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In scena con successo l'opera del compositore contemporaneo argentino Osvaldo Golijov |
Ainadamar a Los Angeles |
servizio di Ramón Jacques |
| Pubblicato il 30 Aprile 2025 |
LOS ANGELES (USA), Dorothy Chandler Pavilion - Ainadamar, opera prima in tre atti e tre scene composta dal compositore argentino Osvaldo Golijov (nato nel 1960), è uno dei titoli in programma nella stagione in corso della Los Angeles Opera che si concluderà a giugno con una produzione di Rigoletto e i recital del tenore Joshua Guerrero e del celebre soprano Renée Fleming. Il libretto originale dell’opera, scritto in inglese dal drammaturgo americano David Henry Hwang, è stato successivamente tradotto in spagnolo dallo stesso compositore. La versione spagnola è quella attualmente utilizzata in ogni ripresa dell’opera, inclusa la rappresentazione in programma. Dato il considerevole numero di ispanofoni residenti in città e frequentanti il teatro, la rappresentazione di opere in lingua spagnola rappresenta una questione di rilievo, sebbene spesso trascurata. A tal proposito, si possono citare alcune importanti eccezioni, come “El último sueño de Frida y Diego” di Gabriela Lena Frank (nata nel 1972), rappresentato in città nel 2023, “Il Postino” (presentato per la prima volta nel 2010) e “Florencia en el Amazonas”, entrambi del compositore messicano Daniel Catán (1949-2011), e alcune zarzuelas di fama come “El Gato Montes” e “Luisa Fernanda”. Ainadamar sembra adattarsi all’idea che i teatri si propongono di offrire al pubblico contemporaneo opere con temi familiari e in linea con la realtà demografica della città. Questo approccio mira a mantenere vivo l’interesse per l’arte lirica, che sta attraversando un periodo difficile, e a creare nuovo pubblico, andando oltre la ripetizione dei cosiddetti cavalli di battaglia del repertorio.


Vale la pena menzionare che Ainadamar ha debuttato nel 2003 al Tanglewood Festival nel Massachusetts, negli Stati Uniti. Da allora, ha intrapreso un lungo viaggio che l’ha portata a essere ascoltata in vari luoghi in tutto il mondo, tra cui la Spagna. In particolare, è da sottolineare la sua messa in scena alla Santa Fe Opera, due anni dopo la sua première. Questo evento è stato importante perché è stato utilizzato il libretto rivisto e la sua traduzione in spagnolo è stata ascoltata per la prima volta. Ciò è avvenuto nell’estate del 2005. "Ainadamar" significa “Fontana delle Lacrime” in arabo ed è ambientato a Granada, in Spagna, dove fu ucciso il poeat Federico García Lorca, il personaggio principale dell’opera. La storia dell'opera è ambientata al Teatro Solís di Montevideo nel 1969 e racconta in ordine cronologico inverso, in diverse scene intrecciate, la storia del rapporto tra il poeta e la sua musa, l'attrice catalana Margarita Xirgu, nonché l'opposizione alla Falange spagnola e la sua successiva esecuzione da parte delle forze fasciste all'inizio della Guerra Civile spagnola a causa delle sue idee socialiste e della sua omosessualità, costantemente denunciata nell'opera attraverso l'acuto cante jondo flamenco del tenore Alfredo Tejada nel ruolo del falangista Ramón Ruiz Alonso. Si tratta di ricordi (flashback) nella vita di García Lorca, in un’opera carica di tensione e continuità drammatica per tutta la sua durata. Lo spettacolo è stato eseguito senza tagli né intervalli. In questo senso, l’aspetto scenico-teatrale ha funzionato perfettamente, grazie alla regia di Deborah Colker, alle scenografie e ai costumi di Jon Bausor e all’intensa ma consistente illuminazione di Paul Keogan. I brillanti e vivissimi toni di rosso e nero trasmettevano la sensazione di sangue, paura e ansia, un monito della tragica fine imminente. La semplicità e l’austerità della messa in scena si intrecciavano con i cambi di scena, conferendo fluidità e continuità alla storia, senza distrazioni dalle performance di cantanti e artisti. L’intera storia si svolgeva al centro della scena, con una tenda circolare fatta di corde appese alla parte più alta del palco, con un piedistallo al centro da cui entravano e uscivano gli artisti. Il tutto era completato dalle lievi ma effici proiezioni sullo sfondo di immagini che alludevano alla corrida e alle arene, oltre a citazioni dagli scritti di García Lorca. Anche i ballerini classici apparivano costantemente sul palco, offrendo coreografie