le cui tracce si sono perdute nel 2014 con l’ultimo e discutibilissimo The Endless River dal sapore new age realizzato, a detta dei puristi più critici, con gli scarti delle registrazioni non riuscite e abbandonate ma collocato comunque sul mercato solo per una questione di business.  L'esplosione di luci e suoni ha voluto ricreare a distanza di oltre quattro decenni la loro spinta anticonformista, compresa la carica protestataria di quegli anni tramite un'immagine di repertorio trasgressiva, futurista e contraddittoria in conflitto tra le vecchie e nuove generazioni, complice la grande musica dell’epoca d’oro del Rock, riscostruendo perfettamente quanto già tutti in sala hanno ricordato e rivissuto nei loro tempi adolescenziali, potendo magistralmente affermare…: “io c’ero!” ...
(il servizio si riferisce al concerto di sabato 17 maggio 2025)

20250525_Fe_09_TheWallPinkFloyd_panoramica_phMarcoCaselliNirmal

20250525_Fe_10_TheWallPinkFloyd_Facebook

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per il Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara
Nella miniatura in alto: il direttore d'orchestra Roberto Molinelli
Sotto, in sequenza: il chitarrista Francesco Pavan; il sassofonista Andrea Baù; e una panoramica sul concerto
Al centro, in sequenza: le coriste Daniela Boem e Dioletta Pellizzer con Francesco Pavan; tre belle immagini di Caselli Nirmal sul balletto
Sotto: uno scatto sull'aereo bombardiere della Seconda Guerra Mondiale previsto dalla scenografia
In fondo: panoramica su direttore orchestra e coro; e i saluti finali di Roberto Molinelli e della band fra un tripudio d'applausi






< Torna indietro

Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
La musica di Roberto Manuzzi
intervento di Athos Tromboni FREE

20260215_Fe_00_ConcertoRobertoManuzziFERRARA - Una piccola antologia di significative composizioni a-jazz, il lancio di un crowdfunding per favorire la produzione d'un prossimo compact-disc del gruppo Ars Antiqua World Jazz Ensemble, una coinvolgente prima esecuzione assoluta d'una sonata per flauto e pianoforte: questo il succo del concerto "Paesaggi sonori - La musica di Roberto Manuzzi" che si è svolto nella Sala Stefano Tassinari dell'Associazione Musicisti di Ferrara (Scuola di Musica Moderna) di via Darsena, ieri pomeriggio.
Pubblico strabocchevole, tanto che dentro la Sala Tassinari molti spettatori hanno trovato posto a sedere... solo sul pavimento.
Ma si sa, i frequentatori della musica jazz (e anche quelli della musica a-jazz) non hanno problemi ad accovacciarsi ovunque sia possibile, l'importante è essere presenti al concerto, condividere le pulsioni che la musica,
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Opera dal Nord-Est
Un Trovatore in nero
servizio di Rossana Poletti FREE

20260301_Ts_00_IlTrovatore_YusifEyvazov_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. In scena al Teatro Verdi di Trieste l’allestimento de Il Trovatore, che è frutto della coproduzione con l’Opéra de Saint-Étienne/Città di Marsiglia-Opera, si veste di un cast stellare. Partendo dal principale protagonista Yusif Eyvazov che, folgorato da una diretta televisiva di Montserrat Caballé dal Bol'šoj,
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Pagliacci e Cavalleria dittico riprogettato
servizio di Simone Tomei FREE

20260227_Fi_00_PagliacciCavalleria_RobertCarsen_phMicheleMonastaFIRENZE - Ci sono serate in cui esci dal teatro e senti che qualcosa dentro di te si è spostato. Non necessariamente tutto ha funzionato, non necessariamente sei d’accordo con ogni scelta che ti è stata proposta, ma qualcuno ti ha parlato davvero.
Quella con il regista Robert Carsen è una di
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Macbeth da manuale
servizio di Simone Tomei FREE

20260223_Li_00_Macbeth_FrancoVassallo_phVirginiaGoirovichLIVORNO - Vi sono opere che il tempo non consuma, ma affina. Il Macbeth di Giuseppe Verdi è tra queste: ogni nuova produzione che ne rimetta in scena la sostanza drammatica sembra interrogarlo da capo, come se il dramma non avesse ancora esaurito ciò che ha da dire su di noi, sul potere, sull’oscura geometria del destino. E quando
...prosegui la lettura