visivamente d'impatto e discrete, inclusi passi di flamenco, tutti vestiti di rosso. Nel mondo attuale, dove la norma sono le coproduzioni teatrali tra vari teatri, mi sono chiesto se i partecipanti alle coproduzioni siano completamente soddisfatti del risultato o della preparazione della parte visiva dello spettacolo o se a volte debbano presentare scenografie che non sono del tutto di loro gradimento, ma che sono poi obbligati ad utilizzare; ma questa curiosità si è dissipata con questa produzione scenica, già vista al Metropolitan Opera, a cui si sono unite la Scottish Opera, la Welsh National Opera e la Detroit Opera. E questo lo si è notato nelle reazioni e nel gusto del pubblico di Los Angeles, che comprendeva i testi cantati e recitati ed aveva probabilmente più familiarità con gli argomenti e gli eventi dell'opera. Ciò si è manifestato nella sorpresa, nei gesti ed espressioni verbali, così come nella loro approvazione al termine dello spettacolo. La strumentazione di Ainadamar fonde piacevolmente diversi stili musicali spagnoli, come il flamenco, la musica gitana e quella sefardita. Due chitarre e abbondanti percussioni, tipiche della musica flamenca, sono anche state aggiunte all’orchestra. Si notano alcune influenze che potrebbero ricordare la musica di Piazzolla, passaggi classici, musica ebraica, persino la musica popolare argentina. Il ruolo di Federico García Lorca, un ruolo en travesti sempre interpretato da un mezzosoprano, è stato affidato a Daniela Mack, che ha cantato la sua parte con passione e le sue arie con effusione e capacità vocali ricche di colore, grinta e ardore.


Nell’impegnativo ruolo di Margarita Xirgu, l’esperto soprano Ana María Martínez, ben noto in questo teatro per l’ampia varietà di ruoli qui interpretati, ha offerto un’interpretazione convincente, buone capacità vocali e una bella attitudine scenica. Degno di nota, ad esempio, il suo duetto con la Mack, “A la Habana”, caratterizzato da ritmi distinti dal sapore caraibico. Il soprano Vanessa Becerra, nel ruolo di Nuria, allieva di Margarita Xirgu, e il già citato cantante di flamenco del movimento falangista Ramón Ruiz Alonso hanno interpretato in modo soddisfacente i loro ruoli. I cori femminili che cantavano la ballata di García Lorca, María Pineda, così come il resto degli attori e dei ballerini sul palco, hanno dato prova di una performance impeccabile. L’orchestra è stata diretta dalla maestra colombiana Lina González Santos, direttrice musicale residente del teatro. Dalla sua nomina nel 2022, ha acquisito la competenza e il controllo necessari per estrarre musicalità e armonia dai musicisti dell’orchestra rinforzata e ridotta, comprendendo i cambiamenti di stile e ritmo e sottolineando i momenti di tensione contenuti nella partitura, con un tocco sapiente in simbiosi con le voci. In definitiva, sembrerebbe che la durata di appena un’ora e mezza sia troppo breve per un’esecuzione operistica che, pur essendo soddisfacente, lascia un pizzico di insoddisfazione, come se ci si aspettasse di più. Personalmente, ho avuto la fortuna di ascoltare Ainadamar qualche anno fa al Teatro Argentino di La Plata, città natale di Oscaldo Golijov: in quell’occasione, il ruolo del titolo era interpretato dal controtenore argentino Franco Fagioli, che sarebbe poi diventato un importante interprete del canto barocco. Prima dell’opera, era stata aggiunta una coreografia con la suite dal balletto “Estancia” di Ginastera, che si integrava perfettamente con l’esecuzione. Non intendo suggerire che si debba associare altro all’opera a Los Angeles o in future riprese, ma la combinazione realizzata a La Plata ha funzionato ed è stata un’aggiunta piuttosto convincente. Vale la pena ricordare che la vicina Filarmonica di Los Angeles (LA Phil) aveva gia presentato l'opera in prima assoluta in questa citta nel 2004 con la leggendaria soprano statunitense Dawn Upshaw nel ruolo di Margarita, che è stata presente alla prima mondiale e nel 2006 nella registrazione discografica realizzata per l'etichetta Deutsche Grammophon. (La recensione si riferisce alla recita di sabato 26 aprile 2025)
Crediti fotografici: Cory Weaver per la Los Angeles Opera Nella miniatura in alto: il soprano Ana María Martínez (Margarita Xirgu) Al centro e sotto, in sequenza: belle panoramiche su allestimento e costumi di Ainadamar
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