Classica
Musica Amoris 2026
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260218_Li_00_ConcertoAmoris_GabrieleBaldocciLIVORNO - Il Teatro Goldoni accoglie nel weekend di San Valentino "Musica Amoris 2026" in un clima di attesa calorosa e partecipe. Il titolo scelto per il concerto non è casuale: l’amore, nelle sue molteplici declinazioni, è il filo rosso che unisce le due grandi pagine in programma, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle minore
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Tutte le direzioni riparte
servizio di Francesco Franchella FREE

20260217_Fe_00_GruppoDei10_SandroGibelliniFERRARA - Girovagando tra le etrusche valli padane, alla ricerca di una nuova casa (vista la chiusura dello "Spirito" di Vigarano Mainarda), la carovana del Gruppo dei 10 ha trovato due importanti collaborazioni per una sosta prolungata all’insegna della musica e del divertimento.
Saranno infatti la Scuola di Musica Moderna
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Tristan un Isolde viaggio nell'amore
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260215_Ge_00_TristanUndIsolde_DonatoRenzettiGENOVA - Applausi lunghi e calorosi accolgono, venerdì 13 febbraio 2026, il debutto del titolo più atteso e impegnativo della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: Tristan und Isolde di Richard Wagner. Quasi cinque ore di musica e vertigine emotiva che scorrono come un unico respiro, dissolvendo il tempo e lasciando lo spettatore
...prosegui la lettura

Classica
Mehta e Mozart suprema bellezza
servizio di Simone Tomei FREE

20260211_Lu_00_ConcertoDirZubinMehta_phBeatriceSperanzaLUCCA - C’è un istante nella vita di ogni istituzione culturale in cui la programmazione cessa di essere mero esercizio di organizzazione e diventa atto interpretativo della storia. Quando il Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" ha dovuto rinunciare momentaneamente all’Otello verdiano inizialmente previsto, il vuoto lasciato in cartellone avrebbe
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Rigoletto rinnovato senza tradimenti
servizio di Simone Tomei FREE

20260210_Ar_00_Rigoletto_MarioCassi_phAlessandroSchincoAREZZO - Nel cuore del Teatro Petrarca di Arezzo la produzione di Rigoletto di Giuseppe Verdi si conferma un evento che va oltre la pura rappresentazione lirica, trasformandosi in un manifesto culturale vivo e consapevole. L’edizione nasce dall’incontro virtuoso tra formazione d’eccellenza, identità territoriale e audace innovazione
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Campus dei Campioni la cultura diventa comunitā
servizio di Francesca De Giovanni FREE

20260202_00_SanLazzaroDiSavena_AperitivoFilosoficoMusicale_MassimoDiMennaSAN LAZZARO DI SAVENA (BO) - Sold out dal mattino. Sala gremita. Energia viva. Pensiero in movimento. L’aperitivo filosofico-musicale andato in scena sabato sera al Campus dei Campioni, nell’ambito delle attività della Scuola dei Concetti, si è aperto con un dato simbolico prima ancora che numerico: evento
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Mahagonny vicenda tortuosa
servizio di Rossana Poletti FREE

20260201_Ts_00_Mahagonny_BeatriceVenezi_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny è in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi: in italiano Ascesa e caduta della città di Mahagonny presenta più di altre opere la necessità di analizzare sia il compositore che l’autore del libretto. Bertold Brecht fu indubbiamente uno dei grandi innovatori del teatro del
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Una Carmen molto bella
servizio di Athos Tromboni FREE

20260201_Ro_00_Carmen_LauraVerrecchia_phLudovicoGuglielmoROVIGO - Abbiamo assistito a una Carmen di Bizet con una regia molto bella. Per questo è utile cominciare il racconto dell'opera andata in scena nel Teatro Sociale di Rovigo dalle note del regista Filippo Tonon: «Proprio nell’anno del 150° anniversario della prima esecuzione di Carmen (la prima rappresentazione avvenne all’Opéra-Comique di
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Trovatore opera di passioni estreme
servizio di Simone Tomei FREE

20260125_Ge_00_IlTrovatore_FabioSartori_phMarcelloOrselliGENOVA - All'interno della stagione lirica 2025-2026 del Teatro Carlo Felice Il trovatore di Giuseppe Verdi torna in scena come uno dei titoli più emblematici e, al tempo stesso, più problematici del repertorio ottocentesco. Opera di passioni estreme, di memorie che divorano il presente e di un destino che si compie attraverso il sangue e il fuoco
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ecco a voi la Tosca di Scarpia...
servizio di Simone Tomei FREE

20250119_Fi_00_Tosca_MicheleGambaFIRENZE - Con Tosca Giacomo Puccini realizza una delle sintesi più lucide del proprio teatro musicale: un’opera senza vere pause, costruita come un flusso drammatico continuo in cui la musica coincide con l’azione. Viene meno la tradizionale alternanza fra numeri chiusi e raccordi, sostituita da una trama serrata di motivi brevi e ricorrenti che
...prosegui la lettura

Personaggi
Ho la sensazione di far parte d'una storia pių grande
intervista a cura di Ramón Jacques FREE

20260114_To_00_IntervistaACarloVistoliTORINO - Carlo Vistoli è al momento il controtenore italiano più richiesto all'estero (considerato un interprete di riferimento di Händel) e sta avendo una carriera in grandissima ascesa: ha vinto il Premio "Abbiati" 2024 della critica musicale italiana come miglior cantante per Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
La perdurante attualitā di Nabucco
servizio di Simone Tomei FREE

20260106_Lu_00_Nabucco_AngeloVeccia_phLorenzoGoriniLUCCA - Dopo un’assenza che si protraeva da quasi un quarto di secolo, Nabucco di Giuseppe Verdi torna al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, inaugurando il 2026 con due recite che riportano in scena uno dei titoli fondativi del teatro verdiano. L’opera che nel 1842 segnò la definitiva affermazione del compositore continua a imporsi come
...prosegui la lettura

Vocale
Le Concert d'Astrée d'alto livello
servizio di Ramón Jacques FREE

20260102_00_Barcellona_EmmanuelleHaim_Facebook_phABofillBARCELLONA (ES) - Palau de la Musica Catalana, Catalogna. Nell'ambito di una lunga tournée che ha toccato diverse città della Francia e della Spagna, il rinomato e celebre ensemble strumentale e vocale francese specializzato nell'interpretazione della musica barocca Le Concert d'Astrée ha offerto un memorabile concerto nella pittoresca sala
...prosegui la lettura

Vocale
Concerto del primo dell'anno
servizio di Simone Tomei FREE

20260102_Ge_00_ConcertoDiCapodanno_HartmutHaenchenGENOVA - Inaugurare l’anno nuovo a teatro condividendo il rito collettivo del Concerto di Capodanno, non è soltanto una consuetudine mondana o un appuntamento rituale del calendario musicale: è un gesto culturale carico di valore simbolico, un augurio affidato al suono capace di dare forma e senso al tempo che comincia. Giovedì 1° gennaio
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Branduardi Futuro Antico IX
servizio di Edoardo Farina FREE

20260217_Fe_00_AngeloBranduardiFERRARA - Attesissimo concerto del celebre cantautore milanese ma genovese di adozione, Angelo Branduardi, al di fuori della programmazione concertistica invernale del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara luogo simbolo della tradizione culturale locale, in scena l’11 dicembre 2025 nell’ambito di un evento promosso dal Comune di
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Rigoletto felice ritorno all'Opera House
servizio di Ramón Jacques FREE

20251230_00_SanFrancisco_Rigoletto_AmartuvshinEnkhbat_phCoryWeaverSAN FRANCISCO (California, USA) - War Memorial Opera House. Con Rigoletto, opera in tre atti con musica di Giuseppe e libretto in italiano di Francesco Maria Piave (1810-1876), è iniziata una nuova stagione dell'Opera di San Francisco, la numero 103 della sua storia.
Sebbene l'opera sia entrata formalmente nel repertorio di
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
La sempiterna freschezza dell'Occasione
servizio di Athos Tromboni FREE

20251213_Ro_00_LOccasioneFaIlLadro_ElisabettaMaschioROVIGO - È stata una prima esecuzione assoluta per il Teatro Sociale, quella di L'occasione fa il ladro di Gioachino Rossini su libretto di Luigi Previdali; una prima esecuzione ben 213 anni dopo la prima mondiale del 1812 (avvenuta nel Teatro San Moisè di Venezia); e poi - nella stessa serata rodigina - anche un debutto per il vincitore del Concorso
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